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giovedì, aprile 24, 2008

DRUNKORESSIA

Il termine drunkoressia è stato inventato dai giornalisti del “New York Times” anche se non è ancora riconosciuto dalla medicina ufficiale. Il termine indica un nuovo anomalo e pericoloso comportamento alimentare diffuso fra le adolescenti: mangiare poco fino ad arrivare anche a digiunare per poter assumere forti quantità di alcolici. Lo scopo di tale comportamento è duplice:
dimagrire
farsi accettare dal grupppo dei pari, in particolare i maschi la cui assunzione di alcolici è legata al divertimento ed alle emozioni. A tal riguardo, pare che i maschi siano particolarmente interessanti le ragazze che assumono comportamenti pericolosi e trasgressivi.
La drunkoressia viene considerata una variante dell'anoressia, ben nota a tutti, ma con una variante di fondo: assumere alcolici, a differenza dell'anoressia, significa assumere calorie, quindi si rinuncia al cibo per poter bere maggiormente.
Vediamo le analogie con l'anoressia:
rifiuto drastico del cibo
diminuzione di peso
uguali criteri diagnostici.
Per quanto riguarda quest'ultimi è necessario rilevare se l'Indice di Massa Corporea (IMC) è calato sotto 17,5 e se è presente amenorrea. L'IMC si ottiene dividendo il peso in chili per il quadrato dell'altezza in metri. L'indice normale nelle donne è tra 19 e 24,5.
La volontà di dimagrire non è fine a sé stessa come nell'anoressia ma è strumentale all'assunzione di alcol. Le ragazze possono non riuscire ad assumere alcolici quando hanno cibo nello stomaco, quindi digiunare è necessario per poter bere. Inoltre nell'anoressia per continuare a dimagrire è necessario mettere in atto altri comportamenti, dopo aver assunto piccole quantità di cibo, quali: autoinduzione del vomito, uso di lassativi, logorante attività fisica. Al contrario l'assunzione di alcol, grazie alla relativo introito di zuccheri, procura un senso di sazietà che permette di non avvertire la fame.
Ma questa differenza è solo una motivazione iniziale. Successivamente la motivazione “drunkoressica” diventa motivazione “anoressica” in quanto dimagrire diventa lo scopo principale e ci si esalta dalla consapevolezza di poter vincere la fame.
I rischi della drunkoressia sono gli stessi dell'anoressia: osteoporosi, alterazioni cardiache, amenorrea. A quest'ultimi si aggiungono quelli derivante dal consumo di alcolici, specie se a digiuno: neuropatie, tremori, danni al fegato ed al cervello col tempo. Questa sintomatologia e acuita nel sesso femminile perché tende ad espellere l'alcol più lentamente del sesso maschile. In entrambi i sessi sono presenti tutte le conseguenze dell'assunzione di alcol in età adolescenziale quando lo sviluppo psicofisico è particolarmente vulnerabile.
Nel momento in cui la drunkoressia raggiunge livelli d'allarme è necessario intervenire come con l'anoressia: terapia di riunitrizione, psicoterapie individuali e di gruppo, eventuali assunzioni di farmaci quando l'alcol è diventata una vera e propria dipendenza. Per attuare tutto ciò potrebbe rendersi necessario rivolgersi ad un centro per i disturbi del comportamento alimentare.
Importante è la prevenzione:
educare gli adolescenti alle conseguenze di un uso smodato di alcolici;
combattere la cultura dello “sballo”, vale a dire divertimento possibile solo se associato a comportamenti trasgressivi.
Dott. Roberto Cavaliere

Lanciato l'allarme “drunkoressia''
Emerge il nuovo pericoloso volto dell'anoressia
Articolo pubblicato il: 2008-03-03 su Fonte http://notizie.alice.it/
NEW YORK - Ubriache e magre da morire: medici e famiglie negli Usa sono in allarme per un nuovo disturbo alimentare che si aggiunge ai mille volti dell'anoressia. Il New York Times punta i riflettori su quella che i medici Usa chiamano ‘‘drunkoressia'': la variante letale di chi smette di mangiare per poter bere di più. Gli esperti di disordini alimentari hanno creato nuovi termini per definire le varie forme attraverso cui il disagio davanti al cibo diventa malattia: c'è l'ortoressia, ad esempio, in cui l'ossessione maniacale per i cibi sani porta a smettere di mangiare.
Manoressia (da ‘‘man”, uomo) è invece l'anoressia maschile, di cui di recente ha confessato esser stato vittima l'attore Dennis Quaid. Drunk in inglese significa ubriaco: «Ci sono donne che hanno il terrore di mettere un chicco d'uva in bocca ma non esitano a bere alcolici», ha constatato Douglas Bunnell, direttore di una clinica privata per la cura dei disordini alimentari a Filadelfia, il Renfrew Center.
È un fenomeno che Bunnell, ex presidente dell'Associazione Nazionale contro i Disordini Alimentari, ha riscontrato in molte ragazze: «L'ossessione per la magrezza, combinato con l'esempio di celebrità come Paris Hilton, Linsdey Lohan e Britney Spears fa sì che molte lo considerino un dato di fatto, se non addirittura un trend alla moda».
Una dieta Slim Fast, solo più divertente, fino a che le conseguenze del cocktail di abuso di alcol e diete estreme non comincia ad avere un costo pesantissimo per la salute.
‘‘Drunkoressia'' non è ancora un termine medico ufficiale, ma si basa su un crescente numero di casi clinici di donne che si affamano per tutto il giorno per bilanciare le calorie che ingurgiteranno la sera sotto forma di alcolici.
Secondo uno studio citato di recente sulla Fox tv il 30 per cento delle ragazze in età di college - quasi una su tre - è pronta a ridurre drasticamente quanto mettono sul piatto pur di poter bere liberamente la sera con gli amici.
Le anoressiche e le bulimiche usualmente evitano l'alcol come la peste per via dell'alto contenuto calorico di vino, birra e superalcolici: alcune di loro però cedono al bere o perché un bicchierino calma l'ansia di dover mangiare o perché allevia l'ansia di aver mangiato troppo. Nei casi più gravi l'alcol è l'unica fonte di calorie della giornata. C'è poi chi beve e vomita: con l'alcol, sostengono gli esperti di disordini alimentari, è molto più facile.
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domenica, marzo 23, 2008

ATTACCHI DI PANICO (DAP)

Buongiorno ho letto sul sito iltuopsicologo la sezione dedicata agli attacchi di panico (http://www.iltuopsicologo.it/attacchi_di_panico.asp). Li conosco bene. A dire la verita mi ha tranquilizzato molto leggere la pagina iniziale,descrive perffettamente quello che sento io la paura di aver paura. Inizialmente queste sensazioni si sono presentate improvvisamente, sicuramente quando percepivo qualcosa d'innaspettato. Ho fatto anche delle associazioni a situazioni specifiche come viaggiare in macchina,ecc. poi mi sono resa conto che potevo controllare queste sensazioni, con il tempo mi sono dimenticata che viaggiare in macchina mi causava quest'effetto, e potevo farlo senza problema. Con il tempo si ripresentavano queste sensazioni, ma in situazioni apparentemente tranquille. Pero sempre un po inabituali e nuove.e ho iniziato ad aver paura di aver paura... (adesso mentre scrivo un pochino d'ansia ce l'ho per esempio, pero ormai gia la conosco e la affronto con più tranquillità, anche se rimango in uno stato d'ansia per un po fino a che non inizio a pensare ad altro). Adesso so che io stessa posso causarmi queste sensazioni..pensandoci... e preoccupandomi di poter averle. Allo stesso tempo e come se volesse continuare a pensarci, perche mi causa curiosita e vorrei capirle...allora queste sensazioni strane ..di panico o ansia si prolungano un po..pero la vera sensazione di panico e troppo brutta e in quel momento non e'che mi sia facilissimo uscirne, perche continuo a foccalizzare tutta la mia attenzione in quella sensazione e rimango li, poi con volonta ne esco...diriggo la mia attenzione verso un altro punto..inizio a parlare, bevo un bicchiere d'acqua, canto.....ecc.comunque adesso che scrivo mi rendo conto che sono diventata un po piu forte ,e non mi fa tanta paura come prima....e come se io stesse smascherando quel mostro che sembra grande, pero che se gli togli la maschera vedi qualcosa di piccolo che voleva solo farti uno scherzo e che piano piano svanisce.in questo periodo della mia vita sono un po sensibile, perche e un periodo dicambiamenti. Sono in un posto lontana da casa, (sono del Sud Amarica, ma adesso vivo in Sardegna, posto meraviglioso) mi faccio tante domande sullavita..ecc...sono molto irrequieta mentalmente. pero piano piano mi conosco sempre di piu.. e divento piu forte e piu stabile...cosi mi sembra.Io non ho voluto mai chiedere "aiuto" (si questa parola non mi piace tanto,perche e' come accettare una condizione e accettare che sono debole in quellacondizione, questo mi fa paura perche ..e se nessuno mi puo aiutare?, devofarlo io da sola..ma se accetto che sono debole mi sembra di non poterfarcela...e poi mi e' sempre sembrato che nessuno avrebbe avuto la possibilitadi aiutarmi , perche non credo tantissimo nella medicina occidentale) ..una cosa che mi preoccuppa e' causare preoccupazione agli altri, al mio fidanzato,a mia madre, sopra tutto a lei....alle persone che mi vogliono bene...un'altracosa che mi causa preoccuppazione e' non avere chiarezza per godere lavita....e'd e' per questo che voglio essere tranquilla...per godere la vita....devo dire che solo leggere il suo articolo mi ha veramente aiutato..molto...grazie!! veramente grazie!! prima queste sensazioni le vedevocome una cosa grande e forse grave..ma adesso sono piu tranquilla..mi e'piaciuto questa parte:"Vari sono i modelli eziopatogenetici dell'attacco e del disturbo di panico.Uno dei più esplicativi circa l'insorgenza di attacchi di panico associata a fattori cognitivi, ritengo sia il modello di Clark (1986). Secondo questo modello, il disturbo di panico è il risultato di interpretazioni"catastrofiche" di normali reazioni corporee. La costante attenzione su dati provenienti dal proprio corpo e dall'ambiente favorisce uno costante stato d'apprensione, per la minaccia incombente che si verifichi un'attacco. " per me questa e' una risposta.e gli aforismi terapeutici citati alla fine..sono veramente belli!!!!!grazie!!!!!! grazie!!buen dia!!!!!ps: vorrei commentare ai miei colleghi di lavoro che ho appena scritto una mail ad un psicologo, per descrivere il mio caso...ma non capiranno , chiederanno, e forse si preoccupperanno anche.......o forse no...anche loro sono un po fuori..come me...forse anche loro hanno delle sensazioni strane.....molte persone hanno delle sensazioni strane vero? Grazie per ascoltarmi Ana
La ringrazio per la sua testimonianza che forse è più significativa dei miei articoli sugli attacchi di panico. Saluti

CHE FARE ?

Arturo Età: 35 Salve mi chiamo Arturo e scrivo per mio fratello. Lui ha 35 anni, gestisce un bar di famiglia è sposato ed ha una figlia. Veniamo al dunque. Lui crede di essere vittima di un complotto contro di lui, non riesce a dormire, accusa in continuazione la ragazza, mia madre (me solo indirettamente), è sempre nervosissimo. Beve anche 15 caffè al giorno, tre pacchetti di sigarette e beve molto alcool.Il "suo caso" è scoppiato due anni fa quando ha minacciato (a me è sembrato molto plateale come cosa) il suicidio. All'epoca non era fidanzato è il suo mio è sembrato un richiamo d'attenzione per me e mia madre. Da quando è fidanzato la sua preda è la ragazza, è gelosissimo, la spia, la segue, l'accusa di tutto e la minaccia di lasciarla ogni giorno e minaccia di farla finita perchè lui ha deluso tutti.Ho provato a convincerlo ad andare da qualche psicologo, per due volte ha preso appuntamento ma poi per varie ragioni ha rifiutato. Continua ad insultare la moglie, rea di chissà quali colpe. Ha sicuramente bisogno di aiuto, ma andare da uno psichiatra senza esserne convinti forse non ha senso. Io non so cosa fare.Che fare?
La sintomatologia che presenta suo fratello necessita, volente o nolente, di un consulto specialistico. Concordo che sarebbe utile che avvenisse con la volontà di suo fratello, ma se ciò non è possibile, dovrete valutare la necessità di valutare un diverso approccio (non solo comprensivo) nei suoi confronti. Saluti

mercoledì, gennaio 09, 2008

MIO FRATELLO E' SUICIDA

ARNOLD Età: 35 MIO FRATELLO E' MORTO. SI E' SUICIDATO. AVEVA 44 ANNI. ADESSO MI SENTO COSI' STRANO. VUOTO. MOLTE VOLTE DURANTE LA GIORNATA LO VEDO AVANTI AI MIE OCCHI. SPESSO SEMBRA ARRABBIATO NEI MIEI CONFRONTI. ALTRE VOLTE E' SEDUTO ACCANTO A ME...COME IN QUESTO MOMENTO E MI GUARDA. QUANTE COSE NON GLI HO DETTO, E QUANTE COSE NON HO FATTO.... ANCHE SE TUTTE LE VOLTE CHE MI HA CHIAMATO PERCHE' IN DIFFICOLTA' SONO SEMPRE SCAPPATO... MA QUESTO NON E'BASTATO.... ADESSSO HO MOLTA PAURA... NON CAPISCO BENE DI COSA. DI UNA COSAS ONO CERTO...DEVO RINGRAZIARE L'AMORE DEI MIEI DUE FIGLI E DI MIA MOGLIE...... SENZA DI LORO NON SAPREI PROPRIO CHE FINE AVREI FATTO. SPESSO MI GRATTO SULLE GAMBE SENZA RENDERMI CONTO. DOPO POCO ME LE TROVO SANGUINaNTI. IL DOTTORE MI HA ETTO CHE E' UNA DERMATITE DA STRESS-ANSIOSA. MI DEVO DARE UNA CALMATA. PURTROPPO LA NOTTE NON DORMO TANTO..... MI ADDORMENTO VERSO LE 3! DITEMI QUALCOSA MI SENTO STRANO... MOLTO INCAZZATO. SPESSO NERVOSO... GRAZIE. ARNOLD

AUTOLESIONISMO E BULIMIA ?

Non sono pazza Età: 15 Dio se sto male.. è un anno ormai che sono autolesionista.. ho cominciato col tagliarmi, mi procuravo ferite profonde sui polsi con la speranza che un giorno avrei avuto il coraggio di spingere a fondo ed uccidermi.Questo non è avvenuto.. ho continuanto x mesi e mesi a tagliarmi provando un dolore indescrivibile, ma allo stesso tempo provavo gratificazione nel punirmi, mi è sempre piaciuto sentire il mio corpo soffrire,anche se non so il perchè.Un giorno i miei genitori scoprirono che mi tagliavo e così fui costretta a cambiare posto, cominciai a ferirmi sulle spalle, prendevo aghi disiringe e li infilavo nella pelle, anche abbastanza in profondità. Con iltaglierino mi sfregiavo tutte le braccia e mi divertivo a scaldare l'accendino e poi poggiarlo con forza sulla mia pelle.. in poche parole mi bruciavo,fino a farmi scendere le lacrime dal dolore e devo dire pur soffrendo fisicamente tutto questo mi dava un enorme gratificazione.. non so perchè, ma non mi sono mai sentita a mio agio con me stessa, non mi sono mai amata e per me tutto questo. .è come una punizione. Quest'anno ho preso la fissa del cibo..sono circa 8 mesi che ho continue abbuffate, mangio in interrottamente, non riesco a fare a meno del cibo x me è vitale. Ci sono continue abbuffate e forti sensi di colpa che inizialmente sono rimasti solo sensi di colpa..ma è circa un mese e mezzo che mi provoco il vomito autoindotto.. uno sfrzo che il mio corpo nonriesce a sopportare,troppo faticoso. Si anchio come tante ho la fissa del peso ma vi assicuro che non sono così fissata da vomitare per impedire al mio corpo di prendere chili...vomito x.. sentire il mio corpo soffrire..non so perchèfaccio tutto questo..credo di essere autolesionista..e forse anche bulimica ma con un fattore psicologico che forse è un po diverso da quello delle bulimiche.Come posso fare? So di sbagliare a fare tutto questo e so per certo che porta un sacco di conseguenze, ma è come una droga..non riesco a smettere.. sento continuamente il bisogno di sentire il mio corpo soffrire..devo dare una scossa al mio cervello.. senza emozioni forti mi sento come morta dentro. Per me l'autolesionismo è un modo per sentirmi viva, sentire che dentro di me c'è ancora qualcosa che funziona.
Oltre ad invitarti a leggere l'articolo del sito sull'autolesionismo ( http://www.iltuopsicologo.it/autolesionismo.asp )
ti dedico questa brevissima storia:
IL LUPO Un bambino alla nonna... Nonnina mia, ho due Lupi qua proprio nel petto; uno affamato d'amore e l'altro affamato di morte. Dimmi nonnina mia chi vincerà...? Nipotino mio, vincerà il lupo...a cui darai nutrimento. (Anonimo).
Saluti

domenica, novembre 18, 2007


Seminari Esperenziali full-immersion sulle Problematiche e Dipendenze Affettive.Tutti i seminari si svolgeranno nel fine settimana: sabato e domenica ore 10-18 con pausa 13-14. Avranno un numero massimo di 10 partecipanti e saranno condotti dal dott. Cavaliere. La partecipazione è subordinata al versamento della quota di euro 150,00 comprensiva sia di quota associativa 2007 dell'AILDAR che di contributo spese. Oltre tale importo, null'altro è dovuto.


DATE E SEDI:
Seminario a ROMA il 19 e 20 aprile 08
Seminario a Tirano (SONDRIO) il 26 e 27 aprile 08
Seminario a POMPEI (Na) il 3 e 4 maggio 08
Seminario a BRESCIA il 17 e 18 maggio 08
Seminario a MILANO il 24 e 25 maggio 08
Per maggiori informazioni vedi: http://www.maldamore.it/Progetto_MALdAMORE.htm

FACCIO DEL MALE

frà Età: 26 La mia richiesta ...Non riesco a fare un discorso in questo momento ad essere sincera... si direbbe inutile scrivere allora...ma ho paura anche solo di dire a me stessa che sto affondando. Sprofondo per l'invidia che provo nei confronti di chiunque mi viva affianco, per l'inettitudine che si è impadronita di me e che mi fa cacciare sempre in situazioni fuori dal mio controllo, per il modo in cui con l'arrivo dell'inverno, del freddo e del buio la mia mente si spegne, così come la fantasia, l'entusiasmo...Sprofondo per quello che faccio alle persone che mi amano, per il modo in cui faccio loro volutamente del male solo per il gusto di essere compatita ed avere così paura di essere schifata e abbandonata per questo.

HO INIZIATO A TAGLIARMI

anonima Età: 16 Ho iniziato a tagliarmi pochi gg fa'...dopo una litefuribonda cn i miei...sono salita in camera..ho preso un paio di forbici appuntite e mi sono incisa....mi ha fatto tnt male...ma almeno dopo stavo meglio... il dolore dentro di me era soffocato dal dolore fisico...e sto tanto meglio quando lo faccio...ma ho paura...ho paura che diventi cm una droga xme...mi tiro su la manica del mio bel maglione d lana e vedo due tagli profondi...e il sangue che pulsa nelle vene che li circondano...cazzo cosa ho fatto..cazzo cosa sto facendo...cazzo...ho paura...
T'invito a leggere il seguente post:
troverai sostegno ed utili indicazioni. Saluti

LUTTO

bisognosa di aiuto Età: 18 Sono una ragazza di diciotto anni e sto passando un periodo bruttissimo. Tutto inizò così...7 mesi fa diagnosticarono un'inguaribile malattia a mia nonna e da allora la mia vita non fu + lastessa! Nell'avvicendarsi di ospedali cure inutili e 1 mese fa mia nonna è andata via!!!!!!! Per me lei non era solo una nonna ma anke 1 amica 1 confidente insomma un punto di riferimento. Ora non riesco più a sorridere e a vivere la mia vita. Non ho la forza nemmeno per andare a scuola. COsa posso fare permigliorare la mia situazione? Ho solo diciotto anni e vorrei provare ad andare avanti ma non so come.
Più intenso è il legame che ci unisce alla persona che viene a mancare più lungo diventa il periodo del lutto da attraversare. Ma alla fine uscirai dal tunnel che, al momento, ritieni senza uscita. Ti rimarrà sempre il dolce ricordo di tua nonna, ma non più accompagnato dal dolore che provi adesso. Saluti

CONFUSO ?

confusoO Età: 17 Io non so se in qst periodo sto passando una demolizione psicologica dal punto di vista sessuale. Non riesco a relazionarmi con le donne dal punto di vista sessuale e con gli uomini dal punto di vista dell'amicizia. Spesso sono attratto da uomini. Cosa mi succede?