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lunedì, ottobre 11, 2010

NON RIESCO A VINCERE I MIEI PROBLEMI

SolamenteIO Età: 30
Gent.mo Psicologo, per fortuna ho trovato un sito in cui una persona come me può trovare un minimo di aiuto.
Vengo subito al punto.
Sono un ragazzo di 30 anni e non riesco a vincere i miei problemi.
Della maggior parte di loro conosco sia gli effetti che le cause, ma non avendo in mano le soluzioni e in altri casi semplicemente la forza di metterle in pratica vivo dei giorni piatti, tutti uguali e senza la pace nel cuore.
Provo ad essere il più sintetico e chiaro possibile.
Vengo da una famiglia particolare, isolata dai parenti con un padre che si disinteressava a me (che poi ho scoperto causati da suoi traumi infantili) (il giorno della mia laurea mi ha addirittura chiesto in che mi laureavo di preciso... fate voi), una madre che avendo subito fin da piccola poche attenzioni ed affetto non è riuscita a non fare altrettanto con me, nel senso che sebbene mi volesse molto bene e si preoccupasse non aveva mai gesti d'affetto o complimenti da farmi.
A causa di ciò ho sviluppato una scarsa affettività e timore dei contatti fisici che ha sempre cozzato con una mia qualche forma di empatia che mi permetteva di capire cosa provavano gli altri ma solo ad un livello logico.
In pratica ho imparato fin dalle elementari ad allontanarmi dalle emozioni e i sentimenti.
Questo mi rendeva strano e quindi allontanato dagli "amici" fino all'età di 20-21 anni.
Fino a quest'età infatto ho passato anni da incubo, emarginato ed incapace di comprendere come cambiare la mia vita perchè non mi vedevo come gli altri, ma li sentivo distanti come visti da una finestra dove mi trovavo a studiare i loro compartamenti per imparare a farmi accettare invece che vivere spontaneamente ed accettare chi, a quel punti, si avvicinava spontaneamente a me.
In questo contesto ho perso occasioni di amicizie e amori enormi.
Finite le superiori decisi di andare all'università perchè la vedevo come un'occasione che mi avrebbe costretto a cambiare.
I primi anni ho cercato di usare una maschera che mi premettesse di amalgamarmi con gli altri (ora mi accorgo che probabilmente era trasparente e quindi inefficace), ma ho anche avuto fortuna incontrando degli amici stupendi che me l'anno fatta togliere poco alla volta e vedendo ciò che c'era sotto non mi hanno abbandonato, anzi...
Qualche anno fa però anno cominciato ad allontanarsi sia da me che tra loro: che una volta laureato tornava a casa, chi ha cominciato una vita diversa per via di nuovi amori, chi ci ha lasciati per sempre e così via.
Mi sto sforzando di fare da collante, ma vedo che non ci riesco.
Nel frattempo anch'io sono tornato a casa ritrovando lo stesso ambiente da cui ero fuggito.
Ora ho degli "amici", li scrivo tra virgolette perchè vedo una superficialità in loro che oramai dopo 5-6 anni mi nausea, ma continuo a tenerli stretti perchè in questo tempo non sono riuscito a farmene altri e loro hanno paura di perdermi perchè (per loro stessa ammissione più o meno velata) senza di me che propongo argomenti e faccio battute non riescono a divertirsi.
Tra l'altro con loro non mi sento libero di essere me stesso e continuo con le maschere.
Non riesco a trovare uno straccio di lavoro sebbene tutti gli studi dove mi propongo di fronte si congratulano con me per le mie capacità e dietro se ne
fregano perchè nonostante mille promesse non mi richiamano.
Ora veniamo al alto più penoso della storia: le donne.
Non ho mai avuto stima di me, vuoi per il mio passato di tonto del villaggio e vuoi per il fatto che non ricevo mai apprezzamenti per i miei sforzi.
Questo si traduce che sebbene molte persone (ebbene si, anche le ragazze) mi ritengano un bel ragazzo, quando mi è capitato (poche volte a dire il vero) che delle ragazze piuttosto carine mi facessero capire di essere interessate a me, avevo paura e facevo finta di non cogliere i loro messaggi fino a che non si stufavano. Analogo discorso accadeva con quelle ragazze che non mi piacevano. Se poi la mossa la dovevo fare io allora le situazioni diventavano le più assurde.
Premetto che non mi sono mai innamorato realmente, ma al limite ho avuto delle infatuazioni.
Insomma se cercavo di farmi avanti avevo quasi degli svenimenti, oltre alle altre cose che possono accadere ai più timidi, e prima di darmi una mossa facevo passare talmente tanto tempo che all fine adottavo la filosovia della volpe e l'uva e me ne disinnamoravo cercandone i difetti.
In parole povere a 30 anni non ho avuto mai una donna.
Che patetico!!!
So che dovrei ricorrere ad uno psicologo, e pure bravo che qui la cosa non è semplice, ma tra la paura di aprirmi di persona e le cose scioccanti che ho sentito su certi psicologi o psicoterapeuti della mia zona, ho paura di peggiorare la mia situazione che è già precaria di suo.
Dico che è precaria perchè perchè è dall'età di 12 anni che penso quasi quotidianamente al suicidio.
Forse dalla lettera non sembra perchè cerco di ostentare una certa sicurezza anche qui, ma in realtà di quello che si vede di me c'è ben poco che sia vero.
Sono arrivato a 30 anni grazie alla fede e alla speranza (anche perchè ho paura di finire all'inferno, il che vorrebbe dire soffrire per l'eternità il che, visto che già non sopporto i pochi anni infelici passati, non mi pare il caso), ma da un'annetto anche la fede mi sta abbandonando, e mi sento sempre più solo e fallito.
Non so che fare, o meglio non so farmi forza per affrontare i miei problemi.
Non so che aspettarmi, o probabilmente non mi aspetto niente, mi sfogo solamente mentre continuo a farmi sbattere dalla corrente degli eventi che non ho la forza di contrastare.
Scusatemi se depresso ancora di più qualcuno.

STO MALE IN SEGUITO AL SUICIDIO DI MIO FRATELLO

sobsob Età: 31
Salve, stò male e ho bisogno di aiuto, qualche mese fa ho perso mio fratello, si è suicidato, non riesco a darmi pace, mi sento in colpa per non essere riuscita a far nulla, non sono riuscita a capire quanto stava male e ora, non c'è più e non posso più fare nulla, non posso dirgli quanto gli voglio bene in più mi sento in dovere verso i miei genitori di tenerli su di morale, di aiutarli in ogni cosa di fare in modo che non sentono la sua mancanza, so che non è possibile soprattutto per mia madre, la perdita di un figlio è una cosa dilaniante per una madre ma io vorrei cercare in qualche modo di farla star meglio, ogni tanto la vedo con lo sguardo perso nell vuoto e non so cosa fare, la lascio stare o la interrompo dai suoi pensieri? Devo essere dura e cercare di farla parlare, fare in modo che si sfoghi o devo lasciar stare e aspettare che il tempo passi? Grazie

MI MASTURBO SU DONNE, TRANS E UOMINI

walter Età: 25
Vi chiedo un aiuto per comprendere una situazione della mia vita che non riesco a comprendere del tutto.
Quando andavo all'università,per 1 anno ho fatto pochissimi esami ed invece di studiare passavo ore davanti al p.c. a masturbarmi su donne,poi trans e infine qualche uomo.Ecco cercavo nel porno le risposte alle mie angosce.
Poichè mi sono sempre piaciute le donne ma non riuscivo a spogliarmi e fare sesso con loro.
Poi,un giorno mi feci coraggio e provai con una donna ma non ebbi erezione.
Da allora in poi catastrofe.Ho passato 1 anno in preda a d ansia e attacchi di panico.
Mi facevo pensieri del tipo:"sei impotente,sei gay,non riesci ad andare con le
donne ect..."
A ciò si accompagnava il fatto che l'università andava male e la mia vita era in declino.
Il fatto che in quei momenti di stress mi masturbavo su trans ed uomini,poichè non riuscivo a studiare,e non so perchè perdevo cosi le mie giornate mi procurò ossessioni inutili su uomini in generale.
Poi con pazienza il tutto si attenuò,incontrai la mia attuale donna,con cui non solo feci la mia vera prima volta,ma tante migliaia ancora(tutte bellissime e
appaganti).
La mia domanda è:Perchè allora ora che ho trovato una stabilità affettiva/emotiva/sessuale in periodi di stress mi tornano alla manete quei pensieri?forse perchè non riesco a perdonarmi quelle cose?Ho sempre puntato alla perfezione nella vita,è questo il guaio?Grazie per la risposta

HO TENTATO IL SUICIDIO MENTRE MIO PADRE STAVA MORENDO

Giada Età: 29
Salve a tutti ..mi kiamo Giada ho 29 anni e voglio parlare di questo dolore ke mi mi stringe la gola e nn mi fà quasi respirare...mio padre e morto il 20/04/2009 con una morte bruttissima,e iniziato con un ictus e x miracolo si e salvato poi un tumore alla viscica ,e gli e l'hanno tolto ,poi un tumore alla tiroide e nn si poteva togliere xkè era ammalato di ictus ,questo tumore gli e diventato più grande di una palla da tennis...e alla fine e scoppiato e tutti i giorni andava in emoraggia .Si vedeva la carne all'interno la pelle ke gli pendeva dal collo e tutto quel sangue,nn riusciva a mangiare a bere .il dottore lo kiamavamo e scappava inorridito x l'impressione,io e mia sorella aiutavamo l'infermiere x la medicazione ,il tumore si era diffuso in tutti gli organi,io ad un certo punto ho tentato il suicidio e sn stata ricoverata x 10 giorni imbottita di pillole mi sn persa gli ultimi giorni cn mio padre e nn me lo potrò perdonare mai!!!!!!!!!!!ora nn mi resta ke piangere ed avere questo rimorso x tutta la
vita .volevo sfogarmi cn voi

MAL D'AMORE

sognatrice disincantata Età: 33
Ho 30 anni e non sono in grado di prendere decisioni
Orfana di padre dall'età di 8 anni ho avuto un lutto in età adulta
Ho creduto di amare una donna all'età di 17 anni ed ho avuto una relazione per 5 anni con un uomo lasciato un anno fa perchè non ero felice da tempo anche se on riesco a non pensare a lui o ad immaginare la mia vita senza lui, ho onosciuto un altro uomo che inizialmente mi ha aiutata e resa felice ed ora
cerco di avere "entrambi"...sotto ogni punto di vista il primo rappresenta la icurezza e l'intesa fisica il secondo la gioia e la spensieratezza. Non iesco a rinunciarvi ho paura di sbagliare e di restare sola, ho paura di aver bagliato tutto nella vita e purtroppo sento di avere un valore solo se ualcuno mi ama e mi chiama anche se nel resto degli ambiti sono una donna utonoma la cosa strana e che non mi sento in colpa di vivere questa doppia ita sò che è sbagliata non la condivido credo che ne verrò punita ma non iesco a fare a meno di nessuno dei due
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flavia età: 33
sono sposata da 8 anni (+ di 3 di fidanzamento). amo mio marito e i nostri figli, ma nonostante questo da 6 anni ho una storia a intermittenza con un ragazzo che mi fa provare emozioni fortissime e con cui ho un'attrazione inspiegabile...lui mi cerca di rado, dato che sono impegnata e lui vorrebbe crearsi una famiglia...ma poi non resiste e ogni volta mi cerca e io cedo sempre. usciamo x uno o due mesi e poi scompare xchè dice che lo assillo...in effetti io lo cerco tanto xchè sento che non si lascia andare anche se vorrebbe...+ volte mi ha detto che anche x lui il nostro legame è speciale e che con nessuna ha mai provato ciò che prova x me...io "sento" che è vero e non lo dice solo x stare con me...anche xchè non ce ne sarebbe bisogno...
ora mi ha appena "lasciata" x l'ennesima volta e non so come fare x levarmelo dalla testa. anche xchè lo voglio ancora, anche se i sensi di colpa e
le sofferenze sono enormi...continuerò così in eterno? aiutatemi...
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morena81 Età: 29
la mia richiesta, e per la persona che ancora amo e che sono stata per circa 5a anni de convivencia e quasi matrimonio, lasciat dallniente solo che in lui si era qualcosa rotto.il mio ex fidanzato di 28anni soffre di questo disturbo,( love addicion). io vorrei sapere se questo problema si puo risolver a trovare un punto d'accordo per portare avanti una relazione, a grandi rasgi mi ha spiegato qualle sono le concequensie, su questo fatto vorrei essere spiegata per bene in cosa consiste...lui mi a lasciata per la su ex fidanzata che lascio 4 anni fa un mese 1 del matrimonio, dicendomi che non l'aveva dimenticata,questo fatto avuto inizio all fine de luglio, con questa ex a durato un mese alla fine agosto lei li ha detto ke non lo voleva più e tornato da me salturaiamente, perche sendo chiara e atratto sessualmente di me, mi ha chiesta splicitamente di vederci solo per questo quando me ne andrò via di casa e questo en un altro fatto io comvivo con lui ancora spero per poco perchè questa situazione e pesante per mè sono stata la sua amante per tutto questo periodo.adesso sarà dalla 15 de settembre ne ha trovato un altra ragazza per la qualle passa ore al telefono come un raggazzino e anche qui dichiara di amarla corre con le parole, la chiama vita mia e altre che adesso non sto a dirle, io nnon loso come una persona puo cambiare facilmente i semtimenti ho va alla ricerca de nuove emozioni, e forse per il disturbo a dire di lui e si,non so se soffre pemso di si per tutto quell poco che mi ha fatto vedere,è che lui e molto bugiardo le bugie sono al ordine del giorno,veramente dottore li chiedo la sua risposta per che io sto male sto cadendo in un depressione brutta e tutto per amore io non loso... la ringrazio e spero la sua risposta saluti.
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kikka Età: 25
Il mio lui mi ha chiesto che al momento vuole stare da solo..al massimo mi consente di sentirlo via sms ma,solo messaggi ''lievi''.
Tutto questo perché,a senso suo,negli ultimi tempi mi sono fatta sentire poco e che,appena lui me l'ha fatto notare,sono ritornata come prima.Ma non é vero!Io sono sempre la stessa!
Stò male a non vederlo..mi ha concesso forse di vederlo ma solo per parlare.Stò male a non sentire i suoi messaggi.Piango spesso!
Penso che,forse,lui me lo vuole fare capire indirettamente che non vuole stare più con me.
MI SENTO VUOTA!!!
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Invito tutti coloro che pongono come richiesta di consulenza online una problematica affettiva o relazionale a porre quest'ultime all'interno del forum del sito www.maldamore.it ( http://www.maldamore.it/public/FORUM/ ) dove si troverà ascolto e sostegno da parte degli altri utenti











mercoledì, settembre 15, 2010

SONO IN UN PERIODO DI CRISI

Max Età: 21
Salve, sono Max e ho 21 anni e sono in un periodo di crisi...Non riesco a prendere in mano la mia vita e non capisco che fare...Ho problemi che magari per alcuni non sembrano tali, e che per me stesso non lo sono stati fino a ora.La prima cosa é che le esperienze con gli altri si rivelano sempre batoste.A cominciare dalle prime cotte a 15 anni, sempre rifiutato, e anche dagli amici che dopo tanto tempo e tante cose importanti dette e passate insieme non si rivelano tali.Perchè gli altri si dimenticano le cose importanti passate insieme?Sono ancora vergine e questo non aiuta la mia autostima e la mia intraprendenza che già prima era poca.E alcuni amici per me molto importanti si sono rivelati solo opportunisti.io sono un tipo socievole, estroverso, non ho problemi a parlare anche con chi non conosco o a fare battute ecc..Tutti mi dicono che sono divertente, bravo, carino, buono con tutti.E forse è proprio questo.Sono forse troppo buono, e fesso, e non riesco a capire se l'amicizia degli altri é sincera o no.E ora che avevo trovato un amico di cui mi fidavo ciecamente si vuole allontanare.Sarà per il mio carattere per bene o ingenuo, sarà perché a 21 anni e con genitori all'antica(hanno una 60 d'anni)e apprensivi tanto da farmi sembrare e sentire un 15enne non aiuta.Sono in crisi perché così sembra che non faccia mai niente di buono.Forse dò troppo agli altri e mi aspetto troppo da loro, forse dò troppo poco e tutti si allontanano..Io non mi sento rinchiuso e infelice.E sono contento delle cose che faccio.Ma certo più libertà e più fiducia mi piacerebbe.e certo questo non aiuta la fiducia in me stesso.Non so che fare.Perché so che i miei genitori fanno tutto per me, ma non posso mandarli a quel paese solo per avere più libertà.Non lo farei mai.E non so che fare con gli amici e le ragazze perchè anche se faccio tutto per loro sembra non se ne accorgano.Aiuto...!

SONO ATTRATTO SESSUALMENTE DALLE MIE CUGINE

hendrix Età: 27
Salve, sono un ragazzo di 27 anni e, praticamente, non ho una vita sessuale.
Da anni ormai non ho stimoli, ho pensato anche che si trattasse di omosessualità latente ma, ad essere sincero, solo l'idea di baciare un uomo mi disgusta, farei molta fatica ad andare oltre!
Una costante nelle mie prestazioni è l'ansia che mi impedisce di avere una erezione immediata, e quando poi avviene faccio anche fatica a mantenerla.
Il mio ultimo rapporto risale a circa tre anni fa: fidanzato da circa tre anni, il sesso andava così così ma andava, alternavo serate di forte eccitazione ad altre quasi spente, poi la fine della relazione che, divenuta troppo seria, mi spaventava; temevo di stare con lei solo perchè riuscivo ormai a fare sesso e non riesco a trattare così una donna.
Successivamente un paio di episodi completamente infelici e, da più di un anno, non tento nemmeno approcci con le ragazze pur consapevole delle occasioni che mi capitano.
Oggi la mia attività sessuale è ridotta alla masturbazione, internet su tutti ma non meno rilevante è l'attrazione che provo verso le mie cugine; a tal proposito ci sarebbero degli episodi legati all'infanzia, alcuni piccoli episodi erotici con cugine ma anche uno con un mio cugino a cui tentai di baciare il pene: non andò a buon fine e non ricordo bene il perchè, questo episodio lo sento importante, mi da come la sensazione di qualcosa in sospeso, molto simile alla sensazione che mi accompagna quando sono con una ragazza che sento che "ci starebbe" e qundi basta solo concludere... come una sensazione di sporco, di disagio. Al contrario le mie cugine mi danno una  fortissima eccitazione, simile a quella che provavo da piccolo in quegli innocenti giochi che consistevano in baci oppure in tentativi di toccar loro il seno (anche se ancora non c'era).
La mia prima volta è stata drammatica: mio padre mi ha portato in appartamento!
Panico, paura! non volevo andarci con mio padre, ma non volevo neanche dirgli
di no così, dopo non aver quasi fatto niente, tornai in auto dove mi aspettava  e gli dissi che era andato tutto bene e la cosa finì li; inutile dire quanto abbia influenzato sul nostro futuro rapporto, ce l'ho con lui ma so che, nelle convinzioni della sua mentalità di forte uomo del sud, pensava di fare bene.
Descrivo ora la mia situazione: a 27 anni vivo ancora a casa dei miei e la cosa non mi rende felice, avrei voluto andare a vivre da solo, anche all'estero per fare un'esperienza, purtroppo però in questi anni di crisi ho sentito il dovere di aiutare economicamente la famiglia; questo mi deprime molto, soprattutto nelle ultime settimane mi sento molto giù e non so quanto resisterò ancora: vivo in una città che non mi piace e vorrei realizzarmi altrove, faccio il muratore, ho un diploma e non mi  mancano le capacità intellettive e fisiche per potermi mettere in gioco, spingere i miei limiti che, oggi, sento molto bassi e non so se siano conseguenza o causa del problema sessuale.
Leggo molto Freud, mi appassiona l'interpretazione dei sogni e alcuni dei miei, secondo la mia analisi, simboleggiano insoddisfazione della vita che sto "vivendo" oggi, come se per me continuare questa vita significhi "non vivere", "accontentarmi di quello che ho", la cosa mi inorridisce e, soprattutto, mi impedisce di vivere sereno, in pace con me stesso e, di conseguenza, con il mondo.
Sperando di non aver scritto troppo, e contemporaneamente di aver scritto tutto, ringrazio in anticipo per l'attenzione e attendo con impazienza la Vostra risposta,  cordialmente Hendrix.
strangename.no@gmail.com (non voglo nascondermi, se qualcuno vuole scrivere per un confronto o altro...)

PAURA DI ESSERE OMOSESSUALE

Cisco99 Età: 21
Spett.le dottore, mi affido a lei per avere una risposta a questo mio disagio che negli ultimi mesi è diventato ossessivo e mi crea ansia e attacchi di panico.
Sono un ragazzo di 21 anni e ed è da Giugno che la mia vita è un'inferno sto male, non riesco più a controllare i miei pensieri. Lo stesso disagio dura ormai da tempo e sto peggiorando giorno dopo giorno, non so con chi parlare, i genitori forse sono l'unica via d'uscita, provato mille volte a dare dei segnali del mio disagio emozionale ma senza risultati, non danno importanza a questa mia situazione perché credono che sia una cosa del tutto normale, dentro di me sono consapevole che non lo è.
Ho cominciato con fantasie che si inserivano nel mio cervello e non volevano andare più via e ora fortunamente non è più così ma questa ossessione di essere omossesuale è rimasta nella mia testa.
Io ho una ragazza e sono fidanzato da un pò di tempo e con lei mi trovo benissimo, in sua presenza sono felice e il sesso è davvero fantastico perchè sento dentro e fuori di me di desiderarla tantissimo.
Mi sono accorto inoltre che mentre sono spensierato e "tengo la mente occupata" sento di tornare a vivere, di essere felice, di divertirmi di essere spensierato ma appena ho un momento di riflessione mi tornano questi pensieri e sto veramente male.
Le ossessioni per fortuna non sono accompagnate da compulsioni ma sono veramente invadenti, sono ossessionato dal fatto di essere omosessuale, non posso più guardare la televisione perché, a volte, scattano pensieri negativi in automatico, io sono del tutto consapevole di essere eterosessuale, ma non riesco a cacciare questa bestia, non riesco proprio.
Amo le donne e le ho sempre amate, basti pensare che quando sono con la mia ragazza ho sempre erozione e invece, ho provato più di una volta a pensare ad un uomo con il pene in erozione e il pene addirittura scendeva, quasi fosse schifato solo dall'idea.
Le ripeto, se non ci penso e vivo spensierato sto bene ma non è assolutamente facile perchè ogni giorno ho questo pensiero e sapendo che può peggiorare non ce la faccio veramente più!!!! Dopo questa spiegazione le volevo chiedere gentilmente le seguenti cose:
- Perchè da un giorno all'altro si sono insidiate nella mia testa questi pensieri?
- Non sono omosessuale vero? NON LO ACCETTEREI MAI!!!!!!
- Lo potrei diventare? Ho sentito dire in giro che omosessuali si nasce??...
- Con chi posso parlare? Non voglio coinvolgere nessuno e come ben può immaginare a chi racconto delle cose del genere?
Ringraziandola per il suo aiuto, le mando un saluto!!

CALO DEL DESIDERIO

fiduciosa Età: 30
Salve da anni ho sofferto di depressione e solo da 1 anno la sto curando con farmaci e psicoterapia.Conseguenza di cio' calo del desiderio.Dopo il primo anno di fidanzamento,nn ho piu' avuto rapporti col mio ragazzo per 3 anni.Il mio ragazzo ha cercato di non farmelo pesare anche se a volte provandoci,io lo rifiutavo sistematicamente.Mi davano fastidio carazze,baci profondi,tutto.Ero poco affettuoso,x nulla passionale.Ora che mi sento pronta x un rapporto sessuale con lui,che è ritornato il desiderio,mi sono sentita dire che ormai,avendoci fatto l'abitudine,non ha piu' voglia di me.Io ho cercato in tutti i modi di avvicinarmi,ma mi ha sempre respinto anche x 1 semplice bacio.Non so cosa fare..non mi ama piu'?non prova attrazione x me visto il troppo tempo trascorso senza intimita'?è 1 abitudine ormai?cosa posso fare?io lo amo e ho paura di perderlo propio ora che ho ritrovato l'importanza e la bellezza dell'amore fisico.l'unica cosa che mi ripete è di aspettare visto che lui con me ha aspettato parecchio,ma almeno lui sapeva che io avevo problemi di depressione,mentre io non so perchè si comporti cosi'.

SE SENTO CHE QUALCUNO E' MORTO STO' MALE

stell.ina91 Età: 19
Salve,
sono una ragazza di 19 anni, premetto che ho diversi problemi, non sò cosa mi
prende a volte mi sento come una bambina ma non riesco ad uscirne, spero che lei possa aiutarmi.
Uno dei miei problemi è che quando nel mio piccolo paese sento che qualcuno è morto sto male, come se poi lo vedo sempre dietro di me a volte non voglio
nemmeno restare da sola in casa,questo è iniziato da quando 3 anni fà è morta la suocera di mia sorella è stato un brutto periodo, non riuscivo mai a dormire avevo paura di restare sola me la vedevo sempre dietro, a volte mi capita ancora ora mi ricordo che una sera non sono riuscita ad addormentarmi perchè sentivo come se lei fosse nella mia stanza come se mi stesse accarezzando il viso, ci sono delle volte che ripensandoci penso di essere una pazza, altre mi ritorna quella paura.
A volte inceve non riesco a dormire perchè mi fisso che non riesco a sentire i miei ed ho paura che non ci siano o che siano morti..non sò davvero come uscirne la prego mi aiuti, ad ottobre dovrei andare all'università a lì dovrei stare da sola in casa, non sò come farò se continuo con questa storia.
La ringrazio in anticipo per l'attenzione.
Cordiali Saluti
Francesca