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mercoledì, gennaio 12, 2011

FORTE E TIMIDA ALLO STESSO TEMPO

Iridescent Età: 18
Salve, sono una ragazza di 18 anni. Il mio problema più grande è... me stessa. Sono continuamente soffocata da paure che sono creazione della mia mente: ne sono consapevole ma non riesco a sbloccarmi. Sono invasa da una paura che mi blocca, mi freno da sola.
Premetto che sono una ragazza molto, molto timida: ho difficoltà a rapportarmi con persone nuove, mi sento sempre giudicata e sbagliata, non all' altezza, inadeguata. Però se supero la timidezza riesco a mostrarmi per come sono.
Spesso mi è capitato che persone mi dicessero "la prima volta che ti ho vista, mi stavi antipatica, sembravi una snob. Poi ti ho conosciuta e in realtà sei tutto il contrario". Una di queste persone è diventata la mia migliore amica, una persona assolutamente fondamentale nella mia vita, oggi. E' come se nel rapportarmi alle persone nuove (il primo approccio, la prima impressione) io attraverso il mio comportamento, inconsapevolmente, mostrassi il peggio di me.
Mi auto-pongo dei limiti. Questo della timidezza è un problema che sto imparando piano piano a superare (da circa 7 mesi), lottando contro di me e convincendomi che non c'è nulla di cui aver paura. Cerco di recitare, e di non far capire la mia insicurezza (succede che mi venga il batticuore anche quando sono in fila per prendere il pane, e sta per arrivare il mio turno, per esempio). Talvolta quando mi trovo in una situazione con gente nuova, non faccio il primo passo e perciò passo per l' antipatica di turno, ma il motivo per cui non lo faccio è che non penso che qualcuno sia interessato a conoscermi o a parlare con me, mi sento come trasparente. Ciò ha portato ad un altro problema, che è quello che mi pesa di più e non riesco a superare, per quanto lotti: ho 18 anni non ho mai avuto un ragazzo, non ho mai baciato, nonostante io venga reputata una bella ragazza. E' un fardello che mi pesa più che altro perché tutti quelli che mi circondano hanno avuto le loro esperienze, e il fatto che io non le abbia avute mi porta a pensare me stessa come 'inferiore': "non posso fare questo, parlare con quell' altro, se non ho mai avuto una storia". Lo so che è una stupidaggine, ma è ciò che il mio cervello è portato a pensare, una chiusura mentale. Forse è perché ho avuto un infanzia splendida, dove non mi è mai mancato niente, ho una madre che mi ama infinitamente e il fatto di fare questo passo rappresenta il distacco da quella fase della mia vita, che ho paura di lasciare. Ma ora la cosa che voglio di più è stare con il ragazzo che amo, da 3 anni. Siamo amici (il nostro rapporto è sempre stato ambiguo fin da quando ci siamo conosciuti:è successo perché lui mi aveva notata e aveva cominciato a scrivermi. Poi siamo diventati amici e da anni c'è questo rapporto strano tra noi, in bilico tra amicizia, affetto, rispetto reciproco, stima e attrazione fisica)andiamo d' accordo e stiamo benissimo insieme, ma questo mio auto bloccarmi mi impedisce di raggiungere ciò che voglio. Abbiamo anche vissuto assieme per 4 giorni, abbiamo fatto una viaggio in Inghilterra per vedere un concerto di musica rock (del nostro gruppo
preferito), un' esperienza fantastica, ma nonostante tutto tra noi non è successo niente. Ora non ci vediamo da 2 mesi perché abitiamo lontano. Io alzo un muro con i ragazzi. Mi sono sentita dire " io ci avrei provato volentieri con te, ma c' era qualcosa in te che, non so, mi respingeva". Per esempio ieri sera ad una festa tre ci hanno provato, e in particolar modo uno: ho rifiutato senza nemmeno pensarci. Perché? Avrei potuto divertirmi un po', ma il fatto di sprecare il primo bacio con una persona che nemmeno conoscevo mi dava fastidio. Il problema è che ho un carattere in fondo forte e coerente, e se voglio una cosa non vado e me la prendo, ma aspetto con infinita pazienza che accada, non scendendo a compromessi. Però è difficile essere così, perché da un lato conseguo il mio obiettivo, ovvero il ragazzo che amo, dall' altro ho perso l' ennesima occasione, ho continuato a tenere il freno, continuerò a pensare "hai 18 anni e non hai ancora baciato nessuno, non puoi permetterti di fare determinate cose".
Io sono forte ma sono umana. Ogni tanto delle piccole cose,delle mancanze, mi distruggono. Ci sto dannatamente male.
Sempre questo ragazzo della festa, con cui ho parlato e fatto conoscenza, mi ha detto "certo che sei complicata, ragazza!" "ma sei seria!". Si sono seria e complicata non riesco a nasconderlo e vorrei non essere così dato che ho 18 anni e vorrei anche SBAGLIARE, ogni tanto. Ma non me lo permetto. Forse il mio problema è questo, prendo tutto troppo sul serio.

sabato, dicembre 25, 2010

HO PAURA DI AVERE DEI PROBLEMI MENTALI

Elisa Età: 25
Buona sera, non ho mai parlato con nessuno finora, ma in questo momento sento di avere seriamente bisogno d'aiuto.
Ho 25 anni e sono una persona molto sola. Non ho molti amici, anzi si possono contare sulle dita di una mano. Non ho mai avuto un ragazzo in tutta la mia vita e lo desidererei tanto. Soffro molto per questa mia condizione di solitudine, ma negli anni ho imparato a nasconderlo bene. Non voglio che le poche persone che mi sono vicine mi vedano come una persona per cui provare pietà o simile, e per questo motivo con loro mi comporto in maniera completamente opposta a quella che in realtà sono, o perlomeno per quanto riguarda alcune cose. E così faccio in modo che nessuno si renda conto di quanto avrei bisogno di una persona al mio fianco. Tutti mi conoscono come una ragazza molto razionale, poco incline ai sentimenti amorosi, fredda. Mentre invece quello che sento nel profondo di me è molto diverso. Nessuno sa che piango di fronte ad un film d'amore, o che fantastico di sposarmi e avere dei bambini, perchè io sempre affermato di non aver bisogno di tutto questo.
Il punto è che quando inizi ad avere una certa età e la tua vita non cambia, e si resta sempre soli, le amiche per quanto possono volerti bene, iniziano a guardati in maniera diversa, e io non voglio che sia così.
Sono molto timida, anzi direi in maniera esagerata.
Quando ero piccola spesso alcuni bambini mi prendevano in giro proprio per questo motivo, o mi allontanavano perchè i miei interessi non coincidevano con i loro. Sono sempre stata un poco diversa. Mi piaceva scrivere e disegnare, e crescendo queste due passioni si sono trasformate in amore per la letteratura e per l'arte. E così, in adolescenza le cose sono peggiorate: non sono stata più vittima di prese in giro, ma comunque trovare qualcuno che condividisse le mie stesse passioni e che non mi ritenesse una ragazza noiosa e antica, è stato davvero difficile.
Perciò ho sviluppato una paura delle persone che, mi rendo sempre più conto, mi sta portando un sacco di problemi relazionali.
Non so che cos'ho. Semplicemente mi vergogno.
Non mi piaccio fisicamente. Cercando di essere obiettiva posso dire di avere un bel corpo, sono magra nel giusto, porto una taglia 42, e ok, non ho un seno enorme ma quello davvero non è un problema. Per quanto riguarda il viso, beh, non sono proprio brutta, e se sistemo bene i capelli posso anche vedermi
carina, però so di non essere bella.
Se sono in giro e passando sento delle risatine e dei commenti strani, penso subito che siano riferiti a me. Ho una paura incredibile di non piacere.
Mi vergogno così tanto. Anche in relazione alla mia famiglia.
Ho dei cugini della mia stessa età o poco più piccoli e loro hanno una vita molto attiva, e soprattutto hanno già avuto molte relazioni, come giustamente è normale che sia in questa età.
E io me ne vergogno. Mi vergogno quando è Natale di stare li in mezzo a loro, con i miei zii che non fanno altro che fare battutine e io a 25 anni non ho ancora uno straccio di vita. Mi vergogno quando a mia madre chiedono di me e
lei deve rispondere che non sono fidanzata. Vorrei sparire.
Mi sento incredibilmente diversa e vorrei essere invece normale, come tutti.
Vorrei avere una vita normale.
Non so da dove iniziare.
Se chatto su internet con dei ragazzi mi fanno tanti complimenti, mi dicono spesso che sono speciale, e mi trattano davvero come vorrei essere trattata nella vita e dal vivo.
Ma appunto, è solo una realtà virtuale. Io non avrei mai il coraggio di mostrarmi, di mandare loro una foto e di incontrarli, perchè sicuramente non proverebbero nessuna attrazione per me e io ne soffrirei ancora di più.
Per combattere questa mia solitudine spesso mi rifugio in fantasie personali; ascolto della musica e immagino di avere tutto quello che non ho, e di essere importante per almeno una persona.
So che questo comportamento non è normale, solo che se non faccio neppure così allora non ho neanche la forza di alzarmi dal letto perchè mi sento questo peso addosso.
Sento un vuoto dentro che mi sta consumando.
Gli anni passano e per quanto nei momenti migliori mi sforzo di pensare che prima o poi cambierà qualcosa, che le cose belle accadono quando meno te l'aspetti, che anch'io avrò la mia possibilità di essere felice, non cambia mai niente.
La mia famiglia sembra non accorgersi di niente; crede che perchè mi mostro forte non abbia nessun tipo di problema.
Non so con chi parlare. Ho paura di avere dei problemi mentali seri.
Mi scusi per lo sfogo così lungo, ma è la prima volta in tutta la mia vita che racconto queste cose a qualcuno, ho sempre tenuto tutto dentro di me. La ringrazio, distinti saluti.
Elisa

domenica, novembre 14, 2010

TIMIDEZZA CON LE RAGAZZE

bob Età: 19
Salve dott. Cavaliere, vorrei illustrarle il mio problema, mi chiamo Alex, e sono un giovane ragazzo di 19 anni, pultroppo, sono terribilmente timido con le ragazze, e questa cosa mi stà facendo letteralmente uscire di testa...
di fatto, sono un bel ragazzo, però ogni volta che conosco, o vorrei conoscere una ragazza, mi blocco, letteralmente. la cosa strana, e che mi comporto così solo esclusivamente con le ragazze, al contrario con con i ragazzi non ho alcun problema, tutte le volte che vado in giro mi metto a parlare e discutere con chiunque, anche con persone mai viste prima, quando di fronte a me ho un uomo, sono molto sciolto e socievole, a volte sono anche un pò troppo impulsivo, rido, parlo, scherzo e discuto con chiunque senza alcun problema, ma non riesco a fare assolutamente la stessa cosa con una ragazza, spesso le evito per timidezza, e se ne incontro una che mi piace, mi invento scuse tipo "tanto non sono alla sua altezza..." o anche se mi decido ad andare, poi mi blocco ugualmente e lascio perdere, perché non ho la minima idea di come attaccare discorso o di cosa parlare... e anche se mi rendo conto che é la ragazza che ci stà provando con me, fuggo, un pò perché non saprei che dirle, un pò per l'imbarazzo di doverci provare avanti ad amici o altra gente.... io sono veramente disperato, e non ne posso veramente più, questa sorta di "blocco" con le ragazze mi stà rovinando la vita... non riesco ad ottenere ciò che voglio, mi demoralizza e mi deprime... non ne posso più..... questa timidezza mi a portato ad avere 19 anni e non aver dato ancora il primo bacio.... la prego, mi dia qualche utile consiglio, gle ne sarei immensamente grato...
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Per uscire dalla sua timidezza le consiglio un percorso cognitivo-comportamentale. Utile si rivela mettere in ordine di "gravità" le situazioni che sono più difficili per la proprio timidezza. Si partirà dalle meno "gravi" fino alle più "gravi". Poi si inizieranno ad affrontarle nello stesso ordine. Man mano che si sarà superata una si passerà alla successiva. Occorrerà pazienza, impegno e determinazione. Gli insuccessi all'inizio saranno probabili, ma non debbono essere di scoraggiamento, ma di stimolo ad aumentare pazienza, impegno e determinazione.
Saluti
Dott. Roberto Cavaliere

lunedì, ottobre 11, 2010

NON RIESCO A VINCERE I MIEI PROBLEMI

SolamenteIO Età: 30
Gent.mo Psicologo, per fortuna ho trovato un sito in cui una persona come me può trovare un minimo di aiuto.
Vengo subito al punto.
Sono un ragazzo di 30 anni e non riesco a vincere i miei problemi.
Della maggior parte di loro conosco sia gli effetti che le cause, ma non avendo in mano le soluzioni e in altri casi semplicemente la forza di metterle in pratica vivo dei giorni piatti, tutti uguali e senza la pace nel cuore.
Provo ad essere il più sintetico e chiaro possibile.
Vengo da una famiglia particolare, isolata dai parenti con un padre che si disinteressava a me (che poi ho scoperto causati da suoi traumi infantili) (il giorno della mia laurea mi ha addirittura chiesto in che mi laureavo di preciso... fate voi), una madre che avendo subito fin da piccola poche attenzioni ed affetto non è riuscita a non fare altrettanto con me, nel senso che sebbene mi volesse molto bene e si preoccupasse non aveva mai gesti d'affetto o complimenti da farmi.
A causa di ciò ho sviluppato una scarsa affettività e timore dei contatti fisici che ha sempre cozzato con una mia qualche forma di empatia che mi permetteva di capire cosa provavano gli altri ma solo ad un livello logico.
In pratica ho imparato fin dalle elementari ad allontanarmi dalle emozioni e i sentimenti.
Questo mi rendeva strano e quindi allontanato dagli "amici" fino all'età di 20-21 anni.
Fino a quest'età infatto ho passato anni da incubo, emarginato ed incapace di comprendere come cambiare la mia vita perchè non mi vedevo come gli altri, ma li sentivo distanti come visti da una finestra dove mi trovavo a studiare i loro compartamenti per imparare a farmi accettare invece che vivere spontaneamente ed accettare chi, a quel punti, si avvicinava spontaneamente a me.
In questo contesto ho perso occasioni di amicizie e amori enormi.
Finite le superiori decisi di andare all'università perchè la vedevo come un'occasione che mi avrebbe costretto a cambiare.
I primi anni ho cercato di usare una maschera che mi premettesse di amalgamarmi con gli altri (ora mi accorgo che probabilmente era trasparente e quindi inefficace), ma ho anche avuto fortuna incontrando degli amici stupendi che me l'anno fatta togliere poco alla volta e vedendo ciò che c'era sotto non mi hanno abbandonato, anzi...
Qualche anno fa però anno cominciato ad allontanarsi sia da me che tra loro: che una volta laureato tornava a casa, chi ha cominciato una vita diversa per via di nuovi amori, chi ci ha lasciati per sempre e così via.
Mi sto sforzando di fare da collante, ma vedo che non ci riesco.
Nel frattempo anch'io sono tornato a casa ritrovando lo stesso ambiente da cui ero fuggito.
Ora ho degli "amici", li scrivo tra virgolette perchè vedo una superficialità in loro che oramai dopo 5-6 anni mi nausea, ma continuo a tenerli stretti perchè in questo tempo non sono riuscito a farmene altri e loro hanno paura di perdermi perchè (per loro stessa ammissione più o meno velata) senza di me che propongo argomenti e faccio battute non riescono a divertirsi.
Tra l'altro con loro non mi sento libero di essere me stesso e continuo con le maschere.
Non riesco a trovare uno straccio di lavoro sebbene tutti gli studi dove mi propongo di fronte si congratulano con me per le mie capacità e dietro se ne
fregano perchè nonostante mille promesse non mi richiamano.
Ora veniamo al alto più penoso della storia: le donne.
Non ho mai avuto stima di me, vuoi per il mio passato di tonto del villaggio e vuoi per il fatto che non ricevo mai apprezzamenti per i miei sforzi.
Questo si traduce che sebbene molte persone (ebbene si, anche le ragazze) mi ritengano un bel ragazzo, quando mi è capitato (poche volte a dire il vero) che delle ragazze piuttosto carine mi facessero capire di essere interessate a me, avevo paura e facevo finta di non cogliere i loro messaggi fino a che non si stufavano. Analogo discorso accadeva con quelle ragazze che non mi piacevano. Se poi la mossa la dovevo fare io allora le situazioni diventavano le più assurde.
Premetto che non mi sono mai innamorato realmente, ma al limite ho avuto delle infatuazioni.
Insomma se cercavo di farmi avanti avevo quasi degli svenimenti, oltre alle altre cose che possono accadere ai più timidi, e prima di darmi una mossa facevo passare talmente tanto tempo che all fine adottavo la filosovia della volpe e l'uva e me ne disinnamoravo cercandone i difetti.
In parole povere a 30 anni non ho avuto mai una donna.
Che patetico!!!
So che dovrei ricorrere ad uno psicologo, e pure bravo che qui la cosa non è semplice, ma tra la paura di aprirmi di persona e le cose scioccanti che ho sentito su certi psicologi o psicoterapeuti della mia zona, ho paura di peggiorare la mia situazione che è già precaria di suo.
Dico che è precaria perchè perchè è dall'età di 12 anni che penso quasi quotidianamente al suicidio.
Forse dalla lettera non sembra perchè cerco di ostentare una certa sicurezza anche qui, ma in realtà di quello che si vede di me c'è ben poco che sia vero.
Sono arrivato a 30 anni grazie alla fede e alla speranza (anche perchè ho paura di finire all'inferno, il che vorrebbe dire soffrire per l'eternità il che, visto che già non sopporto i pochi anni infelici passati, non mi pare il caso), ma da un'annetto anche la fede mi sta abbandonando, e mi sento sempre più solo e fallito.
Non so che fare, o meglio non so farmi forza per affrontare i miei problemi.
Non so che aspettarmi, o probabilmente non mi aspetto niente, mi sfogo solamente mentre continuo a farmi sbattere dalla corrente degli eventi che non ho la forza di contrastare.
Scusatemi se depresso ancora di più qualcuno.