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domenica, maggio 09, 2010

QUALE SPECIALISTA PER GLI ATTACCHI DI PANICO ?

sorriso Età:   33
Da circa un anno e mezzo mia suocera soffre di attacchi di panico e con una certa frequenza scoppia in crisi di pianto per la paura di stare da sola. E' una donna giovane(1960), casalinga, non ha problemi finanziari, un marito che la adora e due figli di cui può essere orgogliosa. Ha un carattere pigro, si rifiuta anche di fare una breve passeggiata,non riesce a fare la spesa da sola, ha il terrore di guidare la macchina, è sovrappeso, non ha hobby, ama stare in casa e pretende che anche i suoi familiari non la lascino mai sola. E' in cura presso uno psichiatra che a mio avviso non le è di alcun aiuto poichè interviene solo nel cambiarle il dosaggio dei medicinali ( di cui tra l'altro dimostra una grande dipendenza psicologica, continua a prenderli come prima, quando invece il medico ha dimininuito le dosi). Il medico non la invita mai a parlare, nè le suggerisce una linea comportamentale da seguire. Come possiamo intervenire noi familiari per aiutarla? A quale tipo di specialista dobbiamo rivolgerci?
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Il supporto farmacologico negli attacchi di panico è necessario, ma lo è anche un percorso psicoterapeutico che agisca sia sui sintomi sia su possibili cause. 
Saluti




domenica, marzo 01, 2009

ATTACCHI DI PANICO E FOBIA DA OMOSESSUALITA'

cg90 Età: 18 Salve, sono un ragazzo di 18 anni appena che frequenta l'ultimo anno di liceo, sono simpatico, estroverso, sveglio e intelligente. Naturalmente non si può avere tutto dalla vita, e se ho queste doti postitive, ci sono degli aspetti della mia vita del tutto negativi, mi accingo quindi a riassumere brevemente la mia storia...:
ho avuto un infanzia alquanto traumatica, con una madre che non stava tanto bene, con profondi disturbi psicologici radicati da molto tempo e con un padre che cercava di mediare questi disturbi, anche se identificati come tali, insieme al quieto vivere... non ho mai avuto rapporti di nessun tipo con mia madre. .essa si configurava più che altro come la moglie di mio padre, figura quest'ultima che ho sempre stimato e cercato di imitare in tutto e per tutto... (ah, dimenticavo, sono anche entrambi molto protettivi, ipotizzo perchè sono figlio unico) passano gli anni e io sono un bambino fondamentalmente infelice e insoddisfatto, che presenta tuttavia come sintomi solo un eccessivo attacamento ai propri genitori quando sta lontano da loro (non tanto a scuola ma a casa di altre persone , parenti e non, specie di sera) e con qualche piccola paura dei luoghi chiusi e del buio...fino a quando, a 11-12 anni, poche settimane dopo la morte di un mio zio (non stretto) e pochi mesi dopo la nascita del mio primo fratello, inizio ad avere crisi di panico notturne, quando dovevo andare a dormire, abbandonandomi quindi ad una "semicoscienza"; crisi "sedate" col passare delle settimane, con comportamenti di tipo ossessivo-compulsivo...chiesi io stesso a mio padre, dopo un po' di tempo, di rivolgersi a qualcuno, perchè riconoscevo di non stare bene e volevo risolvere quei problemi. Ho cambiato 3 terapeuti, per problemi di tipo logistico, e ora sto al 5°anno di terapia con l'ultima dei 3 che ho contattato. Riconosco sensibili miglioramenti ed effetti benefici, nonostante talvolta vi siano state incomprensioni, tuttavia ho a volte delle ansie su di me e sul mondo che mi circonda che non riesco a capire se rientrino più nella psicologia o nella filosofia, se ,quindi, patologiche o filosofiche (avevoscritto, tipo per lapsus, fisiologiche :P )
Ritorniamo però all'argomento principale: 1 mese e mezzo fa, però, sono stato molto malato ( mononucleosi) il che mi ha portato ad un isolarmi un po' dal mondo e a rinunciare alla mia vita sociale, il che ha concentrato un po' di più la mia attenzione su me stesso, provocandomi, una sera, un attacco di panico simile a quelli di tanti anni fa (non ne avevo da 5 anni).4 settimane fa, fumando uno spinello mi sentii male (ne faccio un uso abbastanza sporadico) e mi tornarono alla mente, o più che altro al cuore, sensazioni negative che mi sembrava di aver già vissuto in passato, il che mi fece star male per una settimana, e superai la cosa fumando di nuovo uno spinello (venendo meno ai miei "ritmi" medi di uno ogni mese e mezzo)il che non mi provocò nessun effetto negativo, anzi! :P .
da una decina di giorni, però, sono ossessionato dalla paura, dal pensiero di essere omosessuale fino ad oggi, quando si è avuto, credo, l'apice diquesta fobia, e a tal proposito vi fornisco delle informazioni che possono essere inerenti (mi scuso per il disordine ma le scrivo come mi vengono)
- non ho mai avuto rapporti di tipo omosessuale
- ho avuto sempre relazioni eterosessuali di durata abbastanza breve, inquanto ho come paura di innamorarmi e di starci male dopo (cosa che mi ècapitata in passato)
- ho da 2 settimane una relazione con una ragazza
- ho una costituzione robusta, timbro di voce abbastanza basso, buonrapporto con il mio corpo (tranne qualche chilo in più) e con i mieigenitali
- a volte ho (e ho avuto) paura di avere il pene piccolo, cosa che,all'evidenza dei fatti, non è tale
- ho buoni rapporti con individui maschi e femmine
- alle medie ero un po' bollato come gay non tanto per gli atteggiamenti mapiù per la grande sensibità e vulnerabilità, forse per l'invidia del mio profitto scolastico, e per la mia incapacità a giocare a calcio (anche se amo questo sport e nonstante ciò giocavo benissimo a basket, stando nellasquadra comunale)
- al liceo nessuno penserebbe mai che io possa essere gay, sono più chealtro visto come un pessimo imitatore di fonzie di happy days
- ho un'eccessiva cura del mio aspetto fisico (capelli), e anche se pensoche questo possa essere abbastanza effemminato, mi servo di questo aspettoper piacere alle ragazze
- sono vergine
- mi eccito normalmente quando sto con una ragazza e faccio petting (ho fatto cilecca un paio di volte, di cui una nell'ultima settimana)
- mi masturbo vedendo coppie eterosessuali e coppie lesbiche
- ho avuto a volte paura che capitasse l'occasione di fare sesso con una ragazza per una sorta di "ansia da prestazione"
- raramente faccio docce in ambienti comuni maschili (palestra o roba del genere) mi mette un po\' a disagio penso per una sorta di complesso d'inferiorità sopracitato (stabilisco quindi un confronto visivo con gli organi genitali altrui)
- non mi eccitano (almeno credo e spero, sennò non vi scrivevo) gli uomini
- mi eccitano le donne omosessuali
- ho da 2 anni un migliore amico, eterosessuale, che molte volte è l'unica persona in grado di comprendermi ( e i primi tempi facevo fantasieomosessuali, anche se non esplicitamente sessuali, forse perchè un amicocosì stretto non l'ho mai avuto e associavo l'idea a una sorta ditimore-fantasia che ciò dovesse comportare l'omosessualità)
- ho un brutto rapporto con mia madre e da piccolo non mi innamoravo di leima di sua sorella, anche se qualche volta, 3-4 anni fa, mi è capitato disognare di fare sesso con lei
- questa paura dell'omosessualità mi ha assalito una notte, mentre miaddormentavo (momento per me cruciale) in cui sentii una vocina che diceva "forse un po' frocio ci sono"
- mi assale ogni tanto
- ho paura che possa condizionare i rapporti con la mia attuale ragazza,tipo che non mi eccito più
- oggi si è avuto il climax quando su msn un ragazzo (che non ha atteggiamenti gay) mi ha contattato, volendomi chiedere tutt'altra cosa, e io ho fatto la fantasia che volesse chiedermi di uscire con lui
- quando penso a queste cose e faccio dei confronti maschio- donna e sentoqualcosa nei genitali...tuttavia non so da quale delle due cose si aprovocato
- non ne ho parlato con nessuno
Quello che vorrei sapere, quindi è se questa paura è un solito disturbo ossessivo che ora ha assunto il nome di "omosessualità" o se è un'omosessualità recondita che viene a galla.Ho molta paura che sia la seconda ipotesi, anche perchè vorrei ritornare alla mia condizione di 3 mesi fa, quando sembrava che le mie patologie fossero quasi risolte, che ero felice...quando gli omosessuali li sfottevo un po' per gli atteggiamenti ma mi battevo per farli rispettare a livello civile e politico e non li guardavo con timore...
vi ringrazio per la vostra attenzione e per lo straordinario e difficilissimo lavoro che fate
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Lei é in terapia da circa 5 anni, dice, per l’esordio degli attacchi di panico e l’apparizione di sintomi ossessivi.
Perché non ne parla con il/la suo/a terapeuta? Potrebbe essere un ulteriore sintomo che sta venendo a galla e dopo anni di lavoro credo che il suo terapeuta sia il primo a doversene occupare. Intendiamoci, non é che la voglia “scaricare” ma indubbiamente c’é una persona che la conosce molto meglio di quanto possa fare io in una consulenza online, quindi é giusto e sensato che si rivolga a lei.
Dott.ssa Cristina Gugliermetti

domenica, febbraio 01, 2009

ANSIE E PAURE CHE RITORNANO

psyche Età: 31 Buongiorno ho 31 anni. Quando ne avevo circa 21 ho avuto un crollo nervoso, ero stressata per via del lavoro e avevo delle cose del passato da digerire. Un giorno a lavoro mi sono ricordata come per magia di essere stata molestata. Ero fidanzata e l ho detto al mio lui. Da li ho iniziato a non stare bene. Non ricordo quanto tempo dopo mi sono svegliata da un giorno all altro pensando di essere lesbica perchè in addolescenza avevo avuto dei contatti con una mia compagna di classe.Mi sono fissata con questa cosa anche se mi rendevo conto di non avere nessuna attrazione verso le donne. Ho iniziato ad andare da una psicoterapeuta ma non riuscivo a stare meglio. Dopo ho capito o meglio mi è sembrato di capire che forse mi ero fissata su questa cosa perchè il mio rapporto non andava più benee quindi cercavo una scusa per lasciare il mio ragazzo. La scusa era che stavo male e per questo non potevo stare con lui. Ho mollato farmaci e psicoterapeuta ho lasciato il mio fidanzato di allora e ho cercato di stare meglio con l aiutodegli amici. In questi anni l unico disturbo che avevo era quello di controllare e ricontrollare di aver chiuso la porta, spento la stufa, spento i fari della macchina ecc.Purtroppo qualche giorno fa il problema si è ripresentato, (anche ora sono molto stressata per il lavoro perchè c'è aria di licenziamento). Sono fidanzata, innamoratissima. Fino a due giorni fa mi sentivo la persona più felice del mondo. Poi una sera ho iniziato a stare male e ho iniziato a fare mille pensieri finche sono arrivata a fare un associazione e a pensare che mi stava ricapitando la stessa cosa di quando avevo 21 anni. Quindi ho iniziato a stare peggio perchè ho pensato che anche ora il problema era il mio rapporto.Mi sono detta che le cose erano diverse perchè allora il rapporto con il mio ex non era come quello attuale, non ero così innamorata e le cose non andavano bene come con il mio attuale fidanzato. Questi sono i momenti in cui sto bene, però ogni tanto mi viene una forte agitazione e ricomincio a pensare che la causa sia il mio rapporto e mi dispero.. Io vorrei riuscire a risolvere da sola questo problema, ma forse sarebbe meglio rivolgersi a qualcuno. Vorrei un consiglio.
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E' molto probabile che la sua ansia inneschi un meccanismo fobico che le fà aver paura di ciò che nel passato si è presentato con le stesse modalità. Ma non è detto che le cause siano le stesse. Le consiglio di riprendere la psicoterapia
Saluti
Dott. Roberto Cavaliere