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mercoledì, febbraio 27, 2013

HO PROBLEMI COL CIBO


alesssia Età:   20
Buonasera, sono una studentessa di venti anni. Purtroppo ultimamente mi sono trovata ad avere problemi con il cibo. Mi sento grassa, soprattutto sulla pancia. Sono normopeso ma vorrei dimagrire. Perdere qualche chilo. A Maggio dello scorso anno ho iniziato una dieta e ho perso alcuni chili ma il problema è che adesso non riesco a mantenere il peso desiderato. Sono sempre in ansia riguardo al cibo, è diventato il mio pensiero fisso. Quasi un'ossessione. Inoltre non so piu' riconoscere i sintomi della fame e quando inizio a mangiare mi sembra di non essere mai piena. Vado avanti anche delle ore a mangiare cereali o biscotti, senza riuscire a smettere di fermarmi. Mangio in maniera molto veloce. Non credo di essere bulimica dal momento che non mi provoco il vomito e non faccio uso di lassativi. Ma non so piu' come fare, non riesco a trovare una soluzione al mio problema.
La ringrazio per l'attenzione dedicatami.

venerdì, giugno 04, 2010

BINGE EATING, DIGIUNO E VOMITO

Opera  Età: 18 Non capisco... sono sicura di avere qualche problema, per favore chiaritemi le idee. Fin da piccola mi sono sempre odiata profondamente. Non un odio adolescenziale derivato dal brufolo o da un ragazzo. è il pensiero di me come persona che trovo rivoltante perchè sono tutto quello che non vorrei essere, eppure non sono una ragazza con un brutto passato alle spalle, sola o altro. ho degli amici, dei genitori che per quanto non si sopportino, penso che amino me, ho un ragazzo che mi adora, degli amici, una sorella a cui sono molto legata. dovrei essere felice no? invece il pensiero di me, della mia personalità, del mio modo di fare... mi porta disgusto, fosse per me mi prenderei a sprangate da sola. Nella mia vita non vedo nessun traguardo positivo. Non sono niente di particolare, non ho nessun talento, non sono brava a scuola... sono un fallimento su tutti i fronti. E la mia forza di volontà è inesistente. Non sono capace di affrontare nulla, perdo di partenza perchè le cose difficili non le affronto, io non m'impegno mai. ne sono incapace. A malapena tollero le cose semplici e facili. Eppure vorrei essere diversa,vorrei impegnarmi ed avere dei risultati, vorrei essere perseverante. Ed alla fine l'unica cosa in cui sono persevante da quando avevo 12 anni è il tagliarmi il posto destro ed essere ossessionata dal mio corpo. Che sia binge eating, il digiuno o il vomito o anche il semplice conteggio delle calorie. Ho pensato spesso di suicidarmi, ho anche macchinato spesso il modo in cui farlo ma non ne ho mai avuto il coraggio, tranne che da piccola ma la mia idea di avvelenamento ai tempi era molto fantasiosa e la questione si è risolta con una lavanda gastrica. Cosa c'è che non va? Perchè non riesco in niente?

domenica, maggio 09, 2010

IL MIO DISTURBO E' SIMILE ALLA BULIMIA

Claire Età: 27
Il mio disturbo è simile alla bulimia, con la differenza che non vomito dopo le abbuffate.
La maggior parte della giornata penso al cibo.. cosa vorrei mangiare, progetto
cosa acquistare e quando consumarlo.. non vedo l'ora di avere dei momenti da
sola per poter tirare fuori i sacchetti dal nascondiglio e aprirli.
Nessuno sa di questo mio disturbo, l'ho sempre nascosto molto bene grazie anche ad un fisico sempre in sovrappeso ma mai in modo eccessivo. Ultimamente però sono molto ingrassata e sebbene cerchi di auto-convincermi in tutti i modi a "smetterla" non so bene come fare. La cosa buffa è che mi schifano le persone che mangiano schifezze (tipo cibo da fast-food, dolci in quantità) e soprattutto mi schifa l'obesità. Insomma, "di facciata" sono per il cibo sano, l'attività fisica, e tutte le cose ad esse correlate; ma purtroppo, di fatto, di nascosto, sono esattamente come le persone da cui sono schifata.
La cosa peggiore è che non riesco a trovare quella molla che mi aiuti a "cambiare testa": il pensiero di dimagrire e di diventare "quella che sono"
(perchè mi sento come "intrappolata" in un corpo estraneo, brutto e grasso)
battono costantemente nella mia testa ma, alla prova pratica, tutti i tentativi
falliscono pateticamente.
Perfino la dieta che ho seguito con un nutrizionista, e che mi ha dato grandi risultati (non so dove avessi trovato la forza di seguirla) l'ho "mollata" per cedere ad un'abbuffata dopo 8 mesi di "perfezione alimentare" e da allora non sono più stata capace di riprendere quella strada (per vergogna non sono più tornata dallo specialista).
Il vedere il continuo e persistente martellamento di immagini di donne magre,
bellissime e sportive alla tv, sui giornali, nella vita reale tra le mie amiche
(ma come fanno ad essere tutte magre senza negarsi mai nulla? ed è così, perchè mangio spesso con loro e vedo quello che mangiano, conosco le loro giornate e non c'è attività fisica), invece di stimolarmi mi fa cadere nel processo inverso: moltipicare le abbuffate e ingrassare - e questo purtroppo è un meccanismo che mi accompagna in tutte le cose della vita: per esempio, se un amico finalmente si laurea, anzichè impegnarmi per raggiungere lo stesso
risultato, io smetto di studiare per mesi.
Il mio compagno è molto sportivo ed estremamente rigido nell'alimentazione:
invece di seguire il suo esempio e il suo regime alimentare, io mi
innervosisco, mi arrabbio, poi lo imito quando sono con lui, e mi abbuffo del
peggio quando sono sola.
Lui non mi può aiutare perchè non riesce a capire che quando scatta la
\"crisi\" mi sento come in trance, non riesco a controllarmi; lui, persona con
una ferrea volontà (quasi estremo nel raggiungere i suoi obiettivi), non riesce
proprio a comprendere la mia difficoltà, che interpreta come mancanza di
costanza.
Oggi, con grande sforzo di volontà e con il pensiero comunque sempre rivolto al cibo, sono riuscita a resistere a tutti gli impulsi e mangiare correttamente...
ma temo per domani...
In passato ho tentato una terapia con due diverse psigologhe, ma purtroppo entrambe hanno ritenuto questo problema di secondo piano rispetto a quello principale (la tendenza depressiva causata dalle molestie subite nell'infanzia) e non mi hanno aiutato a trattarlo.
Spero possa darmi un consiglio pratico, che non sia solo l'invio a un terapeuta; la ringrazio molto.
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Le sugggerisco come 'consiglio pratico' di seguire una psicoterapia cognitivo-comportamentale che mira a curare la sintomatologia e non apprfonodisce dinamiche individuali passate.
Saluti

sabato, agosto 01, 2009

ABBUFFATE COMPULSIVE (DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA)

mara87 Età: 21 Buongiorno,Sono una studentessa di 21 anni. Dal primo anno di liceo soffro di disturbi alimentari, in particolare di abbuffate compulsive che a volte degenerano in bulimia nervosa. Non riesco a parlare del problema con nessuno, neanche in famiglia perchè credo che tutto abbia avuto origine proprio da essa a causa di continui commenti sul mio fisico fin dall'infanzia, nonostante fossi normopeso. Essendo già insicura di carattere la situazione in famiglia ha solo peggiorato il mio stato d'animo. Col tempo però a causa dei miei disturbi sono ingrassata, ho avuto alti e bassi per anni e adesso la ferita non si è ancora rimarginata. Ogni volta mi prometto che è l'ultima, invece ci ricado sempre soprattutto quando sono a casa da sola, senza i miei genitori. Non ho voglia di uscire , non riesco a parlarne con nessuno. Il fatto strano è che, studiando fuori sede, sono fuori la maggior parte dei mesi dell'anno e quando non sono a casa mi sembra di rinascere e non mi capita mai di abbuffarmi. Ma come torno a casa torna tutto come prima. Non so cosa fare. è difficile e mi sembra di non poterne uscire...Vorrei riuscire a guarire, anche se a volte sento di non potercela fare. Ogni volta mi prometto che è l'ultima, ma ci ricado sempre. è possibile guarire da soli? Grazie della disponibilità.
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carpediem Età: 18 Mia mamma è la mia migliore amica, mi riempie di affetto in modo giusto. con mio papà litigo spesso e non riesco molto spesso a creareun vero dialogo. ho un buon numero di amici, non so quanto possa definirli veri, però con loro mi trovo abbastanza bene.ho avuto un ragazzo carino, per il quale, una volta finita la relazione ho sofferto molto. ora sembra mi sia passata. vivo in una bella casa, di una bella cittadina, sono coperta di attenzioni, di amore, e di bei regali. mi vesto alla moda, sono molto carina, e ne sono consapevole, timida ma simpatica, romantica e sognatrice. frequento il liceo e vado bene, certo non sono una secchiona, ma non posso lamentarmi. nonostante chi mi vede da fuori pensi che io abbia una vita quasi perfetta, ho un problema per il quale soffro molto. dipendo dal cibo. penso molto spesso ad esso. quando mangio sono contenta e mi sento bene. spesso però mi capita di abbuffarmi con tutto ciò che ho a portata di mano.questo mi sta creando problemi perchè sto ingrassando e spesso mi sento uno schifo, mi vedo grassa e orribile, non all'altezza. vorrei mettermi a dieta,ma appena cerco di alimentarmi in modo idoneo ricasco nel vortice del cibo, il quale occupa gran parte dei miei pensieri, anche di notte, quando studio,quando sono in compagnia. non vomito mai e non assumo metodi di ricompensazione per perdere peso. sono sempre stata una buona forchetta, ma mai a questi livelli come nell'ultimo anno, durante il quale ho assunto 10 kili. secondo lei si può parlare di disturbo alimentare? è giusto se mi preoccupo? ho iltimore che se lo dico ai miei genitori, che il mio potrebbe essere un disturbo alimentare, loro non mi credano o lo sottovalutino. io però sono stanca di dipendere dal cibo. voglio avere con esso un buon rapporto. la prego mi dia lei un consiglio. grazie. mi scuso per un'eventuale forma scorreta di scrittura causata dalla fretta e dall'imbarazzo.

venerdì, maggio 22, 2009

ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA E VOMITO

occhiblu Età: 23 In presenza degli altri faccio un'alimentazione correttissima... Ma quando sto da sola è una tragedia. Mangio di tutto, senza controllo, dal dolce al salato, dagli avanzi a qualcosa che preparo appositamente. Durante queste performances non godo per niente del cibo cheassumo, ma avverto un forte senso di vergogna. Mi viene quasi da piangere, ma sento di non riuscire a smettere. Vado in bagno e vomito. Mi premo le dita suuna linguetta che sento all'inizio dell'esofago, in gola... Ultimamente anchesenza aspettare che si svuoti casa.I miei non ci fanno manco più caso. Mio padre mi ha sempre vista grassa, mia madre non se ne frega proprio,2 anni fa ledissi che era un po'che avevo cominciato a indurmi il vomito, più volte le ho pianto i miei disagi addosso, ma lei ha interpretato tutti questi segnali come capricci momentanei. Non posso colpevolizzarla perchè sono pure grossicella e lei è una donna che lavora molto.In ogni caso soffro di questo disturbo da più o meno 3 anni,quasi tutti i giorni.Tutte le settimane.Ho un disperato bisogno di consigli per smettere, ma anche di informazioni, più che sulle conseguenze fisiche del mio disturbo ( di cui ne ho già tante provesu me stessa), su come porre rimedio agli effetti collaterali di quello che mi sono fatta finora. Basta smettere per ritornare a digerire bene? Io faccio tanto sport, vado a correre la sera, faccio danza, ma nonostante questo non riesco a dimagrire. Ho provato anche abinando tutto ciò a una dieta. Dopo 1 mese di dieta, senzaperdere peso, è subentrato l'avvilimento e sono ricaduta nel vizio delleabbuffate con vomitate al seguito. La mia richiesta è come smettere. Come guarire l'esofago, come velocizzare la digestione.