Pagine

Visualizzazione post con etichetta automutilazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta automutilazione. Mostra tutti i post

domenica, gennaio 18, 2009

AUTOLESIONISMO ED ATTEGGIAMENTO MATERNO

silvy Età: 15 Sono autolesionista da più di un mese e vorrei saperese farei bene a rivolgermi al consultorio. mamma non mi aiuta ma mi minaccia di farmi ricoverare se mi vede un'altro taglio. il mio amico mi ha consigliato di rivolgermi ad uno psicologo del consultorio ma io non so che fare. sono confusa e sofferente anke perchè mentre le scrivo sono in astinenza perchè mamma mi controlla due volte al giorno. mi aiuti, la prego.grazie
--------------------------------------------------------------------------------------
Il suo amico le ha dato un buon consiglio. Dietro ad un sintomo come il ferirsi e procurarsi dolore spesso c'è qualcosa di più profondo che andrebbe compreso e analizzato. L'atteggiamento "poliziesco" di sua mamma serve nell'immediato a controllarla ma non fa altro che aumentarle il livello d'ansia e comunque non risolve il problema, che come le ha suggerito il suo amico, necessita di un approccio differente. Saluti
Dott.ssa Cristina Gugliermetti

martedì, ottobre 14, 2008

HO INIZIATO A TAGLIARMI

amina Età: 17 Ho iniziato a tagliarmi a 13 anni ed ho smesso x 7 mesi quest inverno...ma poi ho ricominciato xkè il dolore ke avevo dentro era tnte la soddisfazione di vedere il sangue ke esce ankora di +...ok l'autelesionismo non è 1 cosa giusta, ma nn è peggio fumare? o drogarsi? ocorrere in macchina? tnt poi le ferite si richiudono...nn lo sò vorrei tnt riuscire a smettere,vorrei tnt non avrene voglia, ma sn trp confusa qualke consiglio??
-----------------------------------------------------------------------
Cara Amina, hai ragione, tagliarsi é come una droga.
Lo fai, ti allevia un dolore, allora lo rifai e ancora e ancora.
Proprio come la droga esprime un disagio, un modo momentaneo per sfuggire alla realtà interna che ognuno di noi si porta dentro.
Quando soffriamo i comportamenti lesivi che possiamo scegliere sono davvero tanti ed é vero che, come dici tu, le ferite poi si rimarginano. Ma così facendo si rimarginano solo le ferite fisiche, mentre invece, la Ferita, quella con la F maiuscola, la ferita interna che ti fa soffrire, quella continua a rimanere. A questo punto la domanda é spontanea….perché non prendersi cura di quella ferita, anziché crearsene altre? Perché non iniziare a volersi un po’ bene?
Ci sono dolori che non é possibile eliminare, che non sono come i tagli, che poi guariscono, questo lo sappiamo.
Però prendersene cura, cercando di crescere costruendo le fondamenta di noi stessi attorno (non sopra) a quel dolore, é possibile e necessario.
In questa tua richiesta non parli del dolore che hai dentro e questo mi fa pensare che sia ancora troppo difficile e terribile per te da accettare.
Però, cara Amina, é qualcosa che non puoi semplicemente cancellare (temporaneamente, per qualche misero secondo) con una lama, cercando di andare avanti tra una ferita e l’altra. Il mio consiglio é di chiedere aiuto. Magari parlandone con qualcuno di cui sai di poterti fidare, inizialmente. Sappi che esistono dei Servizi anche nella tua ASL dedicati all’adolescenza, con ottimi psicologi che possono aiutarti a dare parola a quel dolore interno, che in questo momento tu riesci ad esprimere solo attraverso l’autolesione.
Chiedere il nostro aiuto qui nel web è stato già un primo passo e sono molto contenta che tu sia stata capace di farlo, significa che riconosci di avere un problema, anche se cerchi di sminuirne la portata.
Ora è necessario che tu prosegua questo tuo percorso in aiuto di te stessa.
Spero di riavere tue notizie.In bocca al lupo.
Dott.ssa Cristina Gugliermetti - Psicologa

domenica, settembre 21, 2008

VIOLENZA ED AUTOLESIONISMO

Salve sono Flavia e ho 21 anni...le chiedo aiuto per un problema di autolesionismo...ho iniziato da qualche giorno a tagliarmi le braccia con una lametta...il motivo è il non accettarmi più...il non accettare quello che ho fatto. Ho avuto un'esperienza sessuale, anzi la mia prima esperienza sessuale squallida (sesso anale). Il fatto che la mia prima volta(se csì si può chiamare) sia stata a 21 anni fa capire che sn una ragazza cn principi...almeno credevo di averli fino a quel momento. Ora nn riesco + a guardarmi in faccia e ho perso la stima anke di questo ragazzo che, per quello che è successo, ha deciso di nn volermi frequentare + ma soprattutto la stima di me stessa.Per la vergogna ho nascosto tutto a tt anke alla mia migliore amica.Sento un dolore csì forte che cerco di stordirlo ferendomi fisicamente....Mi sento sola nel mio dolore e nella mia vergogna...Ogni volta che rivedo questo ragazzo ci sto male perchè sono stata sempre un tipo perfettino precisa e assolutamente il pensare che qualcuno mi ritenga una facile per non dire altro mi uccide...non so cs fare...ho pensato spesso al suicidio ma nn ho mai avuto il coraggio di provarci...csì mi taglio...ho bisogno di un aiuto per favore...
---------------------------------------------
Salve Flavia, l'autolesionismo rappresenta un modo di sentire un dolore al fine di non sentire un dolore ancora più grande: la violenza che ha subito. Ma quest'ultimo dolore và assolutamente gridato. Ne deve parlare con che ritiene a lei più vicino, superando il senso di vergogna che prova. E' un passo necessario da fare. Saluti.

AUTOMUTILAZIONE SUPERFICIALE

buongiorno mi chiamo Gino e ho 22 anni. Mi scuso per il disturbo ma volevo sottoporle una questione: una mia carissima amica soffre da qualche tempo a questa parte di una forma di autolesionismo (Automutilazione superficiale).. i suoi genitori non lo sanno per ovvi motivi... quando l ho saputo ho cercato del materiale in internet ma lei mi ha detto che non si era informata perche voleva vivere il momento autolesionistico come una cosa sua personale.quello che mi chiedo è questo:come posso concretamente aiutarla? Lei dice che tagliandosi si sente meglio... e se dovesse diventare una abitudine? Ovviamente cerco di starle il piu vicino possibile ma mi sembra che tutto quello che faccio le scivoli via come se nulla fosse. in tutto questo c'e anche di mezzo una sorta di anoressia nervosa e un ragazzo che lei sa di non poter avere (hanno avuto una breve "storia" ma poi tutto si è concluso) ma lui (non sa ovviamente dell'autolesionismo) a mio parere gioca sul fatto che lei possa essere ancora coinvolta..che posso fare?scusi per il disturbo distinti saluti Gino
-----------------------------
Salve Gino, non può fare niente'altro che starle vicino. Finchè non maturerà in questa ragazza la consapevolezza che è affetta da firti disagi psicologici e necessita d'essere aiutata, ogni forzatura in tal senso rischia di produrre l'effetto opposto a quello desiderato.Saluti