camilla Età: 41 Ho subìto per molti anni molestie sessuali da parte di amici di famiglia.dai 10-11 ai 18 ho sopportato le mani di persone adulte su di me (e non solo). io pietrificata dalla situazione, ho dato l'impressione "di starci", ma in realtà il mio era puro terrore.quando ho avuto il coraggio di dirlo ai miei, loro non mi hanno creduta e mi hanno imposto di frequentare ancora e con gentilezza quelle persone. ora sono adulta, ma vivo di molte fobie, ossessioni e disturbo di depersonalizzazione.sono in cura da anni da psicologi e psichiatri, ma ancora non ho risolto la questione. Quello che mi farebbe stare meglio sarebbe il poter ottenere giustizia, ma non ho testimoni e i fatti risalgono a più di vent'anni fa.come posso avere il mio riscatto, almeno nei confronti dell'unico rimasto invita? grazie!
Non puoi insegnare nulla ad un uomo, puoi solo aiutarlo a scoprire ciò che ha dentro di sè.
martedì, settembre 01, 2009
SONO INSENSIBILE AGLI ALTRI ?
chiara Età: 14 Gentile Dottore, ho 14 e non sono mai stata una ragazza molto aperta. Da un po' di tempo però mi tormenta l'idea di essere diventata anche insensibile, nel senso che non riesco mai ad essere triste e dispiaciuta "sul serio" per un'altra persona...
Ad esempio se vedo una mia amica piangere, chiaramente non ne sono felice, le dico che mi dispiace, cerco di consolarla e di risolvere il problema...ma non mi sento mai veramente male per lei.Per farle un altro esempio quest'estate sono andata in vacanza una settimana con le mie migliori amiche. Abbiamo incontrato delle persone della nostra età e abbiamo stretto amicizia. Alla fine della vacanza, quando ci dovevamo lasciare,vedevo le mie amiche piangere e abbracciare i nostri amici e mi sentivo adisagio perchè io non mi sentivo così tanto dispiaciuta e non riuscivo a piangere dalla tristezza come loro.
Ero praticamente indifferente.Ho pensato che fosse dovuto al fatto che sono un po' "chiusa" come persona: non sono una di quelle che incontrano una persona e 5 minuti dopo hanno stretto amicizia; non mi piace ballare, nel senso che non mi diverto; se non ho niente da dire sto zitta; a volte sento il bisogno di starmene da sola con i mieipensieri; anche quando sono con altri a volte mi capita di "staccare il cervello" e di cominciare a fantasticare su cose che mi piacerebbe succedessero senza prestare troppa attenzione alla/e persona/e che stanno con me; etc etc... Ho pensato che forse sono così indifferente perchè non riesco astabilire dei legami veri e profondi con le persone e quindi mi è difficileessere dispiaciuta per qualcosa che le riguarda...Lei crede che sia colpa della "asocialità"? Se sì cosa posso fare? Perchèquesta situazione mi mette proprio a disagio, mi sento diversa daglialtri...Questa cosa che non riesco mai ad "aprirmi" completamente con lealtre persone comincia a preoccuparmi seriamente...Vedo le mie amiche cheovunque vanno si fanno degli amici, che hanno mille corteggiatori e cambiandofidanzato come si cambiano le mutande...Mentre io sto sempre con i soliti 4 amici e sono quasi l'unica nella mia classe a non aver mai nè avuto nè baciato un ragazzo (e anche questo mi mette molto a disagio perchè quando le miecompagne raccontano le loro esperienze io non ho mai nulla da dire non avendomai provato questo tipo di esperienze...e continuo a dirmi che un giorno toccherà anche a me ma per ora mi sembra di illudermi soltanto...). Sono anche molto preoccupata per settembre perchè inizierò il 1° anno di liceoe nella nuova scuola non conosco nessuno (non so se sia un bene o un maleperchè in effetti l'idea di cambiare completamente aria e di andare in unposto in cui nessuno mi conosce e nessuno ha pregiudizi su di me mi piace, ma al tempo stesso ho paura di non riuscire a trovare delle persone che mi piacciono). In più avrò quasi 15 anni e probabilmente sarò una delle poche a non aver mai avuto e/o baciato nessuno...Mi chiedo se riuscirò a liberarmi di questa situazione che sta diventando insostenibile...Non riesco mai a capire cosa voglio e se sono felice... A volte mi sembra dichiedere solo un po' di riconoscimento, ma poi mi chiedo se è quello chevoglio davvero..Forse agli occhi di un estraneo questi possono sembrare solo i capricci di una ragazzina che stra attraversando l'adolescenza, ma le assicuro che ci sto male e che mi sento totalmente diversa dalle altre, che mi sembrano molto più sicuredi me... Un'altra cosa: non sono mai completamente sincera con nessuno...In effetti penso che questa sia la prima volta che dico a qualcuno come mi sento veramente...Per farle un esempio alle mie amiche dico che la cosa di non aver mai baciato un ragazzo non mi pesa affatto e che non ci penso mai anche se non è vero (ci penso costantemente, tutti i santissimi giorni, e tutte le serefantastico su delle possibili storie con dei ragazzi)...Oppure, quando quest'estate abbiamo dovuto salutare quei ragazzi che avevamo conosciuto, ho finto di essere molto dispiaciuta anch'io mentre anche quello non era vero...Probabilmente ho scritto un'e-mail parecchio confusa e ripetitiva...
Mi dispiace e la ringrazio se ha avuto voglia di leggerla tutta,Grazie di cuore in anticipo,Chiara
SONO FORSE OMOSESSUALE ?
acquarium70 Età: 39 Salve, ho 39 anni e sono sposato da 7. Fin dall'adolescenza il mio rapporto con la sessualità è sempre stato di tipo "ossessivo". Mi masturbavo spessissimo ma il problema è che ho cominciato a capire che non erano sempre atti legati ad un effettivo bisogno sessuale e che sotto c'era probabilmente qualcosa di più, ovvero la necessità di soddisfare un impulso, di "sfogarmi" in qualche modo. Questa virtualizzazione della sessualità è stata quindi una costante fin da adolescente, per cui credo di aver talmente radicato in me questo atteggiamento da non riuscire più a liberarmene.Continuando in questo atteggiamento infatti, il problema era che le fantasie alle quali ricorrevo per eccitarmi durante la masturbazione non "bastavano" più, dovevo sempre inventare e pensare a situazioni nuove, più trasgressive, per ottenere piacere. A lungo andare, complice anche l'avvento di internet, ho cominciato ad avere anche fantasie omosessuali, forse perchè rappresentano l'ultima "frontiera" della mia immaginazione sessuale.Ho cominciato quindi a guardare filmati di uomini che facevano sesso (sottolineo "sesso", cioè puramente un atto fisico), a immaginare di fare io stesso sesso con uomini che raffiguro sempre come persone dotate, ben fatte e muscolose. Ultimamente mi sono spinto fino a presentarmi in chat come un maschio "passivo" : per due-tre volte mi sono quindi sentito telefonicamente (in maniera anonima) con uomini che mi parlavano come se fossi una donna e mi sono masturbato al telefono immaginando di soddisfare quella persona che mi diceva cose sconce (e dicendole io stesso a lui).Sul momento mi sono eccitato ma poi ho provato vergogna e una sorta di depressione derivata da questa sorta di ambiguità tra la mia sessualità reale e quella virtuale. Quando vivo la mia vita restando sul reale e sul presente, tutto sembra normale: giro per la strada e mi accorgo di guardare ogni bella ragazza che passa, ho rapporti soddisfacenti (anche se non frequentissimi, ma non per mia scelta) con mia moglie, non ho mai provato sentimenti o attrazione fisica per uomini, mi trovo a disagio se devo stare a contatto fisico con uomini in certe situazioni (ad esempio in un ascensore) mentre al contrario, nellestesse situazioni, comincio a "vibrare" se mi trovo in compagnia di donne attraenti. Arrivo a dire che quando riesco a stare completamente sul reale, mi sento sicuro di me stesso e trovo risibile la preoccupazione di poter essere omosessuale. In questi periodi mi capita infatti di avere comunque le suddette fantasie ma si instaura un circolo virtuoso per cui, pur accogliendole, le catalogo come normali e non rilevanti, fino a che diventano sempre più rade. Invece quando la "virtualità" ha il sopravvento si instaura il discorso opposto e incominciano i dubbi : sono forse omosessuale ? Oppure ho sviluppato una sorta di perversione che mi porta a cercare la soddisfazione sessuale solo con la masturbazione entrando in un universo virtuale dove tutto è permesso ? Ho notato che il problema si accentua (al punto da provocarmi grande disagio) in situazioni di grande stress emotivo o quando, per qualche ragione, mi sento "lontano" da mia moglie. In queste situazioni infatti mi risultadifficilissimo stare sul piano reale e la mente comincia aspaziare e a pensare troppo .... Aggiungo che ho sempre avuto una grande insicurezza e problemi nei rapporti con le donne : mi attraevano da morire ma ero convinto che non avrei mai avuto una fidanzata perchè avevo troppa paura diconfrontarmi con loro. Mia moglie è stata (ed è) il mio unico vero rapporto sentimentale e l'unica donna con la quale ho avuto rapporti sessuali.Potete dirmi qualcosa che mi sia d'aiuto ? Grazie infinite
MI MANCA LA VERA ME' STESSA
martina Età: 18 Sono martina e tra poco ho 18 anni. sono una bella ragazza, abbastanza intelligente, ma con dei problemi che ora sono diventati delle zavorre. sono perfettamente cosciente che la maggior parte dei problemi che ho adesso non sono altro che frutto di una situazione di per sè banale, ma che mi ha toccato molto, così tanto da avermi impedito di vivere certe situazioni in maniera positiva. sono nata in un piccolo paesino nel nord italia da una famiglia di agricoltori, mio nonno paterno era un agricoltore, e ora mio padre lo è. mia madre provieneda una famiglia ricca, ed è irlandese. sono stata fortemente voluta dai mieigenitori, e ho un buonissimo rapporto con loro, anche se non è sempre stato così. mia madre mi ha raccontato che quando avevo un anno mi ha portato, su consiglio della mia pediatra, da una psicologa, perchè non avevo ancoracominciato a muovere i primi passi. in studio c'è andata con me e mio padre.mio padre diceva che era colpa di mia madre se io non camminavo, perchè secondo lui lei mi "soffocava", non mi lasciava "crescere", con tutte le sue premure. invece, dalle varie sedute è emerso che mia madre non c'entrava nulla, anzi, che il vero problema non era lei, ma mio padre. mio padre era (ed è ancora) molto stressato dal suo lavoro, in primis perchè gestisce un'azienda molto grande e poi perchè è in società con mio zio, un uomo che purtroppo non ha mai voluto crescere, scaricando tutte le responsabilità sugli altri. miop adre e mio zio litigano spesso perchè mio zio non collabora, se ne frega, econduce una vita fin troppo comoda. molto spesso li sento litigare, e mio padrequando rientra a casa (spesso molto tardi) è nervoso e arrabbiato, oltre chestressato. così era anche a quel tempo, e secondo la psicologa, mio padreinvolontariamente \"scaricava\" su di me le sue ansie, o forse io assorbivoinconsciamente la sua tensione. la dottoressa voleva continuare le sedute conmio padre, ma lui non ha voluto continuare, anche se io, nel frattempo, avevocominciato a camminare. crescendo sono diventata una bambina insicura e moltotimida, con un odio quasi viscerale nei confronti del cibo, che non toccavoquasi mai. gli alimenti che mi piacevano erano pochi, ma anche su quellitrovavo sempre qualcosa da ridire. all\'asilo ho passato bei momenti, e colcibo sembrava che andasse bene, anche se non mangiavo molto; alle elementariperò tutto è cambiato. secondo mio padre avevo dei forti complessid\'inferiorità perchè mi lasciavo prendere in giro dagli altri, che micriticavano perchè avevo una fattoria, perchè mi lasciavo \"mettere i piedi intesta\" dalla mia migliore amica e perchè mi sentivo sempre un gradino sottogli altri. per avere amici mi riducevo a fare da valvola di sfogo, molto spessorinunciando a farmi valere, anche quando venivo presa in giro. poi, per unanno, un ragazzino di tre anni più grande di me ha pensato bene diapprofittarsi della mia ingenuità, sbattendomi contro il muro e tentando dibaciarmi e toccarmi dappertutto. io mi divincolavo e gli tiravo calci, e venivoa casa disperata e impaurita. mia madre, stanca, prese il ragazzino e lo umiliònello scuolabus, dicendogli che se solo avesse cercato di farmi del maleun\'altra volta si sarebbe rivolta al preside. per un po\' ha smesso, ma poi haricominciato. nel frattempo era entrato a scuola mio fratello, di due anni piùgiovane di me, che a suon di pugni aveva saputo mettere al suo posto ilragazzino impertinente. ricordo che rimasi molto sconvolta da quellaesperienza, e per un po’ di tempo nutrii sentimenti di odio verso i maschi..litrovavo solo sporchi.alle medie passai periodi molto brutti. in seconda rischiai di essere bocciata(anche se studiare mi piaceva) perchè ero stanca di tutto e di tutti,continuavo a litigare con la solita migliore amica che continuava a farmidispetti, ce l’avevo col mondo ostile che mi circondava. ma poi, grazie ad unaprofessoressa, che mi fece capire tante cose, cominciai a riflettere..e inun’estate analizzai i miei errori, le mie debolezze, il mio passato. e capiiche ero una persona che aveva il diritto di essere rispettata, di avere delleamiche sincere e una buona media scolastica. e allora diventai quella chevolevo essere: estroversa, simpatica, fiduciosa, grintosa.. misi in chiaro lecose con la mia migliore amica, che non mi trattò più male, e cambiai versoalla mia vita. passai anni meravigliosi.. ma non sempre tutto è positivo..sono sempre stata un po’ più matura delle miecoetanee, eppure non sono mai riuscita ad avere un ragazzo..ed è questo il veroproblema. la mia eccessiva “grinta” impauriva i ragazzi, che mi vedevano piùcome un’amica o presunta tale, che come fidanzatina..oppure ero talmentesfacciata che li facevo scappare come agnellini impauriti. ho provato molte volte a modificare il mio carattere, ma in un modo onell’altro la vera me stessa veniva fuori.. i pretendenti non mi mancavano, maa me non piacevano.. e quelli che mi piacevano mi snobbavano. è sempre statocosì fino a qualche anno fa… quando però, incontrato finalmente il tipo chericambiava i miei sentimenti, non successe che un’amica, invidiosa, corazzassel’intera “squadra” dei suoi amici per farmi mollare la presa. venni insultatapesantemente per una semplice amicizia, e per un bel po’ di tempo, quandoscendevo dalla corriera, venivo chiamata con urla e ghigni “puttana”. fuicostretta a cambiare bus, e per un anno vissi col terrore di essere derisa.. fudavvero brutto. l’unica che mi stava vicino era mia madre, che per poco nonstava per denunciare i bulletti.. avevo paura di tutto, perchè le aggressioniverbali, la vergogna, mi facevano sentire una nullità completa. mi sentivocolpevole per una cosa che non avevo fatto, per un peccato che non avevocommesso. mi tenni distante dai maschi per ancora un bel po’, ferita e delusa.nel frattempo ebbi delle incomprensioni con delle amiche, che purtroppo mifecero passare un altro brutto periodo, da cui non riesco ad uscirne. con lorosi è risolta, perchè abbiamo scoperto che tutto era partito da una ragazza chevoleva mettere zizzania nel gruppo, ma nonostante gli sforzi da parte di tutte,le cose non sono tornate come prima. abbiamo preso delle strade diverse, e,nonostante non sia stato facile accettarlo, abbiamo molto poco da spartire.così ho raccolto il coraggio e sono uscita dal gruppo, supportata da tra uniciamici sinceri.. per staccare la spina sono stata per un po’ in Irlanda, col progetto leonardo, per un mese. è stato difficile, eppure è stata l’esperienza più bella della mia vita..ho conosciuto persone fantastiche e provato esperienze uniche, tanto da soffrire, al ritorno. eppure, nonostante quello,qui a casa non esco più, ho il timore di non incontrare più amici veri. quando vengo invitata mi salgono insicurezze che non facevano più parte di me, misento inadeguata e così rifiuto..cosa mi prende? sembra che i fantasmi del passato si siano impadroniti di nuovo di me.. e coi ragazzi va malissimo. ho tanta voglia di innamorarmi ma non ce la faccio…è una cosa che mi fa paura ecredo che i ragazzi lo capiscano..e mi stanno lontani per questo..sono davveroconfusa, non so che fare, e la situazione mi fa star male. io ho davvero vogliadi ricominciare tutto, ma non so cosa fare..la confusione mi sembra uno spessostrato di nebbia..e io sono stanca di stare sempre a disagio. io non sonoquesta persona.. mi manca la vera me stessa, non so dove l’ho persa.. grazie di tutto. mi scuso per la lunghezza….Martina
HO 55 ANNI E CONTINUO AD ESSERE AUTOLESIONISTA
Marina Età: 55 Sono una donna di 55 anni che si toglie le croste in qualsiasi parte del corpo trovi una ferita. Sono divorziata due volte con 3 figli ormai grandi e lavoro in un ente pubblico. Ho una relazione da 10 anni con un uomo sposato che non ha nessuna intenzione di venire a vivere con me e che forse tutto sommato in questi ultimi anni non ho più voglia di avere accanto come compagno neanche io. All'inizio soffrivo di questa situazione, ora sinceramente sto bene con i miei due figli e non lo vorrei tra i piedi. Soffro di depressione dalla nascita del mio secondo figlio, ma sono circa dieci anni che mi curo con delle medicine e da allora sto bene. Ho letto diversi siti sull'autolesionismo e vedo che ne prendono parte tutte ragazze molto giovani, ma io ho 55 anni e continuo ad essere autolesionista. Fin da bambina mi toglievo le croste, cosa di cui mia madre mi sgridava e di cui si vergognavaquando mi portava al mare. Ho continuato a togliermi le croste per tanti anni, ma ora da due o tre anni mi ci sono accanita ancora di più perchè quando non riesco a togliere con le unghie (che mi mangio insieme alle pellicine) adopero il coltello per aiutarmi a sollevarle. Non provo piacere quando me le tolgo e se non vengono via mi innervosisco molto, ma non mi piace quando mi faccio male o quando esce il sangue, lo faccio quasi per togliere un'imperfezione dalla pelle. Il risultato è che d'estate cerco di mettere sempre gonne lunghe o pantaloni per coprirmi le gambe, le braccia a volte le lascio libere, ma mi vergogno a far vedere le ferite anche perchè tutti mi chiedono cosa ho fatto. E' da circa un mese che, oltre a prendere le medicine, vado anche da uno psicologo, però è ancora presto per trarre conclusioni.Vorrei sapere cosa pensa di quanto Le ho scritto, se ci sono soluzioni e se esistono anche delle altre persone della mia età che hanno lo stesso problema.Grazie
Le ho scritto poco fa della mia storia ma mi sono dimenticata di dire che dopo che ho tolto una crosta il piacere sta nel metterla in bocca e masticarla: è questa la cosa che mi fa più piacere.Grazie Marina
giovedì, agosto 13, 2009
PROBLEMATICHE AFFETTIVE
Betta Età: 26 Ho un dubbio che mi assilla. Sto con il mio primo e unico ragazzo da quando avevo 15 anni. 4 anni fa, durante una profonda crisi, l'ho tradito. Ho subito troncato la relazione perchè ho preferito impegnarmi nel cercare di recuperare la mia storia d'amore con l'unico uomo che avrei voluto accanto per l'eternità. Insieme abbiamo ritrovato la nostra serenità e ora stiamo iniziando a parlare di matrimonio. Non so però se confessare la mia debolezza di allora dando a lui un dispiacere ma anche la possibilità di scegliermi per quella che sono, oppure vivere nel senso di colpa e nell'assoluta certezza che non gli farò mai più un torto simile. Insomma,dovrei essere onesta oppure tacere?
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Rubik Età: 28 Salve, dopo 8 anni di rapporti etero, la mia ragazza ha scoperto di essere lesbica e non può + avere rapporti con me.Ci siamo lasciati da alcune settimane ma il cuore ci spinge prepotentemente a tornare insieme,contro la ragione e il corpo. Potremmo mai tornare insieme? Grazie
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kiara Età: 23 Ho un grosso problema con il mio ragazzo. Lo amo e mi piace molto fisicamente però ha un carattere molto dificile. All'inizio aveva scatti di rabbia ma nella maggior parte del tempo era affettuoso ora invece è sempre nervoso, gli da fastidio tutto e si lamenta di continuo di ogni cosa.Provo a capirlo ad essere affettuosa, ma mi risponde sempre male e mi manca sempre di rispetto, ho provato a lasciarlo ma è insistente perchè ci tiene a me. La situazione mi sta sfinendo, come posso calmarlo?
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Francesca Età: 27 Dopo 2 storie importanti si ripresenta lo stesso identico problema... La noia, non va più bene nulla, non mi ami abbastanza, non mi consideri abbastanza etc... Sono contraddittoria in molti aspetti della mia vita, nel senso che vorrei comportarmi in un certo modo,anche in ambito lavorativo o di amicizie, e poi chissà perchè mi comporto nel modo totalmente opposto. Nonostante ostento sicurezza e carattere credo di non averne molto, di essere insicura e piena di incertezze su tutto. non mi va mai bene nulla e quindi in amore dopo 3/4 anni mi passa tutto, anche l'amore. tanto che a voltemi chiedo se mi sono mai innamorata davvero....
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Irene Età: 35 Gentile Dottore, una semplice domanda. Il mio compagno ha sofferto in precedenza della sindrome che lei chiama "amare troppo".Osservando il suo comportamento nei miei confronti è lampante che continua ad avere gli stessi atteggiamenti con me. Principalmente cerca di cambiarmi. Mi ha conosciuto in un modo, si è innamorato di me per quella che sono, ma con il tempo sta cercando di cambiare ogni mio atteggiamento. Inoltre le faccio prensente che è un uomo molto geloso e possessivo. Quindi la domanda è: se un uomo ama troppo, viene lasciato dalla donna, e ne rincontra un'altra, nonostante abbia capito i suoi errori, ma soprattutto ha capito che "amava troppo.." può cadere nello stesso errore? E se la risposta è affermativa come fortemente credo, come posso aiutarlo? Grazie.
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FOLLIA87 Età: 22 SALVE SN UNA RAGAZZA KE DOPO 5 ANNI DI FIDANZAMENTO HA TRADITO IL SUO RAGAZZO CON UNA PERSONA CONOSCIUTA IN INTERNET TRAMITE CHAT...NN SO PERCHè MA ADESSO NN SO PIU COSA FARE MI SENTO MALE INFATTI STO SOFFRENDODI CRISI ANSIOSE E ATTACCHI DI PANICO... FORSE SOLO ADESSO HO CAPITO KE ERA SOLO UN INCONTRO OCCASIONALE E ME NE SONO PENTITA... VI PREGO VORREI QUALCHE CONSIGLIO PER POTER SUPERARE QUESTA SITUAZIONE MOLTO COMPLICATA GRAZIE.
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doida Età: 28 Salve sono una ragazza di 28 anni volevo capire se c'è speranza con un ragazzo con cui mi sto frequentando......siamo usciti 3 volte insieme la prima volta siamo andati a cena e poi le altre due a farci una passeggiata...abbiamo parlato molto ci siamo conosciuti e lui mi ha detto tutto di lui e del suo passato anche brutto ha sofferto di bipolarismo dovuto all'uso di cannabis ma è anche un fattore genetico, ora ne è fuori....quando lo chiamo viene subito dove sto io etc....però c'è un problema che lui non si vuole legare perchè ha un concorso in veneto e mi ha detto che non vuole illudermi e che non può contraccambiare e che non sa che fare....ma io gli ho spiegato che non ho fretta e che se lui vorrà ci sarò.....poi mi ha detto che mi vuole già bene....devo lasciar perdere? l'interesse c'è ma forse è troppo preso dallo studio....non so.....di fisico non è successo nulla....grazie apresto
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Mario Età: 21 Ciao,i miei problemi sono iniziati da circa 2anni, esattamente da quando mi son lasciato con la mia ragazza, ero molto innamorato,lei dopo pochissimi giorni è andata con un altro,da allora la mia vita è un inferno, sono dimagrito di quasi 20 kg, tutt'ora non riesco a mangiare regolarmente,ho problemi a socializzare, ho attacchi d'ansia e spesso rimango moltissimo tempo a pensare a tutto quello che ho passato,vorrei avere il suo parere. Infinitamente grazie.Mario.
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eliana Età: 31 Sono sposata da 6 anni,ho un bambino,ho perso il lavoro.l'anno scorso ho scoperto che mio marito frequentava un'altra,in teoria l'ho perdonato ma realmente nn l'ho fatto,poi qualche mese fa sono rimasta incinta ma ho perso il bambino che x me rappresentava una rinascita,una speranza di ricominciare una nuova vita. ora a distanza di 1 mese mi rendo conto di non farcela mi sento sola, stanca e non ho piu' la forza di lottare x il mio matrimonio,ne' tantomenno di vivere, cerco di perdere peso ma mi ritrovo a mangiare schifezze perche' non un ho motivo per vivere,vedo tutto nero,vorrei solo morire.se non ho fatto qualche sciocchezza è per mio figlio, ma non credo abbia bisogno di una madre come me,non so cosa fare.
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sole Età: 31 Stiamo insieme da 12nni di cui 3e mezzo di matrimonio, se ne è andato di casa 2giorni fa,dicendomi che ha bisogno di stare solo,è dai suoi genitori(con cui non ha mai legato molto).2mesi fa ha iniziato a dirmi che fra noi c'erano dei problemi,mi ha detto che da circa 1anno e mezzo ha cercato di sitemare le cose,mi vede come la sua migliore amica e la nostra vita si era seduta.e mi ha chiesto come ho fatto a non accorgemene! negli ultimi due anni abbiamo venduto casa, siamo stati 1anno e mezzo nella stessa casa con i suoi genitori intanto che ne stavamo costruendo un altra con l'aiuto dei miei genitori, nel frattempo lui con i suoi, che hanno una ditta di famiglia hanno deciso di smettere l attività e piano piano stanno riducendo il lavoro! è vuoto dentro e non ha più niente da dare mi dice che è un fallito, lo amo come fosse il primo giorno ma lui dice di non amarmi più e di non provare più l attrazione di una volta!! come devo reagire......può essere cosi?mi devo arrendere....
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Invito tutti coloro che presentano una problematica affettiva a porre le domande relative all'inter del forum del sito www.maldamore.it (http://www.maldamore.it/public/FORUM/)
Gazie
Dott. Roberto Cavaliere
Gazie
Dott. Roberto Cavaliere
martedì, agosto 04, 2009
SOLITUDINE: SONO TUTTI IN VACANZA, SONO TUTTI VIA
mgmontenegro Età: 34 Ho bisogno di parlare con qualcuno, la città è vuota, nonce la faccio più , vorrei uscire dal lavoro e poter parlare per ore, giorni e piangere all'infinito ma non c'è nessuno. sono tutti in vacanza, sono tutti via ...
Premessa: Ho 34 anni, da dieci anni sono da sola in Italia, vivo e lavoro a Milano. Ho un lavoro e dei colleghi che mi piace moltissimo. Ho fatto tanta fatica, sacrifici e ho pagato prezzi altissimi ma per quanto riguarda l'aspetto lavorativo non mi posso lamentare.
Mah...Sono esausta, stanca fisica e mentalmente, ; vuota, apatica...non sono neanche l'ombra della persona ch'ero: solare, allegra, felice, propositiva, piena di vita, di sogni; mi sono persa per strada, non mi riconosco allo specchio. Sono diventata acida, incattivita, triste. Ho perso tutti i miei sorrisi, non riesco ad ingranare la marcia e reagire. sono diventata estremamente disordinata, incurante degli adempimenti minimi (bollette,), disinteressata dalle questione ordinario, tipo rinnovo carta d'identità, gestione del conto bancario, ècc..
Vorrei solo rimanere da sola, con il mio lavoro, una mia casetina piccola e basta. Sono peggiorata, mi scendono le lacrime silenziose, mi alzo con attacchi di panico, mi guardo attorno e vedo vuoto...mi costringo a venre al lavoro ...
Mi pento di essere nata ogni giorno, vivo una vita sbgliata, 34 anni a cercare di radrizzare un destino di merda...Ho cominciato ad accumulare odio, ha provare odio ...
Le cose sono precipitate in due momenti precisi e continuano a precipitare: Quando avevo 28 anni in seguito ad una diagnosi di un tumore all'encefalo, completamente sola in quanto il mio fidanzato non era in grado di affrontare la situazione quindi sono diventata forte e ho ingoiato tanto, nello stesso periodo ho scoperto di essere incinta del terzo mese all'uscita dell'ospedale. Di fronte alla risposta negativa del mio compagno, s'è deciso per un'interruzione di gravidanza (da lui non voluta); ho provato ad alzarmi da quel lettino quel giorno, non ho avuto nella forza nel coraggio di fare quello che desideravo veramente. Dopodichè sono crollata in tutto e per tutto, mi ci sono voluti due anni per rimettermi in piedi, girovagavo per la città chiedendomi cosa facevo quà. Mi sono rimessa in piedi, sono andata avanti come un panzer. Mi sono tirata fuori, sono diventata ancora migliore e più di prima, ero piena di speranze,progetti. Ero al top 8 pensavo, in realtà ho solo ingoiato dei rospi piu grandi di me), sei grassa, non sei alta, se dimagrisci sembri più alta...
Il rapporto con il mio fidanzato (di otto anni più grande, 8 anni di cui 6 di convivenza) aveva dei lati deboli, quali passare tutti i week end a a casa dei suoi, oltre lavorare; lavoravo anche per lui per darle una mano, non ho mai festeggiato un compleanno (una cena, un panino ad un bar) in otto anni ma ero consapevole di essere fortemente inamorata, ero conscia del fatto che avrei avuto una famiglia con lui seppur pagando un prezzo altissimo ma ci stavo. Avrei pagato e pagherei qualsiasi prezzo per avere, creare, credere e dare amore ad una famiglia; anche se il personaggio è uno che quando ti sta riportando in dietro dall'ospedale dopo l'interruzione di gravidanza e tu vorresti fermarti al primo Autogrill a mangiare come una disperata ti dice "ma propio non riesce a tratenerti? Devi propio mangaire adesso?" per principio l'avrei lasciato seduta istante, ma con la storia dell'ospedale avevo perso il lavoro, e non avevo dove andare; dopo ho lavorato tanto su "amare e perdonare", quando l'ho perdonato, l'ho amato nuovamente. Dopodichè il nulla, ho deciso di porgere l'altra guancia, sono scesa a tutti i compromessi possibili... L'ho lasciato non perche non l'amassi ma perche non ce la facevo più ... Abbiamo cominciato entrambi ad allontanarci per motivi di lavoro, tanto stress, pressioni, ma s'era parlato ch'era un periodo, ed io aspettavo, aspettavo lui, non ho mai smesso di amarlo lui e i nostri progetti ma gli equilibri ormai erano spaccati. Ho lottato come un'animale per quel ragazzo, per il rapporto ma sapevo che prima o poi avrei perso... mi sembrava di essere ostaggio della teoria del "effetto farfalla" o "sliding doors".Sempre a perdere, a perdere tutto, famiglia, illusioni, tutto ... senza mai avere una bricciola di niente ...
Ora sono solo una perdente, perdente con se stessa, con una vita vuota, zitellona, senza gioia di vivere, che rimpiange tutta la sua vita sbagliata ... Sono crollata e ho fatto diventare anche mia vita un'incubo, sono tornati gli attacchi di panico, la tristezza infinita, la malinconia, l'acidia, lo odio e lo amo.
Amo e odio la mia vita.
Mi trovo a 34 anni che ho fatto tutto sbagliato, non ho una famiglia, e non ho la possibilità in mano di decidere e progettare un futuro che sia mio...qualsiasi cosa mi sembra completamente condizionata, surrogata, di serie b,
Combatto ogni giorno con il ricordo del figlio non avuto e non c'è niente,niente che mi dia un istante di felicità, di serenità, di voglia di vivere. e non c'è mai nessuno ...
Grazie anche solo del tempo che ci dedica per leggerci.
Cordialmente, Maria
lunedì, agosto 03, 2009
FANTASIE SESSUALI
Barby Età: 19 Caro dottore,il mio ragazzo dopo aver saputo che mi masturbo pensando a donne che fanno l'amore è rimasto totalmente scioccato tanto chè quando facciamo l'amore si sente bloccato perchè nel momento che ha l'orgasmo gli vengo in mente io con le mie fantasie e si blocca.
Questa rivelazione sta rovinando la nostra vita di coppia perchè lui quando siamo per strada e guardo una ragazza pensa che lo stia facendo con malizia ma non è così in quanto nella vita reale non sono mai stata attratta da donne e non voglio avere categoricamente rapporti con il mio stesso sesso. Sono attratta dagli uomini fisicamente e sessualmente, infatti la vita sessuale con il mio ragazzo era fantastica e non ho bisogno delle fantasie per raggiungere l'orgasmo o anche solo eccitarmi. Però nelle fantasie e solo nelle fantasie il corpo femminile mi eccita, è come se pensassi cosa sta provando la mia fantasia, invece se fantasticassi su un atto etero mi mancherebbe la penetrazione. Il problema è che il mio ragazzo non riesce nemmeno più a masturbarsi perchè pensa a ma che mi masturbo pensando a delle donne. Io non ho nessun problema con me stessa mi ritengo etero e in vita mia non mi sono mai sentita a disagio a masturbarmi su donne, so chi sono e so cosa mi piace ovvero gli uomini. Ci aiuti La prego, come facciamo a recuperare la nostraintimità?ci tengo a precisare che per me sono solo fantasie che non voglio che accadano nella vita reale.Mi aiuti la prego
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Spesso le fantasie possono creare nella coppia più problemi di atti reali. Non sempre è utile rivelare al proprio partner le proprie fantasie, sopratutto se quest'ultimo è una personalità insicura. Le consiglio di far decantare il tutto, senza più parlarne. Col tempo sarà solo un vago ricordo.
Saluti
Dott. Roberto Cavaliere
TESTIMONIANZE SULLA DIPENDENZA AFFETTIVA
NADIA Età: 33 Salve a tutti, ho 33 anni e credo di avere un problema di dipendenza affettiva. Ho perso mio padre dopo una lunga malattia a 16 anni, non è mai stato un padre affettuoso come nemmeno mia mamma lo è stata. Ho avuto diversi uomini nella mia vita, alcuni che mi hanno amata molto, mi hanno dato quella sicurezza che cercavo e non so come misteriosamente li lasciavo sempre io.Dopo un rapporto di tre anni finito con un tradimento e per la prima volta sono stata lasciata, sono caduta nel baratro della disperazione. In me tutto è cambiato, sono emerse insicurezze, paure, la mia autostima è crollata. Dopo quasi 1 anno da quell'evento ho conosciuto un ragazzo in una chat, ci siamo incontrati e fidanzati. E' iniziato così il mio calvario, lui si è mostrato subito freddo e insensibile nei miei confronti, ha scaricato su di me la frustrazione e la rabbia di un suo precedente rapporto finito male. Sapevo che per il mio bene dovevo chiudere ma non ci riuscivo, mi sentivo come se gli dovessi qualcosa, come se dovessi dimostrare a lui e alla sua famiglia di essere meglio della ragazza che lo aveva fatto soffrire tanto. Ho subito umiliazioni, diffidenza, venivo costantemente messa alla prova. Vivevo nell'incertezza più assoluta, perchè alle domande nelle quali chiedevo chiarezza sui sentimenti le uniche risposte erano la sua aggressività verbale e la durezza verso di me. E' andata avanti così per 5 mesi, tra le mie lacrime e il mio bisogno di conferma che diventava sempre più esasperato. Ora sono riuscita a mollare ma non mi sento sicura, sono nel panico totale, nonostante tutto quello che ho passato mi sembra che andare avanti senza di lui sarà impossibile. Temo il suo giudizio, il giudizio degli altri, della sua famiglia, non riesco più a prendere decisioni per il mio bene e a portarle avanti...sempre lo stesso schema che si ripresenta, come quando ero piccola...essere accondiscendente per meritare l'affetto degli altri, chiedere sempre conferme sui loro sentimenti, quelle "maledette" parole che ricerco furiosamente da lui come dai miei genitori, quel "ti amo", "mi manchi" che non arrivano mai e che per me sono diventati una "ragione di stato".Non riesco a dire di no a nessuno, finito questo rapporto corro il rischio di doverne subito iniziare uno nuovo per paura della solitudine, per scacciare la sofferenza, per riempire quel vuoto che mi porto dentro da una vita...
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MARY Età: 28 E' POSSIBILE GUARIRE DA UNA DIPENDENZA AFFETTIVA E OSSESSIONE VERSO UNA PERSONA? CONOSCIUTO UNA PERSONA DA POCO,VISTO SOL 2 VOLTE, PRIMA DI INCONTRARCI CAPISCO IL SUO INTERESSE PER ME. DOPO GLI INCONTRI SENTO CHE NON GLI INTERESSO PIU', COMINCIO A CERCARLO SPESSO, MI ARRABBIO DEL FATTO CHE NN MI CERCA E LO ACCUSO DI TANTE COSE. NON LO SENTO PER QUASI UNA SETTIMANA BEH SINTOMI ASSURDI DOLORE IMMENSO COME SE VIVESSI UN LUTTO, PIANTI, ANGOSCIA, APATIA. UN DOLORE GRANDE INSPIEGABILE. MI RICHIAMA MA POI NON LO SENTO PER 2 SETTIMANE. LO CERCO IO (DI NUOVO I STESSI SINTOMI)MI DICE CHE STA FREQUENTANDO UNA RAGAZZA ED E' MOLTO PRESO, VORREBBE FARE UNA COSA SERIA. APRITI CIELO ALTRI SINTOMI: NAUSEA, VOMITO, ANGOSCIA. OGNI VOLTA CHE PENSO A LUI E CIOE NEI MINIMI PARTICOLARI, LA CERCA TANTO, VUOLE STARE CON LEI, IN OGNI MOMENTO PENSO CHE STANNO INSIEME, BEH MI VIENE NAUSEA E VOMITO. CRISI DI PIANTO E QUASI PANICO,SCENDE LIVELLO DI CONCENTRAZIONE AL LAVORO (FACCIO ERRORI,VORREI SCAPPARE DAL LAVORO,DIVENTO UN PO NERVOSA,LA GENTE MI PARLA MA IO NON ASCOLTO NESSUNO) QUASI NON VIVO PIU',SENZA DI LUI SVANISCE LA MIA QUOTIDIANITA'.CI SONO NELLA VITA PROBLEMI MOLT PIU GRAVI, MA A ME QUESTE SENSAZIONI SPAVENTANO, NON CE LA FACCIO PIU A STARE COSI, C'E QUALCHE RIMEDIO O DEVO EVITARE CONOSCENZE? CON PIU PERSONE MI E'CAPITATO QUESTO.. PIU SI ALLONTANANO PIU COMINCIA TUTTO QUESTO PANDEMONIO NELLA MIA TESTA GRAZIE!
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Maddalena Età: 35 Buongiorno, dopo anni di "inconsapevole" dipendenza verso il prossimo, ora sto cercando di analizzare la mia situazione perchè ho un grosso desiderio di crescere e distaccarmi da questa mia morbosità verso gli altri. In realtà mi rendo conto che quando tengo ad una persona (amici, fidanzato, famigliari) tendo a voler piacere a tutti i costi, e soffro terribilmente quando dall'altra parte non ho un riscontro. Desidero terribilmente non soffrire più quando una persona a cui tengo non è presente, o non si fa sentire. Vorrei non soffrire più quando sento che un sentimento non è ricambiato allo stesso modo (un'amica che non dice "ti voglio bene" non vuol dire che non mi voglia bene... ne sono consapevole, ma ci soffro comunque).Cosa mi consigliate? Ho già provato con la psicoterapia, ma dopo alcuni colloqui non ne sono uscita soddisfatta. Cosa ne pensate del training autogeno? come si può imparare?Grazie
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Invito tutti coloro che presentano una dipendenza o problematica affettiva a porre le domande relative all'inter del forum del sito www.maldamore.it (http://www.maldamore.it/public/FORUM/)
Gazie
Dott. Roberto Cavaliere
MIA MADRE S'INTROMETTE NELLA MIA FAMIGLIA
federica Età: 34 Da 9 anni mia madre è vedova e da quel giorno vuole vivere la mia vita, nella mia famiglia, si intromette in tutto ciò che riguardala mia privacy, il rapporto con i miei due bambini piccoli che in tutti questi anni hanno visto le litigate, hanno sentito gli insulti che faceva a me e mio marito. Sarebbe troppo lunga da raccontare, ma vivendo in due appartamenti vicini, con la scusa di aiutare economicamente la mia famiglia, si permette di darci dei falliti, di farmi dire che non mi interessa niente dei miei bambini davanti a loro, cerca di farmi litigare con mio marito inventandosi storie. Ha sicuramente dei problemi, ma queste scene le fa solo con la mia e con la famiglia di mia sorella. Fuori con gli estranei è tutta un'altra persona falsa. Ogni giorno di più mi sta portando all'esasperazione, ogni giorno cambia idea, quello che dovevo fare ieri, oggi non va più bene. Sono al limite, mi sta distruggendo psicologicamente.
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