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martedì, giugno 22, 2010

SONO 10 ANNI CHE PIANGO PER LA SOLITUDINE

amy  Età: 27 Buongiorno, Dottore. Le scrivo in una situazion che non saprei neanch' io spiegare. un passato, direi, che forse si vede nei film e una forza che mi si è rivoltata contro. problemi alimentari (anoressia passata a bulimia) dai quali ho creduto di uscirne grazie all'amore del mio fidanzato. problemi che si sono ripresentati quando è deceduto. un primo tentativo di suicidio, che ora come ora direi, non ho portato a termine, per paura , forse del dolore stesso. una seconda relazione, basata sulla violenza e forse in quel momento ho cominciato a concepire l'idea di me, come immondizia. premetto che i problemi alimentari sono cominciati a 14 anni, scoprendo di "essere stata" una gemella. adesso ho una relazione stabile, ma ho tentato il suicidio nuovamente nel mese di aprile, salvata, di nuovo, ma stavolta non dal mio timore, ma dal mio ragazzo. sto conseguendo una seconda laurea e via via, mi chiedo perchè lo sto facendo, comunque non serve, ormai al mondo d 'oggi. spesso non riesco a portare a termine le cose. passo dall'ostinazione assoluta al diniego delle cose. sento che tutto il male, la morte, la violenza,la rabbia, ormai vivono dentro di me a tal punto che non riesco a prendere le cose, anche le più sciocche come tali. sono stata seguita dal punto di vista psicologico, ma ormai, ho abbandonato l'iter, perchè io stessa per alcuni versi, credo che prima o poi riuscirò a quietare questo rifiuto che ho dentro. non ho una specifica domanda, se non, perchè alcune persone sono cosi sensibili da essere quasi schiacciate dalla vita e dalle persone e questo sistema permette che persino cercare un lavoro o essere donna o avere una particolare età, permetta che ogni singolo istante diventi terribile? dovrei vedere nel mio ragazzo adesso, una speranza affinchè la mia vita non sia più velata di un'ombra di morte o di silenzio? perchè, ormai sono 10 anni che non esiste una notte o la mattina, in cui smetta di piangere per la solitudine. grazie.

martedì, agosto 04, 2009

SOLITUDINE: SONO TUTTI IN VACANZA, SONO TUTTI VIA

mgmontenegro Età: 34 Ho bisogno di parlare con qualcuno, la città è vuota, nonce la faccio più , vorrei uscire dal lavoro e poter parlare per ore, giorni e piangere all'infinito ma non c'è nessuno. sono tutti in vacanza, sono tutti via ...
Premessa: Ho 34 anni, da dieci anni sono da sola in Italia, vivo e lavoro a Milano. Ho un lavoro e dei colleghi che mi piace moltissimo. Ho fatto tanta fatica, sacrifici e ho pagato prezzi altissimi ma per quanto riguarda l'aspetto lavorativo non mi posso lamentare.
Mah...Sono esausta, stanca fisica e mentalmente, ; vuota, apatica...non sono neanche l'ombra della persona ch'ero: solare, allegra, felice, propositiva, piena di vita, di sogni; mi sono persa per strada, non mi riconosco allo specchio. Sono diventata acida, incattivita, triste. Ho perso tutti i miei sorrisi, non riesco ad ingranare la marcia e reagire. sono diventata estremamente disordinata, incurante degli adempimenti minimi (bollette,), disinteressata dalle questione ordinario, tipo rinnovo carta d'identità, gestione del conto bancario, ècc..
Vorrei solo rimanere da sola, con il mio lavoro, una mia casetina piccola e basta. Sono peggiorata, mi scendono le lacrime silenziose, mi alzo con attacchi di panico, mi guardo attorno e vedo vuoto...mi costringo a venre al lavoro ...
Mi pento di essere nata ogni giorno, vivo una vita sbgliata, 34 anni a cercare di radrizzare un destino di merda...Ho cominciato ad accumulare odio, ha provare odio ...
Le cose sono precipitate in due momenti precisi e continuano a precipitare: Quando avevo 28 anni in seguito ad una diagnosi di un tumore all'encefalo, completamente sola in quanto il mio fidanzato non era in grado di affrontare la situazione quindi sono diventata forte e ho ingoiato tanto, nello stesso periodo ho scoperto di essere incinta del terzo mese all'uscita dell'ospedale. Di fronte alla risposta negativa del mio compagno, s'è deciso per un'interruzione di gravidanza (da lui non voluta); ho provato ad alzarmi da quel lettino quel giorno, non ho avuto nella forza nel coraggio di fare quello che desideravo veramente. Dopodichè sono crollata in tutto e per tutto, mi ci sono voluti due anni per rimettermi in piedi, girovagavo per la città chiedendomi cosa facevo quà. Mi sono rimessa in piedi, sono andata avanti come un panzer. Mi sono tirata fuori, sono diventata ancora migliore e più di prima, ero piena di speranze,progetti. Ero al top 8 pensavo, in realtà ho solo ingoiato dei rospi piu grandi di me), sei grassa, non sei alta, se dimagrisci sembri più alta...
Il rapporto con il mio fidanzato (di otto anni più grande, 8 anni di cui 6 di convivenza) aveva dei lati deboli, quali passare tutti i week end a a casa dei suoi, oltre lavorare; lavoravo anche per lui per darle una mano, non ho mai festeggiato un compleanno (una cena, un panino ad un bar) in otto anni ma ero consapevole di essere fortemente inamorata, ero conscia del fatto che avrei avuto una famiglia con lui seppur pagando un prezzo altissimo ma ci stavo. Avrei pagato e pagherei qualsiasi prezzo per avere, creare, credere e dare amore ad una famiglia; anche se il personaggio è uno che quando ti sta riportando in dietro dall'ospedale dopo l'interruzione di gravidanza e tu vorresti fermarti al primo Autogrill a mangiare come una disperata ti dice "ma propio non riesce a tratenerti? Devi propio mangaire adesso?" per principio l'avrei lasciato seduta istante, ma con la storia dell'ospedale avevo perso il lavoro, e non avevo dove andare; dopo ho lavorato tanto su "amare e perdonare", quando l'ho perdonato, l'ho amato nuovamente. Dopodichè il nulla, ho deciso di porgere l'altra guancia, sono scesa a tutti i compromessi possibili... L'ho lasciato non perche non l'amassi ma perche non ce la facevo più ... Abbiamo cominciato entrambi ad allontanarci per motivi di lavoro, tanto stress, pressioni, ma s'era parlato ch'era un periodo, ed io aspettavo, aspettavo lui, non ho mai smesso di amarlo lui e i nostri progetti ma gli equilibri ormai erano spaccati. Ho lottato come un'animale per quel ragazzo, per il rapporto ma sapevo che prima o poi avrei perso... mi sembrava di essere ostaggio della teoria del "effetto farfalla" o "sliding doors".Sempre a perdere, a perdere tutto, famiglia, illusioni, tutto ... senza mai avere una bricciola di niente ...
Ora sono solo una perdente, perdente con se stessa, con una vita vuota, zitellona, senza gioia di vivere, che rimpiange tutta la sua vita sbagliata ... Sono crollata e ho fatto diventare anche mia vita un'incubo, sono tornati gli attacchi di panico, la tristezza infinita, la malinconia, l'acidia, lo odio e lo amo.
Amo e odio la mia vita.
Mi trovo a 34 anni che ho fatto tutto sbagliato, non ho una famiglia, e non ho la possibilità in mano di decidere e progettare un futuro che sia mio...qualsiasi cosa mi sembra completamente condizionata, surrogata, di serie b,
Combatto ogni giorno con il ricordo del figlio non avuto e non c'è niente,niente che mi dia un istante di felicità, di serenità, di voglia di vivere. e non c'è mai nessuno ...
Grazie anche solo del tempo che ci dedica per leggerci.
Cordialmente, Maria