Lalli Età: 40 Il giorno di natale, mio padre ha smesso di soffrire, alle 7 del mattino del 25dicembre scorso. Avevo da pochi anni ripreso ad amare il Natale perche la vita me ne aveva riservati ben pochi di sereni e quando tutto era meraviglioso di nuovo un dramma. Vedere mo padre smettere di respirare è ancora oggi il mio pensiero del mattino e la mia immagine prima di dormire. Mio padre stava bene 10 mesi prima, viveva amando la vita, e, la gioia di esserci Lui si che la dimostrava...a tutti, e tutti gli sorridevano perchè era un buono.Poi la frattura al femore così senza far nulla cade in casa, e poi la corsa al pronto soccorso l'intervento del giorno dopo e la voce di quel medico che uscito dalla chirurgia dice "frattura da metastasi preparatevi al peggio". Ma come può essere,ho pensato, andava in campagna mio padre a raccogliere le olive, portava mia madre a ballare come è possibile,stava bene!!! Dieci mesi di viaggi su e giu' in ogni luogo di cura dove potevano darci speranze o cure, ma nulla. Diagnosi: primario del polmone in stadio terminale nelle ossa. Mio padre è stato un grande Lui si che nei mesi di malattia ha dato lezioni di vita e di gioia,non ha mai smesso di ridere e ringraziare tutti, dall'autista di ambulanza al medico piu' luminare. Ha riempito i giorni miei e di mia sorella e mia madre di amore e tanti tanti baci.Voleva vivere perchè amava tutto cio' che era vivo. Ora che e' li in quel cimitero dove la calma ha un senso vero, dove entri e chissà perchè tutti vanno piano non corrono come fanno fuori, mi sembra impossibile che non possa tornare e non posso piu'parlare con Lui ridere assieme a Lui... porto i fiori ne porterei a quintali ma non ci stanno,e tutti mi dicono che ci vorrà il tempo per abituarmi e non devo fare così.Non è vero so perfettamente che non mi devo abituare ma solo adattare ad una nuova situazione,come accade molte volte nella vita,ti adatti e adegui a situazioni che si presentano, e piano piano forse fanno meno male. La mia vita si adatterà all'assenza di mio padre ma io non mi abituero' mai a vivere senza di Lui. Grazie d'avermi ascoltata, ho solo un piccolo pensiero da dedicare a chi leggera' la mia testimonianza: non perdete tempo ad aspettate che passi iltempo, amate chi vi è vicino, dite a vostro padre, marito,moglie, figlio o figlia ,madre, sorella, fratello, nonni, che li amate e che è sempre Natale affianco a Loro.Io lo fatto prima e dopo la perdita di papa'.Grazie di nuovo.
Non puoi insegnare nulla ad un uomo, puoi solo aiutarlo a scoprire ciò che ha dentro di sè.
domenica, agosto 02, 2009
DIPENDO DA UNA MIA AMICA
gigi Età: 19 Salve......vivo in un famiglia poco unita. con mio padre non ho nessun rapporto e non riesco neanche a chiamarlo "papà". da lui non ricevo neanche gli auguri per il compleanno. sono cresciuto con molta paura nei suoi confronti. con mia madre le cose vanno decisamente meglio. comunque non riesco a confidarmi pienamente neaneche con lei. dopo una violenta litigata avvennuta fra noi 3 a marzo, i miei potrebbero separarsi. ho scoperto di essere dipendente dall'affetto. mi è successo poco dopo aver litigato, circa 2settimane fà, con una mia amica a cui tengo in maniera indescrivibile. in questo periodo siamo in 2 città diverse e nonostante i miei numerosi tentativi riesco a sentirla di rado. da lei non ricevo mai una chiamata o un sms. questa è stata la ragione del nostro litigio. mi ha risposto dicendomi che ha provato a contattarmi, anche se io non ho ricevuto nulla. io comunque le voglio credere perchè per me è troppo importante. lei ha 16 anni e da quando ci conosciamo,più o meno da ottobre, ci vediamo quasi tutti i giorni. per me è come una sorella minore da proteggere da chiunque la faccia soffrire. non riesco mai a dirle di no ed esaudisco ogni suo richiesta, anche se a volte devo rinunciare ai miei bisogni. le sto accanto in qualsiasi momento e per qualsiasi richiesta di aiuto. l'importante è che lei stia bene con me e che non sia triste. la cosa più bella è vederla sorridere e felice. questo mi fà sentire soddisfatto.faccio e farei di tutto e di più per lei. sono sempre sincero e le confido tutto. per lei non ho nessun tipo di segreto e riesco a parlare di qualsiasi cosa. anche se mi capita una brutta giornata, basta che lei mi regali un suo abbraccio e di colpo mi passa il malumore. vista la mia estrema insicurezza e la mia autostima inesistente, vorrei sempre essere abbracciato e coccolato da lei. purtroppo sono geloso di chiunque stia con lei. vorrei tenerla sempre con me. so che sbaglio, perchè devo accettare che lei ha giustamente la sua vita e i suoi amici. in poche parole ho bisogno sempre e costantemente di prove e segni del suo affetto. io vorrei solo il suo bene e che magari a volte fosselei che si facesse sentire. sbaglio a pensarla cosi? ho bisogno di sentirmi importante per lei, come lei lo è per me. ho tantissima paura di perderla. è sempre al centro dei miei pensieri. questa è la seconda volta in tutta la mia vita che mi capita di attaccarmi in maniera cosi forte ad una ragazza. la prima volta, proprio per la distanza, ho perso la mia amica e non la sento più da oltre un anno. cosi mi sono rivisto questa amicizia del passato e ho litigato, ma sempre per la paura di perdere la mia attuale amica. purtroppo, ma giustamente, la mia amica ci è rimasta male e per questo mi sento in colpa.tutte le sere ho delle crisi di ansia e panico pensando che l'ho fatta stare male e penso: mi vorrà ancora bene? lei dice si, ma se lo dicesse solo per non farmi stare male? tornerà tutto come prima? come sta adesso? perchè non si fàsentire? e se avesse bisogno del mio aiuto? è cambiato qualcosa tra noi? non so come spiegarle tutto il caos che ho dentro e farle capire che non sono arrabbiato con lei. sto malissimo e non la vedo tra 3 settimane. cosa posso fare? sono disperato........grazie per il suo aiuto.
sabato, agosto 01, 2009
AUTOLESIONISMO
Selene Età: 14 Salve, sono una ragazzina di soli 14 anni, fra pochi giorni 15, ma per quanto sia difficile da credere sono disperata. Ho dei genitori che mi vogliono bene, nonostante nell'ambito dei parenti ci siano diversi problemi, e degli amici, che però sento allontanarsi sempre più da me.
Negli ultimi due anni sono diventata autolesionista (e non so neppure il perchè dato che non ho avuto gravi traumi), negativa e pessimista: non riesco mai a vedere il lato positivo, di nulla! Mi sento sola, come se agli altri non importasse nulla di me.. e poi non ho un ragazzo. Non che sia molto importante,ma a me piace sempre la persona sbagliata, e ogni volta rimango delusa. Le persone a cui ero molto attaccata mi hanno deluso tutte. Mi odio, perchè non capisco nemmeno io i miei comportamenti, e vorrei essere diversa ma non ci riesco. Ho un braccio pieno di segni, che non so come nessuno nota, a parte alcune amiche a cui ho parlato di ciò che mi sono fatta. Prima mi guardavano preoccupate, poi come per dirmi che sono una stupida. E anche io lo penso, ma non posso farne a meno di graffiarmi. C'è stato un periodo in cui pensavo spesso al suicidio, ma ho talmente paura di morire che non ho avuto nemmeno il coraggio di tagliarmi veramente. Vorrei qualcuno che mi capisse, che mi dicesse cosa fare, perchè sto male e ormai non vedo più alcuna via d'uscita.
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Età: 25 Salve, sono una ragazza che soffre di autolesionismo e purtroppo mi sono resa conto di non essere in grado di uscirne da sola. Non lavorando, non sono però economicamente indipendente e non posso parlarne con nessuno a casa. Le vorrei chiedere se esistono delle strutture gratuite con personale competente cui potermi rivolgere per risolvere il mio problema e anche parlare di un mio disturbo del comportamento alimentare (o presunto tale), in mniera ovviamente completamente anonima. Distinti saluti
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Ad entrambe consiglio di rivolgersi, per un primo approccio, ai servizi psicologici dell'ASL di appartenenza. Quest'ultime valuteranno se è il caso di un invio presso strutture specializzate in tali problematiche. L'importante è cominciare a chiedere aiuto.
Saluti
Dott. Roberto Cavaliere
NON VOGLIO PIU' AVERE LA CLAUSTROFOBIA
Fabiana Età: 42 Da qualche mese, in seguito alla permanenza in metropolitana in blocco una mattina, ho sviluppato nuovamente la claustrofobia.premetto che 10 anni fa ne soffrivo, in forma lieve, pero' e' scomparsa e fino a poco tempo fa, e ho viaggiato per il mondo senza piu' sentire questo problema, in modo assolutamente naturale, per anni.ora, da quando e' accaduto l'evento sopra citato, in un semplice magazzino o in un ascensore sconosciuto tendo a sentirmi ''male'' e cerco un'uscita all'aria aperta subito (mentre il mio di casa, per quanto sia al 6 piano continuo a prenderlo, ma ogni situazione nuova mi crea ansia e tendo ad evitare il luogo se posso). Ognivolta che non vedo via d'uscita, provo queste sensazioni bruttissime (anche se all'aperto). Facendo un lavoro di un certo tipo (sono manager in una multinazionale) e'chiaramente molto invalidante, e temo che il mio lavoro possa subire qualche problema, con rischi alla mia posizione. Per ora ho viaggiato comunque, meno, ma con xanax prima della partenza, ma non vorrei evitare i viaggi o pian piano peggiorare, ne' riferire ai miei superiori che ho questo problema (per ora nessuno se ne e' accorto).Solo l'idea pero' di fare un lungo viaggio (possibile) tipo in Giappone (sebbene in passato ci sia gia' andata piu' volte) sto male...
I problemi correlati alla cosa alla quale penso potrebbero essere:
- la paura di perdere il lavoro, questo problema ormai e' molto pesante, e avendo (da sola, sono separata con un figlio) un mutuo consistente per 20anni...logicamente mi fa pensare.
- una relazione con il mio compagno, da 10 anni quasi, che recentemente si e'trasferito a casa mia (lui non e' ossessivo, anzi il contrario, e questo a volte mi crea '\'gelosia'\' dato che e' un tipo che guarda le donne...).-
mia madre, invece molto ossessiva e molto insistente, che pero' tengo a giusta distanza...(ma non sempre riesco a farlo per ovvie ragioni).
insomma non saprei a cosa dare la colpa, se non a me stessa, di tutto questo. voglio togliermi questo problema al piu' presto, non voglio piu' avere questa claustrofobia.
ABBUFFATE COMPULSIVE (DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA)
mara87 Età: 21 Buongiorno,Sono una studentessa di 21 anni. Dal primo anno di liceo soffro di disturbi alimentari, in particolare di abbuffate compulsive che a volte degenerano in bulimia nervosa. Non riesco a parlare del problema con nessuno, neanche in famiglia perchè credo che tutto abbia avuto origine proprio da essa a causa di continui commenti sul mio fisico fin dall'infanzia, nonostante fossi normopeso. Essendo già insicura di carattere la situazione in famiglia ha solo peggiorato il mio stato d'animo. Col tempo però a causa dei miei disturbi sono ingrassata, ho avuto alti e bassi per anni e adesso la ferita non si è ancora rimarginata. Ogni volta mi prometto che è l'ultima, invece ci ricado sempre soprattutto quando sono a casa da sola, senza i miei genitori. Non ho voglia di uscire , non riesco a parlarne con nessuno. Il fatto strano è che, studiando fuori sede, sono fuori la maggior parte dei mesi dell'anno e quando non sono a casa mi sembra di rinascere e non mi capita mai di abbuffarmi. Ma come torno a casa torna tutto come prima. Non so cosa fare. è difficile e mi sembra di non poterne uscire...Vorrei riuscire a guarire, anche se a volte sento di non potercela fare. Ogni volta mi prometto che è l'ultima, ma ci ricado sempre. è possibile guarire da soli? Grazie della disponibilità.
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carpediem Età: 18 Mia mamma è la mia migliore amica, mi riempie di affetto in modo giusto. con mio papà litigo spesso e non riesco molto spesso a creareun vero dialogo. ho un buon numero di amici, non so quanto possa definirli veri, però con loro mi trovo abbastanza bene.ho avuto un ragazzo carino, per il quale, una volta finita la relazione ho sofferto molto. ora sembra mi sia passata. vivo in una bella casa, di una bella cittadina, sono coperta di attenzioni, di amore, e di bei regali. mi vesto alla moda, sono molto carina, e ne sono consapevole, timida ma simpatica, romantica e sognatrice. frequento il liceo e vado bene, certo non sono una secchiona, ma non posso lamentarmi. nonostante chi mi vede da fuori pensi che io abbia una vita quasi perfetta, ho un problema per il quale soffro molto. dipendo dal cibo. penso molto spesso ad esso. quando mangio sono contenta e mi sento bene. spesso però mi capita di abbuffarmi con tutto ciò che ho a portata di mano.questo mi sta creando problemi perchè sto ingrassando e spesso mi sento uno schifo, mi vedo grassa e orribile, non all'altezza. vorrei mettermi a dieta,ma appena cerco di alimentarmi in modo idoneo ricasco nel vortice del cibo, il quale occupa gran parte dei miei pensieri, anche di notte, quando studio,quando sono in compagnia. non vomito mai e non assumo metodi di ricompensazione per perdere peso. sono sempre stata una buona forchetta, ma mai a questi livelli come nell'ultimo anno, durante il quale ho assunto 10 kili. secondo lei si può parlare di disturbo alimentare? è giusto se mi preoccupo? ho iltimore che se lo dico ai miei genitori, che il mio potrebbe essere un disturbo alimentare, loro non mi credano o lo sottovalutino. io però sono stanca di dipendere dal cibo. voglio avere con esso un buon rapporto. la prego mi dia lei un consiglio. grazie. mi scuso per un'eventuale forma scorreta di scrittura causata dalla fretta e dall'imbarazzo.
NON SOPPORTO DI AVERE L'UTERO
Età: 26 Salve, sono una ragazza di 26 anni e ho un problema che davvero non riesco a risolvere: io non sopporto di avere l'utero. Mi piace essere donna e sono etero ma non sopporto nè la gravidanza nè l'organo che la porta a compimento.Io vivo in una famiglia "normale" in cui però mio padre è quasi del tutto sottomesso a mia madre, mentre quest'ultima determina tutto: se lei accetta qualcosa, tutti dobbiamo accettarla, se a lei non va o ci sta male, tutti dobbiamo rifiutarla. Lei è molto ossessiva, guarda il sesso come fosse la peggiore delle cose che possa fare un essere umano e per impedire che io ne faccia (mio fratello può farne quanto ne vuole, io no... rischierei grosso),mi ha sempre impedito di avere una vita normale: non posso uscire se non entro certi orari e ovviamente niente discoteche, pub o cose del genere. Io passo da fasi di bulimia a fasi di anoressia dall'età di 11 anni (anche se la prima volta che mi astenni pericolosamente dal cibo risale ai 2 anni d età!!) ma lei non si accorge per mia fortuna.Controlla se fumo (non lo faccio), se vedo un ragazzo(meglio di no),chi sono i miei amici (che non le vanno mai bene)..una sola volta ricordo che sospettò che io fossi bulimica e quel giorno ricordo che mi minacciò di buttarmi in ospedale..per lei sarebbe stata una grande vergogna scoprire ciò.Il sesso per me è la più crudele delle invenzioni perchè se solo mi avvicino ad un uomo, ho sensi di colpa paragonabili a quelli di un serial killer. Gli ormoni non mi mancano ma c'è qualcosa che mi frena a priori. Io sono arrivata ad un punto di non ritorno: o qualcuno si decide a togliermi l'utero oppure sento che peggiorerò irreversibilmente. Non ho altre speranze, non ho un ragazzo.. la vita mi ha tolto anche chiamo, senza pietà.. ma era logico del resto: lui è bello,mentre io sono un mostriciattolo.. si sarebbe rovinato la reputazione con me. So di avere amato con il cuore e di aver fatto il possibile.. ho tentato, non ci sono riuscita e idolori di quella storia finita 5 anni fa,non si sono mai esauriti. Detesto detestare il cibo,allontanare gli uomini a causa delle mie paure e non sopporto l'utero. Ma soprattutto non sopporto chi mi dice che quando mii nnamorerò,vorrò i figli.. io ho amato ma non ho mai voluto figli..non ce la faccio più.. sogno l'amore come una qualsiasi persona ma non sono in grado di vedermi come madre. E i miei genitori sono felici così: mi vedono sempre chiusa in camera da anni e sono tranquilli che la loro bambina non fa sesso e non si droga. Ma la verginità è un valore più importante della vita stessa? e perchè pe rsentirmi donna a tutti gli effetti devo tenermi quell'odiosissimo organo??
martedì, luglio 07, 2009
NON HO MAI AVUTO UN BUON RAPPORTO CON MIO PADRE
Butterfly Salve, sono una ragazza di 21 anni.Se devo fare una descrizione di me, posso dire che sono carina, simpatica,intelligente, matura, grande osservatrice, selettiva, responsabile, seria, caparbia, coraggiosa e tenace, un poco permalosa, a volte impulsiva ed un poco aggressiva. Vivo in casa con i miei genitori, sono figlia unica, frequento l'università. Con mio padre non ho mai avuto un buon rapporto: non mi ha mai stretto a se,non mi ha mai dato una carezza, un bacio, un abbraccio, non mi ha mai fatto un complimento, non mi ha quasi mai fatto gli auguri di buon compleanno (se non era mia madre a ricordarglierlo), raramente mi è stato d'aiuto e di conforto: il più delle volte è stato una grande delusione e fonti di rinfacci, problemi e sofferenze.Penso che non mi abbia mai accettata per come sono: molte volte infatti mi poneva come modello a cui raffrontarmi delle mie cugine, che secondo lui, erano femminili, graziose, ma soprattutto silenziose e succubi alla volontà dei genitori: loro erano il modello a cui io dovevo aspirare. Io invece sono sempre stata l'opposto: capelli corti, jeans, felpa, scarpe da ginnastica, amante della musica, un poco anticonformista (nel senso buono del termine), molto diretta nei modi, sincera, ambiziosa (obbiettivi di vita e realizzazione parlando), sensibile e mai succube.Il suo modo di manifestarmi l'affetto è materiale: ti mantengo e per questo ti voglio bene.Ma per me non è così: penso che i figli non sono di chi li fa, ma di chi li cresce con amore e affetto.Mio padre nella sua vita non ha mai ricevuto amore: a 11 anni è stato mandato in collegio e ha fatto ritorno alla casa paterna all'età di 20 anni.In quegli anni ha ricevuto pochissime visite dai parenti, mai fatto un Natale ed una Pasqua in famiglia, mai ricevuto gli auguri di compleanno. Ha abbandonato l'università (media del 27) non per volere suo, ma perchè lasua famiglia glielo ha impedito: l'hanno costretto a lavorare 14-16 ore algiorno, portandolo al collasso, ad un anno di ospedale e alla rinuncia ai suoi studi.Di amici non ne ha mai avuti, se non uno solo, che purtroppo è morto 13 annifa.Le persone che conosce sono solo conoscenze, più che amicizie.Non è soddisfatto di ciò che ha raggiunto nella sua vita.Ha spesso compiuto degli errori, che hanno messo a dura prova (economicamente ea livello di armonia parlando) il nostro nucleo familiare: quasi sempre sonostata io a porre rimedio ai suoi errori, a fare da spalla morale a mia mamma, afar andare avanti la carretta con lei.Per di più mio padre rinfaccia a me e a mia madre, qualsiasi cosa gli passa perla testa, ma soprattutto i suoi errori.L’ultima cosa che mi ha rinfacciato è l’università, perché durante questo annoho messo un freno ed ho assistito la famiglia, causa problemi di saluti vari dimia nonna materna, e mi ha detto a gran voce che questa non è casa mia ma sua ele valigie posso farle quando voglio.La cosa che mi da più fastidio è il fatto che mette sempre davanti a tutto lamorale cattolica, anche se lui non la mette in pratica, dimostrandosicontraddittorio.Io non mi faccio influenzare da ciò, anche perché credo in qualcuno lassù nelcielo blu, ma senza avere il paraocchi.In questi ultimi 6-8 anni sono sempre stata la ragazza tutta di un pezzo,quella con le palle, quella che ha rinchiuso tutte le sue emozioni in unbunker, con tanto di combinazione segreta, per potere andare avanti sulla suastrada, per evitare nuovi problemi e nuove grandi delusioni. A causa dei suoi errori io ho compiuto delle rinunce che vanno dalle piùsemplici come le uscite con gli amici, a quella più grande: avere paura diavere accanto un amore, per la paura di incappare in una delusione tale e qualea mio padre.Faccio molta fatica a relazionarmi con l’altro sesso: ho paura, ed è come se inconsciamente, io vedessi la figura di mio padre in ogni uomo.Con mia madre il rapporto è l'inverso: lei ha cercato di darmi non solo il suo amore ed il suo affetto, ma anche quello che sarebbe dovuto provenire da mio padre, cosa che non può darmi in quanto lei non è la figura paterna.Mia madre cerca di avere un buon dialogo con me, e ci mette tutta se stessa, equesto lo apprezzo moltissimo, però a volte travalica i confini e diventa unpochino soffocante: lei è conscia del fatto che io soffro per la situazione che c'è con mio padre, e non vuole che soffra ancora di più, e cerca in tutti imodi di proteggermi da tutti i possibili pericoli che si mettono sulla miastrada, soprattutto in campo amoroso. Lei ha sposato per amore mio padre, e per amore gli sta vicino, sperando diaiutarlo ad aprirsi e a cambiare, ma ormai mio padre invece di andare avanti,sembra solo regredire.Facendo questo però non mi aiuta a prendere il volo, ma mi tarpa le ali: non mipermette di compiere quegli “errori” e quelle esperienze (se così si possono chiamare) che mi permettono di crescere, di aprirmi alla vita.Poco tempo fa ho conosciuto un uomo di 12 anni più grande di me, con cui sto bene: quando sono con lui mi sento serena, rilassata, felice.Con lui ho avuto i miei primi approcci sessuali, ma mai il rapporto completo,perchè mi salgono un angoscia ed un ansia indescrivibili al solo pensiero, e misorge il dubbio che questo possa derivare dal cattivo rapporto affettivo chec’è con mio padre.Inoltre non riesco a lasciarmi andare, e voglio tenere tutto sotto controllo,perché ho paura che la persona dall’altra parte mi voglia prendere in giro.Per quanto riguarda la vita sessuale quindi mi trovo ad avere dei problemi: mi sento inibita e combattuta tra il fatto che io sento il desiderio di avere lapersona che mi piace, ma non posso per questa folle angoscia, ed inoltre misento combattuta perchè in casa mio padre in silenzio mi osserva e mi giudica,e mia mamma continua a negare il fatto di poter vivere una passione in modosereno e libro. Ho paura di sentirmi giudicata e questo non mi fa vivere l’esperienza nel modocorretto.Ormai è diventato difficile, pesante, riuscire a vivere in questa casa e conquesta situazione, però devo tener duro, perchè il mio obbiettivo è finire l'università e poi fare la valigia e andarmene via, per poter finalmente farela mia vita, senza sensi di colpa.
CONSEGUENZE DI UNA VIOLENZA SESSUALE
anna Età: 23 Ho 23 anni, qualche anno fa ho subito una violenza sessuale ma non l'ho raccontato a nessuno perchè non ne ho avuto il coraggio nè la forza. Da quell'episodio ho la paura al contatto, sia che a toccarmi fosse una donna che un uomo.Con il passare del tempo riesco a controllare di più la situazione, ho imparato a vivere con il minimo contatto, e con i miei cari e i miei amici ho superato la paura, ma solo fino ad un certo punto perchè se qualche amico mi abbraccia un pò di più mi irrigidisco comunque. Non sono più riuscita ad avere una relazione con un ragazzo, ci ho provato più volte ma ogni volta che i ragazzi si sono avvicinati un pò di più io mi irrigidivo e mi scostavo e poi mi tremavano le mani e le gambe; questo mi ha portato ad essere sempre più fredda e distaccata, lo sono diventata così tanto che nessun ragazzo si avvicina più. Non so come fare per uscire da questa specie di cappa di freddezza che ho creato intorno a me. Io vorrei riavere un rapporto con ragazzo e lasciarmi andare ma credo che i paletti che ho messo intorno a me si vedano anche dall'esterno e anche a distanza.
IN FONDO LA BULIMIA E' UNA CONSEGUENZA
soffocata Età: 18 Ho 18 anni, da qualche anno soffro di bulimia nervosa. all'inizio è stato davvero difficile da accettare, da credere; ma qualche mese fa sono arrivata ad un punto molto critico di questa "malattia". mi hanno dovuto ricoverare. dopo 40 giorni di degenza, mi sentivo forte, imbattibile,credevo finalmente di essere guarita. invece era solo un'illusione, ci sono ricasata, di nuovo.la MIA BULIMIA, è stupida, com'è stupida quella parte di me che ogni volta che si abbuffa deve andare a vomitare o andare a prendere 4,5 scatole di lassativi.fa male sentirsi in colpa, f male non riuscire a controllarsi, fa male vivere.adesso, dopo nanche 4 mesi dal ricovero, verrò ancora ricoverata, stavolta in un ospedale dove la degenza è piu' lunga. da sola una bulimica non ce la fa, e io non ce la faccio. non voglio l'aiuto della famiglia, perchè quell'aiuto è soffocante. Voglio rimanere da sola, e voglio guarire, perchè così io non voglio andare avanti. lo sfondo, le cause della mia bulimia le conosco. non posso cambire il passato, ma non resco nemmeno ad accettarlo, e così facendo mi auto-distruggo, ne sono cosciente.un domanda che mi pongo sempre, e che pongo anche alla mia psicologa è "ma io,che dico di voler guarire in realtà da cosa voglio guarire?", in fondo la bulimia è una conseguenza. in realtà non voglio guarire, voglio cancellare quel passato.
STO MALE A CAUSA DI UNA STORIA INIFINITA
Età: 26 Argomento: salve,le scrivo perchè sto male a causa di una storiafinita dopo 6 anni.Ma sento che il mio disagio risale molto più indientro.dapiccola son sempre stata una bambina molto timida,che tendeva a chiudersi e chefaceva fatica a relazionarsi con i compagni,ne ho sempre soffertomolto,piangevo perchè mi sentivo sola e perchè mi sembrava che gli altri miisolassero.poi mi sono legata a due ragazze del mio paese e abbiamo passatoalcuni anni da vere amiche,ci vedevamo spesso,facevamo un diario in cuiscrivere i nostri pensieri,ci confidavamo le prime cotte..poi per uno stupidomalinteso ci siamo divise,io sono stata incolpata di qlcosa che non avevo dettoda una delle due, l'altra ritrovandosi tra due fuochi non è venuta in mio aiutoe è "passata" dalla parte dell'altra,io sono stata molto dura e mi sentivoferita,ho tagliato da subito i rapporti e col senno di poi mi son pentita diaverlo fatto.alle superiori nn mi sn mai inserita bene nella mia classe,hosempre fatto fatica ad espormi e a parlare davanti agli altri,mi son isolataancora una volta.in più cominciavo ad avere paura di andare a scuola per nnessere interrogata,il mio andamento è sempre stato altalenante finchè sonoscoppiata nel periodo della maturità:gli ultimi mesi mi rifiutavo di andare a scuola,fingevo malori per nn andare e per nn affrontare le prove,poi a casapassavo il tempo a dormire e a guardare la tv in apatia totale.mia mamma èarrivata al punto di prendermi per i capelli e percuotermi per farmi reagire emi ha portato anche in un consultorio per 2 volte.alla fine passata per unpelo.ho subito cercato lavoro come insegnante di sc.materna, all'inizio avevo problemi a relazionarmi con gli altri,poi un pò alla volta con l'esperienza e il fare da sola sono un pò migliorata.il mio lavoro mi piace e non ci sono grossi problemi,unica cosa mi sento ancora poco sicura quando dialogo coi genitori.ora sono ricaduta nel baratro...la storia con questo ragazzo è sempre stataaltalenante fin dal primo anno,ogni anno una crisi che ci vedeva separati persettimane-mesi a causa di sciocchezze,sosprattutto i miei impegni a cui io nnvolevo rinunciare,lui dice che si è sempre sentito uno dei miei tanti impegni,un tappabuchi.sn consapevole che il nostro nn era un rapportoidilliaco,entrambi molto permalosi e orgogliosi,ogni volta che si litigava eraper qalcosa che io avevo-nn avevo fatto,ma io sn sempre andata a cercarlo.inquei momenti mi colpevolizzavo molto,dicendo che ero io che nn andavo bene e chiedendogli scusa,anche se sapevo inconsciamente che anche lui aveva dellecolpe.stavo a casa a piangere di continuo.e gli amici erano sempre piùrari.ultimamente lui ha cominciato a prendersi degli impegni fuori dallavoro,cosa che prima aveva mai fatto,dicendomi che era stanco di come andavanole cose e cosi mi avrebbe fatto capire cosa aveva provato lui in questianni.dopo un periodo altalenante ci siamo lasciati,ma io lho ricercatochiedendogli di poter chiarire e di cercare di risolvere le cose parlando insieme.in mezzo c'era anche la questione convivenza,lui era convinto mentre io son caduta nel panico,paure e ansie e insicurezze..lui mi dice che pensava che il nostro rapporto fosse in fase matura e pronto per concretizzarsi in qlcosa.io ho avuto paura e ho passato mesi con l'ansia da una parte della risposta da dargli e se ne fossi stata capace e dallaltra di perderlo e rimanere sola.dentro di me sentivo che qsto cambiamento alla mia vita mi faceva paura,in più perchè lui nn voleva star vicino ai miei,alla fine ci siamo lasciati,ma io nn son per nulla convinta del passo fatto.sto malissimo,anche se faccio la dura,ho sempre tirato su qsta maschera da acida e un pò aggressivacon gli altri per non far vedere la mia parte debole e timida.la sto prendendo proprio male,perchè ho un sacco di brutti pensieri,gli stessi che facevo nelperiodo della maturità:pochissima autostima di me,che non valgo nulla e nn sn buona di far nulla,ho un brutto carattere,che sono sola e nn mi vuolenessuno,che nn ce la faccio senza di lui,continuo a dirmi che è tutta colpamia, e so che nn è cosi ma nn riesco a convincermene.piango,son apatica, credo che la gente mi disprezzi e qindi la evito,sto al max con due amiche con cui misn confidata,loro mi dicono che non sn cosi come mi vedo,ma io nn riesco acrederci,perchè?? perchè nn riesco a pensare positivo?? nn è solo una questionelegata a qsto momento,io sento di nn avere la forza di modificare un pò la miavisione di me,vorrei accettarmi e imparare a relazionarmi senza ansie con glialtri.sbaglio lo so nel sperare in un ricongiungimento con lui, perchè ci siamo ripromessi di nn allontanarci, sappiamo entrambi che ci vogliamo ancora bene,lasperanza alimenta qlcosa che invece deve aver tempo di sedimentare lo so.continuo a dirmi che voglio cercare aiuto,magari tornare al consultorio da uno psicologo..ma nn so se ci riesco...cosi scrivo qui..almeno è un primo passo.quando cado nel baratro,nn so se è depressione o meno,capisco di nn essere lucida, mi piango addosso e sn disperata,apatica e il mio fisico nerisente,sn sempre stanca e dopo il lavoro nn riesco a far nulla,il sonno èaltalenante.Quando invece mi riprendo e sono impegnata nel lavoro o altrocapisco che ce la posso fare,che nn sn cosi sola e inutile..ma poi mi manca sempre qel qlcosa per crederci davvero e andare avanti. Mi piacerebbe frequentare anche qualche corsi di rilassamento emeditazione,poichè son sempre molto nervosa..spero di ruscire a fare almeno una di queste cose che mi propongo!
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