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giovedì, maggio 23, 2013

MIA SORELLA SI E' SUICIDATA

Età:   34
Salve, ho perso mia sorella da 15 giorni: si è suicidata.
Mi sento vuota, persa e colpevole di non averla capita abbastanza, di non
essermi sforzata, forse una mia parola le avrebbe consentito di risalire il
tunnel nel quale era entrata...mi manca tanto, e oggi non riesco più a piangere perchè nonostate l'ho vista morta ho la sensazione che tutto possa ritornare indietro. La rivedrò, mi richiamerà, mi sorriderà....sono sconvolta e priva di ogni entusiasmo.

giovedì, luglio 05, 2012

M VIENE IN MENTE L'IDEA DEL SUICIDIO

Età: 18
Sono una ragazza di 18 anni ed è da quando ne ho 15 che ogni tanto mi viene in mente l'idea di suicidio. é come se il mondo intorno a me non mi ascoltasse ed ogni volta che voglio far parte anche io di questa terra nessuno mi ascolta. Non so con chi parlare per paura che qualcuno mi giudichi, non riesco a trovare qualcosa che mi faccia felice e non riesco a capire neanche perchè io sia così. Forse sono sbagliata e certe volte il suicidio mi sembra la decisione migliore per non essere più un peso alla gente intorno a me. Non so che fare mi sento senza voce e vorrei urlare che ci sono anche io ma se nessuno mi sente che senso ha vivere?

mercoledì, luglio 04, 2012

IL SUICIDIO NON E' UNA SOLUZIONE

Chiara Età: 24
Salve,
mi chiamo Chiara, ho 24 anni. E' strano, per me, chiedere un consiglio a qualcuno specialmente quando non lo conosco minimamente. Ma non so più come fare.
Ho bisogno di trovare un modo per sbloccarmi. E spero di aver trovato il luogo giusto.
Non chiedo mai aiuto e per me, questo, è molto difficile. Sono cresciuta in una famiglia unita ma non sono mai stata incoraggiata. Da quando io mi possa ricordare i miei genitori non mi hanno mai reputata capace di nulla. Nemmeno da bambina e, se, tentavano di aiutarmi lo facevano nel modo più sbagliato dando per scontato che sapessi far tutto a primo colpo. I miei genitori mi sono accanto ma questo loro difetto, credo, mi abbia cancellato la voglia di portare avanti le mie decisioni. Ho un fratello più piccolo che a differenza mia non ha mai ricevuto un "no". Non ho mai chiesto e non chiedo tutt'ora nulla mentre lui è abituato a chiedere tutto ciò che vuole. I miei genitori prima gli dicono di no e poi lo accontentano. Io e mio fratello ci vogliamo bene ma queste differenze mi sono sempre pesate.
Ho amici che considero come fratelli e non ho problemi a relazionarmi con gli altri. Amo la psicologia e avrei voluto studiare all'università ma non mi sento all'altezza. Mi immedesimo sempre nei problemi degli altri e ogni volta che hanno bisogno io ci sono. Non dico mai cosa devono fare, ma cerco di aiutarli a trovare il coraggio e di portare avanti ciò che sono. Ma con me stessa non ci riesco. Ho una amica di 30 anni con la sclerosi multipla. Le sto accanto, la faccio ridere e le do coraggio ad affrontare tutto ciò che deve fare. Quando sono con lei mi do della stupida perchè i miei problemi in confronto al suo stato non sono niente, ma soffro anche per lei.
A 15 anni conobbi un ragazzo e a 17 anni ci fidanzammo. sono 8 anni che siamo insieme ma per me non è mai stato semplice. La sua famiglia non è mai stata unita e ultimamente si è distrutta. Sua madre ha sempre ottenuto con l'inganno della depressione tutto ciò che voleva arrivando ad essere cattiva e violenta. False denunce di violenza a carico di suo figlio quando non otteneva qualcosa come tagliare l'erba del giardino chiamando la questura e denunciandolo di violenza. Ma in questura la conoscevano bene e sapevano chi in realtà fosse la vittima. Ma da quando iniziai la nostra storia mi sentivo di proteggerlo e così ho sorbito tutta quella ostilità facendo da cuscino tra lei e il mio ragazzo. Lui chiama mamma e papà i miei genitori perchè è stata la prima vera famiglia che lo ha accolto come un figlio. Ora lui si è trasferito di fianco a casa mia ma ora che i problemi della sua vita si sono appianati mi sono resa conto che ho perso le tappe fondamentali della mia vita. A causa di queste forti pressioni psicologiche causate da questa donna ho rovinato la mia salute. Ho saltato il primo anno di università per questo e non sono più riuscita ad andare più avanti. I miei genitori mi hanno sempre detto che in casa non ci sono soldi e io non voglio chiedere di essere mantenuta all'università. Ho cercato lavoro ma quello che ho trovato è stato poco e l'ultima esperienza lavorativa è finita male per me. La mia datrice era crudele e offensiva. Me ne sono andata con educazione ma a malincuore per il posto che stavo lasciando. mi sentivo realizzata a livello personale per il rapporto che avevo con le persone e per quello che stavo imparando ma ero sottopagata e gli orari erano pesanti oltre al suo carattere. Ora mi ritrovo a guardare i miei coetanei affrontare il loro futuro. io mi sento vuota e sola nonostante sia circondata da persone che so che mi vogliono bene e che vorrebbero vedermi per primi realizzata. Ma ho paura a fare un passo avanti.
Ho un sogno... diventare madre... ma non so se potrò portarlo alla luce. Non so se potrò avere figli. e questo mi ha cancellato tutto dentro. voglio reagire.. ma ho bisogno di capire come e una volta tanto ho bisogno io di aiuto. Ammetto di aver pensato al suicidio. Ma so benissimo che non è mai una soluzione...non è degno di essere chiamato "soluzione". sto scrivendo un libro.. ci sto riuscendo perchè nessuno sa questo..ma se dovesse saperlo qualcuno so già che mi bloccherò..si nuovo.
mi aiuti a capire.
grazie infinite per la disponibilità.
Chiara

giovedì, aprile 05, 2012

PENSO SPESSO AL SUICIDIO

uno qualunque Età: 34
Spesso penso al suicidio. Mi trovo a scrivere qs parola dopo l'ennesimo sbaglio commesso e dietro l'ennesimo commento sparato a zero su di me, come se tutti avessero il diritto di giudicarmi! Mi domando ancora oggi come è possibile cancellare tutto ciò che di positivo un uomo può fare, puntando il dito contro i difetti che, umanamente, tutti abbiamo. Ho già perso mio padre ed il mio migliore amico, che mi tirò fuori da una brutta depressione, morendomi fra le braccia, ed ancora ricordo i suoi occhi azzurri che si spegnevano. Ho sempre dato il mio meglio, ma ora non ho più la voglia di andare avanti....riesco a malapena a contrastare la paura di lasciandarmi andare. Vado su e giù con l'umore e non riesco a parlarne con nessuno. Ho provato con mia moglie, ma quando provo a farle capire i miei disagi ed il timore di cadere nuovamente, non trovo in lei comprensione bensì sembra quasi infastidita.
Sento un grande vuoto dentro....



domenica, febbraio 05, 2012

DESIDERO CHE IL DOLORE FINISCA


viky Età: 23
mio padre è un fallito... beve beve ed urla... mia madre lo odia ed ha l amante da 5 o 6 anni... ho un fratello piu piccolo... io ho 23 anni... senza lavoro..sto facendo un corso che a mia vista lo fa solo i fallti.. il corso me lo sono pagata io.. facendo l animatrice per due stagioni... li ero felice.. stanca ma felice... non ho amici.. e non nel senso per parlare.. non ho amici nemmeno per bere una birra... nn so con chi uscire.. solo cn l mio ragazzo... che ho pure tradito perche ero ubriaca e mi sentivo sola perche il nostro rapporto aveva dei poblemi... glie l ho detto... mi ha perdonata... so di avere un problema da sempre... interno.. invisibile.. che mi devasta... ho fatto di tutto per attirare l attenzione... facevo finta di avere delle crisi... odiavo mia madre... e mi drogavo... ora è il giorno di natale.. che ho rovinato.. non parlavo cn nessuno.. avevo tachicardia... tutta la mia famiglia era li.. alla fine me ne sono andata a casa da sola.. ieri sera ho bevuto.. ho litigato cn il mio fidanzato.. perche quando bevo divento un altra.. ho tentato di tagliarmi le vene.. e lui mi ha fermato... ho rovinato un natale.. il secondo natale... cerco di guardare le cose nel complesso.. ho smesso di fumare.. di drogarmi.. il rapporto cn mia mamma va bn... gli chiedo ogni gg scusa... sn partita per fare l animatrice per rinascere... le crisi che fingevo che poi erano diventate reali... erano scomparse... credevo in dio.. ero in pace finalmente... mi sn bagata il corso... asa oss.. ho docuto fare anche l asa non avendo il diploma.... ero serena.... ora le crisi sn tornate.... il mio cuore batte sempre troppo veloce... odio il mondo.. e chi mi circonda... e la gente con cui prima ridevo e scherzavo se ne accorge... il mio fidanzato mi ama da morire ma nn riesce a capire quanto è grande il mio dolore interno... e so che lo perdero ... e lui è il motivo perhce ancora vado avanti... ancora continuo il corso... vlevo aiutare gli altri... ora quel corso mi sembra per falliti.. mi odio.. mi faccio schfo... mi faccio pena... ho anche un mondo immaginario... di cui una volta ne ero quasi dipendente... è perfetto nei minimi dettagli... eppure in quel mondo nn sn felice... immagino che mi struprano.. che la gente accanto a me muore... la mia vita immaginaria è terribile... cmq.... il problema è che l unico modo per provare serenita ed addormentarmi è pensare ch eposso suicidarmi... quando voglio ... e fare finire il dolore.

domenica, luglio 17, 2011

SPERO CHE NON MI PASSI LA VOGLIA DI VIVERE

Adriana Età: 14
Ho capito, non so quando di preciso, di essere diversa da tutti gli altri sia coetanei che non.
Quando sono triste, quando non vengo apprezzata, capita o accontentata penso spesso al suicidio. Nel passato o anche pregato dio di farmi morire, in certi istanti ho desiderato la morte più di ogni altra cosa al mondo. Se solo ne avessi il caraggio, avrei fatto finire la mia vita già da un bel pezzo. Perchè?
Per far sentire in colpa tutte quelle persone che mi trattono male. Sono molto sensibile e mi vergogno molto spesso di questo, quindi tendo sempre a rinchiudermi dentro me stessa. Non vengo capita, le persone che ho intorno (come famiglia e amici) non capiscono quanto sia vulnerabile la mia sfera emotiva! Ora che non credo più in dio, cerco di immaginarmi il "non esistere" e non posso, perchè per la mente umana è impossibile immaginare il nulla, infatti il solo fatto di "immaginare" implica che io immagini "qualcosa" e il nulla come entità astratta è inarrivabile come lo è anche l'infinito, così per evitare di diventare pazza posso solo immaginare che il mondo continui a girare senza il mio cuore che batte insieme a tutti gli altri, e non voglio. Il mondo è un posto bello, voglio lottare per esso ma molte volte troppe persone cercono inconsapevolmente di farmi cambiare idea.
Mi sento anche stupida quando penso al suicidio semplicemente perchè so che
sono morte tante persone che avevano tanta voglia di vivere. L'anno scorso in un incidente stradale è morto un mio amico. Ho sentito le urla strazzianti di sua madre dritte nel mio cuore. Tutti noi, suoi amici che lo conescevamo bene e che davanti alla sua tomba urlavamo il suo nome e invano chiedavamo che si risvegliasse anche solo per un secondo; in quelli istanti di disperazione e rabbia ogni atamo che forma il mio corpo ha conosciuto il vero dolore e il pensiero che io possa procurare altro dolore a chi davvero mi vuole bene mi allontana dal suicidio. Ma ho anche il dubbio che non ci siamo molte persone che mi voglione bene, sono sicura di poche ma neanche. Io ho voglia di vivere..Voglio però vivere bene! Ho paura, tanta paura che un giorno mi stancherò di tutto ciò. Ora come ora non voglio stancarmi di vivere perchè sono sicura che un giorno troverò pace e vivrò bene... Ma se questo giorno non
arriverà mai? Cosa farò a quel punto?
E se Giacomo Leopardi con la "teoria del piacere" avesse ragione? Lui sosteneva che l'uomo nella sua vita tende sempre a ricercare un piacere infinito, come soddisfazione di un desiderio illimitato. Questo desiderio viene
cercato soprattutto grazie alla facoltà immaginativa dell'uomo, che può concepire le cose che non sono reali. Poiché grazie alla facoltà immaginativa l'uomo può figurarsi piaceri inesistenti, e figurarseli come infiniti in numero, durata ed estensione. La natura fornisce tale facoltà all'uomo come strumento per giungere non alla verità, ma ad un'illusoria felicità.
Fino ad adesso ho solo provato una felicità finta, immaginando gli amici che potrei avere, il posto in cui potrei vivere ecc...ecc..
Spero solo che la voglia di vivere non mi passi mai, qualsiasi cosa mi succeda.
Grazie.

domenica, giugno 05, 2011

SIEROPOSITIVITA', DEPRESSIONE E SUICIDIO

Mafalda Età: 47
La mia è una richiesta di colloquio,perchè stò pensando sempre di più,ogni giorno di più, di uccidermi.Io che ho sconfitto il mio sicario,me stessa,e con lui tutto ciò che gli permetteva di vivere,una tossico dipendenza che è durata 20 anni,da i 15 a i 35,con tutto ciò che essere tossica comporta...Una sieropositività che dura dal 1989,per la quale pensavo di morire di li a poco,per come stavano allora le cose x la persone positive,ma ho visto morire cari ed amici,questo prima ancora che sapessi di me,infatti il saperlo con certezza non mi ha dato nessuna emozione,come qualcosa che davo per scontata in tutti i sensi.La mia vita x me aveva valore solo per la mia bambina e per lei sono riuscita ad essere più forte di tutto questo,ora lei è grande,26 anni,da 4 vive per conto suo,ed io vivo con mia madre,con la quale più diverse non potremmo essere,e mio fratello che ha 43 anni,ma è come se ne avesse 12,anche se mia madre ancora dice...poi si imparerà...!!!Pietas.Dottore sono tanto stanca,conosco la morte dall'età di 6 e poi 10 anni,perdendo due papà con incidenti stradali,tanto che a 11 ho tentato il suicidio,nella speranza di raggiungerli.Ora sono molte di più le persone che mi guardano dall'alto,spero...Ed io qui non servo più a nessuno.Distinti saluti Nadia

lunedì, marzo 28, 2011

HO TANTA VOGLIA DI MORIRE

morto Età: 18
Salve,sono un ragazzo di 18 anni ed ho tanta voglia di morire.
In tutti questi anni non ho mai dato un bacio ad una ragazza,pur non essendo per nulla brutto,anzi,sono alto,fisico atletico,e mi ritengo abbastanza simpatico ed intelligente.
Sono totalmente disilluso nei confronti della vita,credo di restare vergine a vita,di non riuscire a far nulla di buono pur avendo una certa intelligenza e molte qualità "pratiche" di cui non so servirmi.
Apparentemente appaio spensierato e felice,ma in realtà soffro come una bestia e mi sento solo,sono certo di non riuscire mai ad a coronare i miei piccoli sogni.
In tutto questo non ho manco le palle di uccidermi.
Vorrei un suggerimento su come uccidermi o magari un consiglio privo del solito buonismo e della retorica.
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Per non cadere nella retorica, le riporto delle riflessioni di Tolstoj sul suicidio che mi auguro le possano essere utili:
"Ci si può domandare se è ragionevole e morale – questi due termini sono inseparabili – uccidersi.
No! Uccidersi è irragionevole, così come tagliare i polloni di una pianta che si vorrebbe estirpare. Essa non morrà, crescerà irregolarmente, ecco tutto. La vita è indistruttibile, al di là del tempo e dello spazio. La morte non può che cambiarne la forma, mettendo fine alla sua manifestazione in questo mondo. Ma rinunciando alla vita in questo mondo, io non so se la forma che essa prenderà altrove, mi sarà più gradita e in secondo luogo io mi privo della possibilità di imparare e di acquisire a profitto del mio io, tutto ciò che avrei potuto apprendere in questo mondo. D'altra parte e soprattutto, il suicidio è irrazionale perché, rinunciando alla vita a causa del disgusto che essa mi provoca, io mostro di avere un concetto errato dello scopo della mia vita, supponendo che serva al mio piacere, mentre essa ha per scopo, da un lato, il mio perfezionamento personale e dall'altro la cooperazione all'opera generale che si compie nel mondo.

Ed è per questo che il suicidio è immorale. All'uomo che si uccide, la vita era stata data con la possibilità di vivere fino alla sua morte naturale, a condizione di essere utile all'opera generale della vita e lui, dopo aver goduto della vita, finché gli è parsa gradevole, ha rinunciato a metterla al servizio dell'utilità generale, appena gli è divenuta spiacevole; mentre verosimilmente egli cominciava a divenire utile nel preciso istante in cui la sua vita si incupiva, perché ogni lavoro comincia con travaglio."

mercoledì, gennaio 12, 2011

L'IDEA DEL SUICIDIO

sembravero Età: 38
Buonasera, stavo curiosando su internet, dato che negli ultimi 6 mesi ho seriamente considerato l'idea del suicidio. Dalla sua descrizione posso far rientrare la mia giustificazione al suicidio come appunto "esistenziale"...tutto combacia, vorrei solo essere lasciata in pace, sono stanca stanca e stanca. Insofferente e non voglio avere a che fare con niente e nessuno, non ci riesco, non riesco a parlarne con nessuno. Invento bugie su bugie e trovo degli obbiettivi che mi portano a posticipare questo mio piccolo traguardo. Sinceramente mi sento serena, penso di aver già fatto tutto quello che avrei voluto, non devo niente a nessuno e soprattutto sono libera di potermi suicidare senza rovinare nessuna famiglia. Non riesco più ad amare, in primis probabilmente me stessa, lo so bene. Ma non mi interessa, per quale scopo dovrei farlo, sono STANCA e non mi va più di sbattermi. Avevo un buon lavoro, stavo per conto mio, a cosa serve tutto questo benessere se non si è felici. Io ho amato una sola volta circa 15 anni fa, una storia che è durata 6 anni e poi tutto è finito perchè in quel momento non avevamo altra scelta. Ancora oggi ci proclamiamo eterno amore e sappiamo di aver continuato a fare le nostre vite ma sappiamo bene che saremo sempre infelici, eppure continuiamo a non fare niente. Tornando a me, non sono più stata capace di amare, non in quel modo, non con quel legame. Solo relazioni a distanza con persone lontane e che mi lasciassero libera, senza occupare troppo i miei spazi. Tutte storie finite nel giro di 8 mesi o giù di lì, quando ti rendi subito conto che una persona non fa per te, meglio chiuderla senza tante tragedie!! arriviamo al nocciolo della questione quando 3 anni fa ho conosciuto l'uomo capace di farmi amare ancora. Farmi amare alla maniera di Tolstoj, un amore che non provavo da molto molto tempo, mi sono innamorata di un uomo che sa provare dei sentimenti e della passione in ogni cosa che fa. Forse anche io sono così, ormai le persone non sono più in grado di avere delle passioni. Da quando ho conosciuto lui, gli uomini (beh anche prima in verità) mi disgustano. Li trovo sempre più insignificanti e privi di sostanza, bravi solo a volersi fare una s......a di una sera (io sono una bella donna )a bere e fumare..per non dire peggio. Le ho detto quello che provo, la storia sarebbe troppo lunga, sappia che ho dovuto rinunciare a questa persona per motivi familiari gravi di salute di mia madre. Non credo di potermene fare una ragione, ho salvato mia madre e adesso sono io a pagarne le conseguenze. Anzi lo voglio io dato che tutto è finito dopo tre anni di sacrifici....la ringrazio della sua pazienza e comprensione.

domenica, novembre 14, 2010

CICATRICI PSICOLOGICHE E SUICIDIO

Michele Età: 32
Sono Michele, ho 32 anni, libero professionista, dovrei essere felice invece la mia vita sentimentale è un disastro, non sessualmente , il sesso per me è stato sempre molto importante e non mi è mancato, quello che non ho mai avuto è una ragazza che mi stia vicino. Le delusioni d'amore sono state diverse, ma nemmeno questo ad un certo punto della mia vita è stato un problema, l'amore passa e si continua. Tutto é iniziato 4 anni fa quando distante da casa conobbi una ragazza di cui mi innamorai, questa ragazza aveva bisogno di qualcuno che l'aiutasse ma io per ovvi motivi e anche perché lei con maturità non l'ha accettato non l'ho aiutata.
L'amore se ne va ma il senso di colpa che si porta dentro è un peso innimaginabile specialmente se ti senti davvero responsabile in prima persona.
Anche questa è diventata una cicatrice, come la scomparsa del mio amico Massimo in un incidente...
Una cicatrice che peró ti porti dentro.
Sostanzialmente io mi sento molto solo anche se non lo sono, probabilmente perché mi manca la persona che cerco. E allora inizio a pensare, il desiderio di non sofrire più c'è, il desiderio di togliermi questo peso, ma poi il lavoro, la consapevolezza della sofferenza che farei provare a chi mi vuol bene, lo shock e l'incomprensione di chi trova il mio corpo... Ho desistito, sono riuscito a non far pesare il mio dolore, a mascherarlo ostentando una falsa felicità, falsa e ostentata davvero, questo è l'unico segnale un qualcosa di impercettibile dagli altri, ma pesante ed evidente per Me.
Due anni fa conosco un ragazzo un mio omonimo, Michele , benestante, ma aveva qualcosa in cui mi riconoscevo dal rapporto con le ragazze a quello con gli altri, era la tristezza che mascherava come me, i suoi occhi. Diventiamo amici, poi quest'anno non l'ho visto per qualche mese, mi è stato detto viveva un periodo di crisi, poi una telefonata un amico mi dice: è successa una brutta cosa a Michele, io capisco subito, non so perché ma lo capisco, capisco che
l'hanno trovato i genitori impiccato nel giardino.
Un altra cicatrice per me, ed il rimorso, io lo sapevo, era come me, solo che lui c'è riuscito prima, ma io potevo dirgli cose che gli altri non hanno potuto io provavo quello che provava lui forse potevo aiutarlo, forse lui invece ora sta meglio di me.
La mia vita continua, esco con amici e ragazze, lavoro, vado a pesca, il 22 luglio mi innamoro, niente di che penso, ed in effetti sono innamorato, inizio peró a frequentare questa ragazza in modo diverso, perché è diversa lei,è quella che cerco, ha dei difetti che accetto volentieri perché posso, ha dei pregi che non ho trovato prima. Ci sto bene ma qualcosa in lei non va, ci vorrebbe un altra mail per spiegare il perché, lei addirittura non si fida di me, mi dice che è meglio non vederci più. In trentadue anni ho trovato solo lei, se fossi stato un ragazzo senza esperienze ok, ma ho vissuto e ho trovato solo Elena. Non sofro per amore, quello in qualche mese è un ricordo, già in venti giorni sto meglio, devo lavorare, io peró ho perso di più di un amore.
Non riesco a vivere pensando di portarmi sulle spalle questo peso per sempre, come devo fare per Massimo Alexandra e Michele, questo addirittura è più importante è la mia vita .
Ora il senso di vuoto è tornato, è peggio di prima, e mi sono convinto di ciò che faró del cosa e del come del dove (per non essere trovato dai miei cari), in effetti non so perché scrivo, ho pensato anche il quando, il posto, sono 15 giorni che addirittura mi punto la pistola alla tempia e tiro il grilletto....
Per abituarmi... All'inizio avevo paura ora mi sento pronto, oggi dopo tanto sono addirittura sereno. Ma i miei soffriranno... Non so....
Grazie

lunedì, ottobre 11, 2010

STO MALE IN SEGUITO AL SUICIDIO DI MIO FRATELLO

sobsob Età: 31
Salve, stò male e ho bisogno di aiuto, qualche mese fa ho perso mio fratello, si è suicidato, non riesco a darmi pace, mi sento in colpa per non essere riuscita a far nulla, non sono riuscita a capire quanto stava male e ora, non c'è più e non posso più fare nulla, non posso dirgli quanto gli voglio bene in più mi sento in dovere verso i miei genitori di tenerli su di morale, di aiutarli in ogni cosa di fare in modo che non sentono la sua mancanza, so che non è possibile soprattutto per mia madre, la perdita di un figlio è una cosa dilaniante per una madre ma io vorrei cercare in qualche modo di farla star meglio, ogni tanto la vedo con lo sguardo perso nell vuoto e non so cosa fare, la lascio stare o la interrompo dai suoi pensieri? Devo essere dura e cercare di farla parlare, fare in modo che si sfoghi o devo lasciar stare e aspettare che il tempo passi? Grazie

HO TENTATO IL SUICIDIO MENTRE MIO PADRE STAVA MORENDO

Giada Età: 29
Salve a tutti ..mi kiamo Giada ho 29 anni e voglio parlare di questo dolore ke mi mi stringe la gola e nn mi fà quasi respirare...mio padre e morto il 20/04/2009 con una morte bruttissima,e iniziato con un ictus e x miracolo si e salvato poi un tumore alla viscica ,e gli e l'hanno tolto ,poi un tumore alla tiroide e nn si poteva togliere xkè era ammalato di ictus ,questo tumore gli e diventato più grande di una palla da tennis...e alla fine e scoppiato e tutti i giorni andava in emoraggia .Si vedeva la carne all'interno la pelle ke gli pendeva dal collo e tutto quel sangue,nn riusciva a mangiare a bere .il dottore lo kiamavamo e scappava inorridito x l'impressione,io e mia sorella aiutavamo l'infermiere x la medicazione ,il tumore si era diffuso in tutti gli organi,io ad un certo punto ho tentato il suicidio e sn stata ricoverata x 10 giorni imbottita di pillole mi sn persa gli ultimi giorni cn mio padre e nn me lo potrò perdonare mai!!!!!!!!!!!ora nn mi resta ke piangere ed avere questo rimorso x tutta la
vita .volevo sfogarmi cn voi

martedì, giugno 22, 2010

SONO 10 ANNI CHE PIANGO PER LA SOLITUDINE

amy  Età: 27 Buongiorno, Dottore. Le scrivo in una situazion che non saprei neanch' io spiegare. un passato, direi, che forse si vede nei film e una forza che mi si è rivoltata contro. problemi alimentari (anoressia passata a bulimia) dai quali ho creduto di uscirne grazie all'amore del mio fidanzato. problemi che si sono ripresentati quando è deceduto. un primo tentativo di suicidio, che ora come ora direi, non ho portato a termine, per paura , forse del dolore stesso. una seconda relazione, basata sulla violenza e forse in quel momento ho cominciato a concepire l'idea di me, come immondizia. premetto che i problemi alimentari sono cominciati a 14 anni, scoprendo di "essere stata" una gemella. adesso ho una relazione stabile, ma ho tentato il suicidio nuovamente nel mese di aprile, salvata, di nuovo, ma stavolta non dal mio timore, ma dal mio ragazzo. sto conseguendo una seconda laurea e via via, mi chiedo perchè lo sto facendo, comunque non serve, ormai al mondo d 'oggi. spesso non riesco a portare a termine le cose. passo dall'ostinazione assoluta al diniego delle cose. sento che tutto il male, la morte, la violenza,la rabbia, ormai vivono dentro di me a tal punto che non riesco a prendere le cose, anche le più sciocche come tali. sono stata seguita dal punto di vista psicologico, ma ormai, ho abbandonato l'iter, perchè io stessa per alcuni versi, credo che prima o poi riuscirò a quietare questo rifiuto che ho dentro. non ho una specifica domanda, se non, perchè alcune persone sono cosi sensibili da essere quasi schiacciate dalla vita e dalle persone e questo sistema permette che persino cercare un lavoro o essere donna o avere una particolare età, permetta che ogni singolo istante diventi terribile? dovrei vedere nel mio ragazzo adesso, una speranza affinchè la mia vita non sia più velata di un'ombra di morte o di silenzio? perchè, ormai sono 10 anni che non esiste una notte o la mattina, in cui smetta di piangere per la solitudine. grazie.

mercoledì, aprile 14, 2010

NONOSTANTE IL DOLORE LA VITA E' UNA SOLA

antonio Età: 35
ho letto le testimonianze di molti e la cosa che piu' mi ha fatto impressione e l'eta' della maggior parte di voi che e' minorenne e sinceramente mi pongo la domanda perche' ragazzi cosi' giovani non hanno piu' voglia di vivere, anche perche' quando ero un adolescente per me l'ha vita era qualcosa dI meraviglioso.
oggi purtroppo non la penso piu' cosi' perche' ha volte nella vita accadono cose che ti possono distruggere e rialzarsi sembra sempre piu' difficile, a me ad esempio l'ha vita si e fermata 12 anni fa quando stavo insieme alla cosa piu' bella che la vita mi abbia regalato e per stupido orgoglio maschile ho mandato tutto ha puttane e proprio in quel periodo mio padre si ammalo' di alzheimer e per dieci anni l'abbiamo accudito come fosse un bambino ovviamente senza nessun appoggio da parte di nessuno perche' sappiate che quando si ha un malato di alzheimer amici,parenti e istituzioni non se ne vede neanche l'ombra.
e per chiudere il cerchio di questi miei dodici anni ho dovuto sopportare anche la morte della mia Laura e dover vivere il dolore ha distanza perche' oramai non eravamo piu' insieme e da allora vivo con dei sensi di colpa che mi portero' fino alla tomba. quindi vi capisco quando pensate ha un gesto risolutivo come il suicidio ma ragazzi non e' sicuramente l'ha strada giusta perche' la vita e' una sola e non ritornera' mai piu' indietro, abbiamo un privilegio noi vivi non sprechiamolo per favore. un abbraccio Antonio

venerdì, gennaio 08, 2010

PENSO AL SUICIDIO

marco
Età: 22
Salve, non credo solo di essere depresso ma di avere seri problemi psicologici legati ad un deviato impatto con la realtà.
Innanzitutto vivo una condizione familiare assurda. Mio padre è una persona patriarcale con il quale non si può ragionare e mio fratello a tratti ragiona con uno psicopatico. Per le violenze mentali ( e fisiche un tempo ) che mio padre spesso ha dimostrato nei miei confronti e in quelli di mia madre e per il modo pessimo in cui mi tratta ( e tratta anche gli altri ) mio fratello ho deciso di eliminare ogni sorta di contatto con loro riducendo la conversazione quotidiana al  " buongiorno , we , ciao ".
Abbiamo sempre passato ogni festività da soli perchè mio padre odia i parenti di mia madre e quando volevo andarli a trovare si litigava perchè  " temeva gli si potessero rubare i figli " . Non so proprio cosa significa essere legato ad un parente.
Non solo. Non riesco ad avere un rapporto durevole in amicizia ( in amore a quanto pare si , sono 5 anni all'incirca ) in quanto ritengo che le persone che ho conosciuto abbiamo dei difetti che sono incompatibili con la mia persona ( cattiveria , egocentrismo , rabbia repressa ).. anche la mia ragazza conosce queste persone e , dopo che le spiego , vede ciò che vedo io. Malgrado questo sento che ogni tipo di rapporto nella mia vita sicuramente andrà in frantumi.
Non ho aspettative nella vita. Studio alla facoltà di ingegneria , mi mancano 2 esami ma la sto facendo per avere un lavoro e basta. non provo minimamente passione per questo tipo di facoltà ne tantomeno per le altre. Una volta ho insegnato a scuola e il dare qualcosa a qualcuno , aldilà della " conoscenza " se cosi la vogliamo chiamare , mi ha reso per un attimo felice.
Mi rendo conto di tutte le realtà allucinanti in cui viviamo : società erotizzata , allevamenti intensivi , violenze su popolazioni minori e soffro inevitabilmente per queste cose ( per rimediare sono diventato vegano , ho fatto un pò di volontariato e quando avrò tempo ne farò in più).  Penso tante volte al suicidio perchè la mia è sofferenza repressa riparata da un sorriso occasionale.
Non voglio rivolgermi ad uno psicologo..e questo mi sembra l'unico metodo.
E' un processo che al momento ritengo irreversibile quello che si è innescato nella mia testa.
Aiutatemi..finche si è in tempo...

mercoledì, dicembre 02, 2009

DESIDERO IL SUICIDIO

vere Età: 20
Salve, il mio incubo è inziato 4 anni fa. Dopo una litigata con mia zia, dalla rabbia, ho cominciato a sfregarmi le coscie con le unghie, provocando una lacerazione della pelle. Dopo di che, ogni 3 mesi (a volte anche meno) mi faccio male. Le mie crisi cominciano con il pianto a dirotto, colpi di testa contro muro e armi, schiaffi, pugni in teta, e poi lo sfregamento. Dalle coscie sono passata alle braccia e alle mani. Il mio sfregamente è rabbioso cioè non riesco a non farlo. Tutto questo succede quando sono sola. Ora le mie mani e braccia sono piene di cicatrici. Non riesco a tagliarmi. Quest'anno a marzo ho tentato il suicidio perche il mio exmoroso mi aveva lasciato. Mi sono imbottita di farmaci antidepressivi e sono collassata ma ho vomitato e sono ancora qua. Dopo quella volta ci ho pensato spesso al suicidio. Per strada per esempio mi dicevo tra me e me "un passo indietro e finisce tutto, fallo" ma non ero mai sola. Ho chiesto e desiderato morire molte volte anche ora lo desidero. Sembra che in me ci sono 2 persone, una che si rende conto che sta male e l'altra no, che pensa che non ha bisogno di aiuto, che ce la fa da sola. Fin dalle medie ho avuto una
scarsa fiducia in me stessa a causa del mio corpo molto rotondo. Un mese fa il mio ragazzo mi h lasciato. io non ho fatto niente. Orma so che sono brava nel farmoi del male cosi. SOno io che li faccio allontanare e non so perchè.
Quest'estate in montagna (il mio mondo felice, la mia compagnia a cui volevo bene) mi hanno aggredito dicendomi che ero falsa quando io non ho mai detto una bugia. Io a maggio di un anno fa ho fatto entrare in compagnia una che si è faidanzata con il mio ex migliore amico. A causa delle sue bugie siamo arrivati a questo punto ossia di dare la colp a me per tutto qando non ho fatto niente.
Con loro ho chiuso definitivamente. Sono stat male mesi interi. Per stare ancora più male ora sento le, la cusa di tutto.Il mio ex era di li. Mi è stato vicino dopo quanto successo (litigata) ma poi con gli altri ietro che
sparlavano mi ha lasciato. Nella mia famiglia siamo in 4.Mia mamma e papa. Con papa rido e scherzo. Mamma è più severa anche se quando mi faccio male e piango mi abbraccia sempre. Con mia sorella, più grande di me di 5 anni, ho un rapporto strano, avolte andiamo d\'accordo e a volte ci odamo. Zia la odio
perchè è falsa, gioca con le persone e soprattutto è colpa sua se è iniziato tutto. Con nonna quanbdo ci parliamo, raramente, rompe sempre(perchè non dimagrisci?perchè non esci?ecc).Mio zio è come se non ci fosse in qaunto ci parlo poco. I miei cugini sono normali anche se essendo la media e loro più piccoli han sempre favorito loro. Ho due amice del cuore, che mi ascoltano ma come dicevo prima al mio computer, l'unico di cui mi fido e con cui posso essere sincera, non riesco a chiedergli aiuto, a dirgli che sto male.Sono
andata dalla psico per tre mesi ma non è cambiato in quanto non riesco raccontare tutta la verità ad un estraneo.Con lei ci riesco perchè forse è ugulae acivere lettere al mio computer. mi aiuti perfavore. Sono sola, ormai i miei mi lasciano a casa da sola, quando prima dopo il suicidio non mi lasciavno mai sola. ho solo lei su cui posso contare. Forse però non ho bisogno di aiuto pechè sto bene, ce la posso fare da sola o forse no.



lunedì, giugno 22, 2009

L'ADOLESCENZA E' BRUTTA PER TUTTI

Lala. Età: 15 Salve. Sono una ragazzina di 15 anni. Ho apperentemente una vita perfetta, con genitori non molto presenti ma che mi amano e fanno di tutto per rendermi felice. Mi piace studiare seppur detesti la scuola comeistituzione, per questo non ho nessun tipo di problemi scolastici a parte in alcune materie, ma non si tratta comunque di qualcosa di preoccupante. Ho amici, i quali fingono di volermi bene. Ho un ragazzo che finge di amarmi. Sono frustrata e senza voglia di vivere. Molti mi dicono che è una crisi adolescenziale e che alla mia età non si è in grado d'amare, ma vivo i miei sentimenti in modo totalmente diverso dai miei coetanei. Ero amica di una ragazza, vivevo in sua dipendenza, avrei dato la vita per lei. Ci siamo innamorate dello stesso ragazzo. Non ci siamo prese una cotta, ci siamo INNAMORATE, come fanno le persone adulte, non le ragazzine la cui infatuazione passa in circa due mesi. Pensavo che l'affetto che io nutrivo per lei fosse superiore a tutto, ed effettivamente lo era. Ho cercato di farli stare insieme per farla felice, e non le ho mai detto esplicitamente di provare determinati sentimenti per lui. Non so dire precisamente quando, ma un bel giorno i miei sentimenti sono diventati troppo palesi. Domande, liti, conseguenziale perdita di fiducia da parte degli amici ai quali non avevo detto nulla del mio amore per questo ragazzo. Il ragazzo in questione, forse rendendosi conto che la mia non era amicizia, ha deciso di stare con me. Sapevo, avevo la certezza che non mi amasse, era troppo immaturo per amare, ma non se ne rendeva conto nemmeno lui, essendo più sensibile e più propenso a dare importanza ai sentimenti,rispetto agli altri ragazzi. Ciò gli impediva di considerare come infatuazione quella che provava per me. Abbiamo deciso di stare insieme. La relazione era all'inizio perfetta. Avevo perso non solo la mia migliore amica, ma anche le altre amiche, arrabbiate e offese perchè tenute all'oscuro per un anno di tali sentimenti, per quanto palesi. Un giorno il mio ragazzo mi chiese di procurargli 150 euro. Per amore lavorai giorno e notte, e gli diedi quei soldi. Mi promise che me li avrebbe restituiti, ma non li rivolevo indietro: ciò mi avrebbe fatto sentire una sorta di banca, la quale effettua prestiti su prestiti giorno dopo giorno. La mia migliore amica diventò la migliore amica del mio ragazzo, decidendo, forse incosciamente o forse fin troppo consapevolmente, di farci lasciare, e di distruggere la mia vita sociale. Il rapporto con il mio ragazzo è diciamo rovinato. Di recente mi ha chiesto di nuovo di procurargli 75 euro, e di nuovo sto operando per accontentarlo. Lo amo, e lui dice che sono la cosa più importante per lui, ma giorno dopo giorno mi ritrovo a piangere, sempre più spesso e sempre più disperatamente, perchè mi accorgo che la mia amica, che pensavo non mi avrebbe mai tradito, sta operando per una sorta di distruzione di me, e ci sta, con mio grande dispiacere, riuscendo. Sono autolesionista nonostante odi esserlo. Non mangio moltononostante non abbia nessun disturbo alimentare [i miei genitori non meritano tale dispiacere e disonore: avere una figlia anoressica li distruggerebbe.], e ho una depressione non particolarmente grave ma per la quale dovrei prendere dei farmaci, che effettivamente non prendo per mancanza di volontà. Voglio morire semplicemente perchè non vedo motivo per vivere. A 15 anni il suicidio èun qualcosa che non dovrebbe sfiorarmi. Dovrei divertirmi, ridere con gli amici e passare di ragazzo in ragazzo riuscendo a non innamorarmi. Per favore, miconsigli un metodo per guarire, o in alternativa, un modo per morire senzadestare particolare clamore. Dare nell'occhio è l'ultimo dei miei desideri.Nonostante sia un'autolesionista, ho paura del suicidio che causa dolore fisico particolarmente forte. Quello dell'autolesionismo è un dolore limitato, sia in quanto intensità che in quanto durata. Prima o poi finisce. Desidero morire senza provare nulla. Senza pensare. Senza pentirmene durante l'atto. Non mi dica di aspettare, per favore. L'adolescenza è brutta per tutti, ma io non ce la faccio più ad aspettare. Grazie mille per l'attenzione e per l'eventuale aiuto che mi sarà fornito.Cordiali saluti.

lunedì, giugno 15, 2009

SPERO CHE CHI MI HA FATTO DEL MALE LEGGA

antonella83 Età: 25 Tra qualche giorno compirò 26 anni e devo dire che ne sento sulle spalle almeno 80. Vivo da sola dopo che mio padre mi ha buttata fuori di casa solo per avergli impedito di picchiare per lennesima volta mia madre. Come sono riuscita ad andare avanti? la persona di cui sono innamorata mi sostiene in tutto e per tutto. Ho perso il lavoro e dopo suo consiglio abbiamo cercato di avviare un'attività commerciale ma ad oggi per i gravi problemi ecomici è rimasto bloccato. ma questo è solo il "contorno" mi sento estemamente sola. Non ho amici. ne vita sociale di alcun genere. Passo le mie giornate in casa elemosinando di stare con lui in quanto vive in un'altra città ed è separato in casa con 2 figli miei coetanei. Ho tentato iù volte di venirne fuori ma la solitudine, la depressione mi uccide. Penso notte e giorno di farla finita ed ho deciso di uccidermi appena realizzerò un sogno per l'unica persona che mi ama da sempre la mia sorellina di 18anni. Voleva andare a parigi ed il 9/6 si parte. Le regalo quest'ultimo sogno poi il 15 lo faccio.
Non so perchè sto qui a raccontarlo... forse ho la speranza che un gorno chi mi ha fatto del male si trovi a leggere... chissà? In ogni caso chiedo scusa pe il tempo che certamente vi farò perdere. Antonella

HO VOGLIA DI MORIRE

gilda Età: 28 Sono una ragazza di 28 anni. episodi che piu hanno segnato la mia vita:ho vissuto i primi anni di vita coi nonni e la madre perchè nata fuori dal matrimonio e mio padre aveva già due figli cn prima moglie. dagli 8 ci trasferiamo a casa di mio padre e comincio a conoscerlo. lo temo.mio padre era diventato mio nonnno. mio nonno muore. il fratellastro piu gfrande di me mi prende di mira e abusa sessualmente di me dai 9 anni ai 12. mia mamma lo sa,non dice e non fa nulla. mio padre comicia a bere serioamente. amanti,botte a tutti regolarmente, sperpero di denaro,violenze sicologiche. siamo sul lastrico e non capiamo perchè.passano gli anni. adolescente scappo di casa due o tre volte. incontro le droghe. a 20 me ne vado via di casa.a 24 torno. mio padre muore. i rapporti in famiglia non sono buoni.Qualunque lavoro io inizi, lo lascio a metà.qualunque amicizia io inizi,la lascio a metà. qualunque realzione amorosa la lascio a metà. sono sola.non voglio nessuno attorno. e se anche volessi, non sarei in grado di mantenere in vita nulla.a 28 anni sono niente.dormo più che posso per dimenticarmi di esistere. ho voglia di morire. sono stanca. non ho soldi per psicologi.

martedì, marzo 31, 2009

SOCIALNETWORK E SUICIDIO

A Età: 45 Buongiorno chiedo una consulenza per questo problema.Tramite un socialnetwork mi è stata fatta una confidenza da parte di una persona che ho conosciuto (tra l'altro superficialmente) oltre vent'anni fa.Probabilmente mi ha scelto a caso in quanto ero collegato in quel momento. Mi ha confidato che ha intenzione di suicidarsi e si è dato anche un termine. Non so come comportarmi, ho mandato messaggi di conforto ma più di questo non mi sento di fare. Non sono psicologo, non conosco affatto questa persona e non saprei cosa fare. Ho consigliato di rivolgersi a persone più vicine e ad uno specialista. La persona in questione mi ha detto che lo ha confessato anche ad altre persone. Io sono in preda allo sconforto. Grazie per l'attenzione prestata.
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Ritengo che lei abbia fatto ciò che era nelle sue possibilità. Valuti anche la possibilità che la persona in oggetto voglia semplicemente attirare l'attenzione e non intenda attuare ciò che afferma. Saluti
Dott. Roberto Cavaliere