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martedì, marzo 31, 2009

ACROFOBIA E KENOFOBIA

Kalanit Età: 25 Soffro di Acrofobia e Kenofobia da sempre. Ricordo infatti che quando ero bambina, nn riuscivo a salire le scale di casa dei miei nonni perchè tra un gradino e l'altro c'era il vuoto. Dovevo andare su a carponi o accompagnata da qualcuno. Tutt'ora mi fanno paura le scale: in prossimità dei gradini riesco a fare solo pochi movimenti limitati e posso salire e scendere solo tenendomi al passamano. Se ci sono delle scale senza protezione, mi è capitato più di una volta di nn riuscire a salire nè a scendere. Così come se salgo su una scala per cambiare una lampadina: arrivatain cima nn riesco più a muovermi, tutto incomincia a girare e ho bisogno diaiuto anche per scendere. Il colpo di grazia di queste due patologie l'ho avuto nel 2006, quando alcuni amici mi hanno portato a fare delle escursioni sulle dolomiti. Giramenti di testa, mancaza di respiro, ansia, pianto irrazionale, fortissima attrazione verso lo strapiombo benchè, mi rendo conto, nn fosse così netto e il sentiero fosse abbastanza largo. Queste fortissime fobie per fortuna nn mi ostacolano nella vita quotidiana, ma anche in questi gg che ho deciso di imparare a sciare sto soffrendo moltissimo, ora per la seggiovia, ora per la pendenza della discesa e anzichè divertirmi provo una fortissima angoscia. Non ho nessun tipo di trauma alle spalle nè nella mia famiglia ci sono casi come il mio. Non c'è un modo per curarmi? Non ne posso più...io mi sforzo lo stesso di affrontare le occasioni della vita ma le vivo davvero male...vi prego se esiste una cura vorrei sapere nei minimi dettaglicosa posso fare e come. Grazie

SOCIALNETWORK E SUICIDIO

A Età: 45 Buongiorno chiedo una consulenza per questo problema.Tramite un socialnetwork mi è stata fatta una confidenza da parte di una persona che ho conosciuto (tra l'altro superficialmente) oltre vent'anni fa.Probabilmente mi ha scelto a caso in quanto ero collegato in quel momento. Mi ha confidato che ha intenzione di suicidarsi e si è dato anche un termine. Non so come comportarmi, ho mandato messaggi di conforto ma più di questo non mi sento di fare. Non sono psicologo, non conosco affatto questa persona e non saprei cosa fare. Ho consigliato di rivolgersi a persone più vicine e ad uno specialista. La persona in questione mi ha detto che lo ha confessato anche ad altre persone. Io sono in preda allo sconforto. Grazie per l'attenzione prestata.
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Ritengo che lei abbia fatto ciò che era nelle sue possibilità. Valuti anche la possibilità che la persona in oggetto voglia semplicemente attirare l'attenzione e non intenda attuare ciò che afferma. Saluti
Dott. Roberto Cavaliere

IL PADRE DEL MIO EX SI E' SUICIDATO

Chiara Età: 22 Gentile psicologo,le scrivo perchè avrei bisogno un consiglio su come comportarmi in una situazione molto difficile.Qualche giorno fa il padre del mio ex fidanzato si è suicidato,ovviamente nonso e non penso neanche si possa sapere la motivazione e la disperazione di untale gesto, si pensa però che siano motivi economici, investimenti sbagliatiper la sua azienda.Ora, io non so assolutamente come comportarmi, se sia giusto o meno mostraretutta la mia disponibilità e il mio affetto al mio ex fidanzato.C'è da dire che siamo stati insieme 3 anni quando eravamo molto piccoli, ioavevo 14 anni e lui 19 siamo stati insieme 3 anni e da allora ne sono passati 6in cui ci siamo visti rarissime volte.Ora lui ha 27 anni e io 22.Abbiamo avuto un rapporto morboso e direi poco salutare pieno di litigate escenate davanti a tutti per la sua gelosia.Quando ci siamo lasciati lui mi ha seguito e ha fatto parecchie scenate pertornare con me. L'amore forte e nello stesso tempo il rancore per il suo comportamento sonosempre convissuti dentro me, tanto che credo per questa esperienza non mi sonopiù lasciata andare ad un sentimento forte con nessun altra persona.Ora, dato tutto quello che è successo non so se è il caso o no di farmi sentirecon lui, anche solo con un messaggio per fargli capire che io ci sono, forse gli servirebbe almeno a cancellare dalla sua testa il fatto che io ce l'abbia ancora con lui, voglio dire di fronte a questo terribile fatto, tutto quellosuccesso in precedenza diventa solo stupidate da ragazzini innamorati. Non so, mi dica lei come comportarmi, oltretutto io sn in partenza per l'inghilterra per qualche mese quindi potrei cmq solo sentirlo.La ringrazio anticipatamente.
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Tutto quello che s'è stato fra lei ed il suo ragazzo non le deve impedire di dimostrargli la sua vicinanza in un momento come questo.
Saluti
Dott. Roberto Cavaliere

PARLATENE DELLA VOSTRA BULIMIA

mery Età: 24 Sono stata bulimica per 4 anni e per me e stato come seper quei 4 anni nn avessi avuto una vita,nn riuscivo nemmeno piu a lavorare,pensavo sempre al mio probema,e poi il cibo era diventato il miotormento e ci pensavo tt il giorno e lo sognavo anche la notte. E poi il vomitomi stava distrugendo vomitavo oltre 10 volte al giorno e la gola ormai era diventata di fuoco,e piu dimagrivo e piu mi vedevo grassa,ed ero intrattabile,poi con l aiuto di specialisti stavo cercando di uscirne anche seera la cosa piu difficile al mondo. Ma la cosa che mi a aiutato ad uscirne estata, quando ho saputo di aspettare mio figlio,ho pensato che se avessicontinuato avrei ucciso anche lui,anche se nn era facile ci sono riuscita,anchese con il cibo cmq nn e che o un ottimo rapporto perche o sempre paura diricaderci,ma poi inizio a pensare all inferno che o passato e mi do forza,soche per uscire da questa malattia e la cosa piu difficile che o dovutoaffrontare,ma so anche che chi come me l avuta e molto semplice ricaderci. Maquando ai una famiglia alle spalle che ti sostiene e ti capisce ti senti molto piu forte e inizi a crederci anche tu che lo puoi superare. Percio per chi ne soffre attualmente il mio consiglio e di parlarne ai genitori o a chi si a piu fiducia perche se gia lo dici anche ad una sola persona vuol dire che gia seiin fase di guarigione,perche in quel momento che ne parli gia stai chiedendo aiuto inconsciamente. A me e servito parlarne perche o capito che era un mostro che nn avrei mai potuto ucciere da sola.Percio parlatene nn nascondetevi perche questo e un mostro che piu seida sola e piu ti uccide giorno per giorno. MERY

BUGIARDO PATOLOGICO

Trilly Età: 35 Buongiorno, sono sposata da 7 anni, e ho 2 meravigliosibambini, ma mio marito è un bugiardo patologico, non posso credere a nulla di quello che mi dice, siano esse cose importanti o banalità prive di importanza, non riesco più a fidarmi di lui e questo ha messo in forte crisi il nostro matrimonio. Vorrei riuscire ad aiutarlo, ma non so proprio come, ho provato con la calma, a spiegargli che per me, e per i bambini, la sincerità è importante, ma nulla, ho provato ad arrabbiarmi e a minacciarlo di lasciarlo e neanche questo è servito.Vorrei provare a trovare uno specialista, ma penso che non ci andrebbe, magari raccontandomi che in realtà ci va.Come posso aiutarlo?Grazie
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Il comportamento di chi “subisce” un bugiardo psicologico prevede tre strategie in tre tempi diversi:
  • Non tollerare assolutamente le bugie, anzi bisogna smascherarle sistematicamente, affrontandone l'onere di farlo, senza nessuna indulgenza.
  • Chiedere al bugiardo patologico l'auto-riconoscimento del proprio stato patologico ed invitarlo a chiedere un aiuto esterno per combatterne cause e sintomatologia.
  • Nel caso che le prime due strategie non siano accettate, prendere in considerazione l'opportunità di “abbandonare” il bugiardo patologico. Spesso questa si rivela l'unica strategia efficace nei confronti di chi è affetto da Sindrome di Pinocchio. Infatti il bugiardo patologico non accetta di rimanere solo.

Dott. Roberto Cavaliere

giovedì, marzo 19, 2009

INTERVENTO TELEVISIVO SU RAIDUE

LUNEDI' 23 MARZO 2009 INTERVERRO' COME ESPERTO SUL TEMA DELLA GELOSIA NEL PROGRAMMA TELEVISIVO DI RAI DUE "L'ITALIA ALLO SPECCHIO" IN ONDA DALLE 14,40 ALLE 16,15.

martedì, marzo 17, 2009

DISTURBO PARANOIDE DI PERSONALITA'

Lilith Età: 29 Vivo da 7 mesi una relazione con un uomo che mi sta letteralmente facendo impazzire. E' ossessionato dal mio passato, ha la pretesa di capire non solo gli avvenimenti ma anche le motivazioni profonde di alcune mie scelte di vita o cambiamenti anche risalenti alla mia adolescenza o ai miei 20 anni (ora ne ho29). Si è figurato la mia vita come sporca ed in merito alle persone che mi sono state vicine (pur non conoscendole) le reputa “feccia” della peggior specie.Compresi i miei genitori che non hanno fatto un buon lavoro e che secondo lui dovrebbero esser sciolti nell’acido. Ritiene che questa situazione lo stia dilaniando e che la colpa sia mia per avergli raccontato cose in maniera spiccia, dice di esser stato traumatizzato e non si fida di me, di chi io possa realmente essere pur riconoscendo (in alcuni sprazzi di lucidità) che questo è l'unico nostro problema perché io a sua detta sono perfetta. E’ proprio questo che lo terrorizza. Mi tartassa di domande via mail, via sms, a voce, per telefono, di notte. Non è mai soddisfatto delle risposte ed addossa colpe e frustrazioni su me.I l suo percorso di vita è stato caratterizzato da un rapporto profondamente conflittuale con la madre, una donna molto ansiosa e piena di paure che hasoffocato i figli per tenerli sotto la campana di vetro lontano dalle angheriedel mondo ed a cui egli attribuisce la colpa di averlo indotto a provarecostantemente senso di colpa nei confronti di tutto e di tutti. Lui dice di odiarla.E' molto rigido verso gli altri e dispensa giudizi pieni d'ira ritenendo chequasi tutto il mondo sia inferiore a lui e che, chi commette errori, dovrebbemorire.Non racconta nulla di se nemmeno a quelli che lui ritiene amici in quanto credeche siano inferiori e non sarebbero in grado di dispensare consigli a lui utilidi cui, tra l’altro, fa volentieri a meno.Sfoga il suo disagio mediante lo sport in cui è molto competitivo ma anchequella della forma fisica sta diventando un ossessione.Nel corso dei mesi la situazione è peggiorata, più risposte ho dato alle suedomande e più il suo malessere è cresciuto. A tratti dice di odiarmi.Ne sono profondamente innamorata ma mi sta trascinando nel baratro giustificando il mio malessere non come proveniente da lui ma come se la vita "mi avesse finalmente presentato il conto". A tratti è dolcissimo ma sempre più spesso distaccato e freddo per via diquanto sopra esposto.Ho provato più volte a farlo ragionare con lucidità ma ogni mio tentativo èvisto come un atteggiamento di attacco nei suoi confronti e mi descrive spesso“dura”, esagerata e menefreghista perché a sua detta non mi rendo conto che il dolore che lui prova e che non merita parte da me e da ciò che ho vissuto primadi trovare lui.Mi minaccia continuamente dicendomi che o trovo le risposte alle sue domandeoppure lo lasci.
Ho sentito parlare di "Disturbo Paranoide di personalità".
Potrebbe esser il suo caso? Cosa dovrei fare?Devo salvaguardare la mia salute e quella di mio figlio di due anni.Come devo comportarmi?E se lui non riconosce di avere un problema?Grazie per l'aiuto che potrete offrirmi.
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Purtroppo non posso farle una diagnosi sul suo compagno via email e senza il consenso di quest'ultimo. Sta a lei invitarlo, in maniera decisa, ad interrompere certi comportamenti nei suoi confronti e a nettere in discussione la relazione. Saluti
Dott. Roberto Cavaliere

LEGGERA DEPRESSIONE

ska Età: 17 Buonasera,mi chiamo sara e ho 17 anni. Credo di avere una "leggera depressione" (se così la si può definire). Sono molto interessata alla psicologia,mi piace cercare di analizzare le persone e spesso mi trovo ad analizzare me stessa,quindi capita che leggo libri su comportamenti e psicologia in generale. E in questi giorni mi sono resa conto che molte delle patologie della depressione sono le stesse che mostro io da forse un paio d'anni. Sarà sicuramente il solito fattore dell'età ma ciò non toglie il fatto che io stia male,che tenda ad isolarmi, sono taciturna, paranoica, negativa, malinconica, ho grandi sbalzi d'umore e capita di pensare a come sarebbe la mia morte.Leggendo sulla depressione mi riconosco in questi punti:
* umore depresso;
* perdita di piacere e di interesse per quasi tutte le attività;
* mancanza di energie, affaticamento, stanchezza;
* aumento o diminuzione significative dell'appetito e quindi del peso corporeo;
* disturbi del sonno (dorme di più o di meno o si sveglia spesso durante lanotte);
* rallentamento o agitazione;
* difficoltà a concentrarsi;
* sensazione di essere inutile, negativo o continuamente colpevole;
* pensieri di morte o di suicidio.
Non riesco a concentrarmi a scuola nè in nessun altro ambito,la notte mi agitoe da circa 2mesi ho incubi tutte le notti; ho attacchi di fame nervosa e mangio anche se mi sento piena; non ho voglia di uscire nè di fare alcuna attività; provo invidia verso la felicità delle mie amiche,mi sento stupida e illusa perciò mi rifugio in pensieri e fantasie. In questi giorni ho perennemente sonno non sopporto niente e nessuno e piango in continuazione. Non ne posso più sul serio ho bisogno d'aiuto ormai... e se ne parlo con i miei non mi capirebbero....ci avevo già provato!
Grazie in anticipo,cordiali saluti.

ABBANDONATA DAL PADRE

sara Età: 18 L'anno scorso ho avuto un periodo orribile dopo la morte del mio unico nonno, dopo 3 mesi di anoressia in cui non riuscivo neppure più ad ingerire una caramella, sono guarita e mi sentivo davvero bene, con accanto un ragazzo che mi ama. quest anno invece mi sento vuota, orribile, stupida nonostante continuo a leggere e informarmi su tutto, antipatica, grassa anche se non voglio iniziare una dieta per paura di poter ritornare anoressica. in sintesi, vorrei morire, ma davvero, perchè nella mia vita non c'è niente di esatto.sono una delusione, un incidente di percorso della vita di due giovani. infatti sono nata fuori dal matrimonio, abbandonata dal padre, ma cresciuta da una madre premurosa.proprio per questo ho paura a fidarmi di chiunque, perchè nulla è più forte dell'amore paterno e se persino un padre mi ha abbandonata, perchè non dovrebbero farlo anche gli estranei? mi perdoni per lo sfogo. la ringrazio per la pazienza. sara

L'AMORE DI UNA SORELLA

anguy Età: 40 EGR. DOTT., HO UN FRATELLO DI 41 ANNI CHE SOFFRE DELFATTO CHE NON ABBIAMO MAI AVUTO UNA FAMIGLIA, IN QUANTO ABBIAMO PERSO LA MAMMA ALL\'ETA\' DI 5/6 ANNI EIL PAP\' A 28 ANNI. ORFANI INSOMMA. LUI NE HA SEMPREFATTO UN MOTIVO DI SFIGA X TUTTI GLI EVENTI DELLA SUA VITA.IO HO SOLO CERCATODI TIRARE AVANTI. IL FRATELLO NEL '96 VIENE LASCIATO DALLA FIDANZATA E NE FAUNA TRAGEDIA, OFFENDENDOLA E NON VALUTANDO MAI QUALI FOSSERO LE VERE MOTIVAZIONI. NELLO STESSO ANNO PURTROPPO MUORE D'INFARTO IL PAPA' E LUI GIA\'IN UN MOMENTO DIFFICILE CADE IN UNA BRUTTA DEPRESSIONE. ME NE ACCOLLO PERSONALMENTE CONTATTANDO UNO PSICHIATRA CHE DOPO TRE VISITE, IL FRATELLO SI RIFIUTA DI VEDERE ANCORA. GLI STO VICINO INVITANDOLO A VIVERE PER TRE GG. ALLA SETTIMANA A CASA MIA, COL MIO COMPAGNO, MA LA SITUAZIONE DIVENTA INSOPPORTABILE IN QUANTO LUI NON AIUTA IN NIENTE, VIENE SEMPRE SERVITO ED E\' LA VITTIMA SFIGATA. SFINITA E SVUOTATA DAL SUO COMPORTAMENTO EGOISTA E ANCHE ARROGANTE XCHE\' MI MALTRATTA VERBALMENTE, LO ALLONTANO. NEL FRATTEMPO SUL POSTO DILAVORO SI INNAMORA DI UNA RAGAZZA DI BEN 16 ANNI PIU' GIOVANE DI LUI. ANCHE LEI REDUCE DA UNA DELUSIONE D'AMORE. DOPO SOLO POCHI MESI FREQUENTA CASA DEI GENITORI DI LEI. DOPO POCHI MESI LEI RIMANE INCINTA. LUI FELICISSIMO, IO MENO XCHE\' INVECE DI PREOCCUPARSI DI COSTRUIRSI UNA FAMIGLIA LORO TRE, VIVONO SEMPRE COI GENITORI DI LEI ED OVVIAMENTE QUANDO NASCE IL FIGLIO, MIO FRATELLO LASCIA IL SUO ALLOGGIO X ANDARE A VIVERE CON LA FAMIGLIA DELLA GIOVANE RAGAZZA ED IL BIMBO. UNICA COSA SPLENDIDA DELLA SUA VITA, MA CHE SI E' RIVELATA NEI DUE ANNI A SEGUIRE UNA TRAGEDIA. IL RAPPORTO ALL'INTERNO DELLA CASA DEI GENITORI DI LEI DIVENTA INSOSTENIBILE, ADDIRITTURA LA RAGAZZA ED IL BIMBO DI MIO FRATELLO, TORNANO A VIVERE AL PIANO SUPERIORE CON LA FAMIGLIA D'ORIGINE DI LEI E MIO FRATELLO VIVE SOTTO IN UNA CAMERA DA SOLO. COME UN EBETE A PARERE MIO. LA SITUAZIONE DEGENERA E LUI TORNA A CERCARSI UN ALLOGGIO DA SOLO. PASSA IL MERC A CENA, IL SAB E LA DOM, A CASA LORO, PAGANDO TUTTA LA SPESA PER TUTTI PERCHE' MANGIA LI'.ASSURDO. LUI E' LEGATISSIMO AL BIMBO STUPENDO. HA REALIZZATO SOLO ADESSO CHE LEI A 24 ANNI NON VUOLE PIU' STARE CON LUI XCHE'\"VECCHIO\". LUI NE STA MORENDO XCHE\' E\' INNAMORATO DI LEI E PER L'ENNESIMA VOLTA HA DI NUOVO PERSO QUELL FAMIGLIA CHE HA SEMPRE DESIDERATO. MI CHIEDE AIUTO, MI MALTRATTA, BEVE SEMPREDI PIU\'. DIMAGRISCE. IL FATTO E' CHE APPARENTEMENTE SI CURA, MI DICE CHE SI FADUE VOLTE AL GG LA DOCCIA XHE\ ' NON SI PIACE. E' INVECE SEMPRE STATO UN BELRAGAZZO.MA NON HA MAI AVUTO CARATTERE, NON E\' MAI RIUSCIITO A SEGUIRE LE SUE PASSIONI CHE SONO MUSICA E TEATRO. E' UN SENSIBILE, UN SENTIMENTALE, CHE NON E' STATO APPREZZATO O FORSE NON HA SAPUTO FARSI AMARE. MI DICE CHE HA PAURA DIMORIRE DI NOTTE DA SOLO E MI DICE CHE HA UN FIGLIO NEL CUORE CHE NON PUO\'VIVERE. MI FA AMMATTIRE L'IDEA CHE GLI POSSA SUCCEDERE QUALCOSA DI BRUTTO E IO SONO SFINITA DA LUI.MA GLI VOGLIO BENE. PER FAVORE AIUTATEMI, DATEMI UN'INDICAZIONE. GRAZIE. ANGUY DA TORINO
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Lei ha messo al centro della sua vita, suo fratello, ma lei come persona, con i suoi desideri e bisogbi dov'è? Spesso, nel tentativo di salvare gli altri, non solo non li salviamo ma perdiamo anche noi stessi. Il modo migliore per aiutare suo fratello è ripartire da lei. Saluti
Dott. Roberto Cavaliere