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lunedì, settembre 04, 2006

SUPERARE LA MORTE DEL PADRE

federica N° di riferimento: 729630682 Età: 21 Neanche un anno fa ho perso mio nonno che amavo tanto e ora ho perso mio padre quasi da due settimane.l'ho visto morire d'infarto, ho visto i medici far di tutto per rianimarlo per più di un'ora sulla superstrada...non ce l'ha fatta...non è neanche arrivato in ospedale, proprio come suo padre aveva 50 anni,aveva già prenotato la crociera per i suoi bellissimi 25 anni di matrimonio...io sono figlia unica e lui per me era più un fratello maggiore che un padre: litigavamo sempre,lui era come un ragazzino che si divertiva a darmi fastidio per farmi arrabbiare,o per attirare la mia attenzione...io lo consideravo un amico..il mio orsetto..ma lui non lo sa..io sempre dure mai dolce...in fondo avevamo lo stesso carattere,non riesco ad esprimere le mie emozioni;glie ne dicevo di tutti i colori ma guai a chi me lo toccava,buono generoso, altruista, allegro, casinaro, chicchierone, onesto...il mio idolo,il mio amore.la mia è sempre stata una famiglia molto unita,due genitori che vivevano in simbiosi,che si amavano tanto,che viaggiavano che si sono fatti in quattro per me con tanti sacrifici che mi hanno dato dei valori veri. ora però ho perso una parte di me. solo quando è morto sono riuscita a dirgli quanto l'amavo.all'improvviso l'ho perso e non ho fatto in tempo a dirgli nulla di tutto ciò che avrei dovuto dirgli quando era con me.mi sento una pazza,sto male fisicamente,non riesco a stare vicino a mia madre,non riesco a far uscire tutto il dolore che sento.da un po' sono cambiata ,cerco di razionalizzare tutto quello che mi succede,e non mi sfogo,in nessun modo,non ci riesco..io lo so che è morto ma c'è una parte di me che non la vede così,che crede che sia andato a fare un viaggio e che tornerà...a volte mi stacco cosi tanto da me stessa che penso a tutto questo senza provare nulla,altre volte sto così male che anche il fisico mi abbandona...sono arrabbiata...quando era in obitorio e vedevo e sentivo i miei parenti e comunque gli altri urlare piangeree stargli addosso avevo voglia di cacciarli tutti ,non potevo sopportare che lo toccassero e che mi toccassero.vivo da un po'con il mio ragazzo che mio padre amava come un figlio nella mia seconda casa che sta a 100 metri da quella dei miei e non riesco a parlare nenache con lui che da me pretende chissà cosa..che mi riprenda,chereagisca..io lo sto facendo,io ci sto provando,von tutte le mie forze ma ho paura che un giorno non riuscirò a più a sopportare tutto questo da sola.è come se fossi pazza,per la minima cosa me la prendo tanto,altre volte sono calma,altre volte piango ma di rado..e a volte provo dei sensi di colpa proprio per questo.mi sento sola.sento che nessuno puo capirmi,ne aiutarmi perchè la forza posso tovarla solo dentro di me...ma io non risco più a analizzarmi.prima penso una cosa e poi l'esatto opposto.mi sento persa,sono preoccupata per mia mamma eppure non sopporto che lei mi abbracci...io non so cosa mi stia accadendo..so solo che non sono più la stessa.prenso che se quel giorno avessi insistito per fare i pomodori al fresco e non sotto il sole,o che se l'avessi aiutato di più ,o che se i medici non fossero stati mezz'ora sotto casa,o che se se ne fossero accorti prima,o che se io ero ancora li...o magari se appena averlo visto che lo spogliavano sul water io gli avessi detto qualcosa..invece ho fatto la forte per non creare panico...e lui ora si ricorderà di me che come al solito non gli ho dimostrato il mio amore, neanche in quel momento.lui non saprà mai quanto l'amavo quanto ero fiera di avere un papà come lui.so solo che vorrei solo morire perchè è morta la parte più bella di me.federica
Federica lei sta attraversando quelle che sono alcune delle fasi del dolore per la morte di una persona cara.
A tratti tendi a negare la morte di tuo padre. E' un meccanismo di difesa che ti permette di attenuare l’acuto dolore iniziale.
Tendi ad autorecriminare su azioni che si sarebbero potute compiere per evitare o ritardare il lutto. Se ci fossimo rivolti al medico prima, se avessimo richiesto l’intervento di altri specialisti, in altre strutture…
Attraversi una leggera fase depressiva provocata dal lutto. La durata di questa fase varia da alcune settimane e sei mesi. Le manifestazioni più tipiche sono umore depresso, sentimenti di tristezza, inappetenza, crisi di pianto, agitazione e scarsa concentrazione. La maggior parte delle persone ha la sensazione che il defunto sia in qualche modo ancora presente.
Ti manca la fase finale: Accettazione. Dopo aver attraversato le varie fasi di depressione, dovresti tentare di tornare alla normalità. La durata di questa fase è variabile e non tutti riescono a raggiungerla. La variabilità dipende da vari elementi: la maniera in cui si è persa la persona cara, improvvisa o meno, dal livello d'attaccamento, da precedenti lutti. Nel tuo caso sono presenti vari elementi che amplificano e prolungano il tuo dolore. Sfoga pure, non reprimere i tuoi sentimenti, piangi tutte le volte che vuoi e sopratutto, cerca il conforto ed il sostegno delle persone che ti sono ancora vicine e ti vogliono bene. Cordiali saluti.

136 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve,anch'io ho perso mio padre per infarto quasi 2 settimane fa.Sono il terzo di 3 fratelli ed ho 29 anni.Sicuramente posso solo aggiungere a quanto detto in precedenza che il mio umore è bassissimo.Già faccio una terapia ansioso-depressiva da 1 anno a questa parte.Mio padre era già stato ricoverato per un altro infarto circa 5 mesi fà.Riuscì a superare un intervento da manuale difficilissimo,quasi impossibile con l'innesto di 3 bypass e piecemaker...ma purtroppo è deceduto ed io mi sento vuoto,perso,depresso,crisi di pianto quando capitano e tristezza che mi avvolge dalla mattina alla sera.Non riesco nemmeno ad uscire coi miei amici di sempre,che al contrario vorrebbero che io uscissi.Ma preferisco restare a casa con mia madre visto che gli altri 2 miei fratelli vivono da anni con mia nonna non perchè non vanno d'accordo con mia madre sia chiaro,ma un pò perchè mia nonna è molto anziana ed affetta da Alzheimer ed un pò perchè si trovano bene in centro e non in periferia.Tra le altre cose ero appena rientrato dalle vacanze in un'altra città dove sto facendo un master ed ora non so più che fare,se continuare o restare nella mia terra vicino alla mia famiglia ed agli amici di sempre anche se tutti in primis mia madre spinge affinchè io continui quello che stavo facendo.Ma dopo la perdita mio padre veramente sono confuso,avvilito,solo insomma non riesco a far nulla perchè mi manca assai ed avevo uno splendido rapporto con lui.So bene che rimedi non ce ne sono,anzi che la forza bisogna ritrovarla dentro di sè,forse solo il tempo realmente riesce a lenire le ferite.Ma ora il mio animo è inquieto,pieno di dolore.
Cordiali Saluti

Anonimo ha detto...

Ciao federica non so se leggerai questo commento,e ho già letto la tua storia anche in un altro sito..mio padre è morto il7giugno d'infarto,aveva 58annimstava benissimo,si curava,preciso e attento alla sua salute..una sera ci bussano al citofono i carabinieri e ci dicono che mio padre era al cimitero..non so spiegarti cosa ho provato in quel momento,so che non dimenticherò mai nulla di quella terribile notte...non ci credevo,era impossibile,cosa stavano dicendo quelle persone,mandavo tutti a quel paese,parenti,carabinieri,amici che si sono affollati al cimitero e in chiesa e a casa x giorni interi..ma io volevo solo il mio papà,il suo abbraccio,le sue carezze..anche io mi faccio mille paranoie perchè non l'ho visto sentirsi male,perchè sarei voluta essere con lui in quel momento per aiutarlo,per capire cosa è successo ma non ho potuto far nulla....ora mi ritrovo con mia amdre che è distrutta,lei e papà erano due fidanzatini,sempre insieme e non so come aiutarla...io sto uno schifo,non mi riconosco più,alternom fasi di calma a fasi di ira e rabbia assoluta.....dovrei studiare perchè vado all'università ma non è semplice riprendere,mi sembra tutto senza senso e cerco a volte di far finta che nulla sia successo....non so se iniziare una terapia..papà mi manca tantissimo,avevo con lui un rapporto splendido,ci siamo detti tutto,anzi parlavam pure troppo e ora mi manca....

Anonimo ha detto...

mia mamma e' mancata morta nn sto bene con me steessa sn passati 2 mesi morte improvvisa sn sposata da 1 anno e vivo lontano.gia' e' dura elaborare un lutto e sapere che la colpa e' dei medici che nn l'hanno curata e qui indaga la magistratura.sn stanca nn dormo confusa sn crollata ieri prima pensavo d farcela andro' in psicoterapia.non posso sopravvivere a stento devo riprendere a vivere x me mio marito.

Anonimo ha detto...

Cosa dire.Il mio amato papà è morto da tre mesi e si è portato dietro il mio cuore.Il mio cuore non è più mio, fa quello che vuole, palpita, sbuffa, corre, si ferma.Lui si fidava di me,io non sono riuscita ad aiutarlo,aveva appena compiuto 58 anni; ha avuto un'infarto nel sonno.Io non dormo più, dicono che ho somatizzato i sintomi dell'infarto. Non so se riuscirò ad uscirne.

pier 74 ha detto...

26-12-2007 ore 8.45 Ospedale per lungodegenze, il mio papà ha appena esalato l' ultimo respiro e solo io sono in quella stanza perché lui lo ha voluto, mi ha aspettato,ha cercato lo sguardo del suo unico figlio, per dirgli grazie ma soprattutto per salutarlo.Sono passati 20 giorni, so che sono pochi, ma lui mi manca,il suo sorriso la sua allegria un cancro lo ha ucciso a 52 anni lasciando nei sui cari un vuoto pazzesco incolmabile. Ma io, che sono figlio di una persona unica ed eccezionale ,non mi capacito e cerco di impegnare la mente in qualsiasi cosa importante non pensare perché se penso ricordo e se ricordo piango. Un grosso abbraccio a chiunque sta vivendo questo immenso dolore.

Anonimo ha detto...

Sono stati due mesi il 22 gennaio...il mio papi è morto all'improvviso nel suo letto aveva 50 anni...e stava davvero benissimo...un poco di ipertensione ma niente di più...era anche dimagrito tantissimo e come ne era orgoglioso!!!Ci dicono ma per fortuna voi siete in tanti e vi afte compagnia avicenda (4 fratelli più mia mamma) ma come si fà io ho 22 anni e penso a come potrà essere la mia vita senza di lui... forse è un po esagerato tutti mi dicono sei giovane e devi continuare la tua vita...ma la mia vita senza di lui mi sembra non avere più senso...lo amavo tantissimo e adesso ho paura di non essere riuscita a dimostraglielo...

alessia ha detto...

salve a tutti,ho perso mio papa' 3 settimane fa.Arresto cardiaco,aveva 56 anni.E'morto nella sua adorata casa,fatta con tanti sacrifici,nel suo letto tra le braccia della mia mamma.Mio zio mi ha chiamata alle 5.00 della mattina dicendomi che non ce l'aveva fatta e che era morto nel sonno ma io non potevo crederci...no,ancora non ci credo...Il mio papa' forte,robusto,dolce,severo...Unico!!!!!io non ero lì,non ho potuto dirgli nulla,non ho potuto gridargli quanto gli volevo bene...mi manca da impazzire...sto impazzendo..vorrei chiamarlo ancora al cellulare e dirgli: "stupidone riposati ora è tutta la vita che lavori,goditi la vita"...era bellissimo...lo amavo!!!!Adesso tiro a campare,odio la vita,odio quelli che hanno un papa',odio me stessa..

Anonimo ha detto...

Anche io ho perso mio papà: la settimana scorsa. Un attacco e non si è più svegliato. Abbiamo aspettato fuori dalla camera che i medici uscissero e ci dicesser qualcosa, e quando sono usciti ci hanno detto: non abbiamo buone notizie, suo papà non ce l'ha fatta, abbiamo tentato di rianimarlo per più di un'ora.
E da quella sera mio papà non c'è più; in vita gli avevo raccontato un sacco di bugie, sugli studi e su quello che facevo, ero sempre scocciato e nervoso e gli rispondevo male. Mi viene da pensare che ad un certo punto si sia sentito inutile e non voluto e abbia come "chiuso gli occhi".
Sono indietro con gli esami, passo le giornate apatico davanti al computer o gironzolando da solo.
Non coltivo interessi nè amicizie.
E se ci penso mi sembra che lui stia ancora dormendo e aspetto che si svegli e mi sembra che nulla sia cambiato, tranne che non mi accorgo del tempo che passa, perchè i giorni non sono più scanditi dal tempo che passavo con lui.
Credo che adesso io sia diventato lui, dovrò finalmente smettere di dire bugie, studiare, coltivare altri interessi come mi diceva lui, andare avanti con volontà e ambizione, non avere paura della mia ombra e non tirarmi indietro alla prima difficoltà.
Devo laurearmi, vincere e smettere di avere paura.
Ciao.

Anonimo ha detto...

Ho perso mio padre 9 mesi fa con un infarto all'improvviso ed ora mi sento ancora vuota.Faccio di tutto per tenermi impegnata ma non riesco a non pensare a lui.Un padre meraviglioso,affettuoso,presente,non ci faceva mancare niente.
L'unica cosa che mi fa andare avanti è che lo sento sempre vicino, che mi protegge,ed ogni volta che vado nel suo studio pieno di libri (era un professore di Italiano) sento ancora il suo profumo...
Il dubbio è che forse dovevo accorgermi che stava male, che avvertiva qualche dolore.
Le immagini di quel giorno ce l'ho sempre impresse nella mia mente e nel mio cuore: ambulanza,pianti,grida,chissà se un giorno riuscirò a dimenticarle.

Anonimo ha detto...

ciao mi chiamo Debora.Il 7 Gennaio 2008 è morto mio papà.Era già stato ricoverato l'anno scorso per una brutta bronchite ed era finito due settimane in rianimazione.Dopo altre settimane di ospedale l'ho portato a casa in uno stato che non ti dico.Non riusciva più a camminare e a urinare.Aveva bisogno dell'ossigeno e di assistenza continua.Grazie alla sua grande forza di reagire poi era un pò migliorato,camminava,guidava,cucinava etc...Ma doveva farsi gli autocateterismi e di notte dormivo con lui e il suo respiro era disperato.Il suo respiro era difficoltoso,tossiva tanto e sentirlo mi angosciava.I suoi occhi avevano perso quel luccichio bello di una volta.
Il 24 Gennaio 1988 invece è morta mia mamma.Avevo otto anni.Aveva il cancro.E io non sapevo nulla...l'ho saputo a Natale.
Mio padre è stato tutto per me.Mi ha fatto da mamma, papà e saggio consigliere.E nel 1978 i miei genitori hanno perso Luca,il loro primo figlio, per leucemia.
La mia storia è triste perchè li ho persi tutti e due i miei genitori.Ora ho 28 anni e mi è rimasto mio fratello Davide.Lui si sente in pace, sereno, perchè pensa che mio padre abbia smesso di soffrire.Io mi sento tanto confusa.Sto con un bravo ragazzo che mi aiuta e ascolta.Gli amici sono la parte più deludente.Non capiscono e mi stanno lontani.Mi aiuta il fatto di lavorare come educatrice di bambini disabili e la forza interiore che ho ereditato da due genitori forti davvero.Non mi piacciono le frasi fatte o i commenti da psicoterapia da manuale.Vorrei solo dirvi che si supera il dolore col tempo e che alle volte non bisogna negare a se stessi il tempo della tristezza.E soprattutto anche una storia triste ha il diritto di essere ascoltata.Non lasciatevi annullare da nessuno.

Anonimo ha detto...

non riesco a dormire. ecco perchè sono qui. mi chiamo davide. ho 33 anni e stanotte sono triste. a 15anni ho perso mia sorella. suicidio.era bellissima,una intelligenza fuori dal comune.il motivo che mi sono dato è morte per insufficienza di amore intorno.non da parte dei miei. dopo circa un anno mia madre ha deciso di seguirla: non ce l'ha fatta a reggere il colpo della perdita di sua figlia e, dicono, si sia annegata.non ho mai avuto il coraggio di approfondire troppo le indagini.ho capito che ognuno,ogni persona a lei legata, ha una sua verità costruita a fatica, a cui fa capo parte del suo equilibrio e non mi va di agitare più di tanto le vite altrui.ci sarà un tempo anche per questo.mia madre era una donna di gran classe e molto forte. lo so che si tende ad idealizzare i defunti ma nel suo caso idealizzano tutti allo stesso modo.dopo qualche anno è morto mio padre di infarto.54 anni.non era affatto il momento. aveva una buona salute.uso pensare semplicemente che la morte delle sue donne gli ha fatto scoppiare il cuore: si è spento non per disperazione, ma per dispiacere per mortificazione, per delusione dagli amici e dalla vita. devo molto di quello che sono a lui. la fiducia che ho in me viene da lui. da quello che ha saputo fare,da come lo ha fatto considerando da dove è partito.avevo 17 anni. a 26 anni ho perso un'altra figura cara,amata, uno zio da parte di mia madre,scapolo, che ci ha lasciato con un tumore. come se non bastasse, qualche anno fa, due o tre,non rocordo bene o non voglio ricordare,un' altro mio zio sempre da parte materna, una figura importantissima, un mito adolescenziale,ritornato ad essere scapolo anche lui dopo un divorzio con una bellissima e speciale donna a cui non è riuscito o non ha potuto dare un figlio e non per problemi di fertilità , ha deciso anche lui di togliersi la vita.lo ha fatto in un modo anche brutale che per rispetto non riporto.scusatemi!perdonate il modo a volte asettico e cruento con cui mi sono espresso.è solo distacco,una delle tante forme di autodifesa.sembra anche a me che stia parlando di un incubo o raccontando un film horror. purtroppo non è così. è proprio la mia vita e spesso ho pensato di non farcela. invece sono qui e dirò di più, a volte, tra una depressioncina e l'altra,che sono sempre meno frequenti e più brevi, riesco anche a vederci dentro una straordinaria bellezza, anzi, è di sicuro anche tutta questa morte che abita il passato che mi fa venire una gran voglia di vivere: riesco ad apprezzare cose che di solito si danno per scontate ogni singolo respiro e ad ogni giro che fa il sangue nelle vene gli farei un applauso! con lo stupore di uno che assiste ad un miracolo. perchè è così,col rischio di sembrare banale ma è così, la vita è un miracolo ed è bellissima. parafrasando le parole di un amico sopravvissuto ad un infarto: la vita è una gran figata, una figata pazzesca!daccordo con te alessia.prendiamoci tutto il tempo necessario, senza paura, dando alla tristezza e all'angoscia il tempo di cui hanno bisogno: si tratta di percorsi lunghi, tortuosi e costellati da mille tentazioni a lasciar perdere.
ho approfittato di questo spazio per sfogarmi un pò. spero queste parole possano essere di consolazione per qualcun'altro:non che la perdita di un solo genitore sia meno grave,ma per molti aspetti,oltre quelli legati ad una affettività tutta da ricostruire e spesso da inventare(ad es.nella vita sto provando a scrivere, di mestiere)ci sono anche quelli pratici.è diverso venire su completamente da soli. forse mi sbaglio, ma non credo.comunque, cara federica, auguri e niente paura:la più grande capacità che ha l'essere umano rispetto agli animali è la capacità di adattamento, ma non bisogna forzare la mano, o incalzare i tempi. ognuno ha i suoi tempi per ritrovare la strada.potrei continuare a scrivere per una settimana. ma,credo mi sia tornato il sonno! notte

mr_dada ha detto...

non riesco a dormire. ecco perchè sono qui. mi chiamo davide. ho 33 anni e stanotte sono triste. a 15anni ho perso mia sorella. suicidio.era bellissima,una intelligenza fuori dal comune.il motivo che mi sono dato è morte per insufficienza di amore intorno.non da parte dei miei. dopo circa un anno mia madre ha deciso di seguirla: non ce l'ha fatta a reggere il colpo della perdita di sua figlia e, dicono, si sia annegata.non ho mai avuto il coraggio di approfondire troppo le indagini.ho capito che ognuno,ogni persona a lei legata, ha una sua verità costruita a fatica, a cui fa capo parte del suo equilibrio e non mi va di agitare più di tanto le vite altrui.ci sarà un tempo anche per questo.mia madre era una donna di gran classe e molto forte. lo so che si tende ad idealizzare i defunti ma nel suo caso idealizzano tutti allo stesso modo.dopo qualche anno è morto mio padre di infarto.54 anni.non era affatto il momento. aveva una buona salute.uso pensare semplicemente che la morte delle sue donne gli ha fatto scoppiare il cuore: si è spento non per disperazione, ma per dispiacere per mortificazione, per delusione dagli amici e dalla vita. devo molto di quello che sono a lui. la fiducia che ho in me viene da lui. da quello che ha saputo fare,da come lo ha fatto considerando da dove è partito.avevo 17 anni. a 26 anni ho perso un'altra figura cara,amata, uno zio da parte di mia madre,scapolo, che ci ha lasciato con un tumore. come se non bastasse, qualche anno fa, due o tre,non rocordo bene o non voglio ricordare,un' altro mio zio sempre da parte materna, una figura importantissima, un mito adolescenziale,ritornato ad essere scapolo anche lui dopo un divorzio con una bellissima e speciale donna a cui non è riuscito o non ha potuto dare un figlio e non per problemi di fertilità , ha deciso anche lui di togliersi la vita.lo ha fatto in un modo anche brutale che per rispetto non riporto.scusatemi!perdonate il modo a volte asettico e cruento con cui mi sono espresso.è solo distacco,una delle tante forme di autodifesa.sembra anche a me che stia parlando di un incubo o raccontando un film horror. purtroppo non è così. è proprio la mia vita e spesso ho pensato di non farcela. invece sono qui e dirò di più, a volte, tra una depressioncina e l'altra,che sono sempre meno frequenti e più brevi, riesco anche a vederci dentro una straordinaria bellezza, anzi, è di sicuro anche tutta questa morte che abita il passato che mi fa venire una gran voglia di vivere: riesco ad apprezzare cose che di solito si danno per scontate ogni singolo respiro e ad ogni giro che fa il sangue nelle vene gli farei un applauso! con lo stupore di uno che assiste ad un miracolo. perchè è così,col rischio di sembrare banale ma è così, la vita è un miracolo ed è bellissima. parafrasando le parole di un amico sopravvissuto ad un infarto: la vita è una gran figata, una figata pazzesca!daccordo con te alessia.prendiamoci tutto il tempo necessario, senza paura, dando alla tristezza e all'angoscia il tempo di cui hanno bisogno: si tratta di percorsi lunghi, tortuosi e costellati da mille tentazioni a lasciar perdere.
ho approfittato di questo spazio per sfogarmi un pò. spero queste parole possano essere di consolazione per qualcun'altro:non che la perdita di un solo genitore sia meno grave,ma per molti aspetti,oltre quelli legati ad una affettività tutta da ricostruire e spesso da inventare(ad es.nella vita sto provando a scrivere, di mestiere)ci sono anche quelli pratici.è diverso venire su completamente da soli. forse mi sbaglio, ma non credo.comunque, cara federica, auguri e niente paura:la più grande capacità che ha l'essere umano rispetto agli animali è la capacità di adattamento, ma non bisogna forzare la mano, o incalzare i tempi. ognuno ha i suoi tempi per ritrovare la strada.potrei continuare a scrivere per una settimana. ma,credo mi sia tornato il sonno! notte

Anonimo ha detto...

Ciao, federica... ho pianto leggendo la tua narrazione. Capisco abbastanza bene quello che provi e descrivi perchè l'ho vissuto anch'io ma tanto tanto tempo fa... avevo 4 anni quando è morta mia madre e 7 quando è morto mio padre. Sono stata "spostata" in casa di cugini con cui sono crescuita ma non era la mia famiglia. Adesso ho 38 anni e ancora, spesso, penso di non aver mai superato quell'esperienza. E credo che niente di quello che possano dire gli altri possa servire perchè il modo in cui si sente e si vive una perdita è molto personale e incide su di te in un modo indescrivibile. So che si sta malissimo e spero che un giorno riuscirai a ricordare solo le cose belle che tuo padre ti ha dato. Volevo solo dirti che credo che lui sapesse quanto bene gli volevi e gli vuoi, anche adesso e per sempre. Un abbraccio. Margaret

Anonimo ha detto...

faccio parte anch'io della schiera. mio padre è morto quasi 3 mesi fa. così senza un motivo, una ragione, una spiegazione. non stava male, lo avevo portato a controllo il giorno prima , un controllo di routine............tutto a osto considerando la sua età, invece il omeriggio dopo il nulla...............mi telefona dicendomi ci andare a casa sua, con una voce che sembrava venisse dall'altro mondo e all'altro mondo era già. dopo 3 minuti....morto non ho fatto in tempo a vederlo vivo..... sono arrivata a casa in 3 minuti, ma era già morto................ aveva detto a mia madre : stai tranquilla sta per arrivare Beatrice sistemerà tutto ......invee non mi ha dato il tempo di arrivare............e' la prima volta che riesco a piangere raccontando la cosa, ma non voglio piangere voglio mio padre. ciao armando.......

Anonimo ha detto...

Ho perso mio padre un settimana fa, sono triste, stordita e non so che fare. Un tumore progressivo lo ha ucciso in poche settimane, giusto il tempo di portarlo da due grandi specialisti, che hanno diagnosticato subito il peggio. Amavo mio padre al di sopra di tutto, ora ho paura di come mi sentirò col passare del tempo quando no lo vedrò mai più. Avevo un bel rapporto con lui e sono stata fortunata ad averlo come genitore. Purtroppo mio madre, con la quale lui faceva coppia fissa, ora soffre e non si da pace perchè ha il terrore della solitudine. Io puirtroppo lavoricchiavo distante da casa e ora non so come fare perchè ho paura che lei faccia qualche pazzia dal dolore.
Non so come reagirò in seguito, vorrei pensare che quest sia un brutto sogno, ma so che non è così...
Sono all'inizio della mi grande infelicità
Cinzia

Anonimo ha detto...

Ho perso mio padre pochi giorni fa.
Per un tumore. La morte fa parte della vita. E la vita è una continua
battaglia. Gli affetti veri sono grandi amori. L'amore è ciò che resta. E che ti fa andare avanti.
Esprimo solidarietà a tutti coloro che hanno perso una persona cara.
E' un buco.
Ma bisogna farsi forza. Per le persone che restano e che hanno bisogno di noi. La famiglia, gli amici. Ognuno di noi ha bisogno degli altri.
C'è una filosofia secondo la quale
tutte le persone che incontriamo in questa vita le abbiamo già conosciute in altre vite. E se fosse vero sarebbe molto bello. Perchè quando muore una persona a cui vogliamo bene, pensiamo che tutto si ferma. Invece non è cosi'.

rebeldina ha detto...

Salve a tutti.
Sono capitata per caso in questa pagina, e mi sono ritrovata a leggere tutti i vostri commenti e a veder scendere qualche lacrima...
Io ho 32 anni...ho perso mio padre nel 1998, aveva solo 55 anni, e da qualche anno lottava contro la sua malattia.
Il tutto era iniziato dieci anni prima, con la diagnosi di una "banale" insufficienza renale.
Anni di dieta, poi la dialisi...poi la scoperta della vera colpevole che ce l'ha portato via: un'epatite inizialmente latente, ma poi aggressiva e inesorabile...
Quando mio papà si è sentito male un giorno, all'improvviso, io ero sola in casa con lui: ricordo e rivivo sempre quel momento.
Un brutto infarto, il segnale dell'ineluttabile: del corpo che non ha più la forza di resistere a tutti gli attacchi a cui è stato sottoposto.
Dieci giorni in rianimazione, poi si è addormentato...Parlare di mio papà è sempre stato vitale, per me: non ho mai cercato di rimuovere ildolore, anzi...ancora oggi mi commuovo e piango, e va bene così.
E' giusto piangere e sfogare il dolore, ma c'è un tempo per ogni cosa, e io l'ho imparato proprio da lui.
Io e mio papà eravamo molto legati: caratteri molto simili, stessa testardaggine, stessa "pazzia"!
Quando è morto, mi sono sentita persa...ma poi ho cercato di pensare a ciò che lui avrebbe voluto, e da quel momento, sono andata avanti.
Lui col suo coraggio, nel corso degli anni ci ha dato tanta forza, nonostante fosse malato e stanco...La nostra famiglia, che è sempre stata molto unita, ha rischiato di andare in frantumi, dopo il crollo del "pilastro", per fortuna, non abbiamo agito da "satelliti"...non ci siamo chiusi l'uno con l'altro, e ora siamo più uniti che mai.
Quello che voglio dire, è che non esistono ricette per affrontare una prova del genere: posso solodire che le persone hanno dentro di sè una forza e un coraggio insospettabili.
Riusciamo a capire tante cose di noi, proprio a causa di prove del genere.
La mia vita è fatta di un "prima" e un "dopo", questo non cambierà mai: ma sono felice di avere avuto la fortuna di crescere in una famiglia come la mia, di aver avuto un padre e una madre come i miei.
La mia infanzai è stata felice,e così anche l'adolescenza.
Sono una persona forte, ma sensibile:e questo lo devo all'amore che hanno saputo infondere i miei genitori.
Mio padre non c'è, ma in realtà c'è, eccome!
Lo porto sempre con me, e penso a lui tutti i giorni. Con un pò di malinconia, certo, ma sopratutto con felicità: la felicità di essermi sentita amata, sempre, così come io amerò sempre lui.

Anonimo ha detto...

io ho solo 13 anni e ho perso mio padre 2 mesi fa davanti a me mia madre si è svegliata 1 minuto dopo aveva gli occhi spalancati ...... nessun segno... arresto cardiaco tutto ad un colpo senza preavvisi o segni ... mia sorella ha soli 6 anni e combatte per la 2 volta con un tumore mentre ha perso il suo amato papà! da quando è successo odio parlaro di mio padre ... fa dolore nn vado al cimitero e soprattotto anche in questo brutto momento sono lontano da mia madre che è fuoriregione per salvare mia sorella ...

Anonimo ha detto...

dopo 2 anni e mezzo e' sempre peggio per me,mi manca tanto il mio papa'non l ho ancora accettato e' come se si fosse fermato il tempo ma io sono continuamente in corsa non so dove...andro'

elisabetta ha detto...

Mio padre è morto il 30 aprile del 2010 alle ore 14.E' cominciato tutto il 19 marzo,la festa del papà. Io facevo lezione quando la mamma della mia allieva mi ricorda l'evento ed io chiamo subito mio padre per farlgi gli auguri.In verità parlo con mia mamma la quale mi comunica che papà doveva fare una rx al torace.Il giorno dopo ero da zara e aspettavo la telefonata di mio padre con grande ansia.Lui mi rassicura dicendomi che il radiologo lo aveva tranquillizzato perchè poteva trattarsi di semplici noduli.In realtà era un cancro al polmone con metastasi al fegato. Uno dei peggiori,come mi disse in seguito l'oncologo.
Da quel giorno il calvario. Mia sorella si è assunta la responsabilità di dirlo a mio padre èerchè pensavamo che potesse fare la chemio.L'abbiamo ricoverato al monaldi, napoli, dove ha fatto tutti gli accertamenti prima di cominciare la chemio.Ricordo che si prendeva gioco di noi quando era ora di andar via dal reparto, perchè ci salutava alla Mussolini, scherzando (mica tanto).Io e mio padre uguali e diversi.Lui era generale dell'esercito in pensione, io musicista,lui autoritario, io no, e tante altre cose.Dopo il ricovero al monaldi è tornato a casa.Eravamo felicissimi di riaverlo a casa,tra le sue e le nostre cose,tra le mura di casa,i nostri 5 gatti,le sue abitudini.
to be continued..

elisabetta ha detto...

Dopo pochi giorni il suo fegato diventa enorme e lui diventa giallo.Era il 23 aprile scorso e decidemmo di chiamare un amico radiologo che lo aveva seguito (non quel deficiente che aveva detto che si trattava di semplici noduli),il quale era in stretto contatto con l'oncologo (un grande pezzo di merda)e che ci riunì in cucina, chiuse la porta e ci comunicò che papà era pieno di metastasi e che era terminale.Inutile dirvi le reazioni.Io sono la seconda di 3 figli,in quel momento sono stata l'unica a guardare Ciro dritto negli occhi e farmi dire cosa dovevamo fare,il resto della mia famiglia era distrutto.Lo abbiamo convinto a ricoverarsi questa volta al cardarelli,dove è arrivato in condizioni pietose.E' come se fino a quel momento avesse dimostrato che era forte,per l'ennessima volta non si era lamentato.Ma quando ha capito la gravità,si è lasciato andare e lì la situazione è peggiorata.Il dolore è strano, prima ti rende incredulo, ridere perchè.Poi ti investe e ti droga. Ti cambia, ti trascina in un buco e tu, io, all'inizio ho cercato di continuare la mia vita, anzi l'ho proprio continuata perchè non accettavo che potesse morire.E poi è arrivato il 29 aprile.Ero a scuola e facevo lezione.Alle 18 arriva la telefonata di mamma che mi chiede di andare in ospedale perchè la situazione era peggiorata.Ci sono andata ma non ricordo nulla di quel momento.Ricordo invece che verso le nove di sera sono andata via perchè avevo un concerto, dopo il quale sono ritornata in ospedale per fare la notte insieme a mio fratello.
La notte è stata proprio triste. Papà che non dormiva da 10 giorni, si lamentava in continuazione, sgranava gli ochhi,si agitava, voleva alzarsi ma non resiteva più di 20 secondi. Mio fratello ha fatto tutte le notti con lui.
E' stato molto coraggioso. Ha vissuto per molte notti (6 per la precisione) il dolore e la disperazione di papà fino a disperarsi lui per primo. Ho visto nello sguardo di mio fratello la follia.Quella notte come dicevo è stata lunga e dolorosa. Papà fissava il muro, poi ha chiamato sua mamma. NOn potrò mai dimenticare il suo sguardo perso nel vuoto.Verso le 8 sono andata via. Ho dormito per 3 ore e verso le 12 è venuta un'allieva a casa a fare lezione. Verso le 13:00 mi chiama mio zio e mi dice di andare in opedale. Io ho continuato a fare lezione e verso le 13:45 sono uscita di casa e sono arrivata in ospedale alle 14.Sono entrata nella stanza e sentivo mamma dire a papà: Oro, non ti addormentare, ecco elisabetta.Ma si era già addormentato.Ricordo di essermi spogliata di ogni cosa, orologio, anello, ochhiali,di tutto e di essermi letteralmente gettata al suo capezzale, piangendo come una bambina (proprio come adesso) promettendogli una serie di cose.
Poi l'obitorio, freddo, bianco, privo di vita. Ricordo che stavo passeggiando con un amico quando ad un certo punto non ho sentito le gambe. Mi sono stesa sulla panchina e ho iniziato ad urlare.
La disperazione di mia mamma, gli amici, i parenti. Lo shock.
Per tutti la vita scorre normalmente, come è giusto che sia.
Per me oggi non è più come ieri.
Tento di fare le cose che facevo prima ma non ci riesco più. Ho bisogno di trovare un senso diverso alle cose. Ho bisogno di essere incazzata (anche con mio padre) di essere triste e di essere circondata da tanto amore, sincero e profondo. Ho bisogno di sentirmi contenuta. Di esprimere il mio dolore ogni volta che lo sento. E per fortuna lo posso fare.
Il dolore si trasforma. Non è lo stesso del primo giorno e purtroppo non sarà lo stesso di oggi.Credevo che papà non sarebbe morto, che non. Ma uno mica sceglie di morire, no?forse perchè avevo ancora bisogno di lui.Spero che riuscirò ad usare il dolore come bussola e che riuscirò a perdonarmi di aver scelto di non vedere mio padre morire.
Elisabetta

Anonimo ha detto...

Salve, mio papà è morto una settimana fà, aveva 85 anni è morto per una emoraggia cerebrale in meno di 12ore, tutti mi dicono che era anziano, ma un genitore è sempre un genitore anche a 120 anni. C'è un vuoto enorme dentro di me sono triste depresso, attacchi di pianto soprattutto la sera quando sono solo. Non voglio stare solo. La mia pisicologa con ala quale sono in terapia da 2anni mi sta aiutando molto, ma sono triste e vuoto,spero che il tempo possa lenire questa mia sofferenza.

Anonimo ha detto...

Ho letto solo i primi commenti,e sembra che sia la stessa sensazione per tutti noi...un pò mi fa star bene pensare che "non sono l'unico"...ma è diverso il fatto che qua siete tutti "freschi" quando a me è capitato 16 anni fa e,sembrerà strano, ho iniziato ad affrontare il lutto solo 1 anno fa,e pure con l'aiuto della psicoterapia.
Che dire? non c'è niente da dire,sono davvero cose che capitano ma lasciano un segno perenne...a mio avviso è come vivere si,ma senza una gamba.
Tutti mi possono dire quello che vogliono,ma un genitore e soprattutto un padre è "troppo fondamentale".
Si certo puoi vivere,ci sono mali peggiori,ma cmq è solo un sopravvivere.
Davide

Anonimo ha detto...

babbo è morto a dicembre, un tumore con cui ha lottato da grande sportivo quale era fino alla fin, senza farci capire fino in fondo quanto questa fosse vicina.
Il dolore è ancora tanto forte, mi sembra che non possa cambiare, ho spesso delle crisi di pianto anche se cerco di avere una vita normale. I primi tempi c'erano tante cosa da fare, mamma, le sue cose, un sacco di burocrazia, ora c'è solo un enorme vuoto e il rimpianto di tutte le cosa che no gli ho detto e che non abbiamo fatto insieme. E il dolore fortissimo di non vederlo più giocare con mio figlio per il quale era un nonno speciale. Ogni volta che vedo un nonno con un nipotino mi si stringe il cuore.

Anonimo ha detto...

non dormo più la notte , nessuno lo sa,è come se tutto mi apparisse come inutile, quello che prima mi divertiva ora mi risulta superficiale. la mia vita è cambiata , a volte penso che raggiungerlo sia la cosa migliore, e piango, la notte piango strozzanzo le lacrime in gola x nn farmi sentire, penso ai momenti bellisimi ,mi scorrono davanti agli occhi ,poi si intromettono di prepotenza immagini che nn vorrei ricordare più e nn vanno via. vorrei poter ricordare la sua vita e nn la sua malattia che se l'è portato via. eravamo una cosa sola un sodalizio nato da qnd mi ha messo al mondo. nn so perchè sto scrivendo qst cose forse per buttare via fuori tutti qst pensieri brutti e lasciare qlli belli. mio padre era tutto per me e un fottuto tumore al cervello me l ha portato via e qllo stesso fottuto tumore s'è portato via anche la mia gioia di vivere . mi ha lasciato sotto gli occhi abbiamo pregato dio affinchè avesse pietà e lo portasse a sè velocemente. nn c'era più mio padre, avevo capito che stava finendo tutto ,da un momento all altro, e c'ero qnd ha fatto con fatica l'ultimo respiro ero lì e l ho guardato andarsene . mi chiedo perchè e mi dico che un perchè nn c'era e penso all egitto e a qnt ci teneva a raccontare dei suoi viaggi per lavoro si entusiasmava nei racconti e io amavo starlo a sentire e ora guardo le foto di un giovane 19enne di una bellezza unica , cavalcare infiniti deserti. amavo mio padre e lo amerò per sempre e vivo con la
speranza di rincontrarlo presto.
...................................

Remarmotta ha detto...

io ho perso mio padre oggi.è morto di tumore...ha resistito per 4 mesi....rima di morire non sembrava piu lui sia a livello fisico ke psichico.io nn so dirti come superare questo momento...e ad essere sincero sto scrivendo qui solo per sfogarmi.il dolore è atroce,avrei preferito essere morto io.nn so kme fare x andare avanti,e,il pensiero del suicidio incomincia a farsi strada in me.non so se assecondero questo pensiero,so solo ke sono un ragazzo 20nne distrutto,
e senxa obiettivi.vivere o morire x me ormai non fa alcuna differenxa

Anonimo ha detto...

Ciao,io ho perso mio padre un mese fà,incredibilmente aveva superato due gravissime emorragie cerebrali a maggio.Non voleva rassegnarsi al suo stato di malato,lui un minatore che ha lavorato sotto terra dall'età di 14 anni,lui che non poteva più farsi la barba o guidare.Aveva appena compiuto 82 anni,era un ragazzino e mi chiedeva...ma quando sarà che potrò guidare nuovamente la macchina,e la barba?quando riusciò a rifarmela da solo?La barba glielo fatta io alle 8 di mattina,l'ho salutato con la promessa che sarei tornata l'indomani,il giorno avevo delle cose da sbrigare.Alle 4 di mattina mi chiama mia madre (80 anni)urla lancinanti che mi rimbombano in testa,babbo è morto!!!Lui è morto così, senza un lamento, steso in terra in cucina ,un pò di sangue sotto la nuca.Emorragia cerebrale oppure infarto?Non si sà ,neanche il medico legale ne ha la certezza,a me è rimasta la sua ultima frase...stai attenta in macchina, lo sai che io aspetto te ogni mattina.Ciao babbo,non riesco a dimenticare le urla e il tuo corpo steso in tera.Ti voglio bene,mi manchi.Rita

Anonimo ha detto...

Mio padre è morto il 15 aprile 2002 dopo 6 anni di lotta contro un tumore piu volte sconfitto ma alla fine ha vinto la malattia.. (a scrivere mi sembra di non riuscire a rendere l'idea di cosa significa perdere un padre caro, carissimo, eccezionale..!) per colpa di un collega idiota che gli diceva: "ma no non è un tumore non fare il cretino che porta sfiga!" invece quel segno grigio scuro era un melanoma il peggiore dei tumori come sospettava papa' medico chirurgo ma che si era fidato del collega amico specialista dermatologo.. uno che si è vaporizzato come ha saputo di aver sbagliato senza nemmeno una parola di rincrescimento! Io gli sono stato vicino 6 anni, siamo stati nei migliori ospedali in Italia e in USA, 6 anni di lotta con una parentesi di un anno in cui sembrava essere guarito.
Ora ho chiamato mio figlio Pietro come papa' speravo, che lenisse il dolore ma non è cosi, mi manca troppo! ma il suo esempio è sempre davanti a me, quando gli ultimi giorni prima di morire un amico prete gli chiese: cosa diresti a chi si trova nella tua situazione (essendo medico sapeva bene quanto gli mancava e stava male gia con l'ascite al fegato e una emiparesi) mio padre disse: RESISTERE DEVI RESISTERE FINO ALLA FINE!
Un grande esempio, un uomo onesto, 2 lauree , specialista in chirurgia d'urgenza e pronto soccorso, 2 brevetti di pilota, paracadutista, suonava il pianoforte, un Ufficiale della Croce Rossa con molte missioni in zona di guerra per recuperare i feriti di tutte le parti, il suo errore è stato fidarsi di un falso amico medico cretino! ma come diceva Lui.. GUARDIAMO AVANTI E FACCIAMO LE COSE PER QUELLI PER CUI SIAMO ANCORA IN TEMPO, PER I VIVI CHE CI STANNO INTORNO, PERCHE' ORMAI PER QUELLI CHE SONO DI LA NON POSSIAMO PIU FARE NULLA SE NON RICORDARLI E QUALCHE PREGHIERA.

Anonimo ha detto...

12 giorni fa mia madre con la poca forza rimasta sul letto d'ospedale,mi ha baciato e mi ha detto con gli occhi addio.................................................................

Francesca ha detto...

Ho perso mio padre tre giorni fa,
cerco un appiglio, cerco una ragione, cerco qualcosa per andare avanti e per convincermi che è solo un incubo.
é entrato in sala operatoria per una semplice colicisti con sassolini, doveva fare la laparoscopia..
L'hanno ucciso, squartato sotto i ferri, è uscito dopo 11 ore di intervento, dissanguato, col fegato spappolato, le arterie troncate e la colicisti amputata..
ha sopportato ancora una ltro intervento il giorno dopo quando le se ne stava andando per una trobosi alla vena troncata dai "medici" se si può definirli tali.
Mi ha salutato da cosciente, aveva capito che lo stavano uccidendo.dopo la seconda operazione..non era più cosciente.
Non posso accettare che un uomo così generoso, forte e leale mi abbia lasciato senza preavviso, senza sapere nulla, è stato tradito, è stato ucciso

Anonimo ha detto...

Mio padre sta combattendo dal 24 ottobre 2008 con un tumore maligno,avevo appena compiuto 14 anni e in questi 2 anni sono cresciuta molto mi sento diversa dalle mie coetanee che hanno il morale a pezzi solo perchè il padre non le fa fare un tatuaggio o perchè non le mandano al cinema o che so io.Ormai si trova in una fase terminale il 24 gennaio di quest'anno i medici hanno riferito che ormai non c'è più niente da fare.. A me l'hanno detto il 26, gli hanno dato un mese di vita al massimo.. Mio padre per me è morto il 26 gennaio..sono 2 settimane che mi lacero non riesco a stare bene vedo tutto nero non riesco a riprendermi eppure mio padre è ancora vivo ora, ma non riesco a immaginarmi la mia vita senza di lui, è sempre stato il mio idolo, il mio eroe e non riesco a pensare che fra poco sarò senza di lui. Abbiamo avuto sempre un rapporto bellissimo non abbiamo litigato una volta sola eravamo sempre felici insieme e ci divertivamo tantissimo.. Ora è ricoverato in ospedale ma non durerà molto..Non so che fare mi sento abbandonata da tutti...

rebeldina ha detto...

Ho già scritto una volta, raccontando la mia storia e la morte del mio adorato padre...Oggi mi ritrovo a pensare a quel maledettissimo 14 febbraio che me l'ha portato via...Il tempo lenisce le ferite, sì, ma mi rendo conto che più vado avanti con gli anni più sento la mancanza del mio meraviglioso padre...Questo è un modo per ricordarlo, anche se non c'è bisogno, visto che lo porto con me ogni singolo giorno...
Ragazzi, facciamoci coraggio: la vita è meravigliosa, tiriamo fuori quella forza che dentro di noi esiste, perché esiste eccome, cerchiamo di fare del nostro meglio, come loro ci hanno insegnato a fare...questa è un ottimo modo di mettere a frutto i consigli, gli insegnamenti e i principi che ci sono stati dati dai nostri cari.
Un abbraccio
Rosalba

Anonimo ha detto...

gio Età: 34
salve,pochi giorni fa è mancato mio papa\',dopo una
tremenda malattia che in un anno e mezzo lo ha portato via.l\'ho visto
peggiorare sempre di piu,poco alla volta,giorno dopo giorno.sempre con me
presente il tormento per l\'impotenza di fare nulla.la speranza di una ripresa
sempre presente in lui fino a pochi giorni dalla fine,il suo ottimismo aiutava
noi a confidare in una ripresa.Ma ora è calato il buio su di me,insieme a lui
una parte di me se n\'è andata via;i dolci ricordi dei momenti passati insieme
mi rattristano perche\' so\' che non potremo piu fare nulla insieme.il pensiero
che non lo vedro\' mai piu è quello che mi sta piu mi sta logorando.penso che
con il tempo il dolore si fara\' un po\' da parte ma sono sicuro che il vuoto
che ha lasciato dentro di me non si colmera\' mai piu

Anonimo ha detto...

Mio padre è morto il 4 agosto del 1998. Ormai sono passati 13 anni ma io ancora sento enormemente la sua mancanza. Da quel giorno la mia vita è cambiata e con il tempo il dolore si è trasformato in un vuoto incolmabile. Credo di non aver mai accettato di averlo perso per sempre e non sò se sarò mai in grado di farlo, lui per me era un faro nella notte, la luce che mi guidava nel buio. Ora sono persa e sola e non riesco a trovare quella pace che tanto cerco. Non riesco neanche ad andarlo a trovare al cimitero dopo tutti questi anni.
L'unica cosa che mi riesce è scappare perchè il dolore è stato ed è ancora grandissimo. Vorrei tanto sognarlo per poterlo solo per alcuni secondi vedere e toccare nuovamente ma non ci riesco. Continuo a rincorrere affanosamente il suo ricordo perchè vorrei tanto riaverlo qui con me, non sapete quanto lo desideri!!!Dicono che il tempo lenisce le ferite, che la vita và avanti, che la fede ti aiuta ma io sinceramente continua a soffrire tanto e l'unica cosa che un pò mi dà sollievo è pensare che un giorno, quando morirò, lo rivedrò finalmente.

un abbraccio a tutti voi!!!

Daniele ha detto...

Buonasera,
solidarietà con tutte le persone che hanno scritto in questa pagina.Ho perso papà da quasi 4 mesi... tumore ai polmoni. In un anno ha fatto di tutto per cercare di superare questo maledetto male, io e mia sorella abbiamo cercato di fare il possibile per stargli vicino ma impotenti vedevamo la malattia avanzare sempre più ...ammiro la sua grinta la sua potenza la sua determinazione fino all'ultimo secondo . A nulla sono servite chemioterapie, radio trasfusioni... il momento piu doloroso gli ultimi due mesi capodanno in ospedale "piccolo brindisi" di mezzanotte da li a poco due morfine di corsa per il dolore atroce che lo assaliva all'improvviso nei giorni a seguire morfine di continuo .Vederlo cosi cambiato fisicamente indebolito faceva male tanto, aiutarlo nel prendere... i dottori le chiamano le terapie .. per me erano circa 20 pasticche e dieci iniezioni al giorno serviva a poco .
Ora si potrebbero dire tante cose come ad esempio il tempo risolve tutti i mali ma il risultato è uno solo ...oramai mi sono spento sò che non è carino dirlo è diventato tutto relativo cose e persone aspetto di raggiungerlo in cielo e sono incazzato come una bestia e non sò con chi prendermela .Ho conosciuto il dolore più grande della mia vita questa cosa è dovuta dal fatto che era veramente una bella persona dentro di lui e con tutti quelli che lo hanno conosciuto al quale sarò riconoscente per il resto dei miei giorni .
Tento di buttarmi a capofitto nel lavoro per non accorarmi di continuo per smettere un pò di soffrire ma non serve a nulla appena mi fermo un secondo il mio pensiero va a tutti i momenti intensi trascorsi e piango soffro il dolore mi attanaglia il cuore ormai lacerato .
Ed ora mia madre sola che non riesco a seguire in quanto ho una famiglia mia che amo e che "devo" seguire obbligatoriamente .

Combatto affinche la solitudine non prenda il sopravvento su di me .
Mi scuso per lo sfogo ma ne parlo per la prima volta .

Simo ha detto...

Ho perso mio papà a gennaio scorso, una mattina in cui ero fuori per lavoro. Ricordo come se fosse ieri la mattina del 27 intorno alle 7.30 in cui ancora intontita dal sonno rispondevo al telefono... Era mia madre che mi diceva che il mio papino stava molto male ed invece la sua vicina di casa ,che le era accanto, mi diceva di farmi coraggio... Brutale... mi sono sentita morire io stessa!Da quasi 5 mesi a questa parte il dolore é sempre più vivo e forte, mi fa mancare il respiro ed in alcuni momenti la voglia e la gioia di vivere! Avevamo lo stesso carattere: tenaci, testardi, puntigliosi, orgogliosi; spesso si discuteva in merito a svariate cose, anche perché lui era molto geloso di me, ma guai a chi me lo avesse potuto toccare! Ultimamente era un pò più giù di morale per via delle sue anche da operare, ma per me lui é sempre stato un leone pronto a lottare ed a sconfiggere qualunque cosa e non avrei mai e poi mai potuto immaginare che il suo cuoricino si sarebbe potuto fermare in un istante. Avrei voluto essergli accanto per provare a dargli una mano, come lui aveva fatto con me da piccolina, stavo in effetti lasciandoci le penne folgorata,invece no, ero a Milano e quando l'ho rivisto dopo averlo sentito al telefono soltanto in tarda serata il giorno prima, mi è mancata la terra sotto i piedi...Era lì freddo davanti a me, immobile, ma con un viso relativamente sereno. Spero che il dolore sentito non sia stato così forte per lui, molto probabilmente non se ne deve essere neanche accorto, ma io sono ancora incredula...Avrei voluto dirgli ancora tante cose e dimostrargliene tante altre; era importantissimo per me, anche perché mi ha sempre seguita e consigliata. Mi manca tremendamente tanto, lo amavo, lo amo e lo amerò con tutta me stessa.Spero che lui mi stia accanto, voglio pensare a lui come mio angelo custode.Non potrò mai rassegnarmi ad una perdita così grande, grandissima. Non avevo mai provato un dolore così forte in vita mia; perdendo lui é come se avessi perso metà della mia stessa vita...E' dura papino mio senza di te, sei sempre nel mio cuore, nei miei occhi quotidianamente; ora più che mai sento la necessità del tuo aiuto!!! Ciao amore mio, Simo!

Anonimo ha detto...

13 giorni fa il mio papà mi ha lasciato dopo 4 giorni da un intervento di by-pass riferito dai medici andato benissimo,fatto sta che dopo 2 ore dall'intervento ha avuto un'arresto cardiaco e l'unica soluzione per darci speranza è stata attaccarlo ad una macchina,ma ha retto pochi giorni ed è volato via da me!!!ora il mio papà non c'è più e dentro ho un vuoto colmo di rabbia e di domande.voglio giustizia per lui,chi gli ha fatto del male deve pagare...papà era il mio punto di riferimento,la mia guida,il mio cuore,la mia coscienza ed ora mi sento vuota,senza sorriso,senza futuro...trascorrerò la mia vita senza una metà di me...è dura crederci!!!!

Anonimo ha detto...

ciao a tutti mi padre non he morto ma sono 2 anni che e messo male e malato d leucemia e ieri notte e stato male ed e ricoverato in ospedale ora. penso ke sucedera quando non c sara piu mi viene da piangere solo a pensarlo. ke vita d merdaa. ciao a tutti volevo solo sfogarmi un po

Anonimo ha detto...

Anch'io ho perso il mio papà 3 settimane fa a causa di un tumore ai polmoni. Ho 45 anni , sposata ed ho 2 figli e per loro cerco di andare avanti e di farli crescere sereni, nonostante sappiano tutto e soffrano per la perdita del nonno. Io e mio fratello lo abbiamo assistito fino alla fine dei suoi giorni e lo abbiamo accompagnato con amore fino a che ha smesso di vivere,respirare..... ma il dolore non viene attenuato in nessun modo. Oggi sono strana, confusa, triste,....in poche parole sento che dietro le mie spalle manca un pezzo della mia storia e delle mie origini ! Mi vengono in mente domande che non potrò fare più a nessuno, trovo un biglietto scritto da mio padre ed entro in crisi.... La mamma , dopo 47 anni di vita insieme, alterna momenti di "finta accettazione" a momenti di disperazione e non-accettazione ! Ma quando torneremo a vivere ?? Anche in ricordo, memoria del mio papà e nonno straordinario dei miei figli.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti. Io non ho ancora perso il padre ma sono stato con 2 ragazze figlie uniche e conviventi in casa solo con la madre, che lo hanno perso. La prima perse il padre quando io e lei stavamo insieme da 5 anni. Un rapporto perfetto. 1 anno e 10 giorni dopo, tuttavia, il rapporto finì senza motivo. L'unico motivo fu che io, studente fuori sede, non stetti vicino a lei nei giorni del lutto (non potei e non vi spiego perché, ma non era per scarsa dedizione). Trovai quest'altra ragazza che aveva anch'ella perso il padre nello stesso periodo della precedente per uno scherzo del destino. solo 4 mesi ma ancora migliori, ma ancora una volta a ridosso dell'anniversario, questa ragazza si chiude in sé stessa, cambia carattere, non accetta aiuti e nonostante le premure, lascia chiudere il rapporto. E questa ragazza l'anno precedente lasciò il suo ex sempre all'anniversario. Dopo 5 anni di rapporto.
Parlando da persona che ha vissuto indirettamente, ho notato diverse analogie di comportamento tra queste 2 ragazze che non si conoscono affatto, e non hanno mai avuto un altro. Pensavo sono utili da riferire. 1. La separazione dal partner avviene in maniera improvvisa. 2. Con un certo velato influsso della madre o di soggetti estranei alla coppia. 3. Più si parla sia prima che dopo la rottura, peggio è. 4. Il partner viene più o meno odiato in un certo qual modo. 5. Motivazioni fornite della separazione spesso marginali, sembrano stupidaggini che spesso non hanno a che fare con la coppia. 6. Irrilevanza di come ti sei comportato o che tipo di rapporto avevi con la partner o col genitore mancante. 7. Netta tendenza a non ricordare i bei momenti passati. 8. Eccessiva e ossessionante voglia di avere il partner vicino prima della separazione, non chiesta ma rinfacciata a rapporto finito. 9. Presunzione di cure e premure eccessive e fuori luogo senza mai chiederle. Si rinfacciano solo a rapporto finito. 10. Ricaduta annuale. Anche se si passa il funerale senza traumi. 11. Litigate frequenti più o meno violente con l'unico genitore sopravvissuto. 12. Cambio di carattere improvviso durante l'anniversario. Spesso diviene l'opposto.
Purtroppo riaccettare un maschio in famiglia è difficile, ma estremamente doveroso. DOVETE farlo, oppure siete dei vigliacchi viziati. Sappiate che nessuno vi ridarà il padre, quindi che il partner vi sia vicino non serve a niente, perché non può fare nulla se non consolarvi. E' facile odiare il partner, ma accettarlo per quello che è, è molto più nobile e doveroso. Per quanto posso sembrarvi freddo, la morte è parte della vita. Molte persone hanno perso il genitore più o meno male, eppure non hanno lasciato il/la partner. Tiratevi su DA SOLI e vivete la vostra vita.

carpediem ha detto...

Salve,
Io non ho avuto questa grande sfortuna, e non posso immaginare cosa si deve provare, ma sono un cristiano molto praticante, e perció vorrei dare delle parole di conforto a te, e a tutti gli altri che ti hanno dato la loro testimonianza... É difficile pensare a cosa provate, ma sappiate che in ogni momento Dio vi é vicino, ascolta il vostro dolore e vi aiuta dandovi la forza di superare tutto con amore, e potete star certi che ora i vostri cari si trovano in un posto migliore, dove un giorno li raggiungerete...
É difficile, e io non posso capire quanto, ma sappiate che il Signore non vi abbandona mai, provate ad alzare gli occhi a lui, ditegli, buon Gesù so che ora mio padre o mia madre sono con te, so che ora sono lontani da me ma in realtà li potrò sempre ritrovare nel silenzio del mio cuore, potrò rivolgermi a loro, si che un giorno sarò di nuovo accanto a loro...
I miei più cordiali saluti

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, mio padre è andato via 10 giorni fa dopo quattro anni di lotta, speranze e delusioni. Era pieno di neoplasie tutte indipendenti. Da quando l'abbiamo scoperto nel 2007 abbiamo cercato di fare il possibile per aiutarlo a restare con noi. Nell'ultimo mese la situazione è precipitata repentinamente e alla fine ci ha lasciato mentre lo guardavamo tutti rantolare di morte. Avrei voluto fermare il tempo prima che esalasse il suo ultimo respiro, me lo sarei tenuto agonizzante per altri 10 anni ma sarebbe stato puro egoismo...cosicchè subito dopo la morte ho capito che era giusto che andasse. Ora ho un senso di vuoto e smarrimento che solo il tempo potrà lenire, sono vicino a tutte le altre persone che come me hanno avuto di recente un lutto in famiglia. CIAO PAPA' SARAI SEMPRE CON ME.

Anonimo ha detto...

ciao a tutti,io ho perso mio padre sette mesi fà,arresto cardiaco per emorragia interna...che dire,ho compito 18 anni a gennaio,e lui se ne è andato a marzo..non sapevo niente,i miei familiari non mi hanno detto niente riguardo le sue condizioni di salute,per di più..ho questo peso riguardo al fatto di aver avuto una discussione con mio padre circa 9 mesi prima della sua morte,da quel maledetto litigio,per motivi banali,non ci siamo più parlati,ho visto mio padre l'ultima volta,mentre scendevo le scale arrabbiato,che mi diceva "faresti meglio a non venire sabato",ogni fine settimana andavo da lui,i miei si sono separati quando avevo circa 1 anno e mezzo...l'ultima volta volta che l'ho visto,era steso su un letto d'obitorio...che dire,forse l'orgoglio mi spingeva a odiarlo,ho detto cose che non avrei voluto dire,ma nei momenti di rabbia non pensi a queste cose,lui ha cercato di riallacciare un rapporto con me,mandandomi un messaggio che io ho interpretato come stupido,riguardava il fatto di riportargli una cosa sua a casa dei miei nonni..solo ora mi sono reso conto che lui quella cosa già l'aveva in casa,e che non l'avevo io...forse un ultimo tentativo di vedermi...non sò...mio padre è stato ricoverato per dieci giorni in ospedale,per una febbre alta,la sua salute si era aggravata la notte del ricovero,per una polmonite....per fortuna le sue condizioni erano migliorate,tant'è che aveva già firmato i fogli di dimissione..per drenare del liquido pleurico,gli avevano messo una sonda al collo,fin qui tutto bene...il fatto è che un infermiere/infermiera di cui non sappiamo il nome,togliendo la sonda,aveva forse reciso un arteria,stà di fatto che mio padre ha perso molto sangue,gran parte nei polmoni,fu lasciato per tre ore sul letto senza soccorso,dopo lunghe interminabili ore,fù portato in sala operatoria,ma oramai il cuore era affaticato,e non aveva ossigeno al cervello...mio padre è morto all'età di 37 anni,un uomo forte,buono,altruista,per me era ed è come un fratello,un amico,tutto quello di cui avevo bisogno,sapeva capire il mio stato d'animo solamente guardandomi negli occhi...di lui ho oltre ai bellissimi ricordi,ho appreso la passione per la chitarra e quest'anno mi sono diplomato come meccanico,altra passione di mio padre,avevo circa 10 anni,e lui,invece di portarmi al parco,o al mare,stavamo sotto casa,a smontare e rimontare gli scooter,aveva tante ambizioni,e mi promise che quando avrei compiuto 18 anni,mi avrebbe portato in thailandia,la nostra passione,parlavamo ore e ore della thailandia e della loro cultura...posso solo portare avanti quello che mi disse in lacrime.."non importa cosa farai nella tua vita,ti chiedo solo una cosa,rendimi fiero"...mi manca da morire...un abbraccio a tutti voi.sury

Anonimo ha detto...

Stavo proprio scrivendo della mia esperienza. Ancora non l'ha letta nessuno e non sò se mai nessuno la leggerà:

Eccomi!
Solo davanti una tastiera con la speranza di incidere su questo foglio elettronico Mio Padre e rispondere all’eterna domanda che mi rincorre ogni volta che mi fermo: che cosa è la felicità!

Sono un vecchio, un uomo, un bambino, un ragazzo, un marito, un padre, un fratello, un amante, un amico, un sognatore, uno che vive di speranze e di certezze, uno che aspetta con pazienza la gioia ma che odia aspettare, uno che si diverte ma sempre con il broncio, un uomo stanco ma con tanta grinta e tanta forza da far esplodere, uno che pensa di avere la verità in tasca ma che non riesce mai a comprendere quello che gli accade intorno, un bambino insicuro che fa della sua sicurezza l’insicurezza degli altri, uno che nasconde tutto ma che non riesce a non essere un libro aperto, un ragazzo che odia tutti ma che non riesce a privarsi del contatto umano, un vecchio solitario ma bisognoso di continue attenzioni e compagnie, uno altruista che dona senza chiedere niente in cambio con la speranza pretenziosa di ricevere più di quello che un comune mortale può donare, una persona che non si nasconde quando piange per il dolore o l’amore degli altri ma che si vergogna di rivelare la propria malattia e il proprio dolore con le lacrime e l’espressione della sofferenza a meno che Tu non sia pronto a raccogliere e portare tutto insieme a me, un grande amico pronto all’altro ma che non aspetta mai i tempi dell’atro, uno che perdona sempre con tanti e tanti nodi legati nelle dita delle mani.

Credo di non poter riuscire a descrivere me stesso a meno che il descrivermi sia una azione senza spazio e fine, tempo e dimensione. In realtà scopro ogni giorno di essere diverso e puntualmente la mia mente esplode quando si trova a combattere con i vari personaggi che tentano in tutti i modi di occuparla. Posso sembrare pazzo, ma ho solamente deciso di scrivere tutto quello che mi passa in testa e nel cuore con la Speranza di bloccare, registrare e controllare i miei pensieri.

Per prima cosa voglio scusarmi in anticipo sicuramente per la mia poca chiarezza nel raccontare e descrivere i miei pensieri e la mia vita! Prendeteli per quelli che sono.

Anonimo ha detto...

Stavo proprio scrivendo della mia esperienza. Ancora non l'ha letta nessuno e non sò se mai nessuno la leggerà:

Eccomi!
Solo davanti una tastiera con la speranza di incidere su questo foglio elettronico Mio Padre e rispondere all’eterna domanda che mi rincorre ogni volta che mi fermo: che cosa è la felicità!

Sono un vecchio, un uomo, un bambino, un ragazzo, un marito, un padre, un fratello, un amante, un amico, un sognatore, uno che vive di speranze e di certezze, uno che aspetta con pazienza la gioia ma che odia aspettare, uno che si diverte ma sempre con il broncio, un uomo stanco ma con tanta grinta e tanta forza da far esplodere, uno che pensa di avere la verità in tasca ma che non riesce mai a comprendere quello che gli accade intorno, un bambino insicuro che fa della sua sicurezza l’insicurezza degli altri, uno che nasconde tutto ma che non riesce a non essere un libro aperto, un ragazzo che odia tutti ma che non riesce a privarsi del contatto umano, un vecchio solitario ma bisognoso di continue attenzioni e compagnie, uno altruista che dona senza chiedere niente in cambio con la speranza pretenziosa di ricevere più di quello che un comune mortale può donare, una persona che non si nasconde quando piange per il dolore o l’amore degli altri ma che si vergogna di rivelare la propria malattia e il proprio dolore con le lacrime e l’espressione della sofferenza a meno che Tu non sia pronto a raccogliere e portare tutto insieme a me, un grande amico pronto all’altro ma che non aspetta mai i tempi dell’atro, uno che perdona sempre con tanti e tanti nodi legati nelle dita delle mani.

Credo di non poter riuscire a descrivere me stesso a meno che il descrivermi sia una azione senza spazio e fine, tempo e dimensione. In realtà scopro ogni giorno di essere diverso e puntualmente la mia mente esplode quando si trova a combattere con i vari personaggi che tentano in tutti i modi di occuparla. Posso sembrare pazzo, ma ho solamente deciso di scrivere tutto quello che mi passa in testa e nel cuore con la Speranza di bloccare, registrare e controllare i miei pensieri.

Per prima cosa voglio scusarmi in anticipo sicuramente per la mia poca chiarezza nel raccontare e descrivere i miei pensieri e la mia vita! Prendeteli per quelli che sono.

Anonimo ha detto...

PARTE PRIMA

Stavo proprio scrivendo della mia esperienza. Ancora non l'ha letta nessuno e non sò se mai nessuno la leggerà:


Eccomi!
Solo davanti una tastiera con la speranza di incidere su questo foglio elettronico Mio Padre e rispondere all’eterna domanda che mi rincorre ogni volta che mi fermo: che cosa è la felicità!

Sono un vecchio, un uomo, un bambino, un ragazzo, un marito, un padre, un fratello, un amante, un amico, un sognatore, uno che vive di speranze e di certezze, uno che aspetta con pazienza la gioia ma che odia aspettare, uno che si diverte ma sempre con il broncio, un uomo stanco ma con tanta grinta e tanta forza da far esplodere, uno che pensa di avere la verità in tasca ma che non riesce mai a comprendere quello che gli accade intorno, un bambino insicuro che fa della sua sicurezza l’insicurezza degli altri, uno che nasconde tutto ma che non riesce a non essere un libro aperto, un ragazzo che odia tutti ma che non riesce a privarsi del contatto umano, un vecchio solitario ma bisognoso di continue attenzioni e compagnie, uno altruista che dona senza chiedere niente in cambio con la speranza pretenziosa di ricevere più di quello che un comune mortale può donare, una persona che non si nasconde quando piange per il dolore o l’amore degli altri ma che si vergogna di rivelare la propria malattia e il proprio dolore con le lacrime e l’espressione della sofferenza a meno che Tu non sia pronto a raccogliere e portare tutto insieme a me, un grande amico pronto all’altro ma che non aspetta mai i tempi dell’atro, uno che perdona sempre con tanti e tanti nodi legati nelle dita delle mani.

Credo di non poter riuscire a descrivere me stesso a meno che il descrivermi sia una azione senza spazio e fine, tempo e dimensione. In realtà scopro ogni giorno di essere diverso e puntualmente la mia mente esplode quando si trova a combattere con i vari personaggi che tentano in tutti i modi di occuparla. Posso sembrare pazzo, ma ho solamente deciso di scrivere tutto quello che mi passa in testa e nel cuore con la Speranza di bloccare, registrare e controllare i miei pensieri.

Per prima cosa voglio scusarmi in anticipo sicuramente per la mia poca chiarezza nel raccontare e descrivere i miei pensieri e la mia vita! Prendeteli per quelli che sono.

Anonimo ha detto...

PARTE SECONDA
LA COMPAGNA DISCRETA

TUTTO nasce il xx xx del xxxx.
Stavo tornando a casa in una sera qualunque, solita strada, solita radio, solito orario.
Come le classiche abitudini che si rispettano, da quando mi sono sposato, prima di cena e precisamente nel tragitto di ritorno dal lavoro a casa chiamavo sempre i miei per rassicurarli e augurargli la buona notte.
Quella sera cosi andò.
Telefonata: “Ciao Mamma! Tutto ok? Io sto tornando a casa, buona notte e dai un bacio a papà!”
Dopo circa 100 metri di strada mi squilla il cellulare.
Quanto tempo può essere cinquanta metri di strada?!?!
Mio fratello “Torna di corsa a casa che papà si è sentito male e ha perso conoscenza”.

Premetto che mio padre dall’età dei quaranta ha cominciato a soffrire di cuore.

Provate ad immaginarla la scena, come un film, come l’inizio di un film drammatico.
Giornate sempre uguali, tutto tranquillo ma ad un certo punto, un preciso istante, in una frazione di secondo, in un punto geografico ben definito, la compagna discreta viene a farvi visita.
Non vi avvisa, non vi da il modo di prepararvi per accoglierla, come vi trova vi trova.
Non so se avete capito di chi parlo, ma vi assicuro che quella del xx xx xxxx è stata la visita più inaspettata che io, fino ad ora, abbia mai ricevuto.

Solitamente per andare a casa dei miei, dal punto in cui ho ricevuto la telefonata, se non trovo traffico, impiego circa venti minuti; come potete immaginare quella sera impiegai pochi e dico pochi minuti per tornare indietro.
Durante il Viaggio, ricordo, che mi passarono in mente un oceano di pensieri tanto da non farmi neanche capire come stavo guidando e il pericolo che stavo correndo.
Provo a farvi vedere e ascoltare, con i miei nitidissimi ricordi (oggi è passato circa un anno), quello che mi sono trovato di fronte.
La porta della mia casa, la casa nella quale sono nato e cresciuto, completamente aperta.
Tanta gente c’era ad aspettarmi e tutti e dico tutti stavano con gli occhi sbarrati, con il volto terrorizzato e perso come se non riconoscessero più quel luogo, come se da quella casa che tutti i presenti conoscevano benissimo, fosse stato portato via tutto e la disposizione delle stanze e delle cose fosse completamente stravolta. A venirmi incontro mio zio ed a salutarlo la mia domanda, un urlo strappato senza fiato “E’ morto!?” – “Non lo so”.
La mia rabbia esplose con un pugno sulla porta della mia cameretta, un pugno talmente forte da bucarla quella porta, tanto forte da farmi sanguinare la mano. Mia madre ”Calmati! Calmati ti prego!” il tutto avvolto da terrore e lacrime ed il mio abbraccio consolatore tentando di non farla sentire sola, tentando non so neanche io cosa. In qui minuti, eterni attimi, c’era una confusione dentro di me che non posso descrivervi.
Le frasi dei medici fuoriuscivano dalla porta della camera da letto chiusa, tipo quelle frasi da film, quelle frasi che un medico grida con fermezza tira fuori quando cerca di rianimare in tutti i modi un paziente quasi morto; le lacrime e la paura; la faccia di mio fratello fredda e tesa; le lacrime di mia madre e la mia telefonata a mia moglie, in preda al panico, cercando di avvisarla.
La medicina moderna, in quella sera riuscì a far ripartire il cuore di mio padre, ormai fermo e stanco di battere. Eccoli gli eroi, con mio padre avvolto dentro un lenzuolo, quello che era rimasto di mio padre, bianchissimo e distrutto nel suo corpo e nella sua anima con gli occhi semi chiusi, stanchi di guardare, quegli occhi che tanto mi hanno guidato e che tanto io ho odiato e amato, ridotto in mutande e canottiera come usava dormire lui, senza anima e forza di vivere, legato ad un tubo di un respiratore, un respiratore diventato il suo cuore e i suoi polmoni essenziale per la sopravvivenza, ma non un muscolo involontario, ma semplicemente un meccanismo moderno della medicina.

Sono arrivato fino a questo punto...

Forse è l'unico modo che ho per esprimere quello che ho nel cuore

Anonimo ha detto...

....sono ora a fianco di mio padre....sta morendo,un maledetto tumore alla spina dorsale lo sta divorando,siamo già alla fine...non passera la notte..
Sono qua a stringere la sua debole mano...non mi riconosce più,la morfina non basta più...troppo dolore...Il suo corpo si e' arreso,una lunga agonia,dolore fino all'ultimo respiro...e io sono qua a vivere questa terrificante realtà...la quale inciderà in modo indelebile sul mio cuore la triste e sofferta fine del mio Papa...

Anonimo ha detto...

Ciao, mi chiamo Alfredo, mentre scrivo c'è mi padre che si sta spengend piano piano per un bruto male che lo sta consumnd giorno dopo gorno, in tutto questo c'è mia madre malata di alzheimer, penso assolutamente che la vita a me e mia sorella ci abbia voltato vigliaccamente le spalle,non so come spiegarvi le mie sensazioni devastanti che provo dentro, ho paura di impazzire dal dolore...vi chiedo aiuto!

Anonimo ha detto...

Ciao, mi chiamo Alfredo, mentre scrivo c'è mi padre che si sta spengend piano piano per un bruto male che lo sta consumnd giorno dopo gorno, in tutto questo c'è mia madre malata di alzheimer, penso assolutamente che la vita a me e mia sorella ci abbia voltato vigliaccamente le spalle,non so come spiegarvi le mie sensazioni devastanti che provo dentro, ho paura di impazzire dal dolore...vi chiedo aiuto!

Anonimo ha detto...

mio padre sta morendo, forse il vero miracolo non è la vita, ma la morte. la vita la conosciamo, la morte invece conosce noi. Ma io non credo che sia la morte il peggiore dei mali. il peggiore dei mali è il dolore fisico e morale che trascina il corpo fino a quel momento e come in un vortice trascina anche noi che ci sentiamo impotenti e stupidi. Che dire poi della separazione, della perdita? Forse non ci hanno insegnato abbastanza bene che nessuno possiede nessuno, che siamo in un viaggio provvisorio, che conta l'istante e che il futuro non esiste e che non ci è dato capire cosa sarà di noi e dei nostri cari, forse se la morte la conoscessimo meglio e ne avessimo meno paura saremmo più vivi e ci toglieremmo di dosso le mille cazzate che ci rendono la vita inevitabilemte chiusa e pesante quando invece potrebbe essere stupefacente. e cosa fondamentale forse avremmo la naturalezza di amare sempre e comunque anche chi pensiamo non se lo meriti.
ho paura, sento un grande dolore e per questo vi abbraccio con grande empatia. alixa

Anonimo ha detto...

Anche io ho perso mio padre circa un mese fa. Aveva 86 anni ma non me l'aspettavo! E' stato come se qualcuno mi strappasse il cuore, un dolore devastante. Lui c'era sempre, era attivo, sapeva essere il centro. Sapeva ascoltare, incoraggiare, e non ti diceva mai che prima era meglio. Mio padre era proiettato verso la vita, offriva conforto e consolazione a quanti lo conoscevano e soprattutto aveva tantissimi amici. Cercava sempre di ricucire le questioni con buone argomentazioni. Le mie figlie, sue nipoti, che hanno 23, 26 e 29 anni stravedevano per lui. Si chiamavano anche spessissimo al telefono tanto che nell'ufficio di mia figlia le dicevano: Ma Raffaella, tu invece di avere un fidanzato hai un nonno! Sentiamo tutte la sua mancanza e sembra che la sua morte non sia accaduta. Quest'anno ci siamo ritrovate apatiche: non abbiamo voglia di fare l'albero di natale. Le luci mi sembrano troppo allegre! La tristezza aleggia nel mio cuore. Mio fratello mi ha detto che è normale che sia morto, non era eterno. A livello razionale mi pare giusto ma io non ero pronta. Mio padre è stata la persona che in assoluto mi ha sempre offerto il sostegno quando ne avevo bisogno. Ed e' la persona che ho amato e stimato di più. E' sconvolgente non riuscire a tradurre con parole ciò che si sente. In verità ritenevo di essere forte e razionale ma di fronte all'evento morte devo affrontare un percorso per sublimare e approfondire il valore della vita. sPERO DI AVERE ABBASTANZA TEMPO PER FARLO.

Anonimo ha detto...

A distanza di tre anni il vuoto lasciato dalla morte del mio papi non può essere colmato.
A sedici anni, di fronte ai miei occhi in vacanza mio padre si sente male, un'infarto. Con gli occhi fuori dalle orbite e la voce di mia madre e mia sorella che urlano....sono cose che non dimenticherò. Lui era severo, prentendeva il meglio dalle sue figlie e quando ce la facevamo lui ne era così fiero che diceva a tutti coloro che conosceva di quanto fossero brave le sue figliole. Problemi di alcol e fumo, ma era comunque un brav'uomo.Ci voleva bene anche se non lo dava sempre a vedere.
All'inizio ero come ghiaccio... non parlavo di lui, nemmeno un cenno a mio padre. Tutt'ora mi fa male scrivere, dire o sentire la parola padre. Da quando è morto mi sono sempre impegnta nella scuola e ora all'università. Quando però vado incontro a dei fallimmenti non riesco a perdonarmi e spero sempre di non deluderlo. Sarei capace di piangere per un 25 ad un esame (come ho fatto). Non so se la colpa sia la sua, quel che so è che vivo a 19 senza un padre che mi guardi con fierezza negli occhi per vedere la figlia che si realizza

alberto ha detto...

Alberto

ho perso mio padre (70anni) 3 giorni fa, inaspettatamente in quella notte di bufera dove le persiane sbattevano così forte da far tremare la casa. Non ero più in casa con lui da un anno circa, ma nello stesso paese a 500mt di distanza, convivendo con una donna speciale che mi è stata di grande supporto. E' morto all'improvviso per un aneurisma addominale, lui che non ha mai voluto farsi vedere da un dottore e mai fatto un esame pur con tutti gli acciacchi che aveva. Ha sempre sostenuto di volersene andare di colpo, ma io speravo e forse anche lui..un po' più tardi dei 70anni. Mi manca da morire, tutto sembra senza senso, mia madre donna forte, è provatissima...erano una coppia da 45 anni, si amavano tanto alla loro maniera così divertente da vedere tra punzecchiature e filastrocche. Uomo di cultura autodidatta, guascone, burlone, schietto e amato da tutto il paese, lascia un vuoto dentro di me che non colmerò mai. Piango e rido ricordando i suoi siparietti, guardando le foto al bar, tutto mi ricorda lui e mi fa sentire in colpa per non esserci stato il suo ultimo giorno, per non averlo costretto anche con la forza a farsi visitare ogni tanto. Io che ho sempore odiato l'idea di avere dei figli (ho persino ponderato a suo tempo l'idea della vasectomia) mi ritrovo adesso a desiderarne uno, per non so quale motivo....forse è cambiato tutto dentro di me, forse voglio dare un ulteriore motivo di vivere a mia madre, che conoscendola troverà la forza per reagire ma non sarà più nemmeno lei quella di prima.
Non ho spiegazioni ma solo dolore che mi accompagnerà pe ril resto della mia vita.

Anonimo ha detto...

Salve, ho 20 anni fa e circa 3 anni fa ho perso mio padre, aveva il cancro... la lotta è durata molto, si era ripreso, ma poi sono arrivate le metastasi e non ce l ha fatta. Non so spiegare cosa provo e cosa ho provato... dico circa perchè non ricordo il giorno, quando è morto ero in casa, solo una stanza piu in là, ma non ero con lui, da quando ho saputo che mi padre aveva il cancro e la situazione è iniziata a peggiorare è successo qualcosa nella mia testa, credo una sorta di autodifesa, ho iniziato a comportarmi nella maniera opposta a quella che avrei voluto. ero arrabbiata con tutti, praticamente fingevo che non stesse succedendo nulla, allontanavo i miei familiari e la mia casa perchè li tutto mi faceva soffrire... credo di essermi creata una sorta di bolla protettiva, stavo fuori casa con gli amici cercando di divertirmi (amici che non sapevano nulla di quello che stava attraversando con mio padre, perchè non sono mai riuscita a dirlo a nessuno, anzi cercavo di nasconderlo, e tutt ora riesco a parlarne pochissimo, quasi neinte e senza tranquillità ma solo piangendo.. solo la parola padre, babbo mi fanno male, non ne parlo neanche con mia madre una donna fortissima, che stimo e prendo come esempio, e nemmeno con mio fratello) non sono mai stata a trovarlo all ospedale nonostante è stato ricoverato piu volte per diversi interventi, e nonostante lui voleva vedermi e aveva bisogno di sua figlia accanto, io non c ero.. troppo preoccupata a proteggermi fingendo di nulla, lui mi cercava ma rispettava la mia scelta di non andare a trovarlo all ospedale perchè sapeva che non volevo farlo perchè mi faceva male, poi ogni volta che tornava a casa dopo alcuni giorni preparavo uno striscione che attaccavo alla porta in cucina con scritto "bentornato babbo" e andavo da lui, ad abbraccuarlo, e mi abbracciava sussurrando con la voce già stanca, debole un grazie. la malattia l ha distrutto trasformato, fisicamente e psicologicamente, prima di morire i suoi mesi li ha passati in depressione, e questo non lo sopportavo credo che anche questo mi portava a stargli lontano, ricordo i suoi sguardi nel vuoto. ora mi sento in colpa per tutto, tutto, tutto dal giorno in cui ho saputo della malattia alla sua morte, a oggi. potessi tornare indietro starei con lui tutto il tempo, tutto, tutto quello che gli rimaneva, magari la mia vicinanza gli avrebbe alleviato le sofferenza, magari io le ho solo aumentate. starei vicina a mia madre, che è sola e non so dove trova tutta la forza che ha, è una donna che dentro ha amore infinito. il fatto è che ancora oggi cerco di fingere che cioè non sia mai accaduto, non ne parlo, non mi sfogo, non sono mai stata al cimitero per dire una preghiera... e mi sento uno schifo anche per questo.. ma non trovo ancora la forza per affrontare tutto, e già quello di aver scritto qui per me è un passo avanti e un grande sfogo, scusate

Anonimo ha detto...

leggendo queste numerose testimonianze di tutti, mi rendo conto che non sono sola....Anch'io purtroppo ho in comune con voi la perdita di una persona cara:mio padre. sono unica figlia l'ho perso all'improvviso due anni fà....e se da una parte il tempo ti aiuta a convivere con il tuo dolore immenso dall'altro ti cambia...si ti cambia dentro.Leggo le vostre testimonianze e mi ci ritrovo completamente..il vuoto, una parte di te che se n'è andata via insieme, il non entusiasmo nella vita ecc. mi sono sposata pochi mesi orsono, è stato duro organizzare il matrimonio...non sono anata a riprendere le foto dal fotografo perchè le odio lui non c'era quel giorno e io vorrei cancellare la festa e tutto il resto. Purtroppo il vuoto rimane dentro per sempre, mi rendo conto che devo ripristinare a sforzarmi nel vivere, ma sinceramente non me ne frega nulla!!! Osservo le persone che sono colpite dal grande dolore e soffro con loro, mi schifano i politici e le persone superficiali e banali.La mia vita da quel giorno è completamente cambiata...con mio padre avevo un rapporto speciale mi è venuto ad abbracciare nel sonno dopo la sua morte...ma nulla sarà come prima..spero di combattere per farcela a vivere una vita normale ma non so quanto tempo ancora ci vorrà..un abbracccio forte forte a voi tutti

Anonimo ha detto...

Anche mio padre e morto da quasi due anni, un tumore me lo ho portato via in tre mesi, non era un uomo perfetto, ma era migliore di me. Comunque nel mio personale dolore , avrei dato la mia vita per salvarlo, ed ancora adesso soffro in silenzio, so di essere stato fortunato e so che anche lui e stato fortunato. Io ed i miei famigliari abbiamo avuto ed amato lui, lui ha avuto noi da amare. Questo a prescindere da errori che nella vita sono immancabili. Vedo questo anche in tutti voi che con me condividete questo percorso di vita. Noi che soffriamo abbiamo qualcuno per cui soffrire, molti più sfortunati sono, sono stati, e spesso saranno completamente soli. Mi chiedo pero', e so già che me ne andrò con questo dubbio, perché Quello lassù non chiude la partita e ci lascia tornare tutti alla Sua Casa ora, senza farci più piangere qui in questa valle di lacrime. Vi auguro un po di serenità e tante persone care intorno che vi amano.

Anonimo ha detto...

Da un mese e mezzo ho perso mio papà e con lui se n’è andata anche la mia voglia di vivere, ogni giorno che passa la situazione peggiora sempre più, ogni giorno aumenta l’angoscia e i ricordi, sia belli che brutti, diventano più strazianti. Non aveva neanche compiuto 72 anni ed era malato di tumore alla prostata, di cui però era guarito da più di 10 anni, purtroppo circa 2 anni fa gli è stata diagnosticata una recidiva e non c’è stato nulla dare, tutte le terapie hanno funzionato per pochi mesi, ma alla fine il mostro si ripresentava più forte di prima, gli sono state diagnosticate delle metastasi ossee in ritardo e nonostante il primo ciclo di chemio abbia fatto miracoli, appena smesso ha ricominciato subito a stare male, sempre peggio, fino a quando si sono aggiunte altre complicazioni, che non gli hanno permesso di cominciare il secondo ciclo e alla fine ce l’hanno portato via nel giro di una settimana dopo l’ultimo peggioramento
Non so come farò ad andare avanti, non so che significato abbia andare avanti, credo di essere qui solamente più per mia mamma, ogni altra cosa ha perso completamente significato. Ringrazio il Signore per avermi dato la possibilità di avvicinarmi di più a lui in questo ultimo anno di malattia e i momenti che ho passato resteranno x sempre, anche se non avevo capito la gravità della cosa e rimpiango ogni giorno di non essere stato di + con lui, avessi saputo quanto poco gli rimaneva avrei preso magari aspettativa dal lavoro e sarei stato ancora più tempo con lui, ora tutto è finito
Mio papà era una persona eccezionale, lo so che si dice sempre del proprio padre, ma lui era generoso buono, capace a fare ogni cosa, sopportava la fatica e il dolore meglio di come io non possa mai fare, la malattia lo aveva ridotto ad un invalido, lui che 2 anni fa spaccava la legna ancora a mano, lui che ha tirato su la nostra casa da solo e la curava perfettamente, eppure non si è mai lamentato, avrebbe potuto renderci la vita un inferno eppure ha sempre sopportato il dolore della malattia in silenzio, senza pesare su di noi mai. Ho scoperto che i dolori da metastasi ossee sono tra i più atroci che esistano e l’ho capito da un dottore solo pochi giorni prima della sua scomparsa
Come è stato nobile durante la sua vita, lo è stato anche nella malattia e nella morte e io, anche se vivessi fino a 100 anni non riuscirei mai a diventare come lui.
Ripenso agli ultimi commoventi momenti in cui è stato a casa con noi, all’ultima volta che l’ho visto entrare dal portoncino del giardino, camminando con le stampelle e usando tutte le sue forze per fare pochi metri, all’ultimo respiro che ha esalato quella notte, nella pietosa incoscienza indotta dalla morfina
Grazie per esserci stato papà, grazie di tutto e soprattutto scusa, scusa se a volte sono stato brusco con te, scusa se a volte non ti ho capito e scusa se alla fine non siamo riusciti a salvarti e regalarti gli anni felici che ancora ti saresti meritato, so che non è un addio e che ti rivedrò un giorno, ma i giorni che mi separano da te saranno i più lunghi del’universo

Anonimo ha detto...

cara federica, io non ho perso mio padre...ti chiederai cosa posto a fare e io ti rispondo che voglio ringraziarti perchè anche io mi comporto come facevi tu con tuo padre ma in realtà gli voglio più bene di quanto possa immaginare e grazie a te potrò confessargli tutto il mio affetto nei suoi confronti. ho capito che bisogna amare le persone care in vita più che si può così potranno lasciarci contente e quando mio padre morirà io ti ringrazierò di nuovo, perchè avrò un dolore in meno da sopportare anche se non potrò mai più rivederlo.
un bacio. fatti coraggio

Anonimo ha detto...

Come ti capisco... Due anni fa ho perso il mio caro papa'e ancora non riesco a pensare che lui sia in un cimitero, no il mio papa' che quando mi vedeva arrivare da lui,si incantava per salutare me e la mia bimba..."sembrate sorelle" diceva... Non riesco più ad immaginare un futuro felice ma lo devo fare per la mia creatura...lei il nonno lo pensa un Angelo... Ciao,ti sono molto vicina.

Anonimo ha detto...

Ho perso mio papà 10 giorni fa...ho 24 anni...un tumore me l'ha portato via in sole 3 settimane! Mi manca...mi manca ogni giorno di più...ho tante foto di lui, e purtroppo nemmeno un video...avrei avuto solo voglia di risentire la sua voce...
E' dura...io voglio essere forte per mia mamma, così mi ritrovo a piangere in silenzio, quando sono sola...a volte mi chiedo come farò!
Era un uomo speciale...

Anonimo ha detto...

Sei bellissima.......pratica...forte e diretta. Credo che tu sia un angelo.Auguri per una buona vita」....

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, ho 31 anni, figlia unica e vivo da 4 anni lontana dalla mia famiglia x lavoro.
3 mesi fa è morto il mio bellissimo papà, aveva solo 54 anni, era allegro, dolcissimo, buono e sempre pronto a risollevarsi da qualsiasi problema...proprio come me.
Ci amavamo intensamente, il nostro era 1 rapporto speciale, solo nostro.
In 4 mesi un tumore al polmone lo ha portato via, nell'ultimo mese nn era + lui, sia fisicamente sia psicologicamente.
Soffro immensamente e sono cambiata, del tutto. Ero 1 persona felice, anche x poco, nn pretendevo molto, amavo immensamente la mia famiglia e gioivo x le piccolissime cose. Com'era bello guardare la Tv col mio papà, sbaciucchiarlo e scherzare insieme. Con mia mamma non ci riesco proprio e forse un pochino da lei mi sono allontanata, inscosciamente è come se la accusassi di stare bene mentre il mio papà nn c'è +. Sono stata vicina a lui fino alla fine, ci siamo detti tutto, TI VOGLIO BENE E SEI IL NUMERO 1 anche l'ultima sera, nn abbiamo mai litigato né avuto scontri, dunque nn ho rammarichi. Ho fatto tutto. Ma il dolore è forte lo stesso...vorrei rivederlo e nn sò se riuscirò mai a superare tutto...xké in fondo nn voglio accettarlo!

Anonimo ha detto...

Cara Federica, ho perso mio padre quando avevo 10 anni, ora ne ho 36...l'ho visto morire in un letto di ospedale mentre i medici cercavano di rianimarlo, aveva 45 anni. Questo evento ha sconvolto e stravolto la mia famiglia e la mia vita e non c'è giorno in cui io non mi chieda, tutt'ora, come sarebbe stato e come io sarei stata , se lui fosse ancora quì. Ho cercato le risposte in qualsia cosa, mi sono persino laureata in psicologia ed ho fatto la tesi sul lutto...Sfoga la tua rabbia, piangi se puoi e abbraccia il tuo dolore, ma poi Vivi e fallo con la V maiuscola, fallo anche per lui, che sicuramente vorrebbe esser ancora quì ma non può! Sii forte, ma solo dopo aver mostrato la tua debolezza e soprattutto non isolarti.
Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

E' molto dura perdere un padre nei primissimi anni di vita.
Dopo una vita passata cercando di evitare qualsiasi cosa che potesse riguardare mio padre a 42 anni mi sono finalmente interrogato ed ho finalmente aperto il cassetto.
Vi garantisco......una volta aperto, è come ritornare ad essere piccolo, proprio nel momento della disgrazia, con una consapevolezza inspiegabile.....come se fosse capitato ieri, solo ora comincio a chiedremi tante cose, in primis come sarebbe andata "con", finalmente mi riesco a spiegare tanti miei atteggiamenti che consideravo normali ed invece erano fortemente legati al trauma.
sicuramente la crisi depressiva è in corso ma nello stesso tempo analizzo l'iter di vita senza il padre e mi rendo conto di quella che ormai la realtà e di come mi sia afffermato professionalmente in amore e sia circondato da una miriade di sinceri amici.
la cosa che mi penalizzerà sempre è cmq un'insicurezza di fondo, la ricerca continua di certezze, il pensare sempre al futuro rivolgendo sempre uno sguardo al passato (questo grande handicap per l'orfano) senza vivere il presente con una totale serenità che forse ci sarbbe suciramente stata con la presenza di una figura paterna.

Anonimo ha detto...

ciao sono una ragazza di 23 anni,
ho perso mio padre da quasi 12 anni e ancora ho nel cuore un sentimento di odio, rancore e tristezza.
soffro ancora molto e lo penso tutti i giorni.
spesso mi domando perchè, perchè proprio lui.
è uscito una sera di estate di casa e
ha avuto un incidente stradale e da allora non è più ritornato.
lo aspettato per tanto tempo, ho sperato che potesse ritornare ma poi ho capito che solo quando morirò lo potrò rincontrare.
vivo ogni giorno sperando di poterlo rivedere, di poterlo abbracciare e magari solo di parlargli.
avevo undici anni da quando ci ha lasciati e da allora la mia vita è profondamente cambiata, sono diventata insicura, fragile e non voglio affezzionarmi a nessuno per paura di soffrire.
mia madre non è più la stessa e ha sempre messo al suo posto il suo bene piuttosto che il nostro.
non ho il conforto di nessuno e l'unica cosa che mi fa andare avanti è sapere che la vita è breve e che da un momento all'altro tutto finisce e bisogna vivere ogni giorno sempre come se fosse l'ultimo perchè il nostro destino è segnato e noi non possiamo farci niente.
perdere qualcuno è normale, soffrire è normale, è tutto normale in questa vita.
bisogna non avere un cuore per non soffrire e per poter elaborare un lutto, bisogna quindi essere un robot per non soffrire...

alice marcucci ha detto...

ciao a tutti io ho perso papà 14 giorni fa ero li prima che lo portassero via con l'ambulanza,ancora cosciante lo abbracciavo e lo tenevo seduto a terra...è stato un attimo poi sono andata all'ospedale e mi hanno detto che era gravissimo...mi sento inerme non so che fare abito vicino a mia madre e cerco tutti i giorni di stare con lei,lavoro permettendo...passo momenti di consapevolezza e altri no.mi domando se sa se gli volevo bene...sono disperata e allo stesso tempo devo essere forte è così difficile...

Anonimo ha detto...

ho perso il mio adorato papino 2 settimane fa, sto male ma per lui che mi guarda da lassù cerco di stare piu tranquilla possibile.. odiava vedermi triste.. e immagino che anche i vostri padri odiavano vedervi cosi quindi fatevi forza.. sono fermamente convinta che non è possibile che tutto sia finito cosi.. una vita di sacrifici e poi con un attimo finisce tutto? finisce la vita.. solo quella.. e dopo la vita chissà cosa c'è.. ci rincontreremo prima o poi .. e non fate pensieri stupidi, il suicidio è da egoisti e da stupidi appunto.. aggrappatevi alla vita piu che potete.. il mio papino lo avrebbe fatto , la vita non si butta cosi! un abbraccio a tutti... ti amo papà..

Anonimo ha detto...

Io vi vglio bene , a tutti, indistintamenti, sebbene non vi conosca.
Darei tutto per alleviare l vostro dolore, che e' anche il mio.
Io non ho piu' nessun senso, qui , in questa vita, senza il mio papa', che se ne e' andato il giono del io compleanno.
Spero che dio mi faccia morire e possa rivederlo, bello e forte come era sempre stato, il mio fantastico, unico, irripetibile...Papa'. Ti vorro' sempre bene. Grazie, per essere stato mio amico, oltre che genitore sempre presente. Non riesco piu' a mangiare, a bere, a lavorare, dormo e basta, la verita' e' che voglio andare con lui, ma sono un vigliacco, mentre lui ha affrontato la SLA senza fare una piega. Come un eroe. Quello che non sono io.

ri ccardo ha detto...

ho perso papa' il 23 febbraio, giorno del mio compleanno. mia mamma mi ha telefonato quella mattina. ho pianto molto i due giorni successivi e ora, non so, mi sembra di non soffrire abbastanza. ho temuto questo giorno da quando sono al mondo. cosa mi sta accadendo? avrei dato la mia vita in cambio della sua...ho paura di impazzire: o sono diventato un mostro o ho rimosso una cosa che quando verra' fuori mi condurra' alla pazzia. vorrei andare da lui, non ho il coraggio. aveva la sla. 6 mesi di inferno, stavamo impazzendo, io e la mamma, lui eroico. ho cercato una cura sperimentale, nulla da fare. all'improvviso, non atteso, l'evento traumatico, imprevisto.Vorrei che tutti voi non soffriste. Perche Dio non si sazia mai di tanto male? Riccardo Ivani. FIglio di un EROE, CLAUDIO

Serena Greco ha detto...

Ho perso mio padre 17 giorni fa ho aperto la porta di casa sua era a terra ancora vivo ma nel giro di 20 minuti mi ha lasciato ,il soccorso dei medici e stato inutile l'ho visto in tubare ho visto il medico dell ambulanza provare in tutti i modi a soccorrerlo ma niente. Aveva solo 61 anni era la mia vita sono cresciuta sola con lui e mi manca tutto non so come superare il dolore so solo che una parte di me e andata via con lui ,lo amo e lo amerò sempre

Anonimo ha detto...

ho perso il mio papa' da 10 giorni, aveva 69 anni ne avrebbe compiuti 70 a luglio. non riesco ancora a crederci, mi trovo a pensare che si tratta di un sogno dal quale presto mi svegliero' e lui sara' ancora li con me. mi sembra tuto surreale, era appena stato dimesso dall'ospedale. i medici dicevano che stava bene ma dopo due giorni e' cominciato l'inferno e poi il baratro. sono tornata a lavoro e faccio di tutto per non pensarci ma poi mi ritrovo a piangere da sola in macchina
non capisco come sia potuta succedere questa cosa, non era malato,aveva ancora tanto da vivere. ho paura del tempo che passa, di dimenticare la sua voce, il suo sorriso, le cose che ci diceva....lui vive ancora dentro di me. ciao papa' ti ho sempre voluto tanto bene

Anonimo ha detto...

ho perso il mio papa' da 10 giorni, aveva 69 anni ne avrebbe compiuti 70 a luglio. non riesco ancora a crederci, mi trovo a pensare che si tratta di un sogno dal quale presto mi svegliero' e lui sara' ancora li con me. mi sembra tuto surreale, era appena stato dimesso dall'ospedale. i medici dicevano che stava bene ma dopo due giorni e' cominciato l'inferno e poi il baratro. sono tornata a lavoro e faccio di tutto per non pensarci ma poi mi ritrovo a piangere da sola in macchina
non capisco come sia potuta succedere questa cosa, non era malato,aveva ancora tanto da vivere. ho paura del tempo che passa, di dimenticare la sua voce, il suo sorriso, le cose che ci diceva....lui vive ancora dentro di me. ciao papa' ti ho sempre voluto tanto bene

Anonimo ha detto...

è stato il 28 gennaìo 2013 l unico uomo della mia vita il mio amatissimo PAPA mi ha lascìata dopo 4mesi dì sofferenza,aveva un tumore al cervello e lo avremmo portato in capo al mondo per ralvarlo se solo i medici ci avessero dato una speranza!Quanto vorrei tornare indietro per dirgli tt quello ke nn gli ho detto e per abbracciarmelo forte e dirgli ke lui e nell anima mia..mi sento vuota persa e odio dio per avermelo portato via! penso ke non accetterò mai la sua dipartita anke perke aveva solo54anni!qualcuno può dirmi se e come e riuscito a superare un dolore cosi devastante come il mio

Anonimo ha detto...

Pedro.

Il tumore mi ha portato via mio papà 9 giorni fa. A parole non posso descrivere il senso di vuoto che mi accompagna. Per lavoro ho vissuto lontano da lui in tutte le fasi della sua malattia. Ma ero con lui quando è spirato. Prima di entrare in coma, ha fatto un gesto con il braccio che ormai muoveva a fatica, mi ha chiesto di avvicinarmi con la poca voce che gli era rimasta, e mi ha abbracciato con tutta la forza che aveva, carezzandomi più volte la testa. Poi mi ha guardato, ha messo giù la mano, e si è addormentato, per non svegliarsi più. Quello che provo non è dolore, ma vuoto. Mi manca un pezzo, un pezzo di me è volato in cielo con lui. Mio papà è morto il giorno dopo il mio matrimonio, portandosi via con se tutta la mia allegria e la mia forza. Mi sento svuotato e spero prima o poi di trovare un pò di serenità.

Anonimo ha detto...

Sono disperato nonostane siano passati anni.Prima mia madre,poi la mia compagna e mo padre a distanza 1 anno l'uno dall'altra.Vivo di odio e solitudine e vorrei gridare almio adorato papà: Ti adoro tesoro mio!ed anche alla mia compagna.Troppi lutti troppo vicini mi hanno distrutto.Lo rivogli indietro,voglio poterlo amare di più,litiare meno.Non seve a nulla s crivere,solo a piangere,ma oramai il pianto è la regola e non l'ecezzione

Anonimo ha detto...

ognuno ha descritto per bene momenti e malattia.io mi sento ancora più schifosa perchè non so descrivere nè l'uno , nè l'altro.con mio padre il rapporto si era rotto a 15 anni e ripreso male negli ultimi anni.non mi perdeonerò mai della sua morte in solitudine e non basta dirmi 'non ho saputo, non potevo andare oltre'.ciao papà.mi spiace tanto.ti voglio bene.ora lo so con certezza.

Anonimo ha detto...

Ho perso mio padre che aveva 74 anni 11 giorni fa per un maledetto tumore ai polmoni diagnosticato da meno di tre mesi. E' stato tutto troppo veloce e sicuramente improvviso o meglio prima del dovuto anche in base alle condizioni in cui stava. Ho un male allo stomaco provocato dal pensiero della sua assenza che non riesco a descrivere. Piango e mi sento in colpa perchè non ero a casa quando è successo e non ho potuto dirgli che gli voglio tanto bene. Siamo sempre stati incapaci entrambi di esprimere a parole i nostri sentimenti e ora mi pento amaramente di questo! Il tempo forse potrà farmi andare avanti con meno sofferenza, ma non sarà più la stessa la mia vita, anche perchè lui era il mio punto di riferimento. Non essendomi fatta una mia famiglia, mi è crollato il mondo addosso. A chi chiederò consigli sul da farsi, il suo appoggio, i suoi insegnamenti. Tutto il suo mondo era la nostra famiglia io, mia sorella e mia madre ed ha lavorato tanto per farci stare bene, per poi andare via così in un baleno. Il vuoto che mi lascia nessuno potrà mai colmarlo....Ti voglio tantissimo bene papà e spero un giorno ci rincontreremo.

Anonimo ha detto...

ho perso mio padre da 8 giorni,e ancora non mi sembra vero.VEnti giorni in rianimazione,sempre sveglio,non sedato,la voglia di farcela e i suoi occhi che mi hanno parlato sempre.Se n'è andato lì ,da solo,avrei voluto esserci.Il giorno prima,le notizie più belle ,ossia che era pronto per uscire per fare riabilitazione nonostante una terribile malattia ,la SLA che gli aveva tolto tutto..parola,forza,comunicazione.Era tutto per me la mia vita,me stessa,l'unica persona della famiglia che amavo sopra ogni cosa.stavo facendo la tesi,non sono riuscita neanke a far si k potesse gioire con me.Nulla ha più senso,sono depressa,non ho voglia di fare nulla,mi sento sempre triste.L'unica forza mi veniva quando entravo in quel reparto per un'ora al giorno.Ora faccio fatica a guardare quella tomba ,e sapere lui lì in più molti amici si sono rivelati superficiali,solo chi ha questi dolori sa.

Anonimo ha detto...

ciao ragazzi leggendo le vostre lettere e pensieri non posso che sentirmi commossa e sinceramnte dispiciuta. pochi giorni fa ho perso la mia cara nonna. certo le vostre testimonianze son forti rigurdano padri,madri e fratelli e leggendo di ragazzi che hanno perso i loro genitori cosi piccoli mi angustio anncora di piu pensando a che dolore dev'essere stato. io però soffro di attacchi di depressione anche quando sto tra virgolette bene. sono stata adottata dalla mia famiglia a 5 mesi e a parte mia madre e mio padre la mia famiglia consisteva anche nelle tre meravigliose nonne che mi hanno sempre seguita. l'ultima che mi era rimasta mi ha lasciato come dicevo pochi giorni fa dopo aver passato gli ultimi 3anni della sua vita a letto immobilizzata senza più poter gioire di niente,non aveva piu fame,non aveva piu sonno,negli ultimi momenti ha sofferto l agonia di una demenza senile che in pochi giorni l ha demolita non era piu lei il suo carattere,le cose che diceva e a stento riconosceva me e mia madre...le ho tenuto la mano ho riso con lei in ospedale quando è stata ricoverata nella speranza di migliorare la sua situazione...le tenevo compagnia in quei tratti dove ancora ricordava e riusiva a parlare,,solo che l'ultima notte mentre la accarezzavo facendole un po d'aria per il caldo ha cominciato a fare fatica col respiro e io credevo fosse riuscita a riposare un po..invece poverina se ne stava andando.era cosi sofferente e debole e la sua immagine mi martella perchè spero che mi abbia sentita che ero lì a darle la buonanotte.le voglio troppo bene mi sembra ancora di sentire la sua vocina...so che forse è meno grave di altri casi ma io soffro come un cane all'idea che lei possa essersi sentita sola e vederla così immobile,mi strugge. siccome sn una figlia adottiva e solo di recente ho scoperto chi erano i componenti della mia famiglia di origine ho scoperto di avere un fratello e due sorelle biologiche con cui da qualche tempo sto cercando di recuperare un rapporto,e mentre ero al funerale ieri ho pensato.dio mi ha dato tre nonne che mi sn state vicino quando ero piccola...adesso che loro non ci sono piu ho trovato tre fratelli che vogliono stare con me..secondo voi è un segno?
un bacio a tutti e un abbraccio di sincero conforto per le vostre perdite.fatevi coraggio pensate come cerco di pensare io che la mia vita è essenziale come lo è stata quelle delle mie care nonne e che il solo fatto che esistete è un miracolo divenuto realtà.abbiamo tutti diritto ad essere felici e se siete le belle persone che immagino dai vostri commenti siete troppo preziose per lasciarvi andare.

Anonimo ha detto...

Ho perso mio padre 1 anno e quasi 4 mesi fa... Se n'è andato in silenzio da solo, senza far preoccupare nessuno (almeno fin quando non ci hanno dato la triste notizia che a me ha completamente cambiato la vita!). I rimorsi sono tanti, la rabbia insieme alla tristezza ti deteriorano l'anima, anche se cerchi di far notare a tutti il contrario. Da quanto ho letto non sono l'unica a non esser riuscita a manifestare il proprio amore verso il proprio padre. Il nostro è stato un rapporto difficile, ma da due anni a questa parte avevamo raggiunto l'apice della felicità, dell'amore, della fiducia, della stima... Di tanti altri vocaboli che potrei elencare fino a domani ma che ormai non continueranno più a concretizzarsi. Mio padre mi manca moltissimo. La sua assenza è sempre presente nella mia mente. Continuo a pensare a come sarebbe stata la mia vita ora se lui fosse ancora qui. Migliore questo è assolutamente ovvio. Vivo la vita così, tanto per... Ci sono giorni magari un po' spensierati e giorni in cui mi catapulto nella solitudine più totale (che rientra tra le mie primarie esigenze), Questa grave perdita soprattutto non mi da la possibilità di ideare un mio eventuale futuro. Mi nego la possibilità di essere veramente felice perché non posso condividere la gioia di esserlo insieme a mio padre. A lui che come sempre, mi ha seguita passo passo in ogni ambito della mia vita. Mi manca sempre, incondizionatamente. E vive sempre dentro di me, ogni giorno, dentro a ogni mio ricordo. TI AMO PAPà!

Melania Depasquale ha detto...

Ciao Federica e ciao a tutti coloro che hanno commentato. Sono Melania ho quasi 20 venti e da 20 giorni ho perso il mio papà a causa di in infarto che a soli 52 anni me lo ha portato via, era solo in auto sulla tangenziale e i carabinieri ci hanno avvisato del tragico accaduto. Adesso vivo con mia madre e mio nonno e la nostra da sempre famiglia felice ma adesso è tutto fuorché quello. Siamo tutti tristi e l'aria è insopportabile siamo solo 3 e nessuno ha la forza di reagire. Mamma ha 48 anni e ha ripreso a lavorare non tanto per dovere, ma per distrazione come d'altronde io sto affrontando l'università, nonno cerca di condurre una vita serena per quanto possibile. Io sono triste mi isolo e nessuno sembra bastarmi, vorrei stare sola ma quando lo sono piango e sento la mancanza di papà come un vuoto che mi toglie il respiro, piango piango e piango fino a quando Dio non mi da la forza e mi suscita un pensiero, una luce, una speranza per andare avanti. Papà mi manca davvero tanto più di quanto io forse capisca o ammetta con me stessa, questo mi sta consumando la gioia che avevo dentro e il mio sorriso che prima è luminoso e sempre presente, oggi è una smorfia falsa e spenta che appare quando tutti sono tristi e prendo la parte della forte per cercare di sollevare gli animi. Nessuno mi capisce ne comprende il mio grande dolore, se qualcuno di voi qui anche solo per parlare un po per scambiare pensieri su questa cosa o per starci vicino a vicenda ha voglia di contattarmi questa è la mia mail melaniadepa@hotmail.it mi farebbe davvero felice sentire qualcuno di voi. Grazie in anticipo e un bacio a tutti coloro che come me hanno subito questa perdita così prematura. Melania

enry ha detto...

Ho perso il mio papa' tre settimane fa, ora ho un vuoto indescrivibile. In realta' sono sprofondata nell'abisso il giorno in cui l'ho saputo, il 5 maggio. Avevamo speranze e io ci credevo, lui diceva che la sua battaglia la stava gia vincendo. E poi e' successo cosi. Io non credo in DIo, ma so che il mio papa' e' sempre con me. Quanto ti voglio bene...

Anonimo ha detto...

federica.....Ho 17 anni e un anno fa ho perso mio padre....quanto sto male ancora oggi che passo il mio tempo di domenica sera a scrivere i commenti sul sito il tuopsicologo.it mio padre si è suicidato il giorno prima che compiessi 16 anni non ho più voglia di festeggiare il natale lo stesso per compleanni o tutte le altre feste non riesco a provare sentimenti penso di essere depresso non riesco a mangiare ho l'ansia la mia vita peggiora giordo dopo giorno amici veri non ne ho...l'unica cosa che mi di andare avanti sono mia mamma e mio fratello mi ucciderei volentieri se non ci fossero loro anzi non lo faccio soltato per non farli soffrire ancora...posso solo dire ho bisogno di aiuto....

Anonimo ha detto...

Forza e coraggio

Anonimo ha detto...

Ho 15 anni mio padre lo perso 3 mesi fa una cosa bruttissima quella notte scoppiai a piangere per tutta la notte lui era tutto per me eh faceva tanto ora mi manca mi manca tantissimo eeeh vorrei rivederlo per almeno 10 minuti abbracciarlo eh dirli il bene che gli voglio eh quanto mi manca ogni sera tenere tutto dentro fa malissimo un giorno lo rivedrò eh lo abbraccerò spero che tutto questo sia solo un sogno ogni giorno spero che è via per lavoro ma non è cosi mi maca scherzare con lui..

jessy olden ha detto...

Ho perso mio padre circa 3 settimane fa ho compiuto 14 da poco più di un mese lui aveva 32 anni e morto di epatite non lo sapevo mela nascosto io e lui eravamo in pessimo rapporti era un tossico alcolizzato vivo ha 1000km da lui ero andata li per salutare i miei nonni lo visto un'ultima volto mi aveva chiesto perdono detto che era cambiato non gli ho creduto mi ha duplicato e mi ha chiesto cosa poteva fare per farsi perdonare io gli ho detto morire. Ogni notte piango o crisi mi taglio penso al suicidio credo di odiare la mia eta xke sono abbastanza matura da capire che e morto ma non riesco a non pensare che e morto x colpa mia forse ha bevuto veleno non lo so mia madre non e mai stata sincera a come e morto so solo che non ho idea di come faccio ad alzarmi ogni giorno e vivere se questa ormai la posso chiamare vita

jessy olden ha detto...

Ho perso mio padre circa 3 settimane fa ho compiuto 14 da poco più di un mese lui aveva 32 anni e morto di epatite non lo sapevo mela nascosto io e lui eravamo in pessimo rapporti era un tossico alcolizzato vivo ha 1000km da lui ero andata li per salutare i miei nonni lo visto un'ultima volto mi aveva chiesto perdono detto che era cambiato non gli ho creduto mi ha duplicato e mi ha chiesto cosa poteva fare per farsi perdonare io gli ho detto morire. Ogni notte piango o crisi mi taglio penso al suicidio credo di odiare la mia eta xke sono abbastanza matura da capire che e morto ma non riesco a non pensare che e morto x colpa mia forse ha bevuto veleno non lo so mia madre non e mai stata sincera a come e morto so solo che non ho idea di come faccio ad alzarmi ogni giorno e vivere se questa ormai la posso chiamare vita

Anonimo ha detto...

Ciao, io ho perso mio padre il 7 febbraio scorso ........dopo quasi 2 anni di malattia, quella "schifosa" per non dire altro malattia (tumore al pancreas). Non so bene descrivere i miei sentimenti, so solo che mi manca tanto e la mia vita è cambiata.... non dal lato pratico perchè ho sempre il lavoro, la mia famiglia (un marito e un figlio meravigliosi) e mia mamma, ma dal lato psicologico. Infatti non lo dico ai miei familiari ma io sto malissimo......mio papà mi manca da impazzire!!! Piango nei pochi momenti che sono sola, ma devo aiutare mia mamma che non ha un carattere forte ed il medico le sta dando un antidepressivo.
Io sono figlia unica e mio padre per me è stato TUTTO, padre, fratello, amico, compagno di giochi, nonno adorabile per mio figlio......una persona SPECIALE ed ora che non c'è più mi sento vuota, una parte di me se n'è andata con lui. Vado tutte le mattine a trovarlo al cimitero, prima di andare al lavoro; gli parlo ma mi sembra di vivere in un'altra dimensione ......
insomma, leggendo i vostri commenti capisco che non sono l'unica ! Cerco di andare avanti, sto tanto male dentro, ma ho una famiglia e la vita deve continuare, ma la mia vita senza mio padre nonè più la stessa.
Ciao

Anonimo ha detto...

Ciao, mi chiamo Stefano e ho 24 anni. Io e mio fratello eravamo attaccatissimi, giocavamo, scherzavamo, andavamo a scuola insieme, a nuoto insieme, eravamo attaccatissimi. Sabato 16 ottobre 1999 mio fratello aveva lezione di nuoto alle 15.30 mentre io alle 17....cosi mio fratello é andato con una sua amica e il padre della sua amica, quest'ultimo si é scontrato con un autobus, mio fratello é morto dopo tre ore dall'incidente per emorragia interna all'età di 12 anni io ne avevo 10, poi grazie a una persona sono andato avanti ...mio padre che é morto per la sindrome emolitico uremica, una malattia che colpisce 40 persone su 60000000 milioni di persone in Italia con conseguente emorragia cerebrale a 57 anni, nel 2013
. Grazie a lui sono andato avanti dopo la morte di mio fratello, stavo sempre insieme a mio padre, avevo un legame speciale, era una persona colta, intelligente, bella interiormente ed esteriormente, generosissima, era sindaco del suo paese, era al suo secondo mandato, avrebbe finito di farlo il 25 maggio 2014. Avrebbe voluto fare tante altre cose, voleva farsi una macchina 3000 turbodiesel, sarebbe andato al casino con mia mamma...gli piaceva la vita...che dire faccio 25 anni a giugno 2014 e ho perso mio fratello a 10 anni di soli 12 anni e mio padre di 57 anni

Anonimo ha detto...

Anche io ho perso papà ieri è una cosa inaccettabile non so se c'è la faro'

Anonimo ha detto...

Ho perso mio padre ed insieme a lui una parte di me,
non ho equilibrio, sempre arrabiato con tutto e tutti, rischio di separarmi da mia moglie e non voglio che i miei figli subiscano le conseguenze della mia mancanza di forza, credo che in questi casi sia meglio farla finita

elisabetta ha detto...

Salve, ho perso improvvisamente anch'io mio padre circa 2 mesi fa, aveva avuto un infarto l'anno scorso ma era stato operato, gli avevano messo lo stend e tutto era andato bene...il 27 maggio invece a causa di un forte dolore ai reni è stato portato in ospedale ma dopo circa 6 ore è stato trasportato in rianimazione in un altro ospedale...dopo 3 ore mi hanno detto...mi dispiace..ma suo padre non ce l'ha fatta...la frase
più dolorosa di tutta la mia vita...ero come smarrita...ho gridato..ho pianto...non riesco a rassegnarmi...piango sempre..come in questo momento...sono nervosa ..arrabbiata...è come se lo avessero rubato...con mia madre vivo un rapporto conflittuale...senza capire che anche lei sta soffrendo..come se la mia sofferenza fosse maggiore della sua...non so più cosa fare...vorrei un aiuto...gli amici si sono dileguati..capisco che la morte fa paura a tutti...ma sentirsi dire...rispetto il tuo dolore in silenzio mi fa ancora più male...quando invece avrei bisogno di parlare ..di distrarmi...di esorcizzare in qualche modo questo mio stato...di metabolizzare...mi sembra di vivere un incubo dal quale non potrò mai uscire...ho bisogno di aiuto....Elisabetta

Anonimo ha detto...

Ciao . Il mio papà ci ha lasciati sabato per un tumore al polmone dopo 11 mesi di lotta.ti capisco. Mi sento confusa non riesco nemmeno a piangere. La vita si è bloccata a quel giorno. Non me ne faccio ancora una ragione. Anche io ho 20 anni. Ci daranno loro la forza x andare Avanti. Non mollare.

Anonimo ha detto...

Anche io ho quasi 20anni e da 4 giorni ho perso il mio amato papà per un tumore.la vita mi sembra non avere più senso. La forza la trovo nella certezza che non mi ha abbandonata davvero e che i morti siamo noi in terra. Lui ora è raggiante di gioia lo so.un abbraccio sii forte

Anonimo ha detto...

Gennaro
Aversa 19 giorni fa' e venuto a mancare il mio caro amato papa' io ho 36 anni mio padre ne aveva 66 io abito lontano da lui l'ultima volta che l ho visto in vita era ilo 14 agosto 2014 che eravamo venuti io mia moglie emia figlia a trovarlo poi telefonicamente l ho sentito per gli auguri di san gennaro ed e stata l'ultima volta che ho sentito la voce di papa' ma la casualita della perdita di mio padre il giorno della sua morte io di mattina me lo sono sognato e lui mi raccomandava che adesso dovevo vedere cosa devo fare e stato un consiglio nel sonno lo raccontai anche a mia moglie che mi e da testimone e dopo meno di 3 ore e mezzo di quella mattina del 29 settembre alle ore 12:05 mi avvisano che papa' e morto con un infarto arrivai qui in paese alle 5 del pomeriggio e trovai mio padre morto nel letto sembrava un sogno invece e una triste realta ,io lo volevo tanto bene, sono io che l ho fatto nonnino nel 2006 quando naque mia figlia che oggi ha 8 anni sto a pezzi mio padre era tutto per me cerco di darmi coraggio ma e difficile mio padre era una spalla forte per me adesso non so proprio come fare piu senza di lui ti voglio bene papa''

Anonimo ha detto...

Hanno squarciato l'aria le urla del mio dolore profondo nell'entrare in casa e non trovare più così all'improvviso il mio papà. Ho sentito una parte di me staccarsi dal corpo, mentre soffrivo come non mai....tutto il mio immenso amore che provavo per lui da quand'ero piccina é esploso fuori irrefrenabilmente, nel silenzio del mondo intorno a me.... Neanche un bacio, l'ultimo, mi é stato concesso. Neanche una carezza sul tuo viso gelido per riscaldarlo un pò.... neanche poterti solo guardare un momento. Dicono che l'hanno fatto per me ....per non farmi soffrire di più.....eppure hanno violato un mio diritto, una mia scelta del cuore. Il mondo mi fa più schifo oggi: sono troppo nuseata di certa pubblica ipocrisia e cinismo che ho visto intorno.
Io volevo solo il mio papà per stringerlo un attimo tra le braccia e rendere eterno quel momento, affinché il distacco non fosse così violento...per 3 giorni mi hanno addotto scuse assurde....io, ubriaca di dolore, non ho saputo come fare per arrivare da te in quel maledetto obitorio, perché ti hanno spostato da un ospedale all'altro...e mio fratello mi celava le tempistiche....
Alla fine ho solo potuto eludere la pubblica compostezza in chiesa per aggrapparmi alla tua bara nell'illusione che il mio disperato respiro d'amore ti arrivasse finalmente!
Ricordavo sempre il mio eroe Massoud in quel triste giorno del 9 di settembre.....ora quel giorno appartiene anche alle tue ultime ore di vita.....Forse vi incontrerete? Io lo spero tanto.
9 settembre 2014. Ciao, papà .Tua figlia .

Anonimo ha detto...

Penso sia vecchio questo post. Chissà se leggerete il mio commento. Ho 18 anni, il 17 giugno 2013 ho perso mio papà per un frontale tra due moto. Dopo quasi un anno e mezzo non mi sono ripresa. È impossibile. Per me lui era tutto. C'eravamo solo io e lui. Ora vivo con mia sorella di 23 anni. Mia mamma convive.. ma lui era tutto. Mi manca e non riesco a farmene una ragione

Anonimo ha detto...

Ciao Davide,
Mi fa piacere non essere l'unico in questa situazione.. Mio padre è morto di tumore quando avevo 10 anni ed io è come se per 15 anni avessi congelato tutto...solo oggi comincio ad avere la forza di dire alla gente che conosco che mio padre è morto, mentre prima sorvolavo o davo risposte vaghe e poco chiare...in realtà lo negavo a me stesso... Ora ho 25 anni e dal nulla mi ritrovo a star male come se fosse morto da poco...
Purtroppo pensarci fa male, si piange e si soffre, ma spero che questa sia comunque la strada giusta e l'unica da percorrere... Per superare il dolore bisogna prima affrontarlo, come tutto nella vita, e io sono scappato per troppo tempo solo per potermi difendere...

Anonimo ha detto...

Dopo una serie di gravissimi lutti che ho superato nel corso degli anni , da quasi un mese ho perso un uomo amatissimo, non so come fare ed in certi momenti penso che non riuscirò a vivere senza di lui e senza il suo amore...grazie a tutti voi per avere lenito, con la sensazione di condivisione, questa sofferenza indicibile. Spero di farcela, vi abbraccio tutti.

Anonimo ha detto...

Carissima amica so' come ti senti anch'io come te poco tempo fa' ho perso mio padre un uomo buono e generoso con gli altri altruista sempre pronto ad aiutare il prossimo con quello che aveva, anche se era poco, non sono riuscita' nemmeno a dirgli addio, una sera il 6 dicembre il giorno del suo onomastico cade dalle scale dall' entrata di casa, e da quel giorno non più' tornato andò' in ospedale i medici dissero' a mia madre che si sarebbero' pressi cura di mio padre che avrebbero fatto l' impossibile per lui ma non fu cosi' fecero' passare giorni con la speranza che- lo avrebbero' aiutato ma non e' stato cosi' me l' anno uccisso io non lo piu' rivisto, c' e' l' anno restituito in un modo attroce' io non lo riconoscevo più' lo riempirono di farmaci aveva la faccia gonfia il suo corpo era martoriatto pieno di lividi che non aveva mai avuto volevo ucciderli ma non fecci nulla mi ricordo solo di averlo stretto a me per morire con lui quella sera con lui, ma mi fecci forza per la mattina dopo perche' lo rivolevo riportare a casa abbiamo dovuto arrenderci alle parole dei medici perché' abbiamo dovuto riportarlo a casa in una barra da morto e firmare carte per la cremazione che lui non desiderava, dimmi tu io come mi dovrei sentire i miei parenti nessuno gli e' mai stato vicino ma quel giorno vennero' tutti a vederlo perche' non ci credevanno, gli anno fatto tanto di quel male che ora vengono solo per vedere chi e' il prossimo, della famiglia che se ne andrà' allora capisci chi soffre più' di te.cara amica

Anonimo ha detto...

Midispiace ti vorrei esserre vicina ma come te anchi soffro questo dolore.Un saluto da un' amica.fatti forza e' quello che avrebbe voluto tuo padre.

and xlad ha detto...

La vera donna che ho sempre amato nella mia vita è sempre stata lei la mia amatissima Mamma, purtroppo nonostante sono passati 8 mesi dalla sua scomparsa, non riesco a fare niente.
Generalmente sono sempre stata una persone malinconica, nostalgica, triste, a volte anche depresso, molto solitario. Attualmente non lavoro nemmeno, non sono giovane, e da quando mia Mamma è venuta a mancare, i miei problemi sono piuttosto precipitati, un ritorno massiccio all'uso di eroina.
Sinceramente la vita non mi stimola più, probabilmente solo l'amore, anzi sono certo, ma spesso è solo amore platonico.
Cosa chiedo alla vita, solo vivere normalmente da persona normale, di certo io non ho scelto la vita che ho, spesso condizioni, famiglia, anche sbagli mie, ecc.
Credo più nella vita ultraterrena sperando che esista....

Anonimo ha detto...

Ho perduto mio papà il maledetto 21gennaio di quest'anno. Quel giorno resterà impresso nella mia memoria per l'eternità. Ero con mia madre, al negozio di famiglia, mio padre si trovava in rianimazione da 12 giorni, e guai a ricevere una chiamata da quel reparto ( tremo ancora). All'improvviso squilla il telefono, " è la Signora.....? "No, rispondo io, sono la figlia, con chi parlo? " sono la Dottoressa ......." chiamo dal reparto di rianimazione, purtroppo devo darle una triste notizia" ...... il resto non l'ho sentito, ho gridato finché avevo fiato in gola, e mentre scrivo non riesco a trattenere la disperazione. Non parlo con mio padre, da 53 giorni e sto male, mi manca come non riesco a dire. Non so come fare per andare avanti, né come accettare la sua assenza nella vita di mio figlio, di soli 10 mesi. È stato in grado di amarlo più di se stesso, donandogli un affetto inestimabile, e tutto questo in soli otto mesi. Sapevo che sarebbe stato per lui, quello che è stato per me. Adesso, guardando mio figlio, non riesco a non pensare a tutto ciò che poteva essere e non potrà più. Nessuno immagina davvero come mi sento e cosa provo. Non sopporto chi mi dice fatti forza, non buttarti giù e stupidaggini varie. Cosa ne sanno di quello che si prova e della rabbia che non ti abbandona?! Grazie per l'ultima frase che hai detto, ho letto tra le righe il tuo sincero interesse per chi, come te, sta soffrendo. Ti abbraccio forte,pur senza conoscerti.

Anonimo ha detto...

Anche io provo le stesse sensazioni..... non lo confesso a nessuno, ma anch'io non sopporto più la gente, sapere che mio figlio non potrà vivere quella persona incredibile e unica che era mio papà..... è insopportabile! Mio suocero ha 79 anni e mio padre ne aveva solo 61..... NON È GIUSTO! L'unico nonno di mio figlio non c'è più e giuro che, per quanto faccia, non riesco ad accettarlo.

Anonimo ha detto...

Grazie dal profondo del cuore.

Anonimo ha detto...

oggi ho perso mio padre a causa di un terzo e definitivo infarto. non ha avuto una vita facile un po' per causa sua e un po' forse per il destino, ci sono stati degli alti e dei bassi, l'ho visto poco, non saprei dire se sia meglio o peggio, so solo che non volevo assistere nel momento in cui sarebbe partito ,non volevo avere come sua ultima immagine lui che mi lasciava, poi ho trovato coraggio e sono rimasto con lui e la mia madrina ( i miei erano separati e lui si e' rifatto una vita)lo acarezzavo, guardavo un po' tutto, ma poco il suo viso ( troppo difficile da acettare ). la dotoressa continuava ad aumentare la dose di morfina diminuendo progressivamente i farmaci, sarebbe dovuto durare poco questa prassi ( per me quei momenti erano eterni)invece é durata almeno un ora, io pensavo a cosa avrei potuto dirgli ancora che non gli avessi detto e dopo il ti voglio bene e buon viaggio papa' non sapevo piu' che fare, continuavo a guradarlo ma raramente in volto, e lui non si spegneva, io sono ancora sotto shock perche solo dio puo' compiere cose, in stato vegetativo ha mosso la testa e stavolta non muoveva le palpebre lentamente ma le mosse in maniera cosciente e decise, era un CHIARISSIMO occhiolino come se volesse dirmi tutto ok fabio, l ultima cosa che io dovevo fare era guardarlo in volto cosicche lui mi dasse un ultimo saluto, mi ha fatto un occhiolino e non riesco spiegarmi con quale forza sulla terra ci sia riuiscito, solo grazie a dio, per me e stata una montata di adrenalina che solo chi vive queste cose puo capirmi. io ho avvertito per un istante un suo ultimo sguardo, subito dopo si é spento, io posso solo dire forza e coraggio a tutti, penso che adesso mio padre sia felice vedermi felice.voglio in cielo con gesu' stara' meglio che sulla terra e che se io ho assistito alla sua morte lui nel mio momento di non ritorno mi assistera a sua volta perche il nostro legame e' eterno. che dio benedica tutti.

Mirko Mauro ha detto...

Ciao mi chiamo Mirko ho 34 anni ieri la mia ragazza ha perso suo padre che per lei era tutto in un bruttissimo incidente stradale ha soli 54 anni ieri dopo la notizia mi sono precipitato in aereoporto per raggiungerla a distanza di 2 ore dalla partenza Germania-Italia lei mi ha mandato un messaggio dicendo che era meglio che rimanevo qui e avrei dovuto stargli vicino tramite telefono perchè lei non avrebbe retto la mia presenza dato che avrebbe dovuto dare spiegazioni su chi ero io hai parenti perchè nessuno ancora sapeva di noi. Io c sto provando tramite messaggi ecc io mi sento inerme perchè non sono lì con lei non sono lì di presenza Nn posso asciugare le sue lacrime e tutto quello che farebbe un fidanzato per la propria ragazza mi sento una nullità vorrei tornare 5 ore prima dell'incidente ho dare la mia vita a riscatto a quella di suo padre ma non si può per favore qualcuno mi dica come fare perchè ha saperla stare male sto male anche io ho bisogno di consigli per favore non reggo da ieri questi suoi silenzi per telefono

Anonimo ha detto...

Sono distrutta mio padre è morto quando ero piccola..e mio nonno è sempre stato il padre che non ho mai avuto..mio nonno è gravemente malato e io non ce la faccio,sono disperata,non so quale sarà la starda per poter uscire da questo buio......

Anonimo ha detto...

Sono distrutta mio padre è morto quando ero piccola..e mio nonno è sempre stato il padre che non ho mai avuto..mio nonno è gravemente malato e io non ce la faccio,sono disperata,non so quale sarà la starda per poter uscire da questo buio......

Anonimo ha detto...

Abbi fede, anche io vivo una situazione disperata..mio marito ha 34 anni, e ha perso i genitori a distanza di pochi anni..entrambi di tumore.
Mio padre é morto un mese fa, all'improvviso x un'infarto...sono disperata...la vita con noi é veramente i giusta!!! 10 fa ci ha dato tutto, 10 anni dopo ci ha privato di ogni cosa...:'( :'(

Anonimo ha detto...

Ciao mi chiamo Massimiliano, 42 anni.
Il 12 Febbraio 2014 ore 5:08 del mattino sento squillare il telefono di casa, mia madre dice: chiamo il 118 tuo padrè emette un forte rumore, un forte rantolo, provo a svegliarlo ma non apre gli occhi.
Mi precipito a casa dei miei, tra vestirmi prendere l'auto ed arrivare sotto casa dei miei genitori, 300mt in linea d'arià ciò messo 3 minuti, arrivo e l'ambulanza non c'è, chiamo il 118 e quelli mi dicono che stavano arrivando, lampeggiante acceso facevano i 10Km/h, per me sapendo del fatto segnalato da mia mamma al 118 se la sono presi con comodo, forse sapevano già che non ci sarebbe stato più nulla da fare.
Arrivano, saliamo ma entrando in camera da letto vedo mio papà di un altro colore, diverso, esclamo ai medici, non c'è più è morto, mi guardano in 5 con occhi sbarrati, gli fanno un controllo per vedere se c'era ancora attività elettrica, ma nulla, dichiarono il decesso 5:24, gli ho pregati di fare qualcosa, non per me ma per mio figlio G. di 9 anni, che lui lo considerava come un padre.
Mio figlio G. arrivato pochi minuti dopo con mia moglie ha voluto vedere il nonno li sul letto, non gli avevo mai visto scendere dei lascrimoni così, in silenzio strangozzava, gli ha voluto fare una carezza, poi l'ho portato fuori dalla stanza.
Oggi il mio bimbo ha 10 anni ma dimostra un maturità di pensiero molto più alta della media, del nonno ne parla poco ma mi ha confidato alcuni giorni dopo che per lui il nonno era il suo papà numero uno, del resto erano sempre insieme, lui in pensione io al lavoro, lo portava a scuola, ovunque, insomma erano una cosa sola.
La vita continua, ora mio figlio G. è attaccatissimo a me, non mi molla una attimo, esisto solo io, eppure non faccio nulla di speciale, faccio il padre.
Per quanto riguarda me, la mancanza improvvisa di mio padre si da subito mi è sembrata inverosimile, 73 anni, pieno di energia, non stava fermo un attimo, faceva di tutto.
Oggi a più di un anno dalla sua morte, è come quel giorno, tutto strano, ci penso e non ci penso, mi manca un suo consiglio, si discuteva spesso come cane e gatto ma sempre tutto si risolveva per il meglio.
Mio figlio G. vuole sempre andare al cimitero, scieglie lui i fiori.
Sento di gente che dopo anni è ancora li che piange si dispera, cadono in forti depressioni, io salvo qualche volta che lo sconforto mi prende allo stomaco ma poi passa, ma perchè io invece di disperarmi so che non c'è più? Forse ho elaborato bene il lutto? Mi devo reputare "fortunato"?

Anonimo ha detto...

Ciao, ho perso anch'io il mio caro papà il 10giugno di due anni fa e ancora non riesco a farmene un ragione e riprendere una vita normale ! È tutto impresso nella mia mente l'immagine di lui che cerca un ultimo aiuto e i medici che tardano ad arrivare e una volta lì niente da fare... Pianti urla grida ma nulla!!! Me lo hanno strappato... L'unico conforto è sentire il suo alone su di te in tutti i momenti delicati e questa è l' unica cosa che riesce a tirarmi su nei momenti più bui... Posso dire che il tempo aiuta a modificare il dolore ma a distanza di due anni ancora ho un vuoto incolmabile e una sensazione di solitudine profonda pur essendo contornata da tanti amici e conoscenti! Spero che andando avanti riuscirò a superare anche queste sensazioni e ad avere il cuore talmente pieno dei suoi doni ricordi in modo da riprendere una vita normale! Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Posso capirti..Io ho perso mio padre quel maledettissimo 4 gennaio di quest'anno..L'11 novembre fece incidente stradale con mamma dal quale uscirono entrambi illesi..Mio padre aveva giusto qualche graffio e non volle andare all'ospedale ma i miei fratelli insistettero affinchè vi andasse..Il giorno dopo lo abbracciai e piansi come una bimba perchè con lui ci vivevo in simbiosi..Dalla tac al cervello risultò un piccolo aneurisma cerebrale che aveva da 5 anni..Dopo 6 giorni di ricovero tornò a casa e prenotammo subito un'altra tac più specifica al centro aneurismi fissata per il 29 dicembre..La sera del 28 si ruppe quel maledetto aneurisma e io lo trovai in macchina già in stato grave di coma..Dopo 7 giorni nel reparto rianimazione è morto..Ha avuto la peggiore emorragia cerebrale..E mi ha lasciata a soli 6 mesi dalla mia maturità e mentre ti rispondo,carissima amica,non riesco a trattenere le lacrime perchè mi sono sentita tradita dalla vita e presa in giro dal destino..5 anni per rompersi,giusto 12 ore prima della visita? Non ho parole..Solo tanto dolore..Avrei voluto avere più giorni con lui ma non mi è stato possibile..Spero solo di rivederlo..Perchè sto impazzendo senza il mio amore..il mio più grand eroe di sempre..Il mio papà super speciale..ti abbraccio forte..

Anonimo ha detto...

Posso capirti..Io ho perso mio padre quel maledettissimo 4 gennaio di quest'anno..L'11 novembre fece incidente stradale con mamma dal quale uscirono entrambi illesi..Mio padre aveva giusto qualche graffio e non volle andare all'ospedale ma i miei fratelli insistettero affinchè vi andasse..Il giorno dopo lo abbracciai e piansi come una bimba perchè con lui ci vivevo in simbiosi..Dalla tac al cervello risultò un piccolo aneurisma cerebrale che aveva da 5 anni..Dopo 6 giorni di ricovero tornò a casa e prenotammo subito un'altra tac più specifica al centro aneurismi fissata per il 29 dicembre..La sera del 28 si ruppe quel maledetto aneurisma e io lo trovai in macchina già in stato grave di coma..Dopo 7 giorni nel reparto rianimazione è morto..Ha avuto la peggiore emorragia cerebrale..E mi ha lasciata a soli 6 mesi dalla mia maturità e mentre ti rispondo,carissima amica,non riesco a trattenere le lacrime perchè mi sono sentita tradita dalla vita e presa in giro dal destino..5 anni per rompersi,giusto 12 ore prima della visita? Non ho parole..Solo tanto dolore..Avrei voluto avere più giorni con lui ma non mi è stato possibile..Spero solo di rivederlo..Perchè sto impazzendo senza il mio amore..il mio più grand eroe di sempre..Il mio papà super speciale..ti abbraccio forte..

Anonimo ha detto...

Mio papà è morto quando avevo solo 10 anni ora ne ho 19 ma soffro ancora tantissimo. Ha lasciato un vuoto incolmabile ma nonostante questo devo essere forte per mia mamma perché adesso è lei la cosa più importante della mia vita e quindi nn mi posso sfogare

Fede ha detto...

Fra tre giorni saranno cinque mesi che il mio papà non c'è più. Io ho quasi ventitré anni, i suoi stessi occhi, le sue stesse labbra e la sua stessa anima. Mio padre era l'uomo della mia vita, l'amore più puro chiaro e limpido che abbia mai ricevuto e contraccambiato e sono riuscita a dirglielo solo in punto di morte. Il cancro se l'è mangiato in sette mesi e non so dirvi il perché ma quell'anno è stato il più bello della mia vita. Ho visto la bellezza e l'eleganza con cui si combatte il nemico. Ho visto l'amore e la bontà con cui si accetta la vita e la morte. Ho visto l'amore vero che rimane. L'ho visto morire soffrendo dolori atroci mentre quella bestia gli divorava anche le ossa e l'ho visto sorridere un secondo dopo. Delle volte mi sento fortunata. Perché ho avuto un padre. Ho avuto abbracci pochi rimproveri, litigate e orgoglio. Ho avuto tutto l'amore che poteva darmi e ho avuto la consapevolezza di essere protetta costantemente. Non tutti hanno questa fortuna. Delle volte sono distrutta. Sono incazzata perché io ho ventidue anni e mio padre non mi vedrà laurearmi, non vedrà mio marito e non saprà mai se mio figlio gli somiglia oppure no. Odio le mie amiche che vedono drammi in cose inesistenti che non sanno cos'è il dolore più puro. Le invidio perché loro posso chiamare il loro papà al cellulare e sentirsi rispondere. Possono dire papà senza tristezza, loro avranno il tempo di renderlo orgoglioso . Io non l'ho avuto. Rimpiango tutto il tempo che ho sprecato, la cattiveria che non avrei dovuto sputare tante volte. Io lo amavo davvero e amerò tutti i giorni della mia vita. Solo che non è giusto. Solo che delle volte credo sia solo in terrazza a leggere con quelle gambe lunghe e abbronzate distese sulla sedia. Invece lui non c'è più. È solo ora ho la consapevolezza che non lo rivedrò mai più. Che non lo sentirò mai più parlare. E ho il terrore di scordarmi la sua voce.

Anonimo ha detto...

Ho perso il mio Papà il 18 gennaio del 2007...è l'esperienza più brutta che un figlio possa vivere...lui era l'uomo della mia vita, io non avevo bisogno di fidanzati..avevo papà. .un amore smisurato lui aveva per me..nessun altro uomo poteva amarmi così..era sempre sorridente e giocava tanto..lo truccavi, lo vestivo da punk..e lui rideva rideva...era generoso con tutti ..un grande uomo,amato da tutti..ancora oggi la gente del paese lo nominano di continuo..poi ecco che arriva la bestia. .tumore!!!3mesi e voilà. ..finito tutto!! La vera vita è finita..ora si va avanti aspettando di rivederlo...nonostante abbiamo lotrato tanto la morte ha vinto...e la sconfitta piu grande ..attraverso ancora oggi stati d'animo diversi..a volte sono arrabbiata con tutti, a volte sono arrabbiata con lui che mi ha lasciata sola e mi aveva promesso che non sarebbe mai successo, mi aveva promesso che mi avrebbe amato per sempre, invece e andato via ...in 8anni non sono mai andata al cimitero..lui non e li..non puo stare li..poi penso che sta al paese e quando torno sta li e faccio ancora oggi il numero di casa per sentirlo..poi quando sento..il numero da lei chiamato non è attivo mi assale una paura che mi pervade tutto il corpo...perché si io dalla sua morte hopaura di tutto..mi sento tanto sola..chi mi didifenderà ora? Ho avuto paura anche di mia madre e mio fratello..li accusavo di complottare contro di me perché non c'era più chi mi difendeva...dormivo con la porta chiusa a chiave credevo mi volessero ammazzare...sono invece due persone speciali che nonostante il loro dolore si sono preoccupati di aiutarmi .ma nessuno può aiutarmi...e poi se smettessi di soffrire io farei un torto al mio Papà. .la sua assenza si sente e si deve sentire perché in vita ha dato tanto..MI MANCHI PAPA...

Anonimo ha detto...

Mi trovo a guardare il cielo per cercare il volto di mio padre, morto due mesi fa dopo un lungo anno di malattia che lo ha divorato.
Sto soffrendo tantissimo.
Mi manchi molto, mi manchi ogni giorno.

Anonimo ha detto...

Pensa semplicemente che il tuo sorriso sarà la sua gioia. Lui vorrebbe solo il bene per te e sicuramente avrebbe voluto vivere: fallo tu per lui 😉

Anonimo ha detto...

Ho perso mio papa' il 30 giugno 2015 per enfisema polmonare,da 2 anni fuori e dentro dall'ospedale. Gli sono stata molto vicino questi 2 anni,sempre presente nei suoi momenti più difficili . Lui e' sempre stato un padre e marito padrone ,quanto lo amo lo ho odiato,i suoi modi da padrone mi hanno sempre fatto alzare un muro nei suoi confronti,quindi la mancanza di dialogo tra padre e figlia (la più piccola di tre fratelli,comunque la sua preferita ! Sapevo che in questo ultimo ricovero nn sarebbe più tornato a casa,i dottori mi avevano avvisata ! Ma non potevo o volevo crederci,un uomo cosi forte e duro,non avrebbe mollato mai ! Invece,gli ultimi tre giorni stava malissimo,ed io insieme a lui ! Avrei voluto essere con lui fino all'ultimo suo respiro,ma ho preso la cosa troppo alla leggera,avrei voluto fare la notte(ma non l'ho fatta),avrei avrei,avrei voluto fare tante cose questi due anni,di più di quelle che ho fatto,e ne ho fatte veramante tante ! Non capisco una cosa,forse potete aiutarmi,non riesco a parlare con lui,quando vado al cimitero a trovarlo,sono muta,nche adesso non riesco a parlargli ! Lo odio,ma lo amo da morire,mi manca tantissimo !!!!!!!!!!!!!!!

michela cipolloni ha detto...

Io ho perso il mio papa un giorno fa e provo cosi tanto dolore che non ho più lacrime da versare mi manca tanto lui era tutto per me aveva solo 72 anni pensavo jdi avere più tempo per stare con lui sono venuti amici ma le loro parole non miconsolano anzi mi infastidiscono perche non hanno vissuto quello che erano i miei momenti con lui qualche volta mi viene voglia di farla finita perche da un anno ho scoperto ,di avere la sclerosi multipla che devo fare sennò impazzisco

michela cipolloni ha detto...

Il mio papa è morto ieri e ha lasciato u grande vuoto in casa c'è tutto di lui è un incubo mi sembra d impazzire. Vorrei solo andare con lui tanto ho anche la sclerosi multipla perché dovrei vivere mi manca infinitamente x favore aiutatemi

Anonimo ha detto...

salve, io o perso mio padre una settimana fa Giovedì e dopo 4 giorni il lunedì o perso anche la madre! Sono a pezzi ,l unica cosa che cerco per trovare un po' di serenità e la fede e credo che in questo momento siano insieme come hanno fatto nella loro vita, e sono sicuro che loro mi seguono e proteggono.


Anonimo ha detto...

ho 14 anni, mio padre quando avevo più o meno l'età di 6/7 anni ebbe un tumore maligno, non ne ero ancora al corrente, mi ricordo che mi dicevano che dovevamo andare a fare un viaggio, in realtà dovevamo andare all'ospedale che in quel periodo lo poteva operare, dopo l'operazione mio padre non riusciva più a camminare, ingoiare e fare molte altre cose che per chi non ha mai avuto problemi sono semplici. Un anno dopo, più o meno, mio padre ebbe un attacco di rabbia improvviso verso mio cugino, non c'erano motivazioni, mia madre decise allora di fargli fare un'altra visita, c'era qualcosa che non andava, da all'ora va tutto sempre peggiorando, si è sviluppata una forma di Alzheimer, tutt'ora non mi riconosce più, non riconosce più casa sua, non riesce più a parlare, leggere, a dormire o anche solo a stare seduto per un po di tempo, tocca di tutto e spesso non si trovano le cose. Io ormai al contrario di mia madre non ho più speranze, nessuno dei miei amici sa quello che è successo, non ne ho mai parlato con nessuno, spesso ho voglia di piangere, io mio padre l'ho già perso da un bel pò e mi rende infinitamente triste pensare che anche se gli volessi dire qualcosa non servirebbe a niente.

Anonimo ha detto...

Ho perso mio padre l'8 marzo a 63 anni...un infarto improvviso....non ha fatto in tempo a godersi nulla della vita .....pensione, casa nuova, nipotina di 3 mesi.......FORZA RAGAZZI dobbiamo andare a vanti e vivere per loro..forza

Anonimo ha detto...

6 anni fa ho perso madre e padre a distanza di 20 giorni ed un mese fa muore mio gratello 51 anni all'improvviso (persona più importante per me), mi lascia per fortuna 2 nipoti ed una moglie.
il lutto per mio fratello é inesorabile, invivibile, mi attacca anche a livello fisico, non lo gestico proprio anche se mi faccio aiutate

Anonimo ha detto...

ho perso mio fratello stefano, improvvisamente un mese fa, era tutto per me

elisabetta

anna ha detto...

il mio papa mi ha lasciato 3 mesi fa aveva 89 anni in 10 gg è morto ,erano anni che aspettavo questo momento come sarebbe accaduto?? in che modo ? dove ? e poi niente un gg scopriamo che ha il fegato in metastasi e dopo 10 gg muore , e muore in attimo si è addormentato io e mia mamma eravamo li davanti io mi coprivo il volto con le mani non volevo vedere non volevo farmi vedere da lui che ancora capiva ma il respiro era lieve e in un secondo ha chiuso gli occhi !!! tutto finito e io ero li come iponotizzata immobile non ho nemmeno abbracciato mia mamma.
Mio papa ' è stato l'uomo della mia vita (figlia unica) lo amavo tantissimo era il mio idolo senza di lui in certi momenti non cè l'avrei fatta o meglio avrei fratto il triplo della fatica per me era unico un papa speciale !!mi manca ogni minuto della mia giornata guardo la sua foto sul cellulare 20 volte al gg ,lo sogno spesso
eppure sono contenta di come sia andata ho avuto la fortuna di averlo fino a 53 anni , e da quello che leggo qui ci sono persone che hanno perso il papi molto giovani io di certo non mi posso lamentare certo era il mio papa e avrei voluto, che fosse eterno , ora è "inscatolato " a casa di mia mamma e sempre assurdo ma un po è come fosse ancora li con noi !!!CIAO GRANDE PAPA'

Anonimo ha detto...

Tra 2 giorni saranno 5 mesi che ho perso mio padre. Il mio babbo.
Ditemi come si può accettare.io non riesco.

Anonimo ha detto...

salve,
mio padre e' morto il 24 maggio del 2015 ed io ancora adesso non riesco ad accettarlo poiché ero molto legata a lui. DOPO CIRCA 20 GIORNI DI TERAPIA INTENSIVA DOPO UN INTERVENTO DI COLICISTECTOMIA SE N'E'ANDATO PER UNA INFEZIONE MULTIRESISTENTE. NEL 2015 si continua a morire per questi motivi per cui sono furibonda con le strutture ospedaliere e con lo stato italiano che non investe in ricerca, ma che piuttosto sperpera i soldi pubblici per i vitalizi e le pensioni d'oro dei politici.
VERGOGNA1

Anonimo ha detto...

salve,sono passati ormai 7 anni da quando ho perso mio padre, in questo momento piango leggendo i commenti di tante persone che come me hanno provato questa cosa,li capisco e mi dispiace tanto, ancora oggi penso a quella fredda mattina di gennaio del 2009 mentre stavo lavorando sento un'ambulanza che passa a tutta velocita' con le sirene accese e in quel preciso istante anche una brutta sensazione.......pochi minuti dopo mia madre mi chiama al telefono....."corri a casa babbo sta male"....ci ho messo trenta secondi ad arrivare a casa avevo gia' capito tutto...arrivato i soccorritori del 118 cercavano di rianimare mio padre colpito da infarto e io stavo li accanto a lui senza poter fare niente per aiutarlo...non c'e stato niente da fare..il triste ricordo di quei momenti non lo potro' mai dimenticare sarei voluto morire ache io assieme a lui, lo sogno tutte le notti ora, mentre quando sono sveglio penso che se ci fosse stato lui ora lo avrei abbracciato e gli avrei detto quanto lo volevo bene cosa che non ho mai fatto!!

Anonimo ha detto...

Vi capisco è. Terribile perdere un padre soprattutto dopo tanta sofferenza e quando fai di tutto per salvarlo e dopo un rapporto amichevole e. Speciale,io l' ho perso 2 anni fa e fatico ad accettare

Anonimo ha detto...

Vi capisco è. Tanto difficile conviverci io l' ho provato 2 anni fa,dopo tante illusioni e speranze.

Leo ha detto...

Ho perso mio papà solo dopo pochi giorni che ho dato alla luce mio figlio. Ho vissuto la gravidanza tanto desiderata ed attesa, come un "peso" dal quale dovevo liberarmi al più presto. Sono passati quattro anni dai "due eventi" ed ancora l'uno sovrasta l'altro, non ho ancora ben capito di avere un figlio ma ho ben chiaro il fatto che mio papà non c'è più! NESSUNO può distrarmi dal mio lutto, ho paura di dimenticare mio padre e non posso pensare di non soffrire più per lui. Quattro anni, un figlio meraviglioso e lui è ancora lì!

Anonimo ha detto...

Ciao, non so se tu possa ancora leggere questa risposta. Io ho 31 anni e persi mio padre a 13 anni come te e ho attraversato esattamente tutto quello che mi racconti...niente cimitero, parlarne era un tabù etc. Se vuoi sfogarti con me ci sono. Non sei da solo. Un saluto