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domenica, ottobre 15, 2006

USCIRE DA UNA DIPENDENZA AFFETTIVA

Flavia N° di riferimento: 975541155 Età: 36 Caro dottore,è da tanto che vi seguo. Non è la prima volta che Le scrivo, ma ci sono altri tasselli alla mia avventura che dopo tre mesi si sono aggiunti. Mi siete stati d'aiuto per capire che soffrivo di una dipendenza affettiva e che questa è un'ombra che offusca la mia anima, ma che per il futuro imparerò a leggere.Questa consapevolezza non mi fa paura, anzi mi rassicura perché mi consente di capire perché ho sbagliato. Le scrivo, tuttavia, per rendere una testimonianza. Per far conoscere fin dove può arrivare la miseria delle persone che instaurano le dipendenze affettive e come chi ha il ruolo della vittima possa finire con il rimanere schiacciato dagli eventi. Ma le scrivo anche per riconoscere che grazie ad un maggiore distacco si può provare a lasciare che le azioni degli altri non siano motivo di disperazione. La storia è lunga e non voglio indugiare. Ne riassumerò i tratti salienti. L'avevo già raccontata ma ora sono accadute nuovi eventi e conosco altri elementi, prima a me ignoti. Sono stata fidanzata con una persona per due anni. Si è trattata di una storia che è iniziata da subito con delle complicazioni. Lui è una persona che nella vita si è sempre fatto travolgere dagli eventi piuttosto che dominarli. Ha paura delle relazioni, ma si fidanza continuamente, non consente alle sue donne di avvicinarsi fino in fondo, e poi quando le perde si chiede se è un pazzo.Quando avrebbe potuto sposarsi si è spaventato e l'ha persa. Quando avrebbe potuto avere un figlio l'ha fatta abortire e poi ha proseguito il rapporto anche in virtù di quella che poi ha vissuto come una tragedia. Quando non voleva niente ha messo incinta una donna che lo ha incastrato per tutta la vita in quanto si è tenuta il bambino. Un bambino che lui non voleva e che in due anni non è mai riuscito ad amare, né in fondo ha mai provato ad avvicinarsi a lui seriamente.Come si capisce bene è il profilo di una persona, diciamo, complicata. Sono arrivata io. Proprio a ridosso della nascita del bambino. Lui peraltro si era rifiutato di assumere notizie sulle scelte della madre, sicché io non sapevo, e lui non ne era cosciente, che da lì a poco sarebbe diventato padre. Sono rimasta accanto a lui, pur facendomi molta paura la sua situazione psicologica. E sono stata la classica donna devota. Devota a lui in tutto, pur covando un malessere di fondo che non mi ha mai abbandonato. In breve, sono passati i mesi, talvolta, ci siamo anche allontanati. Lui succhiava da me tutto il mio amore. Mi manipolava, mi spingeva ad esprimermi al massimo, mi metteva alla prova perché in fondo voleva conferme. Perché pensa che in fondo nessuno può amare candidamente. Come ha riconosciuto lui stesso da recente, ha cercato sempre il mio limite. Voleva conferme sul fatto che io non fossi realmente la persona che aveva accanto, che fossi sporca e isterica come tutte le donne. Voleva la dimostrazione che prima o poi gli avrei fatto del male, lo avrei tradito, non tanto fisicamente, ma nel modo in cui ero e nei valori di onestà, dialogo, serenità e comprensione, in cui fermamente manifestavo di credere e per i quali spendo la mia vita con tutti. Ma questo limite non lo ha mai trovato. Al contempo, ha cominciato a distruggere il nostro rapporto. Non mi voleva, non mi amava e pur chiedendomi e manifestandomi una grande felicità per quello che giorno per giorno gli dimostravo, ringraziandomi per questo amore dolcissimo, facendomi sentire una persona unica, tramava alle mie spalle. Si è entusiasmato della "amica" con la quale aveva un rapporto morboso da ventanni. Lavoravano insieme, lui era il suo punto di riferimento, colmando i vuoti della sua vita, e lei aveva il ruolo che non potevano avere le sue fidanzate, tenute sempre ad una distanza di sicurezza. Ciascuno aveva l'arroganza di non sentire mai il vuoto sotto i piedi, quel vuoto che l'amore quando è vero spesso ti fa sentire.Sono stati insieme, dapprima in un periodo in cui noi eravamo lasciati e lei era sola: ma poi lei lo ha lasciato in asso senza una parola rimettendosi con il suo fidanzato di dieci anni. Poi dopo circa sette mesi, non so se prima o dopo che lei si lasciasse nuovamente, hanno ricominciato a stare assieme, agendo non so per quanto tempo alle mie spalle. Mentiva e lo faceva in modo che ora mi appare spudorato, che mi fa paura perché perverso.Nel frattempo abbiamo vissuto il periodo più intenso e dolce della nostra storia, dove lui talvolta sembrava mi amasse. Durante il quale faceva progetti, sia pur timidamente e con una grande ritrosia. All'improvviso - un mese - ha cambiato atteggiamento e mi ha lasciata, dicendo che non mi amava, che era incapace di arrivare al fondo delle sue storie; che arriva sempre allo stesso punto e al momento della svolta distrugge tutto. Io ho sempre avvertito tutte le sue paure. Sono riuscita a leggere quell'inquietudine che annida nel suo cuore, vivendo un sentimento empatico che mi avvolgeva e mi riempiva della profonda conoscenza del suo animo. Ho sofferto ma speravo che avrebbe fatto un percorso quanto meno per capire meglio il suo animo. Esattemente come ho cercato di fare io. Bene, dopo soli tre mesi, lei è incinta, la notizia l'ho appresa da poco. Ed è chiaro che ciò è successo a ridosso dalla fine del mio rapporto. La cosa che mi ha fatto più male non è il tradimento, ma il fatto che mentre io lo difendevo agli occhi di un mondo che lo ha sempre criticato, dicendo che era una persona negativa, io lo ho sostenuto e gli ho dato un amore puro. Lui orami ha detto che invece non avrebbe dovuto ricominciare la storia con me dopo lei e che ha agito per sgretolare il nostro rapporto, volendo così vendicarsi delle donne.Ma non è finita. Ora ha paura di ciò che gli sta accadendo, del bambino, di questa donna che infondo non conosce come compagna, non sa quanto lo ama, e peraltro aveva una granfretta di avere un figlio (ha 40 anni). Ora dice che si rende conto che il mio era un amore sincero, crede in chi sono e pensa che una persona come me, capace di accogliere e sostenere, di andare al fondo delle cose e di volere andare oltre, non la potrà più avere, che mi ha voluto e ora che mi ha perso mi vorrà moltissimo.Ho mille pensieri e mille convinzioni. Ancora una volta penso a lui: la sua miseria mi fa una profonda pena. Non riesco ad odiarlo, ancora lo guardo con il cuore che si stringe. E' come se lo guardassi dall'alto e lui mi fa una tenera tristezza.Alla fine, sono distrutta perché il mio amore candido è stato oltraggiato nel peggiore dei modi. Sento, però, di stare bene. Mi sento forte; a pezzi maforte; perché ho forte dentro di me la consapevolezza che la mia fortuna è il mio essere una persona buona e capace d'amare. Mi sento forte perché adesso conosco anche quali erano i miei problemi. Vorrei che la vita mi desse un'altra chance, ma allo stesso tempo non mi spaventa stare da sola. Mi nutro del mio equilibrio e della ricerca di me. Non cercherò quello di cui ho bisogno negli altri. Non avverto il bisogno degli altri, ma - questo sì, lo devo ammettere - avverto la voglia di avere la possibilità di amare in modo ancora più maturo di quanto non abbia mai fatto. Chissà se alla fine la vita darà anche a me questa occasione. Certo, non nascondo che ho paura di ricadere nei miei errori, soprattutto perché mi sono sempre innamorata di persone che mentalmente erano stimolanti ma che psicologicamente si sono rivelate dopo un po' fragili. A volte dottor Cavaliere vorrei che qualcuno mi dicesse che lui sarà un infelice, vorrei che qualcuno mi dicesse che nella vita la cattiveria e la perversione si paga. Lei cosa pensa? Ciò non toglie che il dolore è la manifestazione più lampante di insensatezza!
Flavia la ringrazio per la significativa testimonianza. Lei ha iniziato un percorso di "guarigione" che è ancora lungo e doloroso ma se sarà determinata e tenace riuscirà. Ed il dolore che prova non è insensatezza ma lo consideri il più saggio dei consigliereri, l'unico che può dare la forza di compiere un percorso d'uscita dalla dipendenza affettiva. Cordiali saluti.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao , scusa l'anonimato, ma capisco il tuo stato d'animo. Io ho subito benchè in chiave differente, sono uomo, lo stesso da una donna. nonostante quasi 2 anni, purtroppo è una collega, ancora io vedo lo stesso che dici tu, spero che lei un giorno possa soffrire e che " i buoni " finalmente ne godano. Però la vedo e come dici tu, mi si stringe il cuore benchè , sappia che è sbagliata per me. una persona che " se tuytto fosse andato inporto " mi avrebbe fatto soffrire tantissimo. mi voglio convincere che sia così , ma quando la vedo , ogni sacrosanto giorno, mi si stringe il cuore. ti capisco dal profondo. fatti forza, non sei sola. e lo dico come uomo.
ps : mi è costato unmatrimonio questa persona.... spero sempre che possa finire su una sedia a rotelle. tramava anche lei sempre.!

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti, quasi x caso sono finita a leggere questa lettera e ho deciso di scrivere la mia esperienza.
Credo di soffrire di dipendenza affettiva se non addirittura di ossessione affettiva.
Sono una donna sposata da 8 anni, con una bimba di 5, tutto ciò che ho fatto l'ho fortemente voluto, ma dopo la nascita della piccola, qualcosa è cambiato dentro di me e mi sono resa conto di non essere innamorata dell'uomo che ho sposato e che però mi adora. Gli ho fatto passare un periodo bruttissimo perchè non riuscivo a nascondere la mia insoddisfazione, fino a quando ho iniziato una storia clandestina con una persona anch'essa sposata.
Per non perdere questa persona che mi ha fatta rinascere, di comune accordo (io e questa nuova persona)abbiamo instaurato un'amicizia fra famiglie ... facilitati dal fatto che eravamo già conoscenti.
Ed è grazie alla confidenza con sua moglie che ho scoperto più di una bugia .... che puntualmente lui negava ... negava anche l'evidenza .... e mi faceva passare x visionaria ....
Le cose con mio marito sono migliorate ma soltanto in forza del fatto che io vivevo emozioni forti con l'altra persona.
Sono ormai tre anni che ci frequentiamo, abbiamo mescolato le nostre vite x vederci .... bimbi nello stesso asilo, stesse attività sportive .... stessi interessi, vacanze insieme .... lui è insoddisfatto del proprio matrimonio e dice di non aver mai amato la moglie ....
mi ha portato a casa di sua madre ... che ora sa tutto .... abbiamo fatto follie .... io sono arrivata a cambiare lavoro e persino casa per lui.
In una vacanza estiva, loro hanno avuto una lite piuttosto accesa e sono arrivati a decidere di separarsi .... lei si è sfogata con me dicendo che era una vita di sofferenze, che non lo amava più e che era decisa a chiudere. Litigi che peraltro già c'erano stati negli anni ....ho cercato di fare da paciere, x chè nonostante io stia facendo qualcosa di sbagliato, sono una persona buona d'animo e non avrei mai iniziato una relazione così, se il suo matrimonio fosse stato felice ....
Io Flavia la capisco quando parla di devozione ... io credo di non aver mai amato nessuno come amo questa persona ... ci sono stati alti e bassi, dopo un anno mi ha lasciata convinto di poter stare senza di me, e saturo delle mille bugie che doveva raccontare x vedermi ... poi è tornato sui suoi passi e io l'ho ripreso .... sono stata malissimo, ero ridotta a un vegetale x chè gli avevo dato la mia anima e lui senza spiegazioni concrete mi ha lasciata.
Poi le cose sono riprese ... ultimamente da parte mia c'è dell'insoddisfazione e lui è stanco delle mie lamentele .....
pochi mesi fa un suo amico che ci ero "complice" e ci ha tanto aiutati, si è arrabbiato con lui x qualcosa che non mi è ancora molto chiaro, fatto sta che prima ha tallonato me con varie minacce, dopo di che ha seminato biglietti anonimi sull'auto della moglie, dicendo che suo marito ha un'altra ...e altre cose pesantissime.
Lei è entrata in crisi ... e da li ha iniziato a volere il terzo figlio, dopo che lui le ha spergiurato di non averla mai tradita. Quando in realtà l'ha purtroppo tradita dal primo giorno che l'ha conosciuta ...
Mi aveva giurato di non cercare altri figli, e io gli ho creduto ... mi aveva garantito che mi avrebbe informata di una cosa del genere x permettermi di farmi da parte ....
fatto sta che per caso ho scoperto tramite la moglie, che da tre mesi cercavano il terzo figlio, e che la moglie incinta di 4 settimane lo ha perso il giorno di santo stefano.
Ha agito alle mie spalle convinto che gli sarebbe andata liscia ....
mi è crollato il mondo addosso ... lui questo figlio non lo vuole, ne ha già due, ma lei insiste.... mi ha detto che se me lo avesse detto lo avrei lasciato ..... ma come può un uomo decidere di mettere al mondo un terzo figlio se non lo desidera????
Presa dall'angoscia l'ho minacciato di raccontare tutto a lei qualora aspettasse nuovamente un bambino ....
Io mi sento un'idiota ... gli ho dato tutto e in cambio ho avuto solo bugie .... non mi sono mai permessa di metterlo davanti ad una scelta .. mai ... perchè io per prima non me la sarei sentita .....e mi chiedo se sono pazza, o se veramente si può parlare di ossessione .... perchè non è possibile continuare ad amare una persona che si è presa gioco di me in questo modo vergognoso.
Scusate la confusione, ma sono davvero a pezzi ....
Buon inizio d'anno a tutti, ciao

aspasia ha detto...

fatti coraggio Flavia, io mi trovo in una situazione simile...ma non è amore ciò che offende la nostra intelligenza e la nostra dignità...non ricaschiamoci!

Anonimo ha detto...

Fatti coraggio Flavia, io sto vivendo una situazione simile...non è amore ciò che offende la nostra dignità e la nostra intelligenza...non ricaschiamoci.

aspasia ha detto...

Fatti coraggio Flavia...non è amore ciò che offende la nostra dignità e la nostra intelligenza...non ricaschiamoci!

Anonimo ha detto...

ciao Flavia....non tutti hanno la capacità di amare...non tutti sono buoni anche se ho sempre pensato, forse sbagliando, che in questi un minimo di bontà potesse esistere...ma non è così. Tu hai un dono bellissimo...sai amare ..senza aspettarti nulla in cambio...sei una donna molto forte...hai fatto tutto ciò che bisognava fare per quest'uomo...è proprio vero quello che si dice...l'amore vero è sempre quello non corrisposto...

Francesco ha detto...

Cara Flavia la tua storia non mi sconcerta..vivamo in un mondo dove parole come amore, ti amo, sei la mia vita etc. sono abusate..abusate..abusate..la vita ti darà un'altra possibilità..donerai di nuovo perchè il tuo animo è candido e solo chi è capace di donarsi senza nulla voler ricevere ama..solo chi ama il prossimo come se stesso ama..desidera solo la sua felicità perchè in fondo se ami davvero una persona vuoi il suo bene..lui sta bene? E a noi fa piacere..com'è triste la rottura di un rapporto..dormi, ti abbracci, fai l'amore, progetti e poi..ti rendi conto che hai costruito sulla sabbia ed il tuo castello crolla..se pensassimo di più alla morte avremmo sicuramente molta più vita da spendere onestamente..ti auguro e mi auguro ogni bene..Francesco

Antonello ha detto...

Ciao Flavia,
oggi è il 22 luglio del 2008. Mi chiedo se leggerai mai questo post...
La tua lettera mi ha colpito per l'intensità e soprattutto per quello che hai saputo trarre dalla vicenda con quell'uomo: la consapevolezza della tua capacità di amare sinceramente e generosamente, in modo leale.
un'altra cosa: riferendoti a lui non esprimi astio ma dolore per i suoi limiti, se non sbaglio usi il termine pena. Credo che questa sia la cosa più bella che possa dare a te stessa, la capacità di non farti travolgere dal rancore. In fondo questo sentimento, lo conosco perchè l'ho vissuto anch'io, riflette la comprensione della fragilità umana, compresa la nostra. Forse tale consapevolezza può aiutare a vivere le relazioni con più tolleranza, e maggiore predisposizione a legami che tu definisci "puri", io preferisco "importanti".
Mi piacerebbe sapere a distnza di tempo come va la tua vita ora.
Un abbraccio.
Antonello

anto ha detto...

Ciao Flavia,
come va ora? La tua lettera risale a circa due anni fa, mi piacerebbe sapere se sei riuscita a "mantenere la rotta". Se la consapevolezza di avere la capacità di amare in modo generoso e leale è rimasta in te anche a distanza di tempo.
E' molto bello il fatto che non giudichi in modo gratuito il tuo compagno di allora, in fondo mi sembra abbia compreso la sua fragilità. Forse anche grazie alla comprensione della tua.
Ciao, se ti capita di rileggere queste pagine e hai voglia di rispondere...
Antonello

Anonimo ha detto...

Cari amici lettori sono molto preoccupato per il mio attuale stato psicofisico.Premetto che ho 35 anni,figlio unico,sono un giornalista,vivo con mia madre,ed ho perso a seguito di una lunga malattia mio padre circa due anni e mezzo fa oltre che essere stato colpito nel maggio del 2007 da un linfoma .Nel giugno del 2007 ho conosciuto una ragazza che pensavo potesse essere la persona giusta per me;con il tempo ho scoperto(lei solo dopo 2 mesi ne ha fatto parola), che era ancora molto legata al suo precedente fidanzato ,subendo da parte sua continui distacchi ed inconcepibili silenzi ed allontanamenti.A dicembre del 2007 c'è stato quello che sembrava la fine di questa vicenda visto che la ragazza in questione sembrava aver riallacciato definitivamente la sua precedente relazione.Avveniva però che non andando bene il rapporto tra loro due si è verificato un avvicinamento tra noi culminato dopo 5 mesi con dichiarazioni di amore profondo ed affetto nei miei confronti.Tutto ciò è stato disatteso dopo neppure un mese a seguito della conoscenza da parte della ragazza di una persona con cui ha instaurato subito una relazione(colpo di fulmine la sua definizione),fallita dopo un mese.C'è stato un ulteriore riavvicinamento tra di noi e richiesta di chiarimenti sul tipo di sentimento che ci legava(a metà tra affetto profondo ed amore la sua risposta) oltre che l'inizio di una terapia psichiatrica e farmacologica per disturbo da panico a carico della ragazza.Dopo essere partito per un viaggio di lavoro per tre giorni,tornando ho scoperto la vettura di un suo spasimante sotto casa.Immediatamente mi sono sentito soffocare e sono stato colpito da una forte crisi emetica.L'ho allontanata,penso definitivamente,in malo modo ma il fatto che lavori vicino la mia abitazione ed il ricordo dei fatti che le ho appena citato mi causano sbalzi di umore,stati di ansia,apatia e crisi di pianto.Cosa devo fare?

pleiade ha detto...

ciao Flavia,ho deciso di scrivere questo post stasera, poiche' sto vivendo una situazione molto simile alla tua con l'unica differenza che lui non ha figli.Ho fatto un'analisi ( nel mio piccolo) di me stessa, ed ho compreso le ragioni profonde che mi hanno fatto innamorare di lui ovvero: vedere in lui la figura di mio padre ( che beveva ed era violento e che io ho denunciato e quindi si e' separato da mia mamma)e rivedendo in lui mio padre, inconsciamente avrei voluto riscattarmi dimostrandogli l'amore che nella realta' non ho potuto dimostrare... Ho capito questo di me, ed ho capito che anch'io sono una persona capace di amare, comprendere gli altri, ed essergli vicino col cuore... Ma haime' credo che questo "dono" se cosi' lo si vuol definire sia in realta' un'arma a doppio taglio poiche' porta a giustificare continuamente i comportamenti scorretti dell'altro finche' non ti ritrovi in un circolo vizioso di sofferenza e dipendenza, senza sapere come fare per uscirne. Io sto provando ad uscirne non e' per niente facile...ma non impossibile!! Ho imparato che la poesia della vita va vissuta fra le righe del quotidiano, e che la tristezza ed il dolore possono insegnarci veramente tanto...( anche se preferiremmo altri maestri!!!)...un'abbraccio forte Flavia...

Luc ha detto...

pleiade... hai letto "donne che amano troppo" vero??? ;-))

Raffaella ha detto...

questa sera,ho il classico dolore al petto che forse voi conoscete.quella sofferenza interiore,la non rassegnazione della fine di una storia.Purtroppo non deve essere il cuore ma la testa a prevalere.A fine settembre ho chiuso una convivenza di 4 anni con l'uomo che per me ormai era il compagno di vita.Piccola premessa, lui disoccupato, vivevamo del mio stipendio,ma questo non mi è mai pesato, l'avrei rifatto 100 volte.Notavo in lui una sorta di disagio che io attribuivo alla situazione e allo stesso tempo lui confermava con bigliettini scritti quando litigavamo.A metà agosto ha iniziato ad uscire.Senza darmi giustificazioni non tornava il fine settimana.Se provavo a parlargli guardava l'orologio.Tutto questo per 2 mesi.Alla fine non ce l'ho fatta più e gli ho detto di andarsene.Dopo una settimana e diversi atteggiamenti senza senso,vuole tornare ma io non me la sono sentita.Mi è passato sopra come un carro armato,non me lo meritavo,gli ho dato tutta me stessa.Ho letto il libro "Donne che amano troppo" abbiamo poca autostima, ci concediamo troppo....ma se siamo così non vuol dire che le persone se ne devono approfittare.....